Il Consiglio Comunale Approva l’Housing Sociale Fontanelle

Saranno i “Padri” del “nuovo Ordine religioso” dell’Aracne a costruire 276 alloggi per i nuovi poveri. Ecco il Progetto.

Sulle colline di San Giovanni, in località Fontanelle, per ” Legge”, si realizzerà un Parco Urbano di Edilizia Sociale: con 80 alloggi di Edilizia Sociale; 160 alloggi a libero mercato; 36 villette destinate al libero mercato convenzionale; 6 negozi di vicinato. Un insediamento umano di 778 unità.

Martino Melchionda Housing Sociale

EBOLI – Con 17 voti favorevoli, 9 contrari e qualche assenza strategica, è stato approvato il Piano di Edilizia Residenziale Sociale, così detto Housing Sociale, in località Fontanelle. Finalmente questo Piano sociale è arrivato in Consiglio Comunale ed ha messo alla prova dei voti l’Amministrazione Melchionda che pur con qualche defezione, ha retto.

A fare da mattatore, in un Consiglio Comunale impreparato, ma agguerrito per “costituzione”, è stato il Consigliere Paolo Polito del FLI, il quale nel suo intervento puntuale e circostanziato ha fatto da apripista all’opposizione, sempre più svogliata, dando argomenti e fornendo chiarimenti al Consiglio Comunale sia a quelli dell’opposizione, che a quelli della maggioranza, eccezion fatta per il Sindaco Martino Melchionda, l’Assessore all’Urbanistica Cosimo Cicia, l’Ing. Lucia Rossi, il Segretario Comunale Mimmo Gelormini.

Ma che cosa è questo Housing Sociale?

E’ una proposta mixata, che risponde al Piano Nazionale di Edilizia abitativa che recepisce la richiesta di edilizia sociale e residenziale sociale, sia in fitto che in proprietà, e vorrebbe dare una risposta abitativa di incremento di alloggi sociali con una iniziativa di housing sociale, che si dovrebbe realizzare con la riqualificazione di aree, nelle quali è già presente un forte tessuto di insediamenti abitativi, rispondenti con nuovi servizi, che abbiano alti livelli di salubrità, di sicurezza, di sostenibilità ambientale ed energetica, tendenti a migliorare, la qualità della vita e dei luoghi dove si vive.

Mauro Delmasto

In generale in Italia quando si vuole fare qualche cosa che nasconde un “indirizzo” ben preciso, se per indirizzo si intende impiego di grosse quantità di danaro pubblico destinati ai “centometristi” degli affari, per nobilitarla, le si attribuisce un nome straniero e una finalità sociale, come nel caso inispecie. Si parte da lontano con la L.457/78, successivamente “avocata” agli IACP e alle cooperative Edilizie riunite in Consorzi che facevano man bassa di finanziamenti e riempivano di cemento le nostre Città, favorite da destinazioni urbanistiche indicate nei PRG di tutta Italia.

Nel corso degli anni si passò poi alla necessità “sociale” di intervenire nei centri abitati cresciuti a dismisura, degradati, ma che nel frattempo avevano inghiottito le aree industriali posizionate precedentemente ai margini delle Città, e anche quì si pensò alla finalità sociale e si ipotizzò un recupero trovando prontamente il legislatore che attraverso due oscuri parlamentari “Ferrarini e Botta” fecero un blitz e consentirono di mettere l’abito su una delle più grandi speculazioni che trasformò le aree industriali dismesse in un’altra colata di Cemento (sic) “sociale”.

Si potrebbe continuare all’infinito con questa “socialità” fino ad arrivare ai nostri tempi e ricordare le operazioni dello IACP-Futura, finita finalmente sotto la lente di ingrandimento della Procura delle Repubblica. Ebbene anche in quel caso le Amministrazioni si adoperarono con solerzia per ottemperare ad una “finalità sociale” e anche in quel caso un’altra colata di cemento con tutti i suoi risvolti negativi per chi acquistò quelle case e per la comunità tutta che si è trovato quei palazzoni, ma non si è potuto godere dei benefici che avremmo voluto in cambio ed erano la base della contrattualità.

