Il Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” di Eboli scrive al Prefetto

Lettera aperta del Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” di Eboli per la mancata bonifica a: Prefetto, ANBSC, Tribunale, Sindaco. 

Basta giocare con la salute dei cittadini” si legge nella Lettera del Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” di Eboli che denuncia da anni la presenza di amianto e sebbene stanziati i fondi e individuata la ditta esecutorice i lavori di bonifica non sono iniziati. 

Bonifica amianto-ex Apoff - striscione1

Bonifica amianto-ex Apoff – striscione1

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Il Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” di Eboli si ritrova ancora una volta, purtroppo, ad alzare il proprio grido di allarme sull’emergenza sanitaria ed ambientale per inquinamento da fibre di amianto nell’area dell’ex opificio industriale “Mellone” o ex APOFF, ubicato in Località Tavernanova ad Eboli: 15.000 metri quadrati di coperture in eternit per la quasi totalità in frantumi, circondati da estesi campi coltivati a frutta e verdura, prodotti di eccellenza della Piana del Sele e pone la vicenda inviando una lettera aperta al Prefetto di Salerno, Francesco Russo, al Direttore dell’ANBSC, Bruno Frattasi, al Presidente del Tribunale di Salerno, Giovanni Pentagallo, al Sindaco di Eboli Massimo Cariello.

Fin dal 2013 il Comitato ha segnalato più volte la situazione di enorme degrado dell’area a Sindaco, N.O.E. dei Carabinieri di Napoli e Salerno, ARPAC di Napoli e Salerno, Dipartimento di Prevenzione della ASL Salerno e Responsabile dell’U.O. Prevenzione Collettiva di Eboli, arrivando anche a fare interventi in Consiglio Comunale per chiamare alle loro responsabilità il Sindaco ed i Consiglieri Comunali tutti (che rappresentano i cittadini) e, in particolare quelli eletti nel quartiere di Santa Cecilia, che sopporta da oltre 20 anni la presenza di quell’enorme quantità di eternit deteriorato.

Successivamente il Comitato ha potuto appurare che il bene è nelle disponibilità dell’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata), che dovrebbe rappresentare un baluardo di legalità.

Finalmente nel 2016 l’U.O. Prevenzione Collettiva di Eboli ha dichiarato non più procrastinabile la bonifica del sito in questione.

Nemmeno ciò, però, era bastato a mettere in moto interventi di bonifica e salvaguardia della salute pubblica.

Per questo nel gennaio del 2017 questo Comitato presentò un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Salerno finalizzato alla verifica di reato ambientale, nel quale fu esplicitamente chiesto, come prevede la legge, di essere informato di un’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari o di un’eventuale richiesta di archiviazione.

Ad oggi, silenzio assoluto!

Finalmente nel 2017 l’ANBSC ha predisposto l’affidamento dei lavori di bonifica per un importo di 500.000 euro.

Tutto a posto? Ma che! È iniziato un balletto tra espletamento delle pratiche amministrative da parte del’ANBSC ed i dovuti (ma lunghissimi) controlli antimafia da parte della Prefettura sulla ditta prescelta per i lavori, la Vera Ecologia S.r.l. .

Anche allora (eravamo già nell’aprile del 2018) questo Comitato scrisse una lettera aperta indirizzata all’allora Prefetto di Salerno (che aveva assunto il coordinamento delle azioni da intraprendere), all’ANBSC e al Sindaco di Eboli, per chiedere di accelerare quel lentissimo iter burocratico.

E, finalmente, a febbraio 2019 “cominciarono” i lavori.

Pensammo che la bonifica del sito fosse prossima ma, come nel gioco dell’oca, siamo tornati alla casella di partenza: dopo una breve apparizione di qualche operaio sul posto, tutto si è fermato ancora una volta.

È stata solo una finta!

La ditta appaltatrice ha spiegato che non è stato pagato l’anticipo del 20% dell’importo totale previsto da contratto e che, quindi, non può, giustamente, lavorare gratis.

A questo punto non è possibile che Prefettura, Tribunale, ANBSC e Sindaco restino tranquillamente ad aspettare, mentre quei 15.000 metri quadrati di eternit continuano a frantumarsi e polverizzarsi a vista d’occhio e mentre tutt’intorno il terreno continua ad essere normalmente coltivato.

E le Istituzioni, tutte, stanno a guardare. O si sono addirittura girate dall’altra parte?

Ora basta!

Questo Comitato chiede che la si smetta di giocare sulla salute dei cittadini e che si effettui la bonifica dell’area con ogni urgenza!

Il tempo è adesso!

Che ognuno faccia la propria parte:

Chiediamo

  • che il Prefetto convochi immediatamente i vertici dell’ANBSC e pretenda che vengano sbloccati i lavori;
  • che l’ANBSC rispetti la legge

e, se non lo fa,

  • che il Tribunale applichi le sanzioni previste (la legge non è uguale per tutti?).

E, se nessuna di queste Istituzioni interviene con la dovuta urgenza, sollecitiamo il Sindaco ad indossare la fascia tricolore e a presidiare con noi cittadini quella bomba ecologica, giorno e notte, fino a quando la bonifica non verrà completata!

Eboli, 2 aprile 2019

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