Convegno a Eboli su Gramsci a 80 anni dalla morte

I Comunisti ebolitani celebrano con un Convegno, la Figura di Antonio Gramsci ad 80 anni dalla Morte.

L’incontro storico-politico-culturale su Gramsci, “padre nobile” della Sinistra italiana, organizzato dal  P.C.I. di Eboli, si è tenuto nella sede di BerlinguerLab, per ricordarlo a 80 anni dalla sua morte e per riflettere sull’attualità del suo pensiero. Il Segr. Prov. P.C.I. Balsamo: ”La Contemporaneità delle riflessioni di Gramsci fa riflettere sulla lungimiranza e la grandezza dell’uomo!”

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Gramsci-80 anni dalla morte-Eboli-Lamonica-Balsamo-Dangelo-Hobel

      di Macro Naponiello per POLITICAdeMENTE il Blog di Massimo Del Mese

istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza! (Tratto da L’Ordine Nuovo, anno I, n. 1, 1° maggio 1919)

EBOLI Antonio Francesco Sebastiano Gramsci (Ales22 gennaio 1891 – Roma27 aprile1937) è stato un politico, filosofo, giornalista e critico letterario italiano. I suoi scritti tra cui i più celebrati i famosi “Quaderni”, hanno influenzato e continuano tutt’oggi, la vita pubblica della sinistra italiana), nei quali analizzò con arguzia felice la struttura culturale e politica della società italiana, europea e non solo, sono considerati tra i più originali dell’intera tradizione filosofica marxista.

Gramsci-80 anni dalla morte-Eboli-1

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Tra i suoi contributi principali si annovera il concetto di “egemonia culturale”, secondo il quale le classi dominanti di una determinata società, impongono ob torto collo i propri valori politici, intellettuali e morali a tutto il resto della popolazione, con l’obiettivo di consolidare nel tempo il potere intorno a un senso comune di appartenenza generale condiviso, o quanto meno sentito. Gramsci ritiene che “il Potere“nella società italiana di inizio novecento, ma che trova sponda nella situazione attuale, avrebbe potuto trasmigrare ad una nuova elite di comando tramite criteri nuovi, tra cui una maggiore consapevolezza complessiva, la quale proviene in special modo dall’emancipazione culturale.

Per Gramsci infatti la rivoluzione del proletariato ”permanente” cara a Lev Trockij non ha motivo reale di essere come condizione prodromica di riscatto, ma invece conquista lenta ma decisiva operando sotto traccia nelle istituzioni dove la classe proletaria che conquista è una conquista graduale dal sapore culturale, come momento di riscatto democratico tra classi sociali coese e compatte.

Un altro elemento della filosofia gramsciana consiste nel dualismo tra Egemonia e Democrazia. Infatti nel sistema egemonico esiste democrazia tra il gruppo dirigente e i gruppi diretti, nella misura in cui lo sviluppo dell’economia sociale e quindi della legislazione statuale che esprime tale sviluppo, favorisce il passaggio definita dall’intellettuale sardo molecolare: dai gruppi diretti della base al gruppo dirigente.

Egli fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia (1921) nato dalla scissione di Livorno al P.S.I., articolista di punta dell’”Avanti” incarcerato dal regime fascista di Mussolini nel 1926. Nel 1934, poi in seguito al grave deterioramento delle sue condizioni di salute sempre cagionevoli, gli venne concessa la libertà condizionata e fu ricoverato in una clinica, dove passò gli ultimi periodi della sua breve esistenza, morendo il 27 aprile del 1937.

Pertanto nella sede centralissima del BerlinguerLab in via Umberto Nobile, pensatoio della sinistra alternativa ebolitana ed organizzato dalla locale sezione del Partito Comunista Italiano, rinato dalle ceneri di quel sodalizio che fu appunto la “casa” di Enrico BerlinguerPalmiro Togliatti ed ancor prima Antonio Gramsci, il più grande Partito della sinistra occidentale, si celebra il pensiero, la vita e le opere di uno dei maestri della filosofia della politica del “secolo breve”, il Novecento: Antonio Francesco Sebastiano Gramsci ad ottanta anni dalla sua prematura dipartita.

Gramsci-80 anni dalla morte-Eboli-Balsamo-

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Si inizia alla presenza dei relatori: Dina Balsamo Segretaria Provinciale del PCI nelle vesti di moderatrice, Marco Lamonica dirigente nazionale PSI, Max Hobel della segreteria nazionale del PCI e il Prof Giuseppe D’Angelo docente di Storia dell’Uni.SA., con la partecipazione in sala dell’ex Sindaco ebolitano ed ex Consigliere regionale Gerardo Rosania, della coordinatrice di Libertà e Giustizia del comprensorio della Piana del Sele, Sofia Masillo, accompagnati dai dirigenti cittadini del PSI Pietro Lamberti, del PCI, Massimiliano Curcio ed Antonio Pindozzi, inizia un incontro dibattito sulla figura di Antonio Gramsci, totem carismatico, amato ed odiato della cultura italiana del dopoguerra.

La moderatrice Dina Balsamo, ripetiamo segretaria provinciale del PCI, ha sottolineato come negli ultimi anni non si sia dibattuto molto pubblicamente del grande pensatore sardo, tranne in circoli ristretti o pubblicazioni di nicchia, la sua filosofia ancora attualissima nella società civile italiana ed occidentale: ”..al di là delle semplici contingenze del momento, i suoi temi alti le risposte offerte ai mali sociali nel corso di una vita breve si ma molto intensa!” – prosegue concludendo la dirigente provinciale – Se pensiamo che il suo fine era di fare del popolo la classe d’elite della società, iniziando della Scuola, contro il classismo voluto dalla Riforma Gentile che ghettizzava già da adolescenti il futuro dei cittadini, dando la possibilità con le sue idee accolte da un’altra Riforma scolastica quella del 1963, caldeggiata dal PCI, di poter dare a tutti l’occasione di elevarsi culturalmente ancora presente nel sistema dell’istruzione attuale, ma che qualcuno ha in mente di smantellare,pensiamo alla “Buona Scuola”!

Gramsci-80 anni dalla morte-Eboli-2

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Il Docente Universitario Giuseppe D’Angelo: ”Negli anni ’80  è iniziato un oblio voluto sul pensiero di Antonio Gramsci, che in verità ha subito tentativi di snaturalizzazione con la polemica tra Gramsci e Togliatti e tra Gramsci Gobetti, cercando di rendere il suo pensiero più liberale! – prosegue polemico lo studioso – ..il grande filosofo sardo ha conosciuto una seconda vita all’estero, specialmente in Sudamerica, nelle aule universitarie Brasiliane e Venezuelane, ci siamo fatti scappare un patrimonio italiano, siamo stati capaci di far questo. Egli affermava: ’Odio gli indifferenti!’ Bisogna costruire un cambiamento partendo dalla capacità critica delle cose!

Togliatti ricorda D’angelo nel ventennale della morte (1957) sottolineava all’epoca la grande lungimiranza di Gramsci con il concetto di Egemonia, ovvero una lenta spoliazione dei popoli deve essere contrastata dall’egemonia del proletariato, che abbisogna di una coscienza culturale e morale della società italiana, più complessa rispetto a quella russa del 1917. Tuttavia  la classe operaia, non ha consapevolezza del suo compito ne della suo reale stato prolungato servile, per  Gramsci infatti: ”..non ha una chiara coscienza teorica di questo suo operare che pure è un conoscere il mondo in quanto lo trasforma. La sua coscienza teorica anzi può essere in contrasto col suo operare! Poi rammenta con enfasi, il concetto di società occidentale di periferia riferito al Sudamerica, che ne ha fatto un riferimento di molte battaglie rivoluzionarie, una riflessione intorno al centro-periferia, applicabile ancora oggi, se ci riferiamo alla UE ed ai rapporti di subordinazione interni, pensiero attuale che ne fa uno dei più grandi pensatori marxisti di sempre.

Terminata la prolusione del docente universitario, è la volta di Marco Lamonica, giovane dirigente nazionale del PSI, che al suo intervento da un taglio diverso, parlando del Gramsci meno conosciuto: ovvero quello di giornalista e critico teatrale (sostituendo Benito Mussolini) nella redazione dell’Avanti di Torino dal 1916 al 1922, quando trasmigrò “armi e Bagagli per fondare “L’Ordine Nuovo”. In seguito ha evidenziato la sua amicizia con Mario Garuglieri, esule ad Eboli sua guardia del corpo prima e diffusore del suo pensiero poi, cui è dedicata la sezione cittadina del PCI che ha organizzato il Convegno.

Gramsci-80 anni dalla morte-Eboli-Lamonica-

Gramsci-80 anni dalla morte-Eboli-Lamonica-

Ma prima Lamonica, riallacciandosi a quanto detto da suo predecessore, ricorda come un grande calciatore sudamericano degli anni ’80, il brasiliano Socrates disse candidamente al suo arrivo nel Bel Paese, ad un giornalista che gli chiese ingenuamente: Chi è l’italiano che stima di più, Mazzola o Rivera? “Socrates: “Non li conosco. Sono qui per leggere Gramsci in lingua originale e studiare la storia del movimento operaio! Cosa che la dice lunga di come sia conosciuto Gramsci nelle Americhe, anche in quella del Nord, gli Usa nella fattispecie dove vi sta forse il più grande archivio del pensatore sardo.

Nella redazione dell’”Avanti” di Torino – spiega Lamonica – non si firmavano gli articoli, dunque posteriormente Palmiro Togliatti dovette operare un duro lavoro per ricostruirne tutto il corpus dei pezzi vergati dal filosofo, il quale aveva rinunziato ad un comodo posto di dirigente scolastico per poter avvalersi di poter scrivere per una prestigiosa testata giornalistica, rinunciando al 60% dello stipendio, e che impressionò tutti per la caparbia, ferrea volontà a dispetto di una salute cagionevole, riuscendo a completare persino 10 pezzi al giorno per il quotidiano torinese! Antonio Gramsci sottolinea il relatore, il quale non amava i giornalisti professionisti i quali molti come oggi erano prezzolati e non si è mai sentito dunque un professionista della carta stampata, una eredità questa  di onore, impegno e coerenza.

Ultimo relatore in scaletta è Max Hobel della Scuola di Formazione Politica Gramsci – Togliatti e membro della direzione nazionale del PCI, che in preludio risalta positivamente la doppia intestazione della sede fisica ospitante del  Convegno in essere, ovvero ad Enrico Berlinguer (BerlinguerLab appunto) e la locale sede del PCI, come affermato sopra, a Mario Garuglieri amico e sodale dello stesso Gramsci. Il Dirigente politico nazionale comunista, sottolinea di nuovo il pensiero rivoluzionario del Filosofo sardo in tutto il mondo, che ha dedicato parte del suo pensiero alle complessità sociali: Gramsci riflette sulla sconfitta del movimento operaio nel cosiddetto “Biennio Rosso”, cui è succeduto il Regime Fascista; egli da “Ordinovista” esaltò il ruolo “molecolare” dei consigli di fabbrica che pian piano, attraverso una unione tra classi contadine al Sud e proletariato industriale al Nord, (come oggi tra precari di vario genere che nel precariato possono trovare il collante della lotta) potevano prendere il possesso dello Stato centrale, ed il PCI il veicolo atto allo scopo, come specificato anche prima, la nostra società per quanto meno accentrata era più complessa di quella della Russia zarista, polemizzando con Lev Trockij e la sua teoria della Rivoluzione Permanente!

“Lo stesso Palmiro Togliatti definìcontinua Hobel il concetto partorito da Gramsci di partito come un: ”Intellettuale collettivo,che diventa classe dirigente nelle trincee della società! Termina lo studioso comunista con una amara critica alla Globalizzazione imperante: Alla caduta del Muro di Berlino, che fu un momento invece pacifico, ci fecero credere della Morte della Storia, che ormai vivevamo nel migliore dei mondi possibili. Cosi non è stato, anzi ci troviamo di fronte nel contrastare diseguaglianze in aumento, un mondo tecnologico che potrebbe ridurre di molto la schiavitù del lavoro, ma non lo fa perché le classi dirigenti non lo vogliono, Gramsci nei suoi scritti riguardanti l’egemonia anglosassone della sua epoca, ci ricorda come certi tristi processi di sfruttamento, non siano ancora mutati!

Eboli, 27  aprile 2017

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Gramsci moriva giovane a 46 anni:la sue agonia

    terminava alle ore 4,10 della notte compresa tra il

    26 e il 27 aprile 1937,dopo le pluriennali angherie

    del carcere fascista.La sua figura ,la sua opera ,la

    sua umanita’ ,ci hanno accompagnato durante tutto il

    corso della nostra esistenza,specialmente quando,

    a vent’anni si cercamno lumi e speranze per

    l’avvenire.Gramsci è stato un faro di cultura ,

    di forza morale che ci ha illuminato –

    nella costruzione della nostra personalita’ ed ha

    confortatato la migliore gioventu’ italiana che

    identifico’ la sua storia col destino di questo

    grande italiano.

    Raffinato interprete del marxismo occidentale ,teorico

    del processo rivoluzionario ,pensatore tra i piu’ ori-

    nali della rivoluzione in Occidente,che cosa non è

    stato scritto del comunista Antonio Gramsci?

    Pedagogia e politica ,letteratura ,storia e filosofia,

    partito comunista e classe operaia,rivoluzione in Oc-

    cidente e reazione fascista ,Macchiavelli e il moder-

    no principe,egemonia e lotta di classe ,guerra di

    posizione e guerra di movimento,rivoluzione meridio.

    nale e alleanza operai-contadini,democrazia operaia

    e riforma morale ed intellettuale,Lenin e la rivolu.

    zione dei soviet.Cosa non ha riflettuto A.Gramsci.

    “Nel pessimismo della sua solitudine di sardo emi-

    grato,porta nella persona fisica il segno di questa

    rinuncia alla vita dei campi-Antonio Gramsci ha la

    testa di un rivoluzionario,il suo ritratto sembra

    costruito dalla sua volonta’,tagliato rudemente e

    fatalmente per una intima necessita’; il cervello

    ha soverchiato il corpo.Il capo, dominante sulle mem-

    bra malate, sembra costruito secondo i rapporti logi-

    ci necessari e serba dello sforzo una rude serieta’,

    inpenetrabile.Occhi mobili e ingenui ,velati dall’ama-

    rezza voce tagliente come la critica demolitrice,

    istinti e affetti dentro una vita austera” Così,

    nel 1924,Piero Gobetti descriveva il suoi amico

    Gramsci.

    Gramsci ,ha resistito a tutte le manipolazioni .il

    lascito fatto al popolo italiano dei Quaderni dal

    carcere e delle Lettere dal carcere è un monumento

    umano , letterario e politico :le sue opere fanno

    parte del patrimonio culturale italiano ed europeo-

    La sua straordinaria e tragica esperienza rivela la

    grandezza di un uomo che sapeva conuigare con uguale

    partecipazione il momento degli affetti e quello

    della ragione.

    28 aprile 2017 peppe leso

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