Landolfi a tutto campo: il Partito, le alleanze, le politiche

Landolfi è soddisfatto per i risultati elettorali: Abbiamo guadagnato 7 Sindaci, su 28 Comuni ne abbiamo persi solo 3. Il PD si rafforza, il PdL si liquefa, il Principe Arechi pure, e svaniscono i sogni longobardi.

E’ necessario isolare quell’area di “muffa” che trasmettiamo e conquistare un elettorato più giovane e democratico.

Il Segretario del PD Landolfi in un’intervista esclusiva, parla di alleanze, di rapporti con le opposizioni, di strategie future e su Grillo: Non è l’antipolitica, non è una minaccia, una minccia è l’astensionismo e continuare a non voler cambiare.

Nicola Landolfi

SALERNO“La Provincia di Salerno non è reazionaria, per certi versi è moderata e tradizionale al tempo stesso”. E’ così che inizia la lunga chiacchierata con il Segretario Provinciale del Partito Democratico Nicola Landolfi, che a pochi giorni dal ballottaggio, commenta e analizza il voto delle amministrative, ma che fa un’analisi del quadro politico provinciale e traccia anche le politiche  e le linee guida del suo Partito, riguardo ai rapporti interni, a quelli con gli alleati di SEL e IDV, e il rapporto nascente con l’UDC, e con il territorio, senza trscurare anche quelli conflittuali con il centrodestra che governo la Regione e alla Provincia, con Stefano Caldoro, l’ombra di Nicola Cosentino e Edmondo Cirielli. Una Destra “muscolare” e per certi versi “vendicativa”, nei confronti di Salerno che ha solo la colpa di aver votato a larghissima maggioranza Vincenzo De Luca.

Il PD come vive il rapporto con gli alleati, specie dopo gli ultimi risultati elettorali?
Se gli alleati sono SEL e IdV, bene, semmai quello che manca per il momento, è il loro radicamento sul territorio. IdV in particolare, è un simbolo che si muove e si materializza al momento, e suo malgrado non riesce ad assicurare continuità nei rapporti, ma sicuramente tenderà a migliorare in presenza sul territorio.

Quindi una coalizione debole.
La coalizione coincide con il PD, e questa è una “debolezza” sostanziale del Centrosinistra. Questo alimenta divisioni, che a loro volta ci costringono a lavorare per creare condizioni sostanziali di unità interna al PD stesso. Anche perché, se la forza che traina è unita nella sua azione politica, riusciamo a fungere da catalizzatori e così possiamo allargarci al Terzo Polo con (UDC-FLI-API), che sono quelle forze progressiste e moderate che raggruppano un elettorato che non si riconosce nel PD, ma che non disdice un possibile cammino comune. Questo a condizione che: siano forze che si rinnovino anche in relazione a percorsi nazionali; e che abbiano un rapporto con il territorio reale, sociale, economico e produttivo.

Ma i problemi sono sempre gli stessi e di difficile risoluzione.
Abbiamo scelto di essere un Partito che si “intesta” i problemi della Sanoità, del Trasporto, del lavoro, dell’economia, della solidarietà e di tutte le opporunità che la società deve necessariamente cogliere. Queste sono componenti che il Governo Regionale di Stefano Caldoro e quello Provinciale di Edmondo Cirielli, penalizzano nella loro azione quotidiana, quasi che i “debiti” debbano essere scontati solo dalla Provincia di Salerno. Tagli e mutilazioni, come nel caso del trasporto pubblico e più in particolare: del CSTP per 15 milioni; dei mutui ai Comuni; per gli Idraulico-forestali, scientifici, quasi a sottolineare che la Provincia di Salerno non “risponde” al richiamodi “Principati” e avventure senza sbocco.

I risultati non sono molto lusinghieri.
Su questi ultimi, gli Idraulico-forestali, o si fa una “guerra” se non cambiano passo a Napoli, o si devecontinuare ad oltranza. Il nostro territorio, per la sua complessità e la sua formazione, i suoi parchi le sue riserve, se non avesse avuto gli idraulico-forestali che hanno con la loro azione quotidiana tutelato, non avrebbe retto e per questo lanceremo un’offensiva. L’11 giugno faremo ad Eboli un’assemblea provinciale del PD dedicandola allo “sviluppo e alla Ripresa”, in preparazione della Conferenza Nazionale per il Lavoro che si terrà il prossimo 15 giugno.

Una Conferenza sul Lavoro per lancuiare il Partito o il tema del lavoro e dell’occupazione?
Con l’Assemblea annuale sul Lavoro lanceremo la “Grande vertenza Salerno” su quei temi che la destra stà sistematicamente distruggendo. La Bancarotta, la crisi del sistema produttivo è legata a questi temi: Trasporto, Sanità, Lavoro.

Trasporto, Sanità e Lavoro, grandi questioni che sembrano essere Fallimentari, ma che nascondono anche una lotta di potere sul territorio, ingaggiata dal centrodestra per stabilire una supremazia politico-elettorale.
Alla normale congiuntura, alla crisi che ha visto capitolare aziende solide ed operative come il tabacchificio, il Pastificio Amato, Cava Market e tante altre aziende disseminate in provincia, si è aggiunta la mazzata che i Caldoro, i Cosentino, i Cirielli hanno inferto al solo scopo di vendicarsi di aree che secondo loro non rispondono ai loro richiami, colpendo indiscriminatamente anche e soprattutto quei cittadini che li avevano votato e che ormai, visti i risultati elettorali risultano essere pentiti.

Le vertenze sulla Sanità, i trasporti e il Lavoro vedono una Provincia di Salerno soccombente a giudicare dai risultati.
L’azione “cieca” e sistematica ad alzo zero ha evidenziato una politica: Forte con i deboli, arrogante nella sua azione quotidiana, onnivora nella occupazione del potere; per contro accondiscendente con i poteri forti, ubbidiente nei confronti della Regione che opera azioni di distruzione di quel territorio che invece dovrebbero difendere. Un’azione di “pulizia politica” condita da manie estemporanee che ricorrono “principati” e ritorni di principati fuori dalla storia moderna e di cui ne soffriamo ancora gli strascichi.

Come pensa di poter arginare questa azione politica del centro destra nei confronti della Provincia di salerno?
La “vertenza Salerno” è ormai irrinunciabile e chiameremo ad una battaglia unitaria da Salerno su Napoli, tutte le forze di libertà, i Partiti, le Associazioni, i Sindacati il mondo del lavoro e soprattutto i giovani.

In provincia di Salerno si soffre un leaderismo di rimbalzo, nel senso che l’Azione di Cirielli sembra essere volta a contrastare quella più forte ed incisiva di De Luca.
Il Principe Arechi, è una soluzione localistica e senza respiro, che Cirielli ha voluto dare al PdL, condendola in “salsa” Longobarda, la quale oltre ad essere pretenziosa, si è rilevata fallimentare: sul piano politico, poiché ha annientato il Popolo della Libertà; sul piano elettorale sommando una sonora sconfitta. E’ stata una prova di forza crollata sulla sabbia di un’azione provinciale che si è confermata essere coincidente alla “Provincia” del nulla, di un governo che più che badare a raggiungere risultati si è dedicata alla “occupazione” di “piazze” di potere, realizzando una grande abbuffata che ha contribuito solo a demolire quello che faticosamente si era costruito in anni di lotte e di conquiste.

A che si riferisce al CSTP?
L’esempio più calzante è sto in ordine di tempo, la decisione di affidare il ruolo a tre liquidatori anziché uno, moltiplicando costi e inserendo nei tre anche chi è colpevole dei problemi dell’CSTP. Noi abbiamo il compito di salvare il trasporto pubblico e per esso il CSTP. Non ci sono condizioni di frammentare il servizio, non siamo in Svezia, non vogliamo che vada in altre mani. Questo non significa essere contro i privati, ma la sfida è proprio quella far funzionare una struttura pubblica.

Tornando alla vicenda elettorale, si avvicina il ballottaggio ma i risultati sono stati gia acquisiti, come è andata con il PD?
Sono abbastanza soddisfatto del risultato elettorale. Nel suo complesso vi è una larga prevalenza del Centrosinistra e di Sindaci eletti che si richiamano al PD. Amministriamo 7 comuni in più rispetto a prima. In Provincia di Salerno, su 28 comuni ne abbiamo persi solo 3: Sanza, Serre e Camerota, conquistandone 7, e benché queste elezioni amministrative sono state caratterizzate da una forte spinta al “civismo” come nel caso di Capaccio, abbiamo una forte e radicata presenza.

A Nocera Inferiore non è andata troppo bene, poteva andare anche meglio.
A Nocera abbiamo scelto di non allearci con Torquato, abbiamo preferito costruire un Partito più forte, puntare su un gruppo dirigente e su un leader (Iannello) e siamo decisivi perché Nocera Inferiore non cada nelle mani del PdL. Poi nell’area, con il risultato di Roccapiemonte e insieme all’UDC, siamo in condizione di aprire una partita politica generale con nuove prospettive. Resta sullo sfondo un problema di recuparare consenso e posizioni in quelle aree urbane.

Gli scenari e le strategie tradizionli, a giudicare dai risultati, sembrano però essere stravolti, dal civismo e dalla protesta dei cittadini, ma che i Partiti non riescono a comprendere e che, non sapendo dare una risposta, addirittura li individuano e li inquadrano nell’antipolitica.
Nelle Aree urbane più grandi della Provincia di Salerno, e non solo, è più difficile arginare la spinta dell’antipolitica, e se non cambierà qualcosa anche nel PD nazionale, coinvolgerà anche noi incominciando da domani a lavorare su Scafati, Cava, Nocera, Mercato San Severino, Battipaglia Pontecagnano, Sarno, Eboli, e non contà più il numero dei Sindaci che abbiamo ma contano di più le capacità di coinvolgere queste aree in un progetto di grande cambiamento, e ci dovrà essere una grande capacità di aprirci al nuovo, all’associazionismo, al volontariato, all’impegno civico.

In che modo?
E’ necessario isolare quell’area di “muffa” che trasmettiamo e conquistare un elettorato più giovane e democratico, ma anche moderato, specie quello che non vuole più votare per questa destra e da noi si aspetta proposte più civili ma anche più territoriali, per essere credibili.

Ed è proprio la guerra alla “muffa” che ha crea il consenso su Grillo e il suo Movimento.
Al di la degli eccessi di toni il fenomeno Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, non è una minaccia per il Paese e non credo che gli stessi siano l’antipolitica o avventurieri, sono invece rispettabili, persone perbene, giovani di buon senso, ma le insidie più pericolose si nascondono: dall’astensionissmo, che è ben più preoccupante del fenomeno Grillo; Dall’antipolitica, che potrebbe innescare fenomeni incontrollabili. In ogni caso il grillismo è quello che in questo momento pensano i cittadini e serve ad arginare il terrorismo e le insidie che si celano dietro democrazia. Grillo non è antipolitica, semmai è partecipazione che si esprieme attraverso i caratteri democratici del voto, e non possiamo ignorarlo. Abbiamo sopportato di peggio con Berlusconi e il berlusconismo e ora ne paghiamo le conseguenze”.

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Eboli,18 maggio 2012

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Il segretario Landolfi dovrebbe capire che i cittadini non “si aspettano proposte più civili ma anche più territoriali, per essere credibili”, ma quelle proposte ce le hanno e vorrebbero esporle, anche in un partito, senza che in questi prevalgano scelte preconfezionate e per nulla democratiche. Poi definire il terzo Polo un insieme di forze progressiste……….mah!

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