Oltre il PD: La “Tentazione” di Calenda. Il “Ni” di Conte

Andare oltre il PD, e l’ex Ministro Calenda lancia il suo Manifesto politico per l’Europa. 

Oltre 40mila adesioni in tutta Italia per il Progetto Calenda e una Lista Europea per il Fronte Repubblicano. Tante adesioni dal mondo della politica dalla Società civile. Dall’On. salernitano Federico Conte (LEU) un “Ni”: “Il Manifesto Calenda passo avanti ma ha limite politico: non guarda al Mezzogiorno”. 

Federico Conte-Carlo Calenda

Federico Conte-Carlo Calenda

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – “Andare oltre il Pd per cambiare l’Ue“. Ha dichiarato a RAI News24 l’ex Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda fornendo un’ancora di salvataggio a quanti ancora sperano in un riscatto dei Democrat, che altri non aspettavano di essere aiutati ad uscire dalle sabbie mobili nelle quali sono sprofondati dopo l’esito del voto del 4 marzo scorso. E come non si può non dargli ragione?

Pronto a candidarmi alle Europee” – ha preannunciato ancora Calenda il 19 u. s., aggiungendo – “Il Pd non basta, dobbiamo parlare al mondo liberale, socialdemocratico, sui contenuti e non fare lista “contro” , ma una lista “per”, per cambiare l’Europa“. Ha ragione e come Carlo Calenda, nel momento in cui propone un’altra strada a quella fino ad ora praticata in vista delle elezioni europee di maggio, senza rincorrere le fantasmagoriche quanto mai illusionistiche e confuse politiche su cui si è caratterizzato il Governo Salvini-Conte-Di Maio. – “Bisogna unirsi su contenuti precisi – spiega con il suo manifesto Calenda rivolgendosi anche alla Società Civile – non dobbiamo aggregare le forze che si vogliono alleare con la Lega o con i Cinque Stelle“. Fa qualche nome che vorrebbe facesse parte del progetto come Giannini e Bentivogli della CISL e tanti ma tanti cittadini italiani che in 10 mesi hanno già testato il Governo giallo-arancione.

Carlo Calenda

Carlo Calenda

Calenda conferma la sua candidatura a patto che parta il suo progetto e il nuovo soggetto politico che immagina possa chiamarsi: Fronte Repubblicano o Fronte Democratico e che riunisca quelle diverse esperienze che sino ad oggi sono state messe da parte o sopraffatte da quella élite erede del PCI-PDS-DS-PD.

“È una scelta di vita importante ma sono assolutamente pronto a farlo – ha aggiunto ancora l’ex ministro – Non credo però di fare personalmente la differenza, questa la possono fare solo gli italiani facendo una scelta di campo netta, o dentro l’Europa o alla deriva“. E come si colloca Calenda nell’imminenza delle primarie PD? Presto detto o immaginato, Calenda oltre a non parteciparvi, né aspetterà l’esito, convinto che il PD ormai non basta più «Noi non dobbiamo fare una lista “contro”, ma una lista “per”, che serva a cambiare l’Europa». A giudicare dai consensi ottenuti dalla Proposta Calenda misurati in oltre 40.000 adesioni, la cosa è fattibile e può iniziare a coagulare gli interessi, come dice lo stesso Calenda, non delle forze politiche che potrebbero essere attratte da LEGA e M5S, ma di quelle che vogliono veramente cambiare senza avventure e soprattutto senza aprire conflitti con l’Europa.

massimo-cacciari-3

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Il Progetto o “Manifesto Calenda” segue quello che qualche mese fa ha lanciato Massimo Cacciari con il suo appello agli intellettuali a scendere in Campo proprio in occasione delle Elezioni Europee, con la chiara intenzione di porre un’argine al populismo e al sovranismo pericolosamente interpretato dalla LEGA e dal Movimento 5 Stelle. Appello che potrebbe arricchire il progetto politico di Calenda.

Tra i primi firmatari c’è l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, gli imprenditori Paolo Merloni e Alberto Bombassei, l’economista Irene Tinagli, lo scrittore Edoardo Nesi, i sindaci Beppe Sala di Milano e Dario Nardella di Firenze, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del Piemonte Sergio Chiamparino, il filosofo Emanuele Severino, lo storico Giuseppe Vacca, Francesca Barzini di ‘Roma dice basta’. Così come tra i primi cento firmatari figurano Irene Bozzoni, docente di biologia all’Università Sapienza di Roma, Emiliano Giorgi, lavoratore dell’azienda Ast di Terni, l’ex vice ministro degli Esteri Mario Giro, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, la teologa dell’Università Gregoriana Stella Morra, la giornalista Marinella Perroni, l’insegnante e pedagogista Mila Spicola, l’ex ministro Claudio De Vincenti.

Federico_Conte

Federico_Conte

Indubbiamente il Manifesto Calenda è una novità e ha messo in movimento un’area politica paralizzata, tuttavia se molti l’hanno immediatamente sottoscritto il salernitano Onorevole Federico Conte di LEU ci va cauto pur ritenendo: “Il Manifesto Calenda passo avanti ma ha limite politico: non guarda al Mezzogiorno”. – è aggiunge – “Rispetto all’improponibile fronte repubblicano, emerso qualche mese fa, il nuovo Manifesto per l’Europa di Calenda, che parla alle forze politiche e civiche progressiste, è un passo avanti e va guardato con attenzione”.

Quel testo, però – continua Conte -, ha un limite che va superato: guarda all’Europa così come è, quella costruita sui mercati e sull’austerità, quella che si è mossa in questi anni lungo l’asse franco-tedesco, sbilanciata verso Est. Bisogna, invece, lavorare a una Europa nuova: non basta unirsi ed evocare l’obiettivo degli Stati uniti d’Europa, bisogna riformarne l’architettura politica e rivederne il ruolo rispetto al Mediterraneo, che è cerniera tra Estremo oriente, Asia Minore, Africa e Europa centro-settentrionale. Una realtà geopolitica essenziale per completare l’Europa e controbilanciare il suo sviluppo sul versante tradizionale. – conclude l’on. Federico Conte – Va costruito il continente Euro-mediterraneo, in cui il “Mare Nostrum” e il Mezzogiorno d’Italia siano realtà interne all’Europa dei popoli. È questa la sfida del riformismo del nuovo secolo: qui si concentrano questione meridionale, migrazioni, uguaglianze, diritti e nuove cittadinanze. Un manifesto progressista le deve tenere al centro della sua proposta”.

Roma, 22 gennaio 2019

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. troppo tardi, i buoi sono scappati e avete perso la faccia…..

  2. Ad essere precisi Calenda ha dichiarato testualmente “…Non credo debbano entrare né LeU né Forza Italia”.
    Il “ni” di qualcuno è superfluo.
    Saluti.

  3. Italiano/Italiana, Pensa: Benestanti radical chic, pariolini di capitale o di provincia, che fanno gli agitprop?
    Ma davvero signore e signori, siamo al culmine del paradosso!

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