La stessa analoga sorte ha seguito la vicenda di cui al Concorso a cui partecipò il famoso Consorzio per il quale è stato dato il nome “Caso Aracne“. Anche quella operazione era condita di “socialità” e sappiamo come è andata a finire. Ma se questo riguarda la “socialità” non è da meno il fine a cui si sono ispirati i nostri legislatori “illuminati” nel momento in cui hanno pensato di risolvere il problema del deficit energetico italiano, facendo realizzare affari miliardari con i vari “conti energia“, all’ENEL e a quelli che in più di un’occasione ho definito i “Palazzinari energetici“, che hanno invaso l’Italia e i posti più belli di Mega impianti Fotovoltaici e mega impianti Eolici, che hanno cambiato il paesaggio del “Bel Paese“. Benefici per gli italiani: ZERO. La bolletta non ha subito un solo euro di ribasso mentre gli affaristi per Legge si inghiottivano di euro.

Gerardo Rosania

Anche in questa circostanza la nostra Città ne ha subito le conseguenze sulle nostre Colline con la Mega Centrale Fotovoltaica nella Proprietà del Comune di Salerno, ed anche in questa circostanza le opposizioni guardavano il dito più che la Luna.

Ritornando al famoso Housing Sociale, ebbene ricordare che anche in questa circostanza il nostro territorio viene preso in “prestito” e viene caricato attraverso una “socialità” nobile, che dovrebbe andare incontro, così come si è detto nel Consiglio Comunale, ai bisogni dei nuovi poveri, di coppie giovani, di persone che in ogni caso non possono permettersi un’abitazione in fitto, figuriamoci in proprietà, e per questo arriva il “nuovo Ordine Monastico dell’Aracne“, che nella sua infinita bontà, risolverà il problema di “Concetta e Vito” che non hanno un lavoro fisso, ma con a carico due figli e tutti i problemi quotidiani legati alla sopravvivenza. Concetta e Vito prenderanno in fitto quegli alloggi e poi dopo dieci anni, con l’opera e la virtù dello Spirito Santo, che farà intercessione sull’Ordine Monastico dei Padri dell’Aracne, potranno comprarselo.

Senza per questo entrare nei numeri e nelle cifre, per i quali invece si offre una puntuale informazione quì di seguito, è opportuno precisare che il Consiglio Comunale e l’Amministrazione che governa la Città e che detiene la maggioranza consiliare ha facoltà di indirizzare, programmare, realizzare quello che ritiene, secondo i suoi programmi, quello che sia più giusto e che risponde alla loro visione politica del territorio, va da se che in questa circostanza, come nelle altre in precedenza riportate, è stata esautorata nelle sue prerogative, trovandosi di fronte ad un Ente sovracomunale che per Legge, pensa e decide per conto terzi, rispondendo ad una finalità che nella sua genericità è giusta, ma nella sua applicazione risponde a criteri che potrebbero non essere rispondenti alle singole realtà, esponendo le amministrazioni a rincorrere un finanziamento più che seguire una necessità.

L’Assessore all’Urbanistica Cosimo Cicia tiene a precisare pur esprimendo perplessità sul percorso: “La Regione ha coinvolto i Comuni nella fase finale e i privati hanno proposto terreni agricoli perché più convenienti. Quella zona è già abbastanza urbanizzata e ravvisiamo che c’é un tornaconto abbastanza vantaggioso per le strutture che vengono al Comune, poi i primi 80 alloggi saranno messi sul mercato a prezzi stabiliti e assegnate con apposite graduatorie realizzate dal Comune. La necessità risponde anche a evitare che di perdere un finanziamento”.

