Convegno-Riforma Agraria e Lotte contadi ne nella Piana del Sele

La Riforma Agraria è stata la più grande conquista di popolo ma anche la più grande innovazione sociale del dopoguerra.

Agli albori dell’Europa, nasce lo stato democratico con una nuova Forma politica e giuridico-istituzionale.

quarto stato Pellizza da Volpedo

EBOLI – L’Associazione “ Voci di Donne “ presieduta e animata da Assunta Nigro, ha programmato una serie di iniziative per animare il dibattito politico e culturale in Città – “Voci di Donne – ha dichiarato la Nigro – vuole dare un contributo alle istituzioni locali, affinché si possa dare un giusto indirizzo alla crescita economica e culturale del territorio”.

Tra le iniziative che senz’altro suscitano interesse ed  attenzione da parte delle nostre comunità è sicuramente il tema del Convegno-Mostra  “ LA RIFORMA AGRARIA E LE LOTTE CONTADINE NELLA PIANA  DEL SELE” inserito nella manifestazione da “EBURUM a EBOLI” che il Comune di Eboli ha programmato per il  mese di Luglio.

L’argomento ha suscitato molto interesse e le autorità invitate  subito hanno dato la loro adesione. Vi è stata da subito la  piena disponibilità dell’amministrazione comunale attraverso l’assessore alla Cultura Antonio Conte e il Sindaco Martino Melchionda.

La Riforma Agraria è stata la più importante innovazione che il meridione d’Italia è riuscito a conquistare, attraverso un connubio tra popolo e istituzioni,  dall’unità d’Italia ad oggi.

E’ stata senza dubbio la riforma che ha elevato il livello economico sociale e culturale in una Italia uscita da un periodo storico atroce, con il superamento di due guerre mondiali che avevano letteralmente messo alla fame il paese.

Nelle lotte contadine e nelle conquiste di popolo la Piana del Sele ha avuto un ruolo eccezionale. L’assegnazione e la conquista delle terre abbandonate e rivendicate da chi ne aveva bisogno e comunque le lavorava, è stata la vera chiave di volta del progresso di centinaia di famiglie e della società. Di li il lungo percorso democratico e la crescita civile e culturale delle nostre zone.

Il popolo i loro rappresentanti e gli organi parlamentari dell’epoca, con uno  sforzo al di fuori di ogni cognizione logica di potere, riuscirono a far emergere e progredire la Nazione, conseguentemente dando  una forma giuridica di un nuovo Stato, creando le condizioni  affinchè venisse  stipulato il trattato di Roma e la nascita dell’Europa.

Ci saranno gli interventi di Martino Melchionda, Palmiro Cornetta, Pasquale Marino, Giovanni Santomauro, Ernesto Sica, Giuseppe Capezzuto, Antonio Di Feo, Pino Salvioli, Antonio Conte, Mario Vignola, Gaetano Fasolino, Abdon Alinovi, Tommaso Biamonte, Carmelo Conte, Giuseppe Manzione, Dora Liguori, Assunta Nigro, Vito Busillo, Enzo Fraiese, Edmondo Cirielli, Stefano Caldoro, Dario Barbirotti, Vincenzo Aita, Antonio Tateo, Vincenzo De Luca, Gerardo Rosania, Baldassarre Chiaviello, Giuseppe Fresolone, Antonino Gallotta, Franco Tavella, Ornella Trotta, Oreste Mottola.

I lavori saranno moderati da Santino Campagna e curati da Assunta Nigro, Santino Campagna, Italo Ciccarone, Antonio Tateo, Dora Liguori.

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PROGRAMMA

La Riforma Agraria e le Lotte Contadine nella Piana del Sele

VIDEO-IMMAGINI-MOSTRA-CONVEGNO

Eboli 14-15 Luglio 2010
Complesso Monumentale San Francesco – Sala Mangrella Eboli

Mercoledì 14  Luglio  ore 18,30
Convegno I Parte:
Le lotte contadine prima della riforma agraria

Giovedì 15 Luglio  ore 18,30
Convegno II Parte
:
Le lotte Contadine dopo la Riforma Agraria

