Roberto De Luca “Kaput”. E il M5S si intesta la “decapitazione”

Indagine smaltimento Rifiuti: È caccia all’untore. Roberto De Luca si dimette. Il M5S: Il figlio assessore l’abbiamo fatto fuori. Ed è solo l’inizio…

I rifiuti in Campania hanno coinvolto anche Roberto De Luca. Il M5S organizza un presidio in Regione a Napoli e al Comune di Salerno. Il M5S:“Il figlio assessore l’abbiamo fatto fuori. Ed è solo l’inizio…“. Un linguaggio mafioso e fascista. Perché il M5S usa il plurale maiestatis? C’entra mica qualcosa con l’ex camorrista-giornalista e Fanpage? C’è per caso qualche combinazione?

Roberto De Luca

Roberto De Luca

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Per questa mattina è stato preannunciato, da una nota che ci è pervenuta dal gruppo regionale un presidio di parlamentari ed esponenti del M5S sia a Palazzo Santa Lucia della Regione Campania che al Comune di Salerno. Obiettivo è ovviamente oltre che il secondogenito del Governatore, Roberto De Luca, coinvolto in una “inchiesta” sui rifiuti in Campania condotta da Fanpage con l’aiuto di un ex camorrista, e tutta la Famiglia Vincenzo De Luca e l’altro figlio Piero, candidato al Parlamento in due collegi: all’uninominale a Salerno e capolista plurinominale a Caserta, ma anche tutti quelli che avrebbero a che fare con loro: Ed è “Pulizia etnico-politica”.

«Il figlio assessore l’abbiamo fatto fuori. Ed è solo l’inizio di una più ampia opera di repulisti. – si legge nel comunicato del M5S che con il “l’abbiamo” si intesta il risultato “dell’inchiesta” – Non ci basta che i De Luca siano fisicamente fuori dalle istituzioni.  – prosegue la nota che lascia intendere come se il M5S in questa “inchiesta” sia stata parte attiva con Fanpage e l’ex Camorrista “pentito” Nunzio PerrellaVogliamo che se ne vadano anche tutti i loro uomini, politici e amministratori eterodiretti dal governatore della Campania. – continua la nota, che oltre ad esporre una volontà manifesta con la reiterazione del plurale maiestatis un chiaro accostamento del M5S all’indagine condotta dal “regista” ex camorrista che ha smascherato Roberto De Luca e il legame che egli aveva con quel tizio di Angri, tale Francesco Igor Colletta, mediatore dell’incontro, e con lo smaltimento dei rifiuti in Campania – E questo accade da decenni nelle stanze del Comune di Salerno e da due anni e mezzo anche alla Regione Campania. Cacciamo questo virus che sta avvelenando le istituzioni regionali e che, da quanto emerge dall’ultima inchiesta che vede coinvolti esponenti di destra e sinistra, sta assassinando anche le nostre terre».

È così il Movimento 5 Stelle, non nascondendo la sua esultanza questa mattina alle ore 11.30, darà vita a un’iniziativa pubblica per invocare la “cacciata” della dinasty dei De Luca dalle istituzioni, alla quale parteciperanno Parlamentari, candidati, portavoce e attivisti che daranno vita, nelle stesse ore a due presidi: Uno, nei pressi di Palazzo Santa Lucia a Napoli, sede della Regione Campania, per chiedere le dimissioni del governatore Vincenzo De Luca; L’altro, davanti alla sede del Comune di Salerno laddove chiederanno che siano accolte le dimissioni di Roberto De Luca, assessore al Bilancio, indagato per corruzione, e.. «che si faccia pulizia di tutti gli uomini dei De Luca a Palazzo di Città. A mezzogiorno in punto, esponenti M5S in tutto il paese e tutti i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa, si collegheranno dai loro smartphone con il sito Fanpage.it per visionare il video che ha per protagonista De Luca jr, uno dei servizi di una più ampia inchiesta della testata web grazie alla quale è scaturita l’ultima indagine della Procura di Napoli che ha fatto luce su un potenziale giro di appalti pilotati e su un sistema di tangenti e traffico di rifiuti, con la connivenza di clan della camorra e la complicità di politici.».

«Il figlio assessore l’abbiamo fatto fuori. Ed è solo l’inizio…..» poi «Non ci basta…. Vogliamo che se ne vadano anche tutti i loro uomini, politici e amministratori eterodiretti» e ancora «che si faccia pulizia di tutti gli uomini dei De Luca» e ancora «che si faccia pulizia di tutti gli uomini dei De Luca». Se questo linguaggio politico non nasconde un sapore fascista e se l’obiettivo è quello di operare una sorta di “pulizia etnico-politica” è sicuramento l’imbarbarimento del diritto e per moltissimi aspetti, una “turbativa” a possibili indagini delle varie Procure della Repubblica, intorno alle attività camorristiche che in Campania e non solo gestiscono i rifiuti. “L’indagine” poi per come è stata condotta si è meritata per intero l’iscrizione nel registro degli indagati avando utilizzato metodologie che non sono tipiche dell’inchiesta giudiziaria o inchiesta giornalistica, bensì più comuni alla camorra.

