Tranne Caldoro e Cirielli, tutti contrari ai pedaggi autostradali

Iannuzzi accusa Cirielli e Caldoro. Per Cuomo è “una tassa sul macinato”. E De Luca guida la protesta dei Sindaci.

Iniziative istituzionali dei Comuni per contrastare l’introduzione del pedaggio sul raccordo SA-AV e sulla A3 Sa-RC. Si profila un ricorso al TAR.

Casello autostradale

SALERNO – Tutte le fantasie del Premier Silvio Berlusconi, raccontate nei  suoi “comizi” istituzionali  che ormai nessuno più crede, a cui invece lui si convince sempre di più che rispondono a realtà,  ci portano a ricevere l’ultimo regalo: il PEDAGGIO AUTOSTRADALE, convinto come è di aver realizzato per intero sia l’Autostrada (unica infrastruttura del Sud) che il ponte sullo stretto (seconda infrastruttura impossibile destinata al Sud). Speriamo che Gianfranco Micciché gli suggerisca qualcosa.

Vincenzo De Luca

Evidentemente il Premier non ha mai percorso la Salerno-Reggio Calabria, i suoi “sudditi” visto che ormai anche i suoi lo chiamano “Cesare”, la percorrono e sono così contenti di passare tra i cantieri e i continui cambi di corsie, tra un incidente e l’altro e magari uscendo dall’autostrada e riprendendola dopo qualche chilometro, per poi incolonnarsi  o rimanere bloccati da un ennesimo incidente stradale o sul lavoro, che hanno suggerito al loro “Cesare” di battere cassa e introdurre il pedaggio, convinti di far felice  questo popolo così fesso del Sud, che pur essendo stronzeggiato a ripetizione,  continuano a votare.

La percorre anche il Colonnello Edmondo Cirielli accompagnato dai due “marescialli Russo e Iannone, e l’ha percorsa, solo per raccogliere i voti anche il Governatore Stefano Caldoro con il suo “amico” Nicola Cosentino.

Tino Iannuzzi

Pare che una delle motivazioni per cui il Presidente Cirielli spinge sulla realizzazione di una nuova Provincia che si chiamerebbe “Principato di Salerno“, parafrasando la sua Associazione “Principe Arechi“, sarebbe proprio la “soddisfazione” verso il trattamento che il Governo Nazionale e quello Regionale, che riservano alla Provincia di Salerno ritenuta così ricca, che non ci mandano nemmeno le risorse che ci spettano, facendole fermare a Napoli o addirittura aiutando gli allevatori leghisti del Nord per imbrogliare meglio sulle “quote latte“.

L’Autostrada SA-RC ha 45 anni e dalla sua realizzazione precaria, invece di operare normali interventi di manutenzione, di ammodernamento e di messa in sicurezza si è proceduto ad una sistematica stratificazione infrastrutturale che andava sostanzialmente a costruire una nuova infrastruttura su quella esistente, abbattendo un ponte e realizzandone un altro, scavando una galleria nello stesso posto dell’altra, insomma si è proceduto costruendo sul costruito.

E’ veramente singolare proporre il pedaggio autostradale di un’opera incompleta. Noi cittadini meridionali viviamo l’Autostrada Salerno Reggio Calabria come qualcosa di stabilmente precario. Si aggiunge al danno la beffa dobbiamo anche pagare i pedaggi di qualcosa che  non possiamo utilizzare al meglio e che siamo costretti ad usare perché non ci sono percorsi alternativi.

Per coprire la distanza di 28 km da Eboli a Salerno utilizzando la SS 18 si impiega 1 ora e 20. E’ mai accettabile? E’ mai possibile?

Caldoro - Cirielli

Alla decisione ormai irreversibile incomincia a montare la protesta, e i comuni di Salerno, Avellino, Fisciano e Solofra hanno costituito un gruppo di lavoro istituzionale per contrastare, in ogni sede politica, amministrativa e giuridica, la decisione dell’ANAS d’introdurre il pagamento del pedaggio unico pari a due euro sul raccordo autostradale Salerno-Avellino. Al gruppo di lavoro, ne fanno parte oltre al Sindaco Vincenzo De Luca e l’Assessore alla Mobilità Luca Cascone per il Comune di Salerno, tutti gli altri Sindaci (Giuseppe Galasso, Tommaso Amabile, Antonio Guarino).

Questa decisione che penalizza in modo particolare gli studenti che frequentano l’Università degli Studi di Salerno, i lavoratori pendolari che si spostano tra i due capoluoghi o prestano la propria opere nelle aree industriali di Fisciano e Solfora.

La Salerno ed Avellino è e resterà sempre un raccordo, non è un’autostrada, e presenta numerose problematiche di sicurezza e funzionalità tutte da risolvere per migliorare la mobilità pubblica e privata sull’arteria, l’installazione di un casello autostradale a Fratte vanificherebbe ogni tentativo di decongestionare quella arteria e quella parte di città.

Con una decisione del genere si penalizza ancora una volta le fasce più deboli della popolazione secondo una logica che è stata già confutata, dai tribunali, in occasione della tentata introduzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare di Roma e rispetto all’aumento ulteriore – dal casello di Nocera – del pedaggio sulla Napoli-Salerno.

