Intervento di Conte (LeU) sull’autonomia differenziata

Autonomia differenziata, per LeU: “Prima i Livelli essenziali, poi si parla di riforma”.

L’On. Federico Conte:  “Diciamo “no” ai progetti di autonomia differenziata che stanno maturando in una intesa bilaterale tra il Governo e Veneto, Lombardia e Emilia Romagna“. 

Federico Conte

Federico Conte

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – La deriva separatista è dietro l’angolo e il Governo Salvini-Di Maio con l’appendice del primo Ministro Giuseppe Conte, approfittando della confusione mediatica, ne approfitta e ha “sfilato” come niente fosse il Federalismo differenziato: un separatism vero e proprio che mette da una parte i ricchi e dall’altra i poveri, ignorando unventennio di assenza totale di investimenti in favore del Mezzogiorno, a fronte di massicci investimenti realizzati a Nord con l’inequivocabile risultato di aver aumentato il divario economico ed infrastrutturale in netto sfavore del Sud.

Rispetta a questa “distratta” quanto mai disinvolta accelerazione l’onorevole salernitano di Liberi e Uguali Federico Conte è intervenuto oggi ieri nella sala Caduti di Nassirya del Senato, nel corso della conferenza stampa organizzata sul tema. Conte ha manifestato tutta la sua contrarietà rispetto ad un provvedimento che oltre a minare l’unità d’Italia, mina i fondamentali dei diritti costituzionali: «Diciamo “no” ai progetti di autonomia differenziata che stanno maturando in una intesa bilaterale tra il Governo e Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Prima si fissino i Livelli essenziali delle prestazioni civili e sociali, come previsto dalla Costituzione, e poi, solo poi, si avvii una riforma organica di tutto il sistema delle autonomie locali: Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni.

È in discussione l’unità del Paese – continua Conte -, sono in discussione i nostri diritti di cittadinanza. Chi propone questa autonomia vuole una sanità e una scuola per ogni regione, diritti diversi a seconda del luogo in cui si nasce o si vive: una nazione divisa tra regioni ricche e regioni povere. Una secessione non dichiarata, e anzi addirittura per legge. Vogliono cambiare la costituzione e l’assetto istituzionale del Paese senza una riforma costituzionale e senza neanche discuterne a tutto svantaggio della parte più debole dell’Italia, il Sud. Il tema dell’autonomia differenziata – conclude Federico Conteè dunque questione politica nazionale e coincide con la nuova questione meridionale».

Roma, 21 febbraio 2019

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. L’autonomia differenziata crea dubbi, ma è anche vero che un’occasione per responsabilizzare gli spreconi…spreconi che sono stati agevolati da troppi anni.

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