L’unico Sit in per cacciarli a pochi giorni dal voto è il voto stesso e non “un’inchiesta” che tra l’altro utilizza un uomo discutibile, uomo che per i suoi trascorsi si dice “pentito” e si è offerto di rendere i suoi servigi alle Istituzioni, le quali, a giudicare da come si è mosso hanno fatto bene a non utilizzarli. I processi si fanno utilizzando tutte le garanzie e si fanno nei Tribunali e non in Piazza ponendo chicchessia alla gogna mediatica. I teoremi al contrario minano il diritto e precostituiscono alla “volontarietà” di chi li organizza i percorsi di una colpevolezza aprioristica.

Francesco Igor Colletta di Angri

Premesso che con Francesco Igor Colletta, o Nunzio Perrella per come si presentano, per il linguaggio che usano e per quello che propongono e fanno non mi prenderei nemmeno un caffè, figuriamoci se fidarsi o incontrarsi, solo per questo andrebbe condannato Roberto De Luca. Ma parliamo sempre di condanne morali e politiche, le altre le deve fare la Magistrature su prove concrete. La condanna politica invece, innanzitutto perchè da Assessore al Bilancio non ha nessun titolo ad occuparsi di Rifiuti, tra l’altro materia difficile e in capo alla Regione per le risoluzioni che si comprende si vorrebbero trovare, anche queste da bocciare, come in più di un’occasione ha fatto POLITICAdeMENTE quando ha pubblicato la destinazione “Portogallo” dei rifiuti salernitani e campani. Andrebbe condannato sempre politicamente per ricoprire un ruolo che gli viene solo per parentela e andrebbe condannato per lo stesso motivo anche il fratello Piero e suo padre Vincenzo, i quali in maniera familistica si sono aggiudicate delle postazioni politiche.

Dal video emerge, oltre la volgarità del linguaggio dei due ospiti di De Luca emerge netta il suo ruolo improprio e per questo la denuncia politica migliore è quella di invitare gli elettori a non votare per il PD in questa elezione e per i suoi rappresentanti candidati, ivi compreso il fratello, alle prossime elezioni. Ovviamente, facendo le dovute differenze, con chi vorrebbe processi sommari sulla base di una “inchiesta” che mette insieme racconti diversi e fatti diversi e separati, due anni e mezzo fa sono stato sostenitore di De Luca e elettore del PD, pur essendo sempre stato critico rispetto alle politiche di questo partito quando se lo meritava e circa otto anni fa sono stato un convinto sostenitore della candidatura di Vincenzo De Luca come Governatore della Campania, ritenendo fosse stato un ottimo amministratore e ritenendo che il PD, a lui fortemente contrario, sbagliasse a non candidarlo. Diedi vita ad una iniziativa sul web che in poche ore raccolse decine di migliaia adesioni. In seguito la fiducia in De Luca è andata sempre scemando fino a giungere a non averne nemmeno un pò, specie dopo aver “occupato” familiarmente il Partito e da come si vede nel filmato, l’unica cosa che si vede, dalla sua famiglia. Ovviamente i suoi giornalisti da mesi non invianopiù comunicati a POLITICAdeMENTE, pensando in questo modo di risparmiarsi le critiche. ovviamente, quando se le merita. In questi anni oltre a non essermi mai incontrato, non ho mai parlato ne con De Luca e ne con i suoi figli che non conosco, anzi ho evitato in maniera sistematica anche di presenziare nelle manifestazioni sue e dei suoi figli, non risparmiandogli critiche per le sue politiche da “capo” nel PD e rendendolo responsabile specie sui rifiuti e sulla Sanità di proseguire nelle politiche distrutive del centrodestra.

L’unico modo, e questo va detto al M5S e a tutti coloro i quali non gradiscono i De Luca è quello di non votarli e insieme a loro non votare nemmeno il PD colpevole di aver lasciato le briglie sciolte ad un Capo familistico di un Partito, facendone quello che ha voluto, tuttavia il M5S deve comunque convincerci di non aver nioente a che fare con quella “Pseuro inchiesta” che è servita solo di disturbo alla Procura delle Repubblica e di organizzare lo stesso presidio a Roma e a Torino per la Raggi e l’Appendino. Noi vogliamo essere covinti non dagli effetti speciali ma dalla realtà dei fatti e soprattutto senza utilizzare i trucchi.

Salerno, 18 febbraio 2018

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