La Soget chiude e poi?

La Goget, società pescarese dal 26 novembre scorso è uscita di scena tra molti malumori e nessun rimpianto.

Scaduta la proroga della convenzione ora per la riscossione dei tributi cittadini da parte dell’Amministrazione, ci sono due soluzioni sul tappeto: O una società in house; O un altro affidamento esterno; con rischi e benefici per entrambe. Al peggio non c’è mai fine.

Soget-Vecchio-Cardiello-Presutto-Cariello-Cantone-Dibenedetto-Marchesano-Cardiello-Agenzia Entrate-Eboli

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Da pochi giorni si è conclusa nella città di Eboli l’era della Soget la “chiacchierata” società pescarese di riscossione (che dopo lo scioglimento di Equitalia avente il compito di riscuotere anche i tributi locali i Comuni hanno dovuto ovviare ugualmente al servizio), la quale già dal suo debutto aveva sollevato più ombre che luci. Voluta dalla precedente amministrazione targata Martino Melchionda, come ribadito anche dalla commissaria prefettizia Vincenza Filippi dopo aver abbandonato il suo ufficio eburino, sin dal suo arrivo nella città di S. Vito, era stata accompagnata da roboanti polemiche sulle varie magagne giudiziarie che riguardavano i vertici della società stessa e parimenti alle diverse rimostranze negative, in specie da parte di cittadini ed associazioni di consumatori (vedi CODACONS) nei centri dove essa era operante, nella non grata attività di riscossione dei balzelli.

raffaele-cantone

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Ma la parte del leone nel contrastare la società di riscossione made in Pescara è stata l’Autorità Nazionale Anti Corruzione,  l’Anac per intenderci, retta dal famoso magistrato Raffaele Cantone, la quale nella città di Eboli sarà tirata in ballo diverse volte come Authority e che in svariate circostanze aveva sanzionato, ove operava la Soget, con dei pareri negativi, fino a giungere ad interrogazioni parlamentari da parte dell’ex senatore Franco Cardiello, come pure le opposizioni consiliari, senza distinzioni alcune hanno preso posizioni dure  avverso questa società nel corso del mandato in itinere del Sindaco Massimo Cariello.

franco-cardiello-1-1-1

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In principio, parliamo dell’autunno 2015, lo stesso presidente del consiglio comunale, Fausto Vecchio, considerava vessatori i suoi metodi salvo in un successivo momento ritornare sui suoi passi; dunque interrogazioni e punti messi in discussione tramite gli odg consiliari, hanno segnato il percorso nella città di Eboli della Società di riscossione e negli ultimi periodi anche i malpancisti all’interno della stessa maggioranza cittadina, come Azione Solidale nelle persone di Giancarlo Presutto e Vincenzo Marchesano, hanno fatto sentire la loro voce in merito, chiedendone l’immediata uscita di scena e soluzioni alternative nel non velato intento di danneggiare ulteriormente l’immagine della coalizione di governo cittadino nei confronti dell’elettorato.

Fausto Vecchio

Fausto Vecchio

Ma forse li l’episodio più irritante per il contribuente ebolitano (oltre alle accuse delle solite opposizioni di scarsa trasparenza nella selezione del personale) è stata la pretesa da parte di funzionari della Soget stessa corroborati dall’amministrazione, di voler entrare non solo negli esercizi commerciali ma nelle civili abitazioni per poter rilevare i computi metrici; questo oltre a ferire elementi di valore costituzionale (art. 14) come il domicilio che non può essere violato senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria, andava anche contro un senso logico perché non sono i cittadini a dover dimostrare tali parametri cartografici, a mo di prova a discarico, ma i funzionari riscossivi tramite un ente apposito ossia l’agenzia del territorio (vecchio catasto) ed in una epoca di informatica avanzata dover recarsi sul posto e non consultare invece le copiose banche dati sembra davvero un paradosso, oltre che un costo aggiuntivo. Tutto questo ha sollevato come prevedibile un polverone mediatico non indifferente, dove le opposizioni consiliari capeggiate dal verboso Damiano Cardiello leader di Forza Italia, invitavano apertamente i cittadini a non permettere questa intrusione nelle loro abitazioni.