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14 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. In questi ultimi anni nel nostro paese è prevalente l’impostazione conservatrice e xenofoba della Lega, che si trascina appresso un centro destra affarista ed immorale, pur di arrivare attraverso una serie di leggi al cambiamento della Costituzione sperando di provocare la definitiva rottura della unità politica dello Stato.
    Questa è la fotografia dell’Italia che traiamo dal Rapporto dello Svimez, molto realista anche se molto spiacevole.
    Alcune considerazioni sono d’obbligo a questo punto. La prima considerazione ci porta ad affermare che in questi 60 anni tutte le politiche immaginate per lo sviluppo del Sud sono fallite, oppure non sono servite allo scopo. La Riforma Agraria nel Sud non ha dato le stesse risposte che al Nord e l’agricoltura è rimasta come problema irrisolto e che ha indotto, nel corso degli anni, i devastanti fenomeni di emigrazione che hanno spopolato le campagne ed impoverito ulteriormente le nostre Regioni.
    Il processo forzato dell’industrializzazione ci ha portato poche attività industriali durature, sono stati spesi molti soldi inutili, ci sono rimasti solo migliaia di capannoni abbandonati nelle campagne ed un esercito di cassa integrati da assistere con i fondi dell’Inps. Ma, anche, tutte le politiche di sviluppo locale finanziate con i fondi europei non hanno portato effetti tali da essere presi in considerazione: i patti territoriali, i programmi integrati; i Distretti Industriali,gli Accordi di programma, sono tutte attività che hanno prodotto molti documenti, molte consulenze, qualche consiglio di amministrazione e niente più.In questi ultimi anni nel nostro paese è prevalente l’impostazione conservatrice e xenofoba della Lega, che si trascina appresso un centro destra affarista ed immorale, pur di arrivare attraverso una serie di leggi al cambiamento della Costituzione sperando di provocare la definitiva rottura della unità politica dello Stato.
    Questa è la fotografia dell’Italia che traiamo dal Rapporto dello Svimez, molto realista anche se molto spiacevole.
    Alcune considerazioni sono d’obbligo a questo punto. La prima considerazione ci porta ad affermare che in questi 60 anni tutte le politiche immaginate per lo sviluppo del Sud sono fallite, oppure non sono servite allo scopo. La Riforma Agraria nel Sud non ha dato le stesse risposte che al Nord e l’agricoltura è rimasta come problema irrisolto e che ha indotto, nel corso degli anni, i devastanti fenomeni di emigrazione che hanno spopolato le campagne ed impoverito ulteriormente le nostre Regioni.
    Il processo forzato dell’industrializzazione ci ha portato poche attività industriali durature, sono stati spesi molti soldi inutili, ci sono rimasti solo migliaia di capannoni abbandonati nelle campagne ed un esercito di cassa integrati da assistere con i fondi dell’Inps. Ma, anche, tutte le politiche di sviluppo locale finanziate con i fondi europei non hanno portato effetti tali da essere presi in considerazione: i patti territoriali, i programmi integrati; i Distretti Industriali,gli Accordi di programma, sono tutte attività che hanno prodotto molti documenti, molte consulenze, qualche consiglio di amministrazione e niente più.In questi ultimi anni nel nostro paese è prevalente l’impostazione conservatrice e xenofoba della Lega, che si trascina appresso un centro destra affarista ed immorale, pur di arrivare attraverso una serie di leggi al cambiamento della Costituzione sperando di provocare la definitiva rottura della unità politica dello Stato.
    Questa è la fotografia dell’Italia che traiamo dal Rapporto dello Svimez, molto realista anche se molto spiacevole.
    Alcune considerazioni sono d’obbligo a questo punto. La prima considerazione ci porta ad affermare che in questi 60 anni tutte le politiche immaginate per lo sviluppo del Sud sono fallite, oppure non sono servite allo scopo. La Riforma Agraria nel Sud non ha dato le stesse risposte che al Nord e l’agricoltura è rimasta come problema irrisolto e che ha indotto, nel corso degli anni, i devastanti fenomeni di emigrazione che hanno spopolato le campagne ed impoverito ulteriormente le nostre Regioni.