Sono corsi ai ripari anche altri gruppi consiliari come l’API che attraverso il Consigliere Francesco Bello: “Abbiamo chiesto e ottenuto attraverso un emendamento proposto oltre che da me, dai colleghi Mauro Delmasto, Francesco Rizzo, Emilio Masala, che si vincoli la destinazione del suolo al progetto, per evitare future speculazioni”.

Dello stesso tenore sono tutti gli interventi, che si riportano di seguito, che sono seguiti a quello di Polito, che è stato “illuminante” per i consiglieri “dormienti” che sono poi intervenuti. E in effetti Paolo Polito, sebbene ha spiegato la vicenda e sebbene abbia dato un senso politico alla discussione dovrà chiarire in seguito il suo ruolo politico nella maggioranza, nel senso se è marginale o organico alla maggioranza che sostiene Melchionda.

Ebbene Paolo Polito evidenziava: “La politica è finita. – e come nel suo stile si affida ad una filastrocca – “Il privato infuria il pan ci manca nell’Aula sventola Bandiera Bianca” – Polito centra il problema. Ha ragione quando dice – Siamo stati espropriati della nostra capacità di programmare la politica urbanistica della Città. Questo esproprio è la certificazione del trasferimento della sovranità popolare da quest’assise a qualche Studio tecnico. – e confermando il suo voto contrario ha aggiunto – Il Sindaco ci ha affrancato da vincoli di maggioranza”.

Ed è proprio questo il problema “l’esproprio” delle decisioni, la bandiera bianca di Polito è questa considerazione, e aggiungo certamento non è chi ha realizzato il progetto. E quella Bandera Bianca, Polito la intravede nell’Housing Sociale ma il suo strabismo acuto non gli consente di estendere questo giudizio espropriativo e di mancanza di decisione politica propria della maggioranza e conseguentemente dell’Amministrazione Melchionda in altre questioni che ne sottolineano la portata.

E il dato politico che si associa alle scorribande “istituzionali” di Provincia, Regione e Governo Centrale su questo o quello investimento “salvifico”, che di volta in volta si traduce in colate di cemento istituzionale e in Sentenze di condanna per l’Ente se si oppone, è che questa Amministrazione si fa cogliere impreparata dal punto di vista della progettualità territoriale fino a subirne le conseguenze irreversibili, costringendosi a fiancheggiare e condividere queste che sono state definite, come tutti hanno tenuto a sottolineare, dallo stesso Prof. Gerundo: “speculazioni edilizie“, e aggiungo “speculazione edilizia per Legge“. Affermazioni che hanno un altro sapore e colorano di rosso e Blu l’errore poltico di perseguire indirizzi che sono in netto contrasto con le finalità che lo stesso curatore di Fiducia del PUC prende le distanze. Distanze che ci riportano a chiedere: Il Prof Gerundo gode ancora della Fiducia dell’Amministrazione comunale? e il Prof. Gerundo non si sente scavalcato nelle decisioni che sono proprie ai principi estensivi di cui agli indirizzi di Piano ricevuti? Entrambe le cose andrebbero chiarite o con il licenziamento o con le dimissioni.

Altro dato politico che si deve per forza sottolineare è che l’Amministrazione, quando non subisce gli effetti di decisioni “sovracomunali” e di privati che si azionano, e autonomamente prende delle decisioni e programma come è nelle sue prerogative, lo fa facendosi concorrenza e vanificando quello che in precedenza aveva programmato. L’esempio in ordine di tempo è: oltre che l’Housing Sociale; il Project Financing Porta San Giovanni; e prima di questi il progetto Hispalis.