Damiano Cardiello

Damiano Cardiello

Va anche detto a beneficio del gentile lettore, che questa testata ha seguito le peripezie tributarie dei suoi concittadini riportando negli anni e con dovizia di particolari il susseguirsi deglieventi https://www.massimo.delmese.net/page/2/?s=SOGET, concedendo al contempo come di suo costume, polifonicamente, la possibilità di interloquire a tutti gli attori (che elencarli in maniera completa sarebbe tedioso oltre che stucchevole), vista anche la particolare scabrosità della materia. Difatti in un periodo in cui le risorse per gli enti comunali sono molto poche essendo le rimesse statuali meno del 30% del budget, il resto sono entrate o tributarie o privatistiche tramite canoni soltanto dal profilo locale, dunque per parlar chiaro, mettendo le mani in tasca al contribuente, la situazione finisce per essere molto delicata per chi ha l’”onore oneroso” di amministrare. In aggiunta, e questa è una triste consolidata realtà, non bene stanno messe le finanze delle aziende, delle famiglie e dei singoli sul territorio, che in un periodo oramai di crisi stabilizzata (difatti non possiamo più  considerarla come un momento transitorio, purtroppo è divenuta dopo un oltre un decennio uno status quo macroeconomico) finisce per incidere non solo sui portafogli ma in generale sulla capacità di spesa dei contribuenti, ed una elevata incidenza tributaria, è risaputo, mortifica quel poco di economia ancora esistente.

Vincenzo-Marchesano

Vincenzo-Marchesano

Ma l’ultimo colpo di coda della Soget lo si è vissuto quest’Estate sino allo scorso mese di ottobre, ove i tributi comunali hanno agitato le notti, già di per se insonni per via della calura del contribuente ebolitano, che si ritrova sempre di più suo malgrado un “percosso” dall’imposta. I postini vero spauracchio pubblico, consegnavano cartelle “pazze” a iosa per circa tre mesi e la sede della Soget (ora svuotata) è stata invasa da cittadini infuriati, provenienti dal centro come dalle ampie periferie i quali chiedevano e pretendevano ragguagli esaustivi, sulla presunta scaturigine dell’obbligazione tributaria, ossia il titolo giustificativo che impone un pagamento.

Giancarlo Presutto

Giancarlo Presutto

Infatti si sono riscontrati errori marchiani dei ruoli tributari (elenchi nominativi dei contribuenti), che senza essere adeguatamente aggiornati e preventivamente controllati, hanno sfornato pretenziose richieste di adempimento riguardanti anche nelle loro denominazioni successive ICI, IMU (immobili di proprietà), ICP (pubblicità), Tari, Tares (spazzatura) Tasi (altri servizi) e Cosap (canoni occupazione aree pubbliche), e riguardando kafkianamente nella stragrande maggioranza dei casi: tributi onorati in maniera tempestiva, oppure vertenti su beni immobili alienati da anni, o per grottesca assurdità chiamati ad onorare il balzello, obbligati al pagamento defunti, e tutta una serie di paradossi sgradevoli, come presunte “lievitazioni” metriche degli immobili rispetto ai rogiti, che hanno costretto gli inferociti ebolitani, tra cui molti anziani a file estenuanti con annesse docce di sudore, presso gli ex sportelli della Soget di Piazza Tito Flavio Silvano.

Cosimo Pio Di Benedetto

Cosimo Pio Di Benedetto

Inoltre a ciò aggiungiamo una sottoeconomia che per gli errori della Soget (ruoli non controllati a dovere) è stata alimentata per tutto questo tempo: parliamo di ricorsi tributari, di consulenze a geometri ad architetti per le stime catastali, richieste di annullamento delle cartelle spedite inutilmente coi denari dei contribuenti, cui l’Ente Comune rappresenta, in una città dove vi sono sacche di evasione spaventose, totali e parziali, e di elusione che si spalmano sui contribuenti onesti come una sorta di tassa occulta. Complessivamente sempre in un’ottica dell’assurdo sulla falsariga delle opere di Eugène Ionesco ove Eboli sembra un proscenio ideale, nella stragrande maggioranza dei casi le istanze vertono su tributi non dovuti con annesse indebite cifre accluse che il cittadino si è trovato a dover sostenere tali oneri aggiuntivi di mala gestio, potremmo in sintesi chiosare la bizzarria: oltre alla beffa il danno.