    Il processo forzato dell’industrializzazione ci ha portato poche attività industriali durature, sono stati spesi molti soldi inutili, ci sono rimasti solo migliaia di capannoni abbandonati nelle campagne ed un esercito di cassa integrati da assistere con i fondi dell’Inps. Ma, anche, tutte le politiche di sviluppo locale finanziate con i fondi europei non hanno portato effetti tali da essere presi in considerazione: i patti territoriali, i programmi integrati; i Distretti Industriali,gli Accordi di programma, sono tutte attività che hanno prodotto molti documenti, molte consulenze, qualche consiglio di amministrazione e niente più.Per non parlare di 20 anni di finanziamenti europei alle Regioni in ritardo di sviluppo del Sud che non hanno prodotto risultati accettabili, anzi, l’unico risultato è stato quello di trasformare lo straordinario in ordinario e sostenere in questo modo una cronica carenza di fondi per la spesa corrente degli Enti Locali meridionali.
    L’effetto peggiore che potevamo registrare nel Sud è quello che i nostri ragazzi sono tornati ad emigrare.Il Sud deve pensare ad organizzarsi un proprio modello di sviluppo economico, sociale e culturale, partendo, certamente da una bonifica ambientale del territorio, insieme alla riduzione drastica della presenza della delinquenza organizzata nella nostra vita quotidiana.L’ INCIPIT:
    De Gasperi decise di rinunciare ad una riforma agraria generale e di avviare alcune leggi per aree limitate volte all’espropriazione dei terreni scarsamente produttivi da distribuire alle famiglie contadine. La legge sila, riguardante un’area della Calabria, la legge stralcio, relativa al Delta padano, alla Maremma toscana, ai bacini del Fucino e del Flumendosa e ad alcune zone della Campania e della Puglia, nonché la legge di riforma agraria emanata dalla Regione siciliana furono i provvedimenti di riforma agraria varati nel 1950 in quella direzione. La Democrazia cristiana diede vita alla Confederazione dei coltivatori diretti che avrebbe dovuto difendere i piccoli e medi proprietari terrieri ed assumere il controllo degli enti di riforma, apparati pubblici destinati a gestire la concreta realizzazione dei provvedimenti di riforma agraria. I risultati globali dei suddetti provvedimenti furono l’espropriazione di circa 760000 ettari di terre, di cui il 60% appartenenti al Mezzogiorno, suddivisi in lotti pari in media a 6-8 ettari e assegnati a 113000 famiglie contadine. La scarsa consistenza dei lotti assegnati riuscì ad assicurare il mantenimento degli assegnatari soltanto nelle aree dove furono realizzate infrastrutture, opere irrigue e case coloniche da parte degli enti di riforma, come avvenne in Maremma , in Val Padana e in alcune zone costiere del Mezzogiorno, mentre in altre aree del sud, che non usufruirono di questo tipo di interventi, i risultati della riforma furono largamente inferiori alle aspettative. In complesso, però, gli interventi legislativi nel Mezzogiorno contribuirono a dare una spinta al declino della proprietà assenteista, cancellando i residui degli antichi privilegi di carattere feudale. Un ruolo di fondamentale importanza ebbero gli enti di riforma, i quali accentrarono tutte le scelte, togliendo ogni spazio all’autonomia degli assegnatari e impedendo qualsiasi forma associativa e, al tempo stesso, rendendo eccessivamente costose le operazioni di realizzazione della riforma. Allo scopo di assecondare la formazione di un largo strato di piccola e media proprietà contadina fu varato un piano di intervento nell’Italia meridionale mediante l’istituzione della Cassa per Mezzogiorno nell’agosto del 1950 ed emanata, circa tre anni dopo, una legge per la costituzione di istituti speciali di credito agevolato….AD OGGI LE NUMEROSE LEGGI, IL SISTEMA DI SCIENZA DELLE FINANZE,UNITO ALL’AZIONE POLITICA ha fallito! i problemi strutturali sono aumentati in proporzione alle sfide del nuovo millennio!!!Parallelamente al calo demografico, negli ultimi anni si è manifestato un drammatico fenomeno di “spaesamento”, cioè di atomizzazione sociale dei nostri paesi, che è la conseguenza più atroce ed assurda di una modernizzazione selvaggia che ha innescato un processo di imbarbarimento e mercificazione dei rapporti umani, improntati ad un disvalore dominante, il profitto economico, quale unico scopo e unico modello di vita imposto alle giovani generazioni. In tal modo, quelle che erano comunità a misura d’uomo, compatte e solidali per natura e necessità, negli ultimi anni hanno assunto un aspetto sempre più disumano e desolante. Spaesamento e spopolamento crescente sono due tendenze negative che hanno inciso e pesato sulla storia recente delle nostre zone.

    Inoltre, negli ultimi anni si sono aggravate altre situazioni critiche, come la questione ambientale, quella sanitaria e quella scolastica. Tali emergenze si intrecciano e si inquadrano in un contesto più ampio di deriva antidemocratica del tessuto civile, un processo involutivo favorito dalla recessione economica internazionale, i cui effetti più dolorosi si ripercuotono sulle aree depresse del Mezzogiorno, inclusa la nostra provincia.Puntare sull’etica, sui diritti e sulla qualità del capitale relazionale per sostenere la crescita economica e lo sviluppo sociale dei territori: questa, in sintesi, la sfida lanciata dai principi della responsabilità sociale d’impresa alle dinamiche sperequative del mercato globale.

  2. Il tema è importante, è uno spaccato della nostra società e delle nostre sofferenze, ma anche dell’inizio di quel passaggio che poi ha rovinato le nostre comunità, passate da società contadina a quella industriale e post industriale, ma che c’entrano tutta questa gente, che non capisce e non sa un c…… di quello che successe allora?
    Una passerella di parolai che tra l’altro molti di loro per il loro passato politico Cirielli in testa non c’entrano un c….. con le lotte contadine, patrimonio di altre culture politiche.
    E’ una buffonata, una forzatura, ma non è l’unica, passerà anche quasta.

  3. mio zio nel dopoguerra fini in galera per partecipare alle lotte contadine organizzate dal PCI. lui in galera con figli e moglie da sfamare,mentre gli intellettuali comunisti dell’epoca che erano anche capitalisti maggiavano e bevevano alla faccia dei compagni tu fatichi ed io mangio. E’ facile dire ho un quintale di pane evino ,in nome del comunismo ti dò mezzo chi a te per sfamarti. questi sono stati sindaci e guide del comune di Eboli nel dopo guerra la fazione politica opposta non era meglio infatti alcuni sindaci di destra impiegarono loro famigliari alle poste,altrifondarono fortezze di voti che oggi ancora funzionano,altri ancora lavoravano e facevano affari politici economiciin penombra accrescendo il loro impero economico. Tutto questo è scritto e fatto nel comune di Eboli Molti continuano il loro estenuante gioco alle spalle degli ebolitani. Se non si spezza questo incantesimo di comandanti e comandati Eboli non decolla . EBOLI per crescere deve cambiare mentalita e politica generazione la ha gia cambiata deve solo evolversi.

  4. Sono stato ieri sera al Convegno sulla Riforma agaria e lotte contadine nella Piana del Sele.
    Grande l’impegno degli organizzatori scarsissima la partecipazione del pubblico e questo non fa merito ai cittadini di Eboli ed a quanti, anche in questo spazio si dilettano in ……..BANALITA’ ( al contadino SELESE, che ovviamente non conosco mi permetto si suggerirgli : ma perchè prima di scrivere “falsità antistoriche”, non ci si documenta un poco ? Per es. le lotte per “l’occupazione” delle terre ad Eboli, Capaccio, Albanella, Pontecagnao, Buccino etcc, ma anche in Puglia, Lucania, Calabria- l’eccidio di Melissa-) non furono una prerogativa dei COMUNISTI, questi erano presenti nelle cooperatice – es. La Falce- ma anche dei Democristiani ( coop. Achille Grandi), ma anche di moltissimi Socialisti fra i tanti ricordo il Sindaco di Capaccio Salvatore Paolino, il Sindaco di Tricarico Rocco Scotellaro).
    L’intervento del Prof. Peppino Manzione è degno di essere considerato come una vera pagina di storia.
    Per la verità non mi è piaciuto l’intervento “leggero” dell’on. Tommasino Biamonte mentre interessanti sono state le considerazioni del Sen Gaetano Fasolino sulle opportunità mancate della Riforma Agraria in rapporto alla “dispersione” della proprietà terriera odierna..
    Ma ripeto l’intervento, scritto, di Peppino Manzione merita la pubblicazione anche su questo blog.
    Caro Massimo, contatta Peppino e fattelo dare. Ti garantisco che ne vale la pena.

  5. Sei molto simpatico ,io non attacco mai i lettori,amche quando dicono c…te se le dicono perche anche li si nasconde la verita. Tu
    anche ne avresti da raccontare quando stavi nelle file del PSI
    e mi fermo non ha senso raccontare cosaperche scopo se esiste l’impunibilita della cosa.Non ti conosco personalmente ma il tuo nome gira nell’elenco di coloro che hanno condizionato la vita politica del paese ecome tale hai le tue responsabilita.
    per quanto riguarda quello che ho scritto,non sono cavolate ma una compagine della mia famiglia tra personaggi del PCI ebolitani in un contesto storico della valle del SELE,credo di essere stato chiaro. Alcuni di loro addirittura a distanza di anni
    guidarono i movimenti popolari del 1974 per la questione FIAT.
    Gli stessi qualche anno dopo quando venne De Mita ad Eboli a fare campagna elettorale lasciarono il popolo in silenzionell’incertezza piu completa perche cosi doveva essere.
    Sto parlando di persone che sono state onorabili nella sinistra ebolitana e che non ti hanno mai appartenuto politicamente
    oerche tu eri di un’altra linea quella di Craxi prima e Conte dopo
    vedo che non hai perso il vizio di essere presuntuoso quando te ne capita l’occasione.Io sono sempre statome stesso,
    coglione- fesso e idealistama posso dire sempre di essere stato libero a prezzo dellaq mia schiavitu terrena. Quando Cuomo non era nessuno fui invitato nella sede del PSI sul viale amendola ad una riunione dei giovani ,mi chiesero il tesseramento ma non accettai perche non convinto anche se non conoscevo ancora Conte chi era.
    Nulla di personale ma bisogan stare attenti a non calpestare l’erba sconosiuta puo essere insidiosa.

