De Luca nomina Cesario: Strali dal M5S

M5S: “De Luca nomina il re delle poltrone Cesario al posto del signore delle fritture di pesce”

Il consigliere regionale Ciarambino: “Un voltagabbana di professione alla corte del governatore De Luca”. Ma De Luca le promesse le mantiene: Con Alfieri e il figlio Piero promettendogli un posto in Parlamento; con il suo consulente della Sanità Coscioni nominandolo primario di una Cardiochirurgia dimezzata; È andata male solo a Mastursi, lui si è fatto beccare.

Bruno Cesario

Bruno Cesario

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – Impegnato in campagna elettorale, l’ex sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, lascia l’incarico di capostaff del governatore Vincenzo De Luca. A subentrargli è l’ex parlamentare Bruno Cesario, nominato in precedenza direttore della sede romana della Regione Campania.  Cesario è stato eletto deputato prima con l’Ulivo e poi con il Pd. Alle regionali del 2015 è stato candidato al consiglio nelle liste di Vincenzo De Luca ma non è stato eletto.

De Luca-Alfieri

De Luca-Alfieri

La nomina di Cesario negli ambienti politici ha fatto scalpore, ed è sembrato un ritorno al passato. Ma De Luca li mantiene sempre i suoi impegni, specie quando si tratta di voti. Li ha mantenuti con Alfieri candidandolo al collegio uninominale di Agropoli, dopo averlo sputtanato con quel “fuori onda” della frittura di pesce, e lo ha mantenuto con la sua famiglia, quando evidentemente promise al figlio Piero un posto in Parlamento, non tanto per lui ma per far capire ai giovani che possono da una semplice famiglia avere successo e senza tanti vincoli giungere ai massimi livelli. Poi lui è generoso, tutti quelli che gli girano intorno e stanno nel suo staff, ricevono sempre un premio. È accaduto di recente anche al suo consulente per la Sanità ed ex consigliere regionale Enrico Coscioni, nominato fresco fresco primario alla Cardiochirurgia del Ruggi di Salerno. Per fare questo, ha dopvuto cambiare il Direttore Generale, e nella sua magnanimità, ha avallato lo sdoppiamento del reparto in due, facendo ridere tutt’Italia, però la sua parola l’ha mantenuta. È andata male solo a Nicola Mastursi, peccato per lui, ma forse se lo è meritato, lui si è fatto scoprire.

Piero-e-Vincenzo-De-Luca

Piero-e-Vincenzo-De-Luca

Questa generosità però non è stata molto apprezzata dal Movimento 5 Stelle, a sti cacacazzi non gliene va bene una, e così ferro, fuoco e fiamme su De Luca, su Alfieri, su Cesario: “Da De Mita a De Luca, passando per Scilipoti e Berlusconi. Se c’era bisogno di un voltagabbana professionista alla corte di De Luca, non poteva essere individuato personaggio migliore di Bruno Cesario. – scrive in una nota al vetriolo la consigliera regionale del M5S Valeria Ciarambino che incalza – Degno erede di Franco Alfieri, che vanta il singolare primato di aver affossato l’agricoltura in Campania da delegato regionale nel settore, Cesario è ricordato per aver tenuto in piedi il quarto Governo Berlusconi, sebbene fosse stato eletto nelle fila del centrosinistra. E il generoso premier, nella sua magnanimità, non mancò di ricompensarlo, nominandolo sottosegretario all’Economia”.

Enrico Coscioni-Vincenzo De Luca

Enrico Coscioni-Vincenzo De Luca

Demitiano, rutelliano, piddino, scilipotiano, berlusconiano, fondatore di quel grottesco gruppo denominato dei “responsabili”, la coerenza di Cesario – sottolinea la Ciarambino che sotto sotto le dispiace che cin questa nomina non si è guardato alle competenze, magari si poteva indicare la giovane candidata e avversaria di Alfieri nel collegio di Agropoli Alessia D’Alessandro, lei si che aveva un curriculum di tutto rispetto da consulente della CDU della Merkel, peccato che subito è stata smentita ma bufala a parte forse era meglio almeno ci si guadagnava in bellezza – venne maldigerita dagli elettori, che lo bocciarono alle urne nel 2013, quando tentò una nuova scalata al Parlamento sotto le insegne del Popolo della Libertà. Bocciatura che si ripeterà due anni più tardi. Folgorato sulla via di Nusco, il figliol prodigo Cesario se ne era tornato alla corte del suo primo mentore De Mita che lo convinse a tentare la corsa alle regionali con l’Udc e a contribuire alla volata di De Luca a Palazzo Santa Lucia. Fallendo miseramente l’obiettivo di uno scranno in Consiglio. Ma il tempo è galantuomo anche per uomini come Cesario, oggi che il re delle poltrone ha preso degnamente il posto del signore delle fritture di pesce”.

E Ciarambino a parte, la nomina di Cesario è un ritorno al passato, e rappresenta un incubo per noi cittadini della Campania. Peccato, ma le vie del.Signore sono infinite e laddove non arriva l’uomo arriva la provvidenza. Noi la stiamo aspettando.

Napoli, 6 febbraio 2018

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