Eboli. E’ morto Peppino Manzione: L’ultimo comunista

E’ morto Peppino Manzione: L’ultimo comunista. Uomo di altri tempi. Aperto al dialogo e alle innovazioni, leale e onesto, combattivo e tenace.

Nelle lotte ha sempre affermato il principio della “civiltà” politica. Grande educatore e da Preside grande innovatore, è’ stato Consigliere Provinciale del PCI e Sindaco di Eboli. Non ha fatto mai mancare il suo contributo come voce autorevole di esperienze mitiche e storiche vissute.

Giuseppe Manzione-Foto POLITICAdeMENTE

Giuseppe Manzione-Foto POLITICAdeMENTE

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – E’ morto Peppino Manzione: L’ultimo comunista. “Peppino” come tutti lo chiamavamo era un uomo di altri tempi, ma aperto al dialogo e alle innovazioni, leale e onesto, combattivo e tenace e nelle sue lotte politiche ha sempre affermato il principio della “civiltà” politica nel confronto e nel dibattito anche in quello più aspro. Grande educatore e da Preside grande innovatore, è stato Consigliere Provinciale del PCI e Sindaco di Eboli: erano gli anni ’80; anni in cui era ancora forte lo scontro tra i cattolici, interpetrati da una forte Democrazia Cristiana da una parte, e dai laici, con Comunisti, Socialisti, socialdemocratici e repubblicani, dall’altra.

Fu proprio in quegli anni, sebbene giovanissimo, intensificai i miei rapporti politici con Peppino Manzione e Antonio Cassese, i più dialoganti tra i comunisti, oltre che Vincenzo Sparano e i giovani emergenti di allora Mario Trifone, Vincenzo Cicalese e Vincenzo Aita. Stringemmo con loro una forte alleanza con l’asse tra il Partito Repubblicano e il Partito Comunista, aprendo ai socialdemocratici e ai Socialisti, che incominciavano a mietere successi sull’onda della crescita di Carmelo Conte, fortissimo Vice presidente della Regione Campania.  Alleanza che ci fece convergere su Peppino fino ad eleggerlo Sindaco di Eboli: era l’anno 1976. L’azione che portò al palazzo di città un’alleanza di centro-sinistra, ebbe come effetto politico ridondante, quello di spingere all’opposizione la Democrazia Cristiana, che comunque era maggioritaria nella Città, ma che veniva fuori da una gestione non molto esaltate di un sindacato Brescia.

giuseppe-manzione-funerale

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Quelli erano gli anni delle grandi contrapposizioni e delle grandi rivendicazioni e con Peppino solcammo ininterrottamente le strade che portavano a Napoli e a Roma per rivendicare fondi che servirono per la realizzazione di opere pubbliche di primaria importanza per la Città. Da allora il rapporto è stato sempre cordiale ed affettuoso, e la mia ammirazione per lui negli anni si è sempre più fortificata ed accresciuta, seguendolo nei suoi tanti contributi che generosamente offriva in quegli incontri e in quei dibattiti, laddove era necessaria una voce narrante ed autorevole che ricordasse le lotte contadine e quelle delle conquiste sociali, e POLITICAdeMENTE ne ha sempre tratto dei reportage dando voce mediatica alla sua voce “gentile” ma forte ed autorevole.

Quando l’esperienza del PCI si incrociò con le pulsazioni emergenti interne e poi con quelle laico-socialiste, e liberldemocratiche oltre che quel mondo cattolico che il PCI aveva sempre avversato, che lo portarono alle varie esperienze del PDS, DS all’Ulivo e successivamente fino al PD, e le altre rappresentazioni, Peppino non ha fatto mai mancare il suo apporto alla sinistra, accompagnando con i suoi giudizi critici e pertinenti, che confermavano quel suo prestigio verso il quale tutti nutrivano massimo rispetto. Colto, intelligente, acuto, tenace e combattivo, ma garbato e accomodante, senza svilire le sue idee, è stato un grande esempio di uomo politico e un grande educatore come insegnante e Preside.

Peppino Manzione era veramente un uomo di altri tempi, e gli veniva riconosciuta la capacità di ascoltare e quella di saper confrontarsi con chicchessia, senza scadere nella difesa a tutti i costi delle sue posizioni ma mirando ad una convergenza che rappresentasse poi la sintesi e restituisse all’azione politica lo spessore che si meritava. Per questo era spesso chiamato a dare un contributo culturale per la sua esperienza politica come uomo di cultura, uomo politico e come ex Amministratore avendo egli rivestito il ruolo di Consigliere Provinciale e di Sindaco.

La sua scomparsa ha scosso la Città e tutto il mondo politico e culturale, tanto da dire senza ombra di dubbio che con lui se ne va l’ultimo comunista. L’ultimo interpetre di quel movimento che ha contribuito prima all’affermazione dello stato democratico e poi con le sue lotte all’affermazione dei principi fondamentali e dei diritti più elementari dell’uomo.