  6. Dovevano intervenire prima esponenti politici del territorio per dire
    che nella valle del Sele si sviluppa cosa si è passati dalle stelle alle stalle ,pochissime sono le aziende che rispettano tutte le normative cioè stanno in regola ,il 90% sfruttano extra comunitari
    i vecchi caseggiati della riforma agraria diventano hotel per lo schiavismo di questultimi ospitando 50-60 persone .Le aziende che sono cresciute posseggono il 40% del territorio
    della piana quiondi aziende di latifondisti e quindi il fallimento per quello che si era lottato.Oggi questa è la valle del Sele non abbiano paura di dirlo i politici di professione. di quale
    sviluppo parliamo,la valle è scempiata inquinata coperta di plastica ormai versa nella piu piena agonia. Questi signori si rifiutano di vedere che anche le loro ville sono circondate dal regresso socio economico ed urbanisitco della valle quindi si diano da fare a cercare di recuperare il recuperabile.
    Il fatirico Conte ha gravi responsabilita su questo e per ciliegina sulla torta costruisce la sua villa con il suo villaggio tra la linea ferroviaria SA-RC e la statale che da Eboli posta S.Cecilia.

  7. PER UN MINIMO DI CHIAREZZA:
    Dire cose banali, non significa dire c.,,,te. Quella della responsabilità “negativa” dei COMUNISTI, nelle lotte condadine per le terre della destra (e sin ..per Capaccio e Albanella) Sele, ribadisco che non è una c….ta, ma certamente si tratta di banalizzare un dato storico in cui centinaia di braccianti/e la mattina alle cinque venivano selezionati da caporali/e e portandosi la colazione nel “maccaturo” e la zappa sulle spalle salivano sui carretti per andare nelle terre della Valsecchi, del Barone Ricciardi, della Baronessa Avezzano. Non furono quindi “moti popolari spontanei” ma guidati da dirigenti politici lungimiranti SOCIALISTI – ricordo la visita di Nenni prima e De Martino poi, Democristiani ( ricordo la visita ad Eboli di De Gasperi) e Comunisti come Alinovi, Perrotta, etc..Rivisitare perciò la nostra storia correttamente è un dovere ed io mi permettevo di suggerirti di approfondire un poco meglio gli argomenti in cui intervieni per evitare di dire cose banali.
    Parli di me perchè IO MI FIRMO SEMPRE, credo che mi conosci poco per darmi del presuntuso. La mia vita politica( sempre di semplice militante socialista lombardiano, giornalista, notista ed inviato speciale de L’Avanti! gratuitamente, per oltre 10 anni) e quella professionale ( Dirigente Sanitario- Primario- e Consulente Tecnico di grandi Aziende Sanitarie ) mi hanno consentito di avere rapporti con tante, tante ma tante persone. Nessuno però mi ha mai detto di essere un presuntuso.
    Questo detto da una persona ( presumo giovane?? pertanto lo scuso) mi dispiace. E per non occupare spazio in modo improprio non interverrò più su questo argomento. SII PIU’ SERENO!!