Una scelta scellerata compiuta da chi come l’ANAS, ha solo in mente di fare cassa ignorando le sue forti responsabilità già evidenziate da POLITICAdeMENTE nell’articolo “ANAS e esodo estivo: Conferenza Stampa del Presidente Ciucci”.

Antonio Cuomo

Alla protesta capitanata da De Luca si aggiungono le dichiarazioni di Tino Iannuzzi e Antonio Cuomo entrambi parlamentari del PD: il primo oltre alle responsabilità di Berlusconi indica sia il Governatore della Campania che il Presidente della Provincia di Salerno come responsabili – “Cirielli e Caldoro dovrebbero uscire dall’inerzia che li ha contraddistinti sinora, e lavorare sul territorio e in Parlamento per contrastare l’introduzione del pedaggio sulla Salerno Reggio Calabria”; Il secondo invece  sottolineando che non c’è più niente da raschiare alle popolazioni meridionali, affida all’ANSA la seguente dichiarazione – ‘‘Con il pedaggio sull’A3, ipotizzato dal governo, siamo alla tassa sul macinato. Non solo perche’ fare pagare un pedaggio lungo una arteria non ancora completata almeno fino al 2014 e’ assolutamente irrispettoso dei cittadini ma soprattutto non si tiene conto delle specificita’ di un tratto autostradale che soprattutto  in Campania e’ quotidianamente frequentata da pendolari che si muovono per motivi di lavoro e di studio. Sarebbe davvero una tassa iniqua e penalizzante per famiglie e imprese. Il governo prima di pensare a misure del genere farebbe bene a concentrarsi sugli sprechi e sulle inefficienze e non a colpire i soliti noti e il Mezzogiorno”.

5 commenti su “Tranne Caldoro e Cirielli, tutti contrari ai pedaggi autostradali”

  1. L’autostrada è uno schifo e questi hanno anche il coraggio di farci pagare. Siamo nelle mani di gente senza scrupoli. è finito tutto.

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  2. L’ on. Iannuzzi insieme al collega Vaccaro ha fatto di questa battaglia, il suo impegno principe nel mandato parlamentare e da mesi si sta impegnando a difesa dei cittadini che percorrono per Lavoro la famigerata arteria stradale. Caldoro e Cirielli forse dimorano in un Iperuranio astratto dal concreto, visto che lesinano di caldeggiare gli interessi collettivi,secondo ruolo istituzionale in tale discriminante,prolungata vicenda. L’autostrada A3 è una mulattiera, è la strada più pericolosa d’Italia, la più inadeguata, la più violentata da mafia, Stato e governi. Si chiama autostrada per un “disguido”, per un errore di battitura al momento in cui venne realizzata.Oltre al pedaggio La proposta contiene anche la proposta di introdurre il ticket sulla percorrenza di una ventina di tratti autostradali che al momento sono gratuiti, tra i quali la Salerno-Reggio Calabria eA conti fatti queste modifiche costeranno a ogni automobilista ben 60 euro al mese in più e quasi 600 euro l’anno, considerando due viaggi al giorno per 25 giorni al mese, con il pedaggio di un euro. Si salassa il povero, ma si continua a spalleggiare il ricco visto i dati della galoppante evasione! ITALIA 2010

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  3. Se l’autostrada è finita va pagata. Il pedaggio si paga ovunque perchè qui non si dovrebbe pagare? Perchè simm puverielli, figli ‘e mammà, sole, pizza e mandolino?

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  4. Ma fosse almeno un’autostrada! Purtroppo invece la SA-RC e’ una mulattiera,a croce del viaggiatore e in piu’ vogliono far pagare anche il pedaggio? Beh trasformatela in una vera e propria autostrada e poi se ne puo’ parlare.pagare l’A3 non è acconcia allo stato dell’arte.
    Penso di contro che potrebbe essere giusto purchè ci siano tutti servizi.
    Ad oggi molto è stato fatto ma senz’altro l’A3 non è ancora finita, ci sono ancora grosse difficoltà e tratti ad una corsia con rallentamenti a volte “paurosi”. in assenza di una viabilita’ alternativa, si tratterebbe di un ulteriore, ingiusto balzello a carico dei tanti pendolari, costretti a percorrere quotidianamente l’arteria per i loro spostamenti all’interno del territorio regionale, per ragioni di lavoro o di studio. Per il completamento dell’Autostrada occorrono ancora almeno 2,8 miliardi di euro, mancano all’appello i 32 miliardi del Fondo Fas ,tolti dal Governo e stornati altrove (Fondo aree svantaggiate),necessari per realizzare 9 interventi per circa 70 Km, fra i quali il nuovo Svincolo di Eboli con delocalizzazione dell’esistente (25 milioni di euro), e nel Val-Diano opere allo stato in fase di mera progettazione preliminare.
    Va respinta con forza l’ ipotesi di introdurre il pedaggio sulla tratta salernitana a partire da maggio 2011, alla luce del D.L. n.125/2010 convertito in legge. Infatti, per quella data non sarà ultimata la tratta salernitana, visto che il lotto 6 è pressocchè tutto da realizzare ed i lavori sono fermi in attesa di essere assegnati. Il 66% dei ragazzi usa mezzi propri per percorrere quell’autostrada che consente di raggiungere l’università. Dopo i numerosi licenziamenti, arriva anche il pedaggio che aumenterà le difficoltà economiche delle imprese.la situazione non è delle migliori.

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