S. Angelo le Fratte, e… Benvenuti in Paradiso

Benvenuti in Paradiso? No, siamo a Sant’Angelo le Fratte, 1300 anime, uno dei 22 Borghi più belli della Basilicata. 

La tradizione, la natura, l’entusiasmo, la tenacia, l’impegno dei suoi cittadini e del suo Sindaco Michele Laurino, un uomo illuminato, la Valle del Melandro e il Monte Carpineto, diventano le porte e la vetta del Paradiso e… i colori dei murales, il verde ornamentale, i Palmenti, le Cantine, il vino e il cibo fanno il resto. 

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SANT’ANGELO LE FRATTE (PZ) – «Ero alla ricerca di un paese in cui ambientare la storia che mi frullava per la testa, – si legge in un paragrafo del libro “La strada bagnata” di Marianna Montenegro, ambientato a Sant’Angelo le Tratte – mi sono imbattuta in alcune foto sul Web e subito sono stata colpita dalle immagini di alcuni murales. Ciò che mi ha toccato è stata l’umiltà coraggiosa del paese nel decidere di dare un volto nuovo alle case e alle vie, non che fosse un’idea mai vista, ma ammirevole è per me l’orgoglio e l’amore con cui questo intervento viene tuttora fatto in tutta la Valle del Melandro, riuscendo con poco ad esaltare al massimo l’immagine del territorio».

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E come si fa a non restarne colpiti di questo bel Borgo lucano di 1300 anime circa, che ha fatto della tradizione, della natura e con l’entusiasmo di un Sindaco  illuminato, che ha puntato tutto su queste due condizioni, e il resto è venuto da solo. Il Sindaco Michele Laurino sempre attivo 24 ore al giorno per il suo paese, intento ad organizzare per il suo borgo manifestazioni culturali, artistiche, ricreative, musicali, rappresentative, per attrarre turismo e rendere vivo Sant’Angelo le Fratte, uno dei 22 Borghi più belli della Basilicata, ma anche a incoraggiare i suoi compaesani a rispondere a questa “chiamata” di cuore e rendere le proprie abitazioni, piccole o grandi che siano, antiche o moderne, ad “ospitare” murales, piante di ornamento belle, fiorite e rigogliose. E la magia è fatta. Una magia ma anche realtà includendovi sempre e in ogni circostanza i temi propri delle aree interne, vieppiú del meridione, temi che noi altri “sudisti” ci confrontiamo quotidianamente specie con le scarsissime risorse che vi giungono.

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Sant’Angelo le Fratte, è certamente uno dei borghi più belli ed interessanti della Basilicata. È stato riscoperto polo d’attrazione turistica, grazie alla tenacia e all’impegno del suo Sindaco Michele Laurino e ai suoi concittadini che lo hanno seguito. Entra a far parte del Basilicata BEL, la rete di cooperazione turistica che riunisce i Borghi Eccellenti Lucani. È ubicato sulle pendici del monte Carpineto dal quale si può ammirare l’intera valle del fiune Melandro con i comuni limitrofi di Savoia di Lucania e Satriano di Lucania e in alto i Palmenti che si arrampicano sui suoi costoni rocciosi, manufatti costruiti all’inizio del 1700, laddove avveniva e tutt’ota avviene la pigiatura delle uve e la fermentazione del mosto.

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I Palmenti, grandi o piccoli che siano, hanno al loro interno delle vasche differenziate a seconda delle necessità produttive e del vitigno di buccia bianca o rossa, e così una vasca viene utilizzata per il vino rosso un’altra per il vino bianco. L’uva raccolta nei vigneti circostanti viene trasportata in alto, dagli asini e bigonce, versata nella vasca veniva pigiata a piedi nudi. E grazie ai Palmenti e allo straordinario vino che produce Sant’Angelo le Fratte è noto anche come “il paese delle Cantine“, di qui il grande successo del percorso eno-gastronomico che si tiene ogni anno a cavallo di ferragosto, tranne quest’anno a seguito delle misure anti covid. La suggestività è data anche dai percorsi tra i Palmenti, lungo i quali si possono ammirare sculture bronzee che raffigurano sagone di persone e di Asini, figure eteree che rappresentano i lavoratori nel tempo, e il profumo, il fresco e l’entusiasmo del Sindaco Michele Laurino che ci ha accompagnati, orgoglioso del suo gioello, colorato e accogliente Borgo, fanno il resto.

Ma quando si parla di vino, per noi “sudisti” si parla di convivialità, di cibo, di accoglienza, di generosità, e di grande allegria, e si sa la tavola fa miracoli. Il primo miracolo sono i sapori di tutte le leccornie del posto, salumi, formaggi, fusilli, cavati e ogni bontà che ormai la Nouvelle Coucine ci ha disabituati ad assaporare, carni rosse, carni bianche, cacciagione e nei periodi giusti funghi, asparagi, e chi di volta in volta si siede a tavola ne esce completamente rapito dalla straordinarietà dei sapori.

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Vino, salumi, formaggi e le tipicità culinarie, i tantissimi murales che impreziosiscono di emozioni e magia i muri delle abitazioni, piante e fiori d’arredo, rampicanti di campanule di ogni colore, edere che si arrampicano, viti americane che si contorcono negli spigoli delle case, sulle scale e sui porticati che realizzano cornici d’ombra, le passeggiare lungo le strade e i vicoli, ti immergono in un mondo fiabesco, ma unico perché vivo e partecipe degli abitanti del luogo, fieri di vivere in un posto semplicemente incantevole, rendono il piccolo borgo lucano magico.

E tutto finto come nelle favole? Assolutamente no è proprio tutto vero, e quando ci si inerpica lungo le stradine ricavate nella roccia e arriva la frescura e l’odore del vino di decine e decine di Cantine ricavate nelle caverne di pietra calcarea grigia, ma solo perché cotte dal sole, è li che ti accorgi che sei giunto a Sant’Angelo le Fratte e… benvenuti in “Paradiso“.

Sant’Angelo le Fratte, 17 agosto 2020

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