  8. mI SONO SEMPRE SENTITO SERENO NEL PENSARE A CERTE PERSONE NON HO MAI AVUTO PAURA NE STATI DI ANSIA IN QUESTO SENSO.
    i CAPORALI CI SONO SEMPRE STATI E PIU PRECISAMENTE A sAN gIOVANNI PROPRIO DAVANTI DEL POPOLO LI PARCHEGGIAVANO PULMANN PIENI DI SCHIAVI CHE VENIVANO DAI MONTI IN PASTO AI CAPORALI IN EPOCA ABBASTANZA RECENTE CIOE ANNI SETTANTA OTTANTA. TUTTI SAPEVANO CIO CHE AVVENIVA, COMPRESO I GROSSI PERSONAGGI CHE VENIVANO A FARE CAMPAGNE ELETTORALI AD E BOLI PERCHE AVEVANO CAPITO CHE IL LUOGO ERA STRATEGICO NELLA VALLE DEL SELE QUINDI SOLO PASSARCI ERA PUBBLICITA POLITICA MA NON SI SONO MAI INTERESSATO AL VER PROBLEMA.
    aNCORA OGGI LE COSE NON SONO CAMBIATE GLI EXTACOMUNITARI CHE HANNO INVASO IL CENTRO STORICO INCASSETTATI COME SARDINE IN ALLOGGI DI FORTUNA LA MATTINA PARTONO DAL PENNINO E DALLA PIAZZAFURGONI CON DESTINAZIONI IGNOTE E COSTORO DESTINATI A IMPIEGHI DIVERSI TRA CUI LA PROSTITUZIONE.bASTA RECARSI SU QUESTI LUOGHI ALLE 5 DEL Mattino.
    Le lotte contadine ,dovevano dare terra ai contadini proprieta che non avevano mai posseduta di quella piu aspra,in una borgia di stradoni sterrati che di inverno rimanevano bloccati ,dove i servizi igienici manco a vederli dove la corrente elettrica arrivo dopo tempo indeterminato ,dove il lavoro iniziava alle 4 del mattino e terminava alle 22 di sera.Non creedo sia stato un buon affare per i contadini essere riscattati in queste condizioni ,non vi erano neppure indotti per commercializzare quella produzione di fortuna. Quelle terre furono cedute piu che conquista , il latifondisti spostarono i loro affari altrove scaricando proprieta che allora non valevano piu niente ,si possono immaginare i motivi facendo anche la figura dei benefattori.Cosi facendo avevano creato gli schiavi autonomi della riforma fondiaria cioe gli attori contadini.
    Un po di storia locale e realta persone e fatti si conosce ci si è vissuto in quella realta.
    La contraddizione non è un opinione personale ma un dato di fatto basta leggere il post precedente.
    Ecco che le responsabilita vengono fuori sono stATI CITATI FATTI PERSONALI BEN PRECISI COME TEMPO E OPERATO.
    lA REALTA ODIERNA SIA DELLA VALLE DEL SELE CHE DI EBOLI HA ORIGINE DAL DOPOQUERRa in poi . La gente non sapeva leggere e scrivere quindi beveva tutto cio che gli si faceva credere, poi con gli anni comincia a leggere e scrivere ,allora le tecniche di imbambolare il popolo si fanno piu sottili e di ramificazioni diaboliche.
    Pe5r molti versi non vi è bisgno di prolungarsi tanto,mai personaggi degli ultimi 30 anni di politica gestionale ad eboli e valle non hanno apportato nessun o sviluppo positivo,nessuna ricchezza reale ne migliore qualita di vita in una natura scempiata estravolta piena di monezza.
    Mi dispiace di avermi prolungato ,anche perche i post lunghi sono noiosi e non vengono letti ,ma ho dovuto per cercare di rispondere non solo al post precedente ma alla gente chew ritiene di sapere la storia quella vera solo perche la pensa in un modo diverso.La storia innanzittutto si interpreta allontanandosi dal reale e questo spesso accade.

  9. Mi dispiace moltissimo per non essere stato avvertito in tempo del Convegno, in qualità di relatore dico, avrei voluto intervenire anche io tra i relatori, e come testimone oculare di quanto è avvenuto in merito alle lotte contadine nella Piana del Sele e di Persano in particolare. Infatti, nelle date in cui si è svolto il Convegno io sono stato impegnato a Napoli, in qualità di critico d’arte, presso Villa Doria D’Angri, a Posillipo, sede dell’Università Parthenope, per un evento culturale artistico e musicale del Gruppo Lex-Icon con l’Orchestra da Camera di Kiev: RISORGIMENTO MEDITERRANEO. Avrei voluto anche io dare il mio contributo in quanto con Baldassarre Chiaviello, con Antonio Tateo, con Enrico Crispolti, con Santino Campagna, Tommaso Scelza e Giovanni Pisano ci interessammo alla pubblicazione del libro PERSANO: LA TERRA PER RESTARE CONTADINI, Mazzotta Editore, Milano 1984. Pubblicato con il finanziamento del Comune di Serre. Fui io, in prima persona a curare la parte tecnica della correzione delle bozze del volume e a tenere i contatti con l’editore milanese e insieme al prof. Chiaviello (curatore della pubblicazione) ci recammo più volte a intervistare – con registratore audio alla mano – molti protagonisti delle lotte contadine, puntualmente trascritte e pubblicate nel volume. Intervistammo ad esempio Michele D’Aniello, protagonista e testimone delle lotte contadine di Persano dopo la Prima Guerra Mondiale e molti altri. Ed ero a Persano quando nell’ultima fase delle lotte i Carabinieri caricarono in modo indegno la gente che protestava pacificamente. Quindi sono testimone oculare di quel momento. A me poco interessa la speculazione politica in merito e le varie interpretazioni che ci furono all’epoca di questi avvenimenti. Non conosco quanto è stato detto in merito alle lotte contadine nel convegno di qualche giorno fa poiché ero assente da Eboli, ma è importante prima di tutto una disamina chiara e pacata di quanto avvenne all’epoca dei fatti. Accendere gli animi serve a poco, chiarire circostanze e offrire interpretazioni documentabili e documentate è proprio della metodologia della ricerca storica. La cronaca lascia il tempo che trova, la riflessione storica invece ha l’obbligo di proporre interpretazioni documentate e convincenti. Non sono uno storico puro, ma uno storico dell’arte, questo mio intervento su questo blog si propone come un cenno a quegli avvenimenti perché anche io sono un testimone di quanto avvenne. E le fotografie di Antonio Tateo possono ben essere considerate come un importante punto di vista, come un ricordo, una traccia di ciò che accadde. Ma bisogna evitare i toni accesi e le prese di posizione partitiche, e anche nostalgiche, che non portano a nulla se non a una confusione ulteriore che potrebbe depistare una corretta interpretazione critica e storica dei fatti, che invece va sorretta da fonti e documenti e non certamente dal ricordo di militanze ideologiche e politiche di destra, di sinistra, di sotto o di sopra. La storia esige chiarezza e i toni esasperati non servono che a creare ulteriori confusioni e inaccettabili interpretazioni fantasiose. Spero che una rinnovata riflessione in merito possa creare un clima di sereno dibattito per un’ ulteriore ricostruzione storica di quegli avvenimenti, in maniera corretta. La storia esige chiarezza e correttezza.

