L’Ospedale di Eboli chiude. Trasloca Anatomia Patologica: Sono finiti i tumori

Un colpo deciso e Bortoletti sistema l’Ospedale di Eboli. Chiude Anatomia patologica. Da un giorno all’altro non ci sono più tumori da Salerno a Sapri.

I responsabili: Bortoletti, Cirielli e Caldoro. Quattro sfessati incompetenti smantellano la Sanità. Cardiello, Cuomo, Cariello, Melchionda si devono solo dimettere, visto che non servono a nulla. Intervengano il Procuratore Roberti e il Prefetto Marchione.

Ospedale di Eboli

EBOLI – Ormai la sanità in Campania vive alla giornata, nelle mani di quattro sfessati, che oltre a non avere nessuna competenza, stanno facendo danni irriparabili al tessuto sanitario regionale e specie a quello salernitano.

La notizia che ci ha lasciato basiti questa volta, oltre a quella della chiusura e del trasferimento del Reparto di Ostetricia e Ginecologia, è stata quella che il Commissario straordinario dell’ASL Salerno, Maurizio Bortoletti, ha comunicato al Direttore Sanitario dell’Ospedale di Eboli Mario Minervini, della chiusura per trasferimento  del Reparto di Anatomia Patologica.

Quindi, un reparto di eccellenza diretto da Michele Verrioli, armi e bagagli, o meglio provette e professionalità di un medico e tre infermieri, con all’attivo 1 milione di euro per gli 80.000 esami che ha effettuato, sarà trasferito a Pagani. Struttura che fra 3 anni ospiterà un polo oncologico.

Così a seguito di questo trasferimento di botto saltano inesorabilmente altre due unità di altrettanta eccellenza: La Nefropatologia per le biopsie renali, diretta da Giuseppe Gigliotti; l’immunopatologia polmonare, la citologia tiroidea diretta da Damiano Capaccio; e tutta l’attività intra-operativa nelle sale chirurgiche.

Un colpo al cuore. Un colpo mortale. In un solo colpo l’Ospedale di Eboli è sistemato: è in piena fase di smantellamento.

Da un giorno all’altro non ci sono più tumori in provincia, da Salerno a Sapri. Così ha deciso Bortoletti.

Cialtroni, SFASCICARROZZE.

Si chiudono gli Ospedali perché forse si realizzerà, ma senza soldi, solo per opera e virtù dello Spirito Santo l’Ospedale Unico della Valle del Sele, si chiudono e si trasferiscono reparti, poiché sempre di qui a qualche hanno, e sempre senza il becco di un euro, si realizzeranno poli specialistici. Intanto, nonostante le proteste dei sindacati, degli operatori medici e paramedici, degli utenti, manca il personale necessario per il normale (circa  100) funzionamento quotidiano dei reparti.

Eppure nei giorni scorsi Maurizio Bortoletti, come i suoi predecessori Francesco De Simone e la manager senza titoli Maria Rosaria Caropreso, nel consueto tour da struscio tra i camici dei reparti aveva assicurato al Sindaco di Eboli Martino Melchionda che non ci sarebbe stato nessun trasferimento, oltre che si sarebbe potenziato il personale anche in previsione delle emergenze che si delineano a causa delle ferie nel periodo estivo.

Le stesse rassicurazioni sono venute dal Senatore Franco Cardiello e dal Consigliere Provinciale Massimo Cariello. Evidentemente le ragioni di azzeramento della sanità, rispetto alle conquiste di anni che ci hanno consegnato una rete di strutture sanitarie, ospedaliera, di riabilitazione e ambulatoriali diffusa sul territorio, sono più forti di ogni altra cosa e quella rete, vista da persone incompetenti anziché essere considerata un servizio, tra l’altro di eccellenze come abbiamo visto, vine individuata come uno spreco.

Ma quali colpe ha mai questa comunità per meritarsi questi schiaffi e per meritarsi queste persone. Un ex Carabiniere (Maurizio Bortoletti), pur essendo giovane, magari bravo nel suo campo e pensionato, che prende ordini da un altro Carabiniere (Edmondo Cirielli), anch’egli magari bravo investigatore, ma che sta svolgendo nella nostra provincia, una funzione sterminatrice rispetto alle alleanze e ai rapporti politici, che prende ordini da  Nicola Cosentino, uno, per il quale la magistratura napoletana ne aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto non concessa dal Parlamento e che a sua volta a giudicare dalle 530 pagine che ne motivavano l’azione, è agli ordini o colluso con la Camorra dei casalesi.

In questo frambusto il Senatore Cardiello si dice ancora fiducioso e ha annunciato che solo lunedì cercherà di parlare con il Commissario Bortoletti. E’ opportuno raccomandare a Cardiello che non si affretti troppo,  c’è tempo, non sia mai si sbrighi potrebbe anche essere che lo ascoltino.

La cosa ancora più grave è che la classe dirigente locale, rispetto alle responsabilità politiche oggettive di Maurizio Bortoletti, Edmondo Cirielli, Stefano Caldoro, dovrebbe trarne le conseguenze liberarci da questo incubo e dimettersi.

La misura è colma e sta straripando. E’ un attentato alla salute pubblica.

Franco Cardiello, Antonio Cuomo, Massimo Cariello, Martino Melchionda, dovrebbero impossessarsi almeno per una volta del loro orgoglio, semmai ne abbiano, ed assumere un comportamento dignitoso per colmare in parte la loro inutilità, che solo dimettendosi potranno recuperare. Le dimissioni sono l’atto più coerente per non aver saputo tutelare il territorio.

Il Prefetto di Salerno Sabatino Marchione e il Procuratore della Repubblica Franco Roberti, possono stare inerti aspettando che si smantelli una rete ospedaliera di tutto rispetto, a fronte di prospettive incerte? Possono stare inerti assistendo allo smantellamento di servizi essenziali? Possono sopportare che nel mentre si chiudono, si trasferiscono, si accorpano Reparti o Ospedali impedendo il loro funzionamento non attribuendo personale necessario al normale svolgimento dell’assistenza medica e ospedaliera quotidiana?

Cosa aspettano ad intervenire? se non sono capaci si dimettano anche loro.

Eboli, 4 giugno 2011 aggiornato alle ore 1,00 del 5 giugno 2011

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