Se quest’ultimo poteva rispondere ai requisiti del bando di cui all’Housing Sociale, l’altro poteva avere lo stesso iter ma seguendo percorsi e perseguendo finalità diverse. E perché si fa concorrenza? Perché evidentemente con la sua programmazione non affida nessuna credibilità alla sua Società Eboli Patrimonio, società che dovrebbe avere come finalità quella di valorizzare il patrimonio immobiliare del Comune di Eboli e magari alienare quello che non risponde allo scopo, e così finisce per svuotare di significato la sua stessa società di scopo, e per contro programmando in concorrenza con se stessa, dovrebbe ottenere in cambio dei beni che a sua volta, si assommerebbero ad altri già in possesso del Comune, ma che si avverte la necessità con la Eboli Patrimonio, di voler valorizzare perché non producono reddito. Che casino.

Forse l’Amministrazione avrebbe potuto indirizzare gli investimenti in altre direzioni e magari poteva conferire alla Società Eboli Patrimonio l’Area del Progetto Porta San Giovanni, senza cambiare nulla in termini di risoluzione tranne che monetizzare anziché ricevere permuta di beni poco commerciabili. Allo stesso modo, poiché nelle more tra il concorso e la manifestazione di interesse, culminata con il voto favorevole nell’ultimo Consiglio Comunale, si poteva nelle varie Conferenze di servizi, luogo di contrattazione e di mediazione di tutti gli interessi Istituzionali di tutti i contraenti seduti a quel tavolo, proporre l’area Hispalis, e anche in questo caso monetizzare piu che ricevere permute.

E’ come dire al proprio figlio che si muore di fame: “Non preoccuparti intanto forse ti comprerò una casa”. La Città di Eboli in questo momento ha bisogno di altro e sebbene si tratta comunque di investimenti,indipendentemenrte da tutto, forse si potrebbe raggiungere gli stessi obbiettivi perseguendo percorsi diversi che ci porterebbero a risultati sicuramente più convenienti per la Città e per gli stessi investitori, i quali possibilmente non dovrebbero avere a che fare con imprese che sono in contenzioso con il Comune e hanno procurato danni alle casse comunali.

Ne deriva che l’Amministrazione Comunale non crede in se stessa e non crede nelle società che essa  stessa mette in essere per la risoluzione di problematiche politico-istituzionali proprie e preferisce, per contro, per mancanza di programmazione subire passivamente ogni decisione calata dall’alto come lo stesso Sindaco Martino Melchionda ha asserito nel suo intervento conclusivo: “Discutiamo del Piano Nazionale Casa. – aggiungendo – Si fa dappertutto e si farà anche ad Eboli con prezzi definiti, fatti di standard superiori a quelli di Legge, ma la gestione appartiene al Comune. Non è una speculazione – dice il Sindaco – E’ un terreno di 7 ettari, con un indice di fabbricabilità fondiaria di 2mc/mq, il cui edificato seguirà gli indirizzi di sostenibilità, requisito indispensabile. La localizzazione non è discutibile, rientra nelle linee guida del Piano Strategico e diventa una forte polarità urbana tra Eboli e Battipaglia, per fare insieme delle cose. – e rispondendo a Polito aggiunge – La politica deve fare delle scelte non alzare bandiere bianche, la speculazione edilizia come fenomeno economico è quel meccanismo che non da equilibrio al sistema. Fontanelle non è una zona degradata, ma è interessata ad una fase di nuova edificazione a ridosso dell’edificato ma in posizione marginale. – Poi rassicura – Non sarà una nuova IACP-Futura e non sarà nemmeno l’Aracne. La Regione ha detto che ha i requisiti e le Colline di Eboli sono da valorizzare. Lo studio della Regione, tra l’altro, ci dice che Eboli vive un altissimo disagio abitativo.

“E’ vero – ammette il Sindaco Melchionda – La Regia non è stata del Comune, è stata, in chiave centralistica ormai decennale, della Regione. La sua collocazione non è illegittima il Consiglio Comunale è sovrano. C’è chi cita e agita l’Aracne, faccio molto attenzione e sono certo che tutto questo agitare nasce da interessi che stiamo toccando, veramente oscuri. Nel merito non potevamo scegliere altro, quel pèrogetto è stato ammesso e non altri. Successivamente torneremo in Consiglio per Approvare la Variante e in quella circostanza ratificheremo l’intervento approvato che al momento è solo una manifestazione di interesse“.