  10. Mi dispiace moltissimo per non essere stato avvertito in tempo del Convegno, in qualità di relatore dico, avrei voluto intervenire anche io tra i relatori, e come testimone oculare di quanto è avvenuto in merito alle lotte contadine nella Piana del Sele e di Persano in particolare. Infatti, nelle date in cui si è svolto il Convegno io sono stato impegnato a Napoli, in qualità di critico d’arte, presso Villa Doria D’Angri, a Posillipo, sede dell’Università Parthenope, per un evento culturale artistico e musicale del Gruppo Lex-Icon con l’Orchestra da Camera di Kiev: RISORGIMENTO MEDITERRANEO. Avrei voluto anche io dare il mio contributo in quanto con Baldassarre Chiaviello, con Antonio Tateo, con Enrico Crispolti, con Santino Campagna, Tommaso Scelza e Giovanni Pisano ci interessammo alla pubblicazione del libro PERSANO: LA TERRA PER RESTARE CONTADINI, Mazzotta Editore, Milano 1984. Pubblicato con il finanziamento del Comune di Serre. Fui io, in prima persona a curare la parte tecnica della correzione delle bozze del volume e a tenere i contatti con l’editore milanese e insieme al prof. Chiaviello (curatore della pubblicazione) ci recammo più volte a intervistare – con registratore audio alla mano – molti protagonisti delle lotte contadine, puntualmente trascritte e pubblicate nel volume. Intervistammo ad esempio Michele D’Aniello, protagonista e testimone delle lotte contadine di Persano dopo la Prima Guerra Mondiale e molti altri. Ed ero a Persano quando nell’ultima fase delle lotte i Carabinieri caricarono in modo indegno la gente che protestava pacificamente. Quindi sono testimone oculare di quel momento. A me poco interessa la speculazione politica in merito e le varie interpretazioni che ci furono all’epoca di questi avvenimenti. Non conosco quanto è stato detto in merito alle lotte contadine nel convegno di qualche giorno fa poiché ero assente da Eboli, ma è importante prima di tutto una disamina chiara e pacata di quanto avvenne all’epoca dei fatti. Accendere gli animi serve a poco, chiarire circostanze e offrire interpretazioni documentabili e documentate è proprio della metodologia della ricerca storica. La cronaca lascia il tempo che trova, la riflessione storica invece ha l’obbligo di proporre interpretazioni documentate e convincenti. Non sono uno storico puro, ma uno storico dell’arte, questo mio intervento su questo blog si propone come un cenno a quegli avvenimenti perché anche io sono un testimone di quanto avvenne. E le fotografie di Antonio Tateo possono ben essere considerate come un importante punto di vista, come un ricordo, una traccia di ciò che accadde. Ma bisogna evitare i toni accesi e le prese di posizione partitiche, e anche nostalgiche, che non portano a nulla se non a una confusione ulteriore che potrebbe depistare una corretta interpretazione critica e storica dei fatti, che invece va sorretta da fonti e documenti e non certamente dal ricordo di militanze ideologiche e politiche di destra, di sinistra, di sotto o di sopra. La storia esige chiarezza e i toni esasperati non servono che a creare ulteriori confusioni e inaccettabili interpretazioni fantasiose. Spero che una rinnovata riflessione in merito possa creare un clima di sereno dibattito per un’ ulteriore ricostruzione storica di quegli avvenimenti, in maniera corretta. La storia esige chiarezza e correttezza.

