ISES e Svincolo A1, tra “illegalità” e “interessi”: Interrogazioni Art1-MDP

Nuovo ISES e Nuovo Svincolo ANAS, tra “illegalità” e “interessi”: Doppia interrogazione di Art1-MDP.

Per Conte, Petrone e Di Candia: sull’ISES, i ritardi e le scelte sbagliate hanno impedito di ripristinare la legalita; sullo svincolo autostradale invece ritengono si discuta in “stanze ovattate“, “dando prevalenza ad interessi privati“. Denunce gravi, pesanti che non resteranno chiuse nel solo dibattito politico.

-Antonio-Petrone-Antonio Conte-Teresa Di Candia

-Antonio-Petrone-Antonio Conte-Teresa Di Candia

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Il Gruppo consiliare Articolo1-MDP attraverso i suoi rappresentanti nell’assise cittadina di Eboli: Antonio Conte, Antonio Petrone e Teresa Di Candia; Hanno presentato due interrogazioni a risposta scritta e orale, indirizzandola al Presidente del consiglio comunale Fausto Vecchio e al Sindaco di Eboli Massimo Cariello.

La prima riguarda la vicenda più che complicata che ci accompagna da oltre due anni in maniera più incessante ma con strascichi quarantennali che riguardano l’ISES e ora anche il Centro Polifunzionale dei SS Cosma e Damiano, dato in concessione con una ordinanza sindacale al Centro di riabilitazione Nuovo ISES, mettendo a rischio il finanziamento Regionale e nell’ipotesi di una revoca mettendo a rischio di un dissesto finanziario anche il Comune.

Centro ISES-Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano

Centro ISES-Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano

La seconda interrogazione invece, pure questa ormai annosa vicenda che ci accompagna dalla prima amministrazione Rosania a quelle di Melchionda, riguarda il “Nuovo Svincolo autostradale” e l’intera sistemazione dell’ingresso alla Città, ritenendo vi siano in corso di discussione anche interessi privati, che rallentano ogni avanzamento del progetto al punto da non offrirlo ad una discussione più aperta, che pure si era fatta in Consiglio comunale, ritenendo a ribasso l’intervento al punto da chiederne un ulteriore Consiglio comunale monotematico per verificarne progetto e indirizzi.

Questioni entrambe delicate ma vitali per il dibattito politico che si sta sviluppando, e se per la questione ISES che per il Nuovo Svincolo Autostradale, Antonio Conte, Antonio Petrone e Teresa Di Candia, ritengono vi siano “illegalità” e “affari” che compromettono il normale decorso delle cose rendendo sempre più spinoso i percorsi, e per queste ragioni gli esponenti di Art1-MDP, riportano in vari punti quelli che ritengono siano vitali per comprendere su che terreno si sviluppano, premettono che l’ISES società cooperativa a r.l., ora in I.c.a.:

  • ha esercitato per anni la propria attività in locali privi della certificazione di abitabilità e della destinazione d’uso sanitaria nonché dei requisiti richiesti dalla normativa sull’accreditamento istituzionale;
  • nel 2014 I’ASL di Salerno ha rilevato la non accreditabilità dell’ISES con le deliberazioni n. 1018 e 1019 del 27.10.2014 e con la deliberazione n. 174 del 25.02.2015;
  • nello stesso anno 2014 la Regione Campania ha escluso la cooperativa ISES dal novero delle strutture accreditate con il servizio sanitario regionale per svolgere attività riabilitative, attesa la conclamata mancanza dei requisiti strutturali e funzionali previsti dalla legge (cfr. decreti del Commissario ad acta nn. 116 e 142 del 31.10.2014);
  • il Tar della Campania, sez. Salerno, si è pronunciato sul punto con le sentenza n. 1662/2015 del 27.07.2015 e n. 1904/2015 de11’11.11.2015 rigettando i ricorsi della cooperativa “rilevato il parere vincolante negativo dell’Asl allo svolgimento dell’attività sanitaria ed evidenziata l’assenza dei requisiti igienico sanitari di sicurezza sul lavoro e di quelli strutturali tecnologici e organizzativi minimi“;
  • con le note prot. 1562 del 27.10.2014 e n. 1261 del 03.07.2015, I’ASL di Salerno ha disposto il “trasferimento, presso altre Strutture abilitate, di pazienti finora, in carico all’lSES, essendo quest’ultima non più autorizzata, come da provvedimento del Direttore del Dipartimento di Prevenzione – Dr. Rosario Capone“;
  • il 03.03.2016, evidenziandosi una posizione debitoria di circa 12 milioni di euro nei confronti degli Istituti Previdenziali e di fornitori vari, il presidente dell’lSES, sig. Tullio Gaeta, ha indirizzato al MISE (Ministero Industria e Sviluppo economico) un’istanza per l’ammissione della Cooperativa alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, con espressa rinuncia alle controdeduzioni, a seguito della quale, il 19.04.2016, il Ministero ha decretato la messa in liquidazione coatta amministrativa e nominato il commissario liquidatore;
  • I’ASL Salerno non ha più autorizzato trattamenti riabilitativi presso la Coop. ISES a partire dall’agosto 2014 e, infine, con le deliberazioni del commissario straordinario n. 822/2016 e del direttore generale n. 75/2016 la Coop. ISES di Eboli non è stata più inserita nell’elenco delle strutture accreditate e assegnatarie di un tetto di spesa;
  • con la sentenza n. 683/2017, il Consiglio di Stato, ritenendo infondate le motivazioni dell’lSES in considerazione delle evidenti carenze nel merito dei requisiti strutturali, ha ribadito le ragioni del mancato accreditamento dell’lSES, censurando severamente I’inazione delle amministrazioni interessate: “Né, infine, ha pregio la censura di contraddittorietà dell’azione amministrativa, atteso che il decorso del tempo, lungi dal determinare la maturazione, in capo al privato, di un affidamento al mantenimento di una situazione contra legem, coagula viceversa la responsabilità, quanto meno disciplinare, dei funzionari responsabili della prolungata inerzia nell’adozione di adeguate forme di inibizione e repressione
Ex Reparto Ortopedia-Eboli