«Ci lascia una delle piu’ grandi figure della sinistra e della storia di Eboli. – scrivono in un post su facebook i militanti di BerlinguerLabPeppino Manzione era uomo di grande umanità, di grande cultura e di grandissima integrità politica e morale. La città perde una delle sue persone migliori.  Il BerlinguerLab si stringe intorno alla famiglia e all’amico Carlo per questa gravissima perdita».

Oggi siamo tutti più poveri. – scrive invece Luca Sgroia ex Presidente del Consiglio Comunale e ex Segretario del DS nel suo post su twitter commentando la scomparsa dell’ultimo comunista ebolitano Peppino Manzione – Eboli e la Sinistra perdono un punto di riferimento, un pezzo di storia, un esempio di rigore morale ed etico. Peppino ci mancherà la tua pacatezza nell’esprimere le tue opinioni, il tuo voler prevalere sempre e solo con la forza della ragione, senza avere mai il bisogno di urlare, insultare o alzare la voce. – Sgroia si rivolge direttamente a lui – Ci mancherà la tua incrollabile coerenza, la tua militanza, la tua straordinaria cultura, la tua umanità. Porterò sempre con me le storie e gli aneddoti che mi raccontavi sul nostro Partito, come facesti in uno dei nostri ultimi incontri, quando ti fermasti per darmi un passaggio e mi spiegasti, lungo il tragitto, di come vi distingueste dalle posizioni ufficiali del Partito, dopo i fatti della Primavera di Praga. Appartenevi ad un’epoca che non aveva la presunzione di voler ridurre la complessità dei ragionamenti alla semplicità degli slogan. Peppino, – conclude Sgroia – tu insieme a tanti compagni che ho avuto l’onore di conoscere e apprezzare, stimare e a volte anche contestare, eri un gigante. Mi mancherai e ci mancherai.

Antonio Manzo invece sulla sua pagina di Facebook ricorda “quell’ultimo” caffè con Peppino Manzione, e ne traccia un breve ma significativo profilo: «Preside e grande dirigente del PCI salernitano. Peppino fu cronista giovanissimo dell’Unità nei giorni dell’alluvione del 1954 a Salerno, attivissimo collaboratore di Cronache meridionali diretto da Amendola, de Martino ed Alicata. Fu sindaco di Eboli. Volle che insieme facessimo una foto al bar per spedirla via sms al suo compagno Antonio Bassolino con l’augurio piu caro nella poi incompiuta battaglia politica per Napoli. Peppino, un ultimo abbraccio».

Forse per il personaggio che è stato e per quello che ha rappresentato nella “piccola” storia del nostro territorio, si meritava almeno qualche rigo sulla stampa locale più che un post personale e qualche nota in più sul web: ma questa è un’altra cosa, talmente lontana dalla voracità dell’informazione che un ricordo che rappresenta una parte della storia locale, con la morte, viene archiviata e non merita nemmeno il ricordo e semmai uno sbrigativo accenno.

Non può mancare un abbraccio all’amico Peppino da POLITICAdeMENTE e da tutto il suo staff, un affettuoso abbraccio alla sua famiglia, la moglie, i figli ed in particolare Luigi che spesso ha offerto il suo contributo politico, in articoli che POLITICAdeMENTE ha pubblicato riconoscendogli quella competenza e quella profondità di analisi, oltre che quella semplice e pulita passione per la politica. Peppino ci mancherà. Buon viaggio Peppino.

Eboli, 8 settembre 2016

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Se Antonio Cassese fu il leader carismatico, Vincenzo Sparano l’uomo di punta di mille battaglie, PEPPINO MANZIONE rappresentò l’equilibrio e la sintesi di quella irripetibile stagione politica della sinistra ebolitana.
    Per noi giovani di allora che entrammo nel movimento,Peppino rappresentò un punto di riferimento sicuro per le sue doti di umanità, acume politico ed intellettuale che ha conservato fino alla fine dei suoi giorni.

    • Condivido, noi che da giovani ci affacciammo all’impegno politico negli anni ’80, trovammo in lui un riferimento attento, serio, disponibile nel confronto dialettico, nella formazione di un imprinting politico. Trovammo in lui altrettanta coerenza ideologica, intransigenza etica, fermezza civile, onestà intellettuale, sostegno morale. Peppino è stato sempre colui che “poteva ricucire” con saggezza, educazione, compostezza intelligenza. Tra gli uomini più rappresentativi di una sinistra scomparsa, l’anima più vera, più sincera, più onesta, più pulita. Il più rappresentativo di una sinistra che nella sua involuzione ideologica ha visto splendori e degenerazioni, fasti e decadenze. Peppino, anche qui, fermo, unico, vero, onesto intellettuale sopravvissuto ad un misero colasso generazionale. Ti abbiamo voluto bene.

