E’ bagarre. I lavoratori edili protestano e bloccano il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è costretto a sospendere i lavori sulla spinta delle proteste in aula dei lavoratori edili. Il Consiglio salta, e le vittime diventano carnefici.

Grida, parolacce, insulti, confusione, I lavoratori reagiscono al tentativo di strumentalizzazione delle forze politiche. E la vertenza lavoro in tutte le sue drammatiche angolature “occupa” in modo sbagliato la scena politica.

Consiglio comunale-rec-Martino-Melchionda

Consiglio comunale-rec-Martino-Melchionda

di Massimo Del Mese (da POLITICAdeMENTE)

EBOLI – Il lavoro questo scosciuto. Potremmo dire proprio così perché ormai sono: in milioni quelli che un lavoro lo cercano e non lo trovano; sono in milioni quelli che lo hanno perso; sono in milioni quelli che un lavoro non lo hanno mai avuto; sono in milioni quelli che il lavoro anche se ce l’hanno vivono nel terrore quotidiano di perderlo; sono sempre milioni quelli che il lavoro ce l’hanno ma vengono pagati da straccio e non avranno mai un contratto; sono ormai pochi quelli che hanno un lavoro e non ce la fanno più a vivere; tutti vivono misericordiosamente ma nella più totale miseria, tralasciando quello che si potrebbe aggiungere sugli sprechi e su ogni altra forma di protezione delle famose Caste a partire dai Magistrati, passando per i politici, arrivando ai super burocrati i manager e tutti i vari vertici delle armi con i loro stipendi e le loro pensioni milionarie.

Ed è proprio il lavoro, questo sconosciuto, che si è messo di traverso e non ha consentito che si consumasse il Consiglio Comunale di ieri sera, convocato, manco a farlo a posta, per discutere e approvare, proprio sulla spinta di quella che prima era una richiesta di aiuto che il Comitato “Edilizia & Lavoro” aveva avanzato e da mesi poi aveva trasformato prima in protesta, portando le loro richieste all’attenzione dell’opinione pubblica e poi in presidio di protesta occupando pacificamente l’aula del Consiglio Comunale, per sollecitare le Istituzioni locali e per esse i Partiti, i Consiglieri, l’Amministrazione comunale, fino ad elevare la protesta a manifestazione pubblica sul lavoro, che come al solito, per l’ipocrisia di alcuni che vogliono cavalcare sempre la tigre, si è tentato di trasformare una manifestazione che chiedeva lavoro in una manifestazione che invece attraverso il lavoro, potesse assediare l’Amministrazione Melchionda in difficoltà per le varie mini-crisi interne e magari dare l’ultima spallata a Martino Melchionda.

Consiglio-Comunale-REC-Proteste-Pubblico.

Consiglio-Comunale-REC-Proteste-Pubblico.

Tentativo che con particolare sdegno e forza è stato respinto dagli stessi protestatori, che al contrario, stanno si vivendo un momento difficilissimo perché non hanno il lavoro, ma nello stesso tempo avvertono che stanno vivendo un momento importante per il loro futuro prossimo, poiché sembrerebbero abbastanza convinti, e speriamo accada, che di quì a poco si risolverebbe il loro problema esistenziale mettendo in cantiere alcune delle proposte che lo stesso Comitato ha formulato avvalendosi anche del suo Consulente Tecnico Raffaele La brocca.

Questo sarebbe l’augurio che meriterebbero e questo dovrebbe essere il naturale epilogo, ma purtroppo la crisi politica che attraversa anche il nostro Paese (Italia) è mondiale, e quì da noi nella nostra Città (Eboli) si avverte più che altrove, perché nell’ultimo ventennio ed in quello precedente, vi sono state due “dittature“: l’una ideologica; l’altra di potere; le quali hanno impedito una normale crescita della Città e quindi che i vari settori della produzione, ivi compreso quello legato all’edilizia, avessero un loro normale decorso seguendo quelle che sarebbero dovute essere le proprie potenzialità in un mercato che libero non era, ed invece di affiancarle e creare le condizioni favorevoli ad un normale sviluppo, attraverso risposte plurali, efficaci, libere, si è pensato al controllo e al freno.