  11. Pecci Gerardo sei una persona squisita è dire poco ma sopratutto preparata, ma qui non c’entra la storia chi vuole saperla deve leggere un diario di cronaca e anche in quel caso si sa che la verita puo essere trasformata ,la verita si costruisce ascoltando piu fonti traendone le conclusioni. Ma qui di stroria se ne fa un fatto personale quindi un patrimonio di partito una disputa per far voti visto
    che vi sono ancora alcuni attori di questa storia vivi.
    Ripeto la storia è un ‘altra cosa ,l’interpretazione di essa è uno strumento per fare storia quindi il potere della storia.

  12. X Gerardo Pecci, sono Mariano Pastore voglio consigliare te e i tuoi amici a ristampare quel meraviglioso libro che io per fortuna conservo tra le cose più care. Chi vuole apprendere la verità sull’argomento la trova documentata in quel libro, con i veri protagonisti immortalati con splendide fotografie ” Persano: La terra per restare contadini”. 1984 Mazzotti editore Milano. Non so chi è il contadino selese, che con tanta passione e tanta emozione ha esternato il suo disappunto, merita un forte abbraccio e una stretta di mano -almeno da parte mia condivido appieno i suoi scritti emotivi- per come ha detto le cose, si vede, lo apprendi che le ha vissute sulla sua pelle, gli dico di non prendersela, la politica è sempre stata pronta dopo gli eventi a farla da protagonista e puntuale a prendersi i meriti che non le appartengono.
    Ora le lotte e i protagonisti della piana sono gli extra comunitari, stanno alloggiati e appollaiati nel centro storico dopo la cacciata e fuga da San Nicola Varco, sembra che nessuno se ne sia accorto, di sera ci sono posti a noi cari nel centro antico che sembrano abitati da fantasmi, per ora tutti stanno zitti, fra qualche anno qualcuno se ne accorgerà e incomincerà a sbraitare quando sarà troppo tardi. Ora propietari di stamberghe rimesse a nuovo con i soldi del terremoto fanno affari d’oro sfruttando persone già sfruttate da caporali schiavisti che la mattina presto li prelevano e li depositano nei campi della piana. Fra qualche anno quando il centro antico sarà pieno d’immigrati allora vedremo e sentiremo gli urlatori che promuoveranno convegni e conferenze contro il loro modo di vedere l’ingiustizia, per ora dormono, hanno tutti le fette di salame sugli occhi e i tappi nelle orecchie. Su questi argomenti che scottono la politica gira alla larga fa finta che il problema è allarmante e viene denunziato da gente che non conosce i problemi.

  13. Per Mariano Pastore. Il libro a cui fai riferimento è quello che curai insieme al prof. Baldassarre Chiaviello, ora Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “Gallotta” di Eboli, nel lontano 1984, pubblicato da Mazzotta editore a Milano, nella collana forografia, pagato dal Comune di Serre. Condivido pienamente ogni parola di quello che hai affermato. Al contadino selese, che vedo essere una persona preparata, dico: la storia contemporanea è fatta di cronaca degli anni scorsi, e il giudizio storico su questi avvenimenti si intreccia volenti o nolenti con la cronaca di quegli anni. Le fonti storiche sono anche cronaca e per l’età contemporanea queste sono principalmente le fonti a cui facciamo riferimento, con le testimonianze vive di chi quelle lotte le ha vissute sulla propria pelle. Io c’ero. Questo è quello che conta. Poi naturalmente verranno molti giudizi a posteriori, ma non si può ignorare la vita vissuta e la cronaca di quei tempi, fanno parte della nostra vita e quindi faranno parte della storia futura, magari con nuovi documenti e tetimonianze. A Mariano dico grazie per aver conservato gelosamente il libro fotografico sulle lotte contadine. La fotografia documentaria è anch’essa una fonte storica straordinaria e Antonio Tateo ha documentato magistralmente i fatti di Persano. E sono documenti storico-fotografici importanti.

  14. L’articolo è in realtà, su questo modello, uno dei più Importanti che io abbia mai letto e sono d’accordo con le tue decisioni aspetto con ansia i futuri aggiornamenti.

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