Dal 2014 in Italia le Province saranno 51, in Campania 4

Le Province saranno 51, la Riforma sarà attiva dal 2014. Cosi’ cambia la carta politica dell’Italia. Le elezioni si terranno a novembre 2013.

In Campania da cinque le province passano a quattro: Caserta, Salerno, Benevento accorpata con Avellino, e l’Area metropolitana di Napoli.

Chigi – consiglio ministri

ROMA – Da 86 province si passerà a 51. Eliminate 35 Province. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge di riforma delle province, con il quale si prevede che gli enti intermedi tra le Regioni e i Comuni saranno ridotti a 51, comprendendo tra queste anche le città metropolitane. Il ministro Filippo Patroni Griffi ha riferito che si tratta di un decreto, come si è detto, di tipo ordinamentale e strutturale, e va nella logica avviata dello spending review, secondo il quale la riduzione degli enti è un processo irreversibile ai fini di praticare un significativo risparmio strutturale.

La riforma sarà attiva a partire dal 2014, mentre a novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere i nuovi vertici delle province. La riduzione delle Province quindi diventa un processo irreversibile. Dal prossimo gennaio verranno meno le giunte provinciali, decisione quasta molto osteggiata che ha visto il governo muoversi tra spinte opposte, tra chi tendeva al mantenimento dello status quo e invece propendeva per la cancellazione totale. Era evidente che a spingere per la eliminazione, tra i due schieramenti ed in modo bypartizan, erano quei parlamentari o gruppi di parlamentari, che nelle proprie aree subivano amministrazioni a guida diversa dal loro orientamento politico.

Nuove-PROVINCE-in-Campania

Da gennaio, verranno meno le Giunte provinciali e nella fase di transizione il Presidente potrà delegare non più di tre consiglieri, aspettando che il sistema non andrà pienamente a regime nel 2014. La riforma prevede inoltre il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali e l’abolizione degli Assessorati. Gli organi politici dovranno avere sede, sempre seguendo l’obiettivo del risparmio, solo ed esclusivamente nelle città capoluogo’.

Per avere la certezza dell’effettiv0 riordino delle Province, senza che vi siano nel tempo ulteriori interventi legislativi, il Governo ha prevoisto un cronoprogramma preciso con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti anche da un eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta.

La nuova mappa delle Province italiane ridisegnata dal Decreto del Governo Monti cancella 35 amministrazioni provinciali e accorpa alcune di esse che si metteranno insieme a partire dall’anno prossimo.

In Campania le Province che primano erano 5, ora diventano quattro, perché Benevento è stata accorpata ad Avellino. Le altre sono Salerno, Caserta e Napoli, che sarà Città Metropolitana.

Questa la nuova geografia politica delle province italiane.

  • – PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli;
  • – LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia;
  • – LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia;
  • – VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia;
  • – EMILIA ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forli’-Cesena-Rimini
  • – TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno.
  • – MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno.
  • – UMBRIA: Perugia-Terni.
  • – LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone.
  • – ABRUZZO: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti.
  • – MOLISE: Campobasso-Isernia.
  • – CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno.
  • – PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce.
  • – BASILICATA: Potenza-Matera.
  • – CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.

Il Ministro Patroni Griffi riguardo al riordino delle Province a Statuto Speciale, ha dichiarato che il Governo se ne occuperà in seguito, visto che la Legge sullo Spending Review concede ancora un margine di tempo di sei mesi, anche se alcune Regioni, per esempio come ha fatto la Regione Sardegna, che ha già hanno provveduto nelle modifiche.

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Nuova Mappa delle Province in Italia

Le-nuove-PROVINCE

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Roma 1 novembre 2012

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Prova

  2. ORA SARANNO ZERO (ddl delrio 260)…IN TUTTA L’ITALIA,POVERO RENZI NON FA NULLA ED E’ UN BIMBOMIX,FA QUALCOSA E’ UNA PRESA IN GIRO,E BERLUSCONI COSA HA FATTO PER ANNI 20,SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO,MA HA CURATO BENE I SUOI INTERESSI..
    IL POPOLO ITALIANO AMA TUTTO E IL SUO CONTRARIO.
    p.s.
    chi urla al golpe aveva forse promesso qualcosa tramite le provincie e ora non puo’ + mantenere

  3. Capisco la forte contrarietà di Forza Italia e del M5S: ogni riforma approvata dalla maggioranza che appoggia Renzi è una minaccia alla loro stessa esistenza.
    Se Renzi fa le riforme, riduce le tasse, semplifica, molti elettori si domanderanno: ma io che voto a fare Forza Italia o il M5S, che promettevano riforme liberali, rivoluzioni? Ci sta già pensando Renzi!
    Dopo anni di immobilismo e di presunte rivoluzioni (sono d’accordo con chi afferma che sono la stessa cosa), stiamo ora assistento a iniziative concrete che vanno ben al di là dei semplici annunci. Si è finalmente messo mano ai costi della politica (nuovo senato, eliminazioni province, auto blu, finanziamenti ai partiti, ecc.) ed agli sprechi (tetto degli stipendi, centri di spesi. ecc.). e, soprattutto, tutti sono costretti a parlare dei problemi del paese e di come risolverli anzichè delle solite litanie in politichese, il tutto in poche settimane di attività. Capite quindi che l’attivismo di Renzi rappresenta una minaccia potenzialmente mortale per FI ed il M5S.

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