Così che se nell’ultimo ventennio, a seguito della impostazione politica del divieto mascherata di populismo rossastro ha causato la consunzione di ogni minima iniziativa, che ha riguardato tutti i settori da quello agricolo, all’industriale, all’edilizia, al turismo ecc. e specie riguardo allo sviluppo della Città dal punto di vista urbanistico, sbagliando a pieppari ogni indirizzo; il precedente ventennio aveva dato una bella botta, alla desertificazione industriale e imprenditoriale, puntando il consenso sul clientelismo rispondendo a richieste, esaudite in posti di lavoro, in enti, Comune e Ospedale, gonfiandoli di protetti a più non posso e abbassando anche il livello delle prestazioni delle quali ancora oggi ne paghiamo le conseguenze, ma ancora più gravemente bloccando il Piano Regolatore, non attuandolo nella parte che riguardava le particolarità, controllando ogni iniziativa e mortificando per questo quella libera, costringendo chi volesse imprendere alla “genuflessione” per non subire freni e correre il rischio di fallire.

Consiglio comunale REC-Pubblico-Protesta

Consiglio comunale REC-Pubblico-Protesta

La conseguenza? Che sono scomparse intere generazioni di imprenditori sia nel campo dell’edilizia, che più interessa il Comitato “Edilizia e Lavoro” che in tutti gli altri settori, e sempre per restare nel campo del “mattone “, del “cemento” e del “Tecnigrafo“, nell’ultimo quarantennio gli ultimi insediamenti urbanistici sono stati quelli legati ai due ventenni: l’uno nella zona nord-est della Città (ultimo ventennio) una speculazione edilizia delle peggiori, mascherata con il nome di IACP FUTURA, che aggirando il sistema degli appalti, autoassegnava i lavori ad uno dei suoi soci, costringendo in ultimo i compratori a sborsare altre somme per entrare in possesso delle loro case, realizzate in un contesto desertificato, lasciando poi al comune il compito di realizzare quelle minime infrastrutture per renderle contestualizzabili; l’altro è avvenuto, a Santa Cecilia, manco a farlo apposta laddove vive e lavora l’ing. Raffaele La Brocca. Una vera e propria colata di cemento e di palazzoni che non hanno contribuito affatto a rendere quella Contrada un abitato armonioso sia nei tratti urbanistici privati che pubblici, ma contribuendo in maniera marcata a rendere l’intera area “affollata” urbanisticamente parlando e per niente accettabiole dal punto di vista sociale, riducendola ad un “dormitorio”, lasciato solo e fortunatamente alla socializzazione, ci hanno pensato quei pochi momenti di convivialità legati alle iniziative che si mettono in cantiere nel centro sportivo Spartacus.

Sarebbe interessante sapere quanti edili di Eboli hanno lavorato in quei cantieri. Ma tornando a quella del Comitato “Edilizia e Lavoro”, che è iniziata come una manifestazione per mettere sul tappeto un disagio, non avendo o avendo perso un lavoro, e una richiesta leggittima di lavoro, continuata poi protesta ed in presidio di protesta, successivamente elevata all’opinione pubblica con la manifestazione di domenica scorsa, sulla quale gravano i tentativi di strumentalizzazione politica che sarebbero state messe in opera e che gli stessi aderenti il Comitato hanno fermamente respinto, fino ad arrivare a quel brutto spettacolo di bassa democrazia offerto nell’ultimo Consiglio comunale con urla, grida, parolacce, impedendone, e quì addebitando ai Consiglieri comunali il non aver saputo o voluto continuare una discussione, che il consiglio comunale si tenesse.

Consiglio comunale REC-Pubblico

Consiglio comunale REC-Pubblico

Ed è proprio quì che una richiesta giusta si eleva ad altro e supera quel confine che seppure ne fa riconosce le ragioni porta ad una condanna senza appