Sanità: No al Commissariamento in Campania. De Luca diffida il Ministro

Il Governatore De Luca diffida la Ministra della Salute Grillo per porre fine al Commissariamento della Sanità in Campania.

La Sanità in Campania ha superato tutte le prove. Il bilancio è in attivo. I parametri Ministeriali rispettati. Peccato ci sono sacche di delinquenza vedi formiche, scarafaggi o il caso di Nefrologia (una eccellenza dell’Ospedale di Eboli), montato ad arte e sotto scacco di operatori sanitari senza scrupoli, pare, condannati anche per peculato. Perché invece di essere sospesi continuano a sputtanare Ospedali e Sanità?

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

NAPOLI – «Abbiamo raggiunto la quota di 163 nella griglia dei Lea. – ha dichiarato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine di un convegno sulla sanità – Non si permetta più nessuno di parlare di commissariamento, dalla prossima settimana avvieremo la diffida formale perché il ministero certifichi l’uscita del Campania dal piano di rientro».

«Abbiamo raggiunto e superato la soglia dei 160 punti nella griglia Lea – ha aggiunto De Luca riferendosi ai livelli minimi di assistenza – che è l’obiettivo nazionale. Eravamo a quota 104 nel 2015, siamo a 163 oggi. Non c’è più motivo per mantenere il commissariamento, tranne lo squadrismo. La Campania deve tornare all’ordinaria amministrazione, che rimarrà sempre nelle mani del presidente, ve lo dico subito».

Giulia_Grillo_3

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Poi come è nel carattere del Governatore della Campania è arrivato l’affondo sul ministro Grillo: «Stamattina ho letto che il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha deciso di assumere nel suo staff a Roma un mental coach, un preparatore mentale. Condivido questa scelta, la ritengo necessaria. Anzi, urgente».

Ed ha proseguito nelle sue ragioni come più volte ha fatto rilevare a proposito dei conti, ricordando che il bilancio della Sanità in Campania ormai è in attivo da diversi anni e non lascia più spazio a nessun Commissariamento ma ha ricordato anche la battaglia che quotidianamente si deve condurre contro comportamenti camorristici che mirano quotidianamente a mettere in cattiva luce gli Ospedali e la Gestione, si veda le Formiche o gli scarafaggi, che indicano come sia difficile sconfiggere queste sacche di vera e propria delinquenza – «Andremo avanti nella sanità senza farci condizionare dalla camorra che abbiamo ancora in qualche ospedale – ha proseguito De Luca – altro che formiche, quella si chiama camorra, se non lo avete ancora capito. Vorrei sapere in quale ospedale del nord – ha aggiunto – si gestisce un bar senza gara oppure c’è una ditta che da 15 anni fa i servizi di pulizia nella struttura senza che si faccia una gara d’appalto. O magari in quale ospedale c’è un ristorante aperto anche di notte, dove si riunisce gente di varia umanità.

De Luca non ha tutti i torti nel momento in cui fa la voce grossa con il Ministro della Salute Giulia Grillo, richiamandola alle sue responsabilità, sia per sbloccare di fondi desticati alla Campania e sia perché prenda atto che il Bilancio ormai non è più in rosso, sebbene questo ha significato molti sacrifici, specie per le strutture sanitarie pubbliche ricadenti nella così detta area della Valle del Sele. È vero anche che i parametri che ha fissato il Ministero della Salute sono stati rispettati ed è vero anche che non si può gestire un settore così delicato in regime di perenne Commissariamento, e se in Campania vi sono delle indiscusse eccellenze è altrettanto vero che ci sono alcune sacche di protezionismo che non fanno onore, come nel caso che negli ultimi giorni sha tenuto banco nell’ASL Salerno e più precisamente all’ospedale di Eboli nel momento in cui si è montato un “caso Nefrologia” tra i primi in Italia per assistenza e risultati, ignorando vi fossero tutte le autorizzazioni necessarie perché un laboratorio di immunopatologia renale operasse nell’ambito del Reparto diretto dall’ottimo dott. Gigliotti, sotto tiro di taluni operatori sanitari sotto processo per furto e cosa grave se dovesse rispondere al vero, pare, già condannati per complessivi 19 mesi per maltrattamenti e peculato. Episodi mal gestiti dal Commissario dell’ASL Salerno che non ha saputo individuare chi fossero i buoni e chi i cattivi, contribuendo a far passare un messaggio negativo che il Governatore De Luca non vuole passi e che al contrario combatte. E se veramente sul capo di quel “cattivo” vi è più di una condanna, perché lo stesso è consulente dei NAS e perchè per quell’operatore sanitario non è scattata la sospensione dal servizio? Il Commissario ASL di Salerno se ne è a conoscenza, mantenendo in servizio una persona condannata si rende responsabile e per lui si configura il reato di omissioni di atti di ufficio? E per chi non ha saputo sorvegliare perchè questo e altro non avviene si configura una responsabilità e se avvertito una colpa (Culpa in vigilano)?

Purtroppo sono questi i limiti e queste incrostazioni che impediscono alla Sanità Campana di essere riconosciuta per quello che meriterebbe, e quei limiti che si devono azzerare, e De Luca ha un bel da fare innanzitutto convocando il Commissario dell’ASL e chiedergli di curarsi lo “strabismo” per modo da poter vedere senza distorsioni chi sono i delinquenti e chi i bravi. Sono questi i motivi che la stampa riporta che impediscono al Ministro della Salute di affidare la Sanità ad un regime di gestione ordinario? C’è il fondato motivo che il Commissariamento durerà ancora.

Napoli, 21 febbraio 2019

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