Il Circolo Libertà e Giustizia Piana del Sele aderisce all’appello per la Pace

Il Circolo Libertà e Giustizia Piana del Sele aderisce all’appello per la Pace:  “L’Italia ripudia la guerra  come strumento di offesa alla libertà dei popoli…. .

“Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato.

alex zanotelli-carlo smuraglia-sandra bonsanti

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

Costituzione della Repubblica Italiana  ART. 11:  L’Italia ripudia la guerra  come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato.

Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l’assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il più possibile voci e iniziative di pace anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra”.

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI
Francesca Chiavacci – Presidente Nazionale ARCI
Susanna Camusso – Segretario generale CGIL
Annamaria Furlan – Segretario generale CISL
Carmelo Barbagallo – Segretario generale UIL
Roberto Rossini – Presidente Nazionale ACLI

Aderiscono: Don Luigi Ciotti, Alessandro Pace, Sandra Bonsanti (presidente emerita di Libertà e Giustizia), l’ARS (Associazione per il rinnovamento della sinistra), Articolo 1 – Mdp, Legambiente, Rete della Conoscenza, Greenpeace Italia, Libertà e Giustizia circolo Piana del Sele.

Alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile eccoci a chiedere ancora che la nostra Costituzione venga rispettata.  L’appello “urgente” per la pace, lanciato da ANPI, ARCI, ACLI, CGIL, UIL, CISL, al quale aderiscono associazioni e persone che da sempre lottano per la difesa dei diritti sanciti nella nostra Costituzione, è un segnale di quanto noi cittadini dobbiamo ancora insorgere contro chi la ignora, e che purtroppo troviamo nelle Istituzioni.  Questo, a pochi mesi dal referendum del 4 dicembre in cui il “popolo sovrano” ha bocciato quegli stravolgimenti che erano stati proposti “disinvoltamente”, da chi confidava forse nell’approvazione acritica dei cittadini.

Contro la palese violazione dell’Art 11 si leva anche la voce di padre Alex Zanotelli, che mette in luce con spietata amarezza le ciniche azioni decise dal Governo:

“L’Italia, secondo l’Osservatorio sulle armi, spenderà quest’anno 23 miliardi di euro in armi (l’1,18% del Pil) che significa 64 milioni di euro al giorno! Ora Trump, che porterà il bilancio militare USA a 700 miliardi di dollari, sta premendo perché l’Italia arrivi al 2% del Pil che significherebbe 100 milioni di euro al giorno. “Pronti a rivedere le spese militari – ha risposto la ministra della Difesa R. Pinotti – come ce lo chiede l’America.” (non l’Europa matrigna, ma l’America! ndr). La Pinotti ha annunciato anche che vuole realizzare il Pentagono italiano a Centocelle (Roma) dove sorgerà una nuova struttura con i vertici di tutte le forze armate. La nostra ministra della Difesa ha inoltre preparato il Libro Bianco della Difesa in cui si afferma che l’Italia andrà in guerra ovunque i suoi interessi vitali saranno minacciati. E’ un autentico golpe democratico che cancella l’articolo 11 della Costituzione. Dobbiamo appellarci al Parlamento italiano perchè non lo approvi. Il Libro Bianco inoltre definisce l’industria militare italiana ‘pilastro del Sistema paese’…… Infatti nel 2015 abbiamo esportato armi pesanti per un valore di oltre sette miliardi di euro! Vendendo armi ai peggiori regimi come l’Arabia Saudita. Questo in barba alla legge 185/90 che vieta la vendita di armi a paesi in guerra o dove i diritti umani sono violati. L’Arabia Saudita è in guerra contro lo Yemen, dove vengono bombardati perfino i civili con orribili tecniche speciali. Secondo l’ONU, nello Yemen è in atto una delle più gravi crisi umanitarie del Pianeta. All’Arabia Saudita abbiamo venduto bombe aeree MK82, MK83, MK84, prodotte dall’azienda RMW Italia con sede legale a Ghedi (Brescia) e fabbrica a Domusnovas in Sardegna. Abbiamo venduto armi anche al Qatar e agli Emirati arabi con cui quei paesi armano i gruppi jihadisti in Iraq, in Libia, ma soprattutto in Siria dov’è in atto una delle guerre più spaventose del Medio Oriente. In sei anni di guerra ci sono stati 500.000 morti e dodici milioni di rifugiati o sfollati su una popolazione di 22 milioni!”.

Negli anni ’40 Einstein difendeva l’idea del “governo mondiale” perché convinto che “non vi sia altro mezzo per eliminare il più spaventoso pericolo di fronte a cui l’uomo si sia mai trovato … la distruzione totale..”.  E invece, è tramontato anche il prestigio delle Nazioni Unite, ormai irrilevanti. Da quando George Bush figlio è andato a bombardare l’Irak senza aver ottenuto l’autorizzazione dell’ONU, questa irrilevanza è stata evidente.  Ci sono stati i bombardamenti (non autorizzati) di Cameron e Sarkozy in Libia, fino al recente intervento di Donald Trump in Siria e in Afganistan, applaudito dai governi occidentali.  Nessun cenno all’ipocrisia del presentare la “domandina”per poter usare le armi, per poi procedere in fretta senza attendere il consenso.

A quale catastrofe ci porterà la svalutazione di un organismo internazionale che ponga limiti ai singoli Stati, per dirimere i conflitti in modo non violento?

Salerno, 26 aprile 2017

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