  2. Ciao Peppino, che bei ricordi mi ritornano alla mente quando insieme abbiamo amministrato Eboli e il nostro Ospedale. Umano, Buono, Onesto, nobile di animo e di cuore, col tuo perenne sorriso consolavi i poveri e gli afflitti. Caro amico che Dio ti abbaia in gloria.
    Elio

    • GRAZIE MASSIMO,GRAZIE ELIO,sottoscrivo il tuo post, ciao Peppino…

  3. Un Gigante di ieri, paragonato al lillipuziani di oggi.
    Un esempio unico ma non imitato.

  4. non posso, non voglio e non devo sottrarmi a spendere un pensiero per il GRANDE GIUSEPPE MANZIONE: politico, professore, dirigente e padre come pochi!! Per misurare la grandezza di quest’uomo basta solo confrontare la sua carriera con i suoi possedimenti. Professore, preside, Sindaco, dirigente di partito e dirigente USL, beni posseduti: una casa in cooperativa a San Cataldo. Ciò dimostra, come tutti sappiamo, che non ha sottratto una lira alla collettività e forse qualche volta ci ha rimesso dalla propria tasca. semplicemente ONESTO!!!che il DIO ti abbia in gloria. E devo dire che i figli hanno la stessa morale: onesti e perbene come il papà.

    • Condivido anche la punteggiatura.

  5. NON SFUGGIRA’ AI PIU CHE’ NEL RICORDO DI PEPPINO

    MANZIONE ,DISCUTERE DELLA SUA FIGURA DI DIRIKENTE

    COMUNISTA DI EBOLI,SIGNIFICA RIANDARE AI TEMPI IN

    CUI IL CRUCCIO DELLA STORIA FECE SI’ CHE UN GRUPPO

    DI GIOVANI, EDUCATI ALL’ANTIFASCISMO DI GRAMSCI E

    AL RINNOVATO REALISMO DEL PARTITO NUOVO DI PALMIRO

    TOGLIATTI DIVENTASSARO CREATORI ED INVENTORI DELLA

    STORIA DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO AD EBOLI E

    ALLA INFLUENZA ED AL PRESTIGIO DI QUESTO GRUPPO

    DIRIGENTE COMUNISTA IN TUTTA LA PIANA DEL SELE E

    NELLA PROVINCIA DI SALERNO.

    PEPPINO MANZIONE ERA IL PIU’GIOVANE TRA A.CASSESE

    V. SPARANO G.PERROTTA ,A.ALINOVI,LANOCITA ,I QUALI

    SEPPERO INTERPRETARE LO SPIRITO DEI TEMPI ,RICOLLEGAN-

    DOSI DA UNA PARTE AGLI ESPONENTI DELLA TRADIZIONE POPO-

    LARE EBOLITANA ,AITA ,ZECCA ,LESO ,MAURINO, E DAL.

    L’ALTRA NEL DIRIGERE LE ASPETTATIVE , LE ESIGENZA ED

    I BISOGNI DI UNA POPOLAZIONE STREMATA DALLA GUERRA ,

    DALLA FAME ,DALLA MISERIA. ATTRAVERSO LE MITICHE LOT-

    TE PER LA TERRA LA POLITICA GRAMSCIANA E TOGLIAT-

    TIANA USCIVA DALLE FUMISTERIE IDEOLOGICHE E SI FACEVA

    CARNE VIVA , PEppino Manzione ed il gruppo dirigente

    comunista pesarono nel dibattito politico e sociale

    DEL DOPOGUERRA ,NELLE LOTTE DEI BRACCIANTI E CONTADI-

    NI ,IN QUEL MOTO DELLE LOTTE PER LA TERRA MEL MEZZO-

    GIORNO.LA GRANDE ASSISE MERIDIONALE ,TENITESI AD EBO-

    LI ,CON I GRANDI DIRIGENTI AMENDOLA E SERENI ,CONSA.

    CRO’LA IL GIOVANE GRUPPO DIRIGENTE COMUNISTA.,.

    IN QUESTO SFONDO BISOGNA COLLOCARE IL COMUNISTA

    GIUSEPPE MANZIONE .

    QUANDO NEL 1965 ,ALCUNI GIOVANI STUDENTI COMUNISTI

    M.TRIFONE ,G.LESO .V. CICALESE .V,PINDOZZI,A,GASPARRO

    ED ALTRI RIPRESERO LA LEZIONE DI PEPPINO MANZIONE.

    CALMA ,DECORO ,DIGNITA’ CULTURA E INTELLIGENZA POLITI-

    CA ,DI PEPPINO MANZIONE ,SCHIAFFEGGIATO NELLA CASEMA

    DEI CARABINIERI DI EBOLI ,IN OCCASIONE DELL’ATTENTATO

    A TOGLIATTI NEL LUGLIO DEL 1948.

    IN TEMPI COME I NOSTRI ,PIENI DI NANI E BALLERINE,

    IL GIGANTE MANZIONE INDICA UN COMPORTAMENTO DA

    RECUPERARE E DA SEGUIRE.

    9 SETTEMBRE 2016 PEPPE LESO

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