Massimo-Cariello-stemma-1

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Ma adesso conclusasi la stagione della Soget, passata finalmente in cavalleria, si aprono due possibilità per la riscossione dei tributi comunali, un bivio al quale dovrà dare risposte concrete in tempi brevi l’Amministrazione del sindaco Massimo Cariello: ci riferiamo alla facoltà di creare una società in House, ossia una società controllata dallo stesso ente comunale e sarebbe a detta dei più la soluzione migliore per le parti in causa: Comune e contribuenti. Oppure seconda opzione, tertium non datur, un affidamento esterno sempre a dei privati come la Soget, ma rumors interni voglio interessati dei professionisti della zona.

Preliminarmente dobbiamo evidenziare che ci sono dei validi meccanismi giuridici, nel nostro ordinamento normativo, che tutelano il cittadino dalla riscossione di società private perché non sempre, e la cronaca ne ha testimoniato casi, tali attività vanno in porto, nel senso che ci sono stati episodi di ammanchi con rischio di definitivo dissesto per l’erario comunale (ricordiamoci che il nostro ha in essere un piano di rientro decennale) una iattura da evitare assolutamente.

Soget

Soget

Il legislatore pone delle regole ben precise: la prima è che le società devono essere iscritte in un apposito albo dove siano ben indicate le garanzie tecniche e  di solvibilità, secondo la legge 44 del 2012, e che contemporaneamente riversino entro la prima decade del mese i tributi riscossi onde evitare possibili malversazioni, dopo aver partecipato ad un bando averlo vinto e aver trattenuto l’aggio, ossia la percentuale dovuta ai gabellieri. Inoltre a tutto questo, la sottoscrizione di una polizza fideiussoria nel caso ci dovessero essere dei ritardi nei versamenti dei tributi dovuti all’ente, ed in extrema ratio scatterebbe la clausola risolutiva per inadempimento, come da capitolato di appalto, in una cornice di periodici controlli sull’operato del concessionario da parte dei funzionari interni. In conclusione gli agenti contabili che sono le società di riscossione nella loro veste istituzionale, possono essere condannate dalla Corte dei Conti (Magistratura Contabile) in caso di reiterati inadempimenti, cancellate (o al limite sospese) dal Ministero dell’Economia e Finanze nell’eventualità di gravi infrazioni.

Agenzia delle Entrate Eboli

Agenzia delle Entrate Eboli

In buona sostanza agli amministratori della città di Eboli si pone nell’immediato futuro una scelta non di poco conto: difatti i cittadini chiedono in primo luogo un fisco locale che sia trasparente, giusto e che non ricada sempre sui contribuenti solvibili, i quali sono in troppi casi gli unici conferenti dell’erario eburino. Va da sé  che al sindaco in primo luogo, Massimo Cariello e l’assessore al ramo nonché vice primo cittadino, Cosimo pio Di Benedetto, spetta l’impegno etico di escutere i tanti evasori tributari,  totali e parziali, che insistono in loco e contemporaneamente i canoni comunali, segnatamente quelli afferenti alle Case Popolari di proprietà del comune (ovviando magari col baratto amministrativo) i quali pure influiscono sul budget generale. Insomma un discorso composito ed un invito sincero che termina con uno slogan mai fuori moda: “pagare tutti per pagare meno!” archiviando cosi un lassismo politico che è stato foriero di un fertile quanto annoso assistenzialismo, oggi più che mai un lusso finanziario che sia i Comuni che la Nazione intera non possono permettersi.

Intanto questa chiacchierata Società Soges ha chiuso i battenti, e mo’? E mò indipendentemente da quello che si vocifera a proposito di una “cordata” tutta ebolitana speriamo non ci aspetti il peggio. Al peggio non c’è mai fine, e soprattutto in questo campo, laddove si maneggiano soldi, tutto è possibile e tra il possibile ci aspetteremo un’altra graguola di cartelle “pazze”, tanto si sa facendo gli gnorri c’è sempre qualcuno che ci casca e quelle “cascate” rappresentano soldi.

Eboli 2 dicembre 2018

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