Ex Reparto Ortopedia-Eboli

Conte, Petrone e Di Candia, nella loro interrogazione, chiedono di sapere:

  • perché il Comune non è intervenuto tempestivamente, com’era suo dovere e nei suoi poteri, per ripristinare la legalità e una corretta gestione del finanziamento pubblico, in difesa degli ammalati e di circa cento posti di lavoro;
  • perché il Comune non ha dato seguito alla disponibilità offerta, fin dal 2014 e più volte reiterata, da parte della Sanatrix Nuovo Elaion per concorrere con le proprie maestranze, in forma volontaria e a titolo gratuito, a ristrutturare la sede in cui allocare l’Ises per salvarla dal fallimento, a tutela dei posti di lavoro e dei pazienti, condizione indispensabile per l’accreditamento autonomo e definitivo con il servizio sanitario;
  • perché non ha assegnato, come richiesto più volte dai sottoscritti e da altre forze politiche, una struttura comunale perché vi si trasferisse l’ISES , ripulita dai cattivi amministratori, e si creassero così le condizioni per ottenere l’accreditamento con il servizio sanitario;
  • perché ha dato, solo alla fine e a disastro compiuto, in affidamento al Commissario liquidatore lo stabile destinato a Casa del Pellegrino, disponendone l’esecuzione di lavori di modifica per adeguarlo alle esigenze dell’Ises, prima ancora di stipulare la relativa convenzione, con relativo cambio di destinazione, provocando l’avvio della procedura regionale di revoca del finanziamento per la edificazione di detta struttura per circa 5.000.000 di euro a carico del nostro Comune;
  • se è vero che l’affidamento di tale importante manufatto è stato utilizzato dal Commissario, con il consenso del Comune, per sostanziare, includendovelo, una vendita del ramo di azienda per circa 3 milioni, la cui asta è andata deserta anche grazie alle proteste dei consiglieri comunali di opposizione;
  • se non ritiene che dietro tutta la vicenda, strumentalizzando i malati e i lavoratori, si celino altri interessi che nulla hanno a che vedere con la tutela dei pazienti e la salvaguardia dei posti di lavoro, e se non ritiene, in particolare, che con l’ultima proroga da lei concessa per l’uso della Casa del Pellegrino, peraltro in pieno contrasto con le sue precedenti determinazioni, si presti, di fatto, a tale strumentalizzazione;
  • perché, dopo avere dichiarato, sulla base della consulenza della Asl, che la Casa del Pellegrino era idonea all’esercizio dell’attività sanitaria (cfr. ordinanza n. 48 del 2/3/217) ha, ora, dato una nuova proroga ed ha affermato, come riportato dalla stampa, che l’accreditamento sarà concesso dopo l’estate in un’altra struttura, esponendo così il comune al discredito di una vana promessa o di un coinvolgimento;
  • se non ritiene, in conseguenza, di dovere adottare tutti i provvedimenti necessari a fare chiarezza e, in conseguenza, a costituire il Comune parte civile dinanzi alla Corte dei Conti e in ogni altre sede per i danni subiti.
svincolo-autostradale-eboli-Progetto-ANAS-Massimo-Cariello

svincolo-autostradale-eboli-Progetto-ANAS-Massimo-Cariello

Rispetto invece alla questione del Nuovo svincolo autostradale di Eboli i Consiglieri Comunali Antonio Conte, Antonio Petrone e Teresa Di Candia del Gruppo Consiliare Art.1 MDP (Movimento Democratico e Progressista), ritenendo che i percorsi intrapresi dall’amministrazione oltre ad essere poco trasparenti non rispondono alle risultanze deliberate dal Consiglio Comunale, hanno proposto nella loro interrogazione alcuni quesiti per ottenere evidentemente delle risposte:

  • se è vero che si sta trattando, dando prevalenza ad interessi privati, con l’Anas la ristrutturazione dello svincolo autostradale in località San Giovanni, in programmazione da oltre dieci anni;
  • se è vero che non sono state tenute in alcuna considerazione gli indirizzi dati sull’argomento dal Consiglio Comunale tendenti a garantire una sistemazione dell’intera area, compresa quella sanitaria, gli accesi alla zona industriale e il collegamento tra la SS. 19 e la ss.18;
  • se non ritiene che si tratti di un’opera strutturale che va realizzata nell’interesse generale e non ovattata nel chiuso di qualche stanza;

Conte, Petrone e Di Candia chiedono, la convocazione del Consiglio Comunale per discutere e approvare il progetto dell’Anas e garantire che contenga:

  1. la previsione del collegamento con L’Agropoli – Eboli;
  2. l’obbligo a carico dell’Anas della manutenzione dell’intera nuova opera, ivi compresi il verde, le aiuole, l’illuminazione e gli allacciamenti interni;
  3. Le misure atte a garantire la tenuta del sottosuolo con la irregimentazione delle acque, in considerazione dello stato idrogeologico in cui versa l’intera zona.

Eboli, 20 agosto 2017

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. ne tonin ma aròcaz e stat fine e mmo??!!!

  2. parlano e parlano…….ma alla fine non concludono praticamente nulla. sono la migliore assicurazione di vita per Cariello e compagni.
    Se c’è illegalità cosa aspettate a scrivere alla Procura, come fa il Cardellino=?

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