Ed è qui che sta il busillis, l’Amministrazione ha subito questo intervento, ma nello stesso tempo lo ha fatto proprio, e facendolo proprio se ne assume la responsabilità e la paternità politica, conseguenzialmente si assume anche la responsabilità e la paternità politica di fare concorrenza a se stessa e alla sua società di scopo Eboli Patrimonio. E piuttosto che pensare a chi c’è dietro, chi c’è avanti e chi c’è al lato, noi ci aspetteremmo atti politici che non siano soccombenti rispetto a disegni e progetti che seguono principi generici e che non danno nessuna possibilità ai Comuni di poter scegliere il proprio destino in termini di pianificazione urbanistica. Ma se l’aspetto procedurale poi si mescola con quello amministrativo e politico, i riflessi di questo voto ci dicono, che ci sono state assenze strategiche e divaricazioni politiche, che hanno toccato l’assetto della maggioranza, la quale sebbene ha superato la prova con quota 17 voti favorevoli, dovrà in ogni caso tener conto del caso Polito e FLI, del caso dei Riformisti del PD e dell’Assenza dello scaltro Alfonso Cillo.

A conclusione c’è da fare una ultima considerazione a proposito delle finalità sociali citando una parabola del Vangelo “E’ più facile che un cammello passi per una cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli“. Quando troveremo quell’imprenditore che riuscrà a perseguire quelle finalità e riuscirà a passare per la cruna dell’ago lo proporremo per la santità.

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Gli Interventi in Consiglio Comunale: Sunti (sono in allestimento)

Eboli, 18 maggio 2012

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Gerardo Rosania

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Programma Regionale di Edilizia Residenziale Sociale
Art. 8 del DPCM 16.luglio.2009

“Piano Nazionale di Edilizia Abitativa”
(D.D. 376 del 28.07.2010)

Il Piano Nazionale di Edilizia abitativa ha recepito l’enorme richiesta di edilizia sociale e residenziale sociale, sia in fitto che in proprietà.

E’ proprio utilizzando le norme di suddetto Piano che si è pervenuti, alla presente proposta d’intervento per la realizzazione di edilizia sociale e residenziale.

Tale proposta, oltre a dare una risposta abitativa di incremento di alloggi sociali con una iniziativa di housing sociale, realizza la riqualificazione di un’area, in cui è già presente un forte tessuto di insediamenti abitativi, con nuovi servizi, con alti livelli di salubrità, sicurezza, sostenibilità ambientale ed energetica, migliorando, quindi, la qualità dell’abitare e del vivere.

L’intervento prevede un mix sociale e un mix di funzioni, in cui la varietà di servizi convive con le residenze, si prevedono servizi locali e urbani che rafforzeranno le relazioni con il quartiere e servizi residenziali collaborativi che favoriranno il senso di comunità e di appartenenza. I servizi sono pensati ed organizzati per offrire alla comunità luoghi di incontro e di socializzazione.

L’area su cui si propone l’intervento è situata nel Comune di Eboli (Sa), in una zona con insediamenti abitativi preesistenti individuata come “Fontanelle”.

Il lotto è per 3/4 pianeggiante e per 1/4 collinare a dolce declivio. Nella zona pianeggiante si propone di realizzare l’edilizia residenziale sociale con tipologia a blocco, la parte di edilizia residenziale convenzionata con tipologia a torre, il “Centro Civico Polivalente”, l’edificio multifunzionale “City Hall”, il parco urbano; nella zona collinare la parte di edilizia residenziale convenzionata con tipologia a schiera.

Il Progetto segue le “Linee guida in materia di Edilizia Residenziale Sociale” emanate dalla Regione Campania con Delibera n°572 del 22 luglio 2010. In linea generale l’intervento si propone di garantire la sostenibilità dell’ambiente urbano con soluzioni tecnologiche avanzate per quanto riguarda:

  • il contenimento dei consumi idrici ed energetici ed emissioni in atmosfera;
  • l’utilizzo di materiali e tecniche ecocompatibili;
  • l’uso dei materiali tradizionali dell’architettura storica;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • lo smaltimento dei rifiuti;

La qualità urbana è un obiettivo che l’intervento predilige, affrontando le tematiche strategiche appresso sintetizzate:

  • identità : restituzione ai cittadini del senso del luogo, capacità di identificarsi anche tramite spazi che rappresentino il luogo di identità del quartiere;
  • nuove centralità : centri di aggregazione sociale e culturale;
  • verde e arredo urbano;
  • città dei bambini e degli anziani : spazi di relazione.

Un altro obiettivo del progetto è quello di mantenere un equilibrio del territorio, pensando a un eco-quartiere che dovrà :

  • integrarsi nel contesto con scelte tipologiche e formali nel rispetto dei luoghi;
  • prevedere spazi sociali per incrementare incontri di coesione e senso di appartenenza;
  • avere spazi esterni agli edifici in armonia con il contesto;
  • percezione del contesto e del paesaggio, con edifici che godano di buona visuale;
  • accessibilità con percorsi separati tra pedoni e veicoli;
  • orientamento degli edifici per usufruire del massimo soleggiamento.

L’ intervento riserva prevalente attenzione alle tematiche ambientali considerate comune denominatore essenziale per il conseguimento prioritario della migliore qualità della vita.

La  proposta si inserisce nelle finalità del Piano Nazionale Abitativo” di cui al D.P.C.M. del 16-07-2009, Pubblicato sulla G.U. n° 191 del 19-08­2009, per la Redazione e l’attuazione dei programmi finalizzati alla risoluzione delle problematiche abitative e alla riqualificazione del patrimonio edilizio ed  urbanistico esistente.

La proposta progettuale prevede in sintesi la realizzazione di:

  • n° 5 edifici da destinare alla residenza sociale (80 alloggi) con le modalità ed i termini cosi come previsti dalle Normative, Leggi e Regolamenti Nazionali e Regionali;
  • n° 8 edifici da destinare ad alloggi a libero mercato convenzionati (160 alloggi) ai sensi dell’art. n° 12 dell’avviso per il programma Regionale di’edilizia residenziale sociale;
  • n°36 villette da destinare ad alloggi a libero mercato convenzionati ai sensi dell’art. n° 12 dell’avviso per il programma Regionale di’edilizia residenziale sociale;
  • n° 6 negozi di vicinato;

Opere che costituiranno la Città Pubblica da individuare come attrezzature e servizi pubblici o di interesse pubblico :

  • Centro Civico Polivalente per attività connesse e aree ludiche esterne (circa 2.300 mq);
  • City Hall per attività connesse a Uffici comunali, spazi espositivi, commercio di vicinato, piazza comune (circa 6.000 mq).
  • Parco Pubblico e aree verdi (circa 13.000 mq);

Tali servizi sono integrati con funzioni compatibili con la residenza: strutture commerciali di vicinato, uffici, spazi per il tempo libero, socializzazione e di relazione.

L’intervento si configura, quindi, come opera trainante e opportunità di crescita della città di Eboli inserendo nel tessuto urbano una realtà di quartiere moderna ma al tempo stesso vicina alle problematiche di sostenibilità ambientale ed umana.

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Foto gallery

Housing Sociale Loc Fontanelle render fotoinserimento dell'intervento sul lotto

Housing Sociale loc Fontanelle render Fotoinserimento del centro civico polivalente e gli edifici di Housing Sociale

Vista Housing Sociale loc Fontanelle Render

Housimg Sociale loc fontanelle render Vista dal parco della City Hall 1

Localizzazione Housing Sociale Loc. Fontanelle

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Eboli, 18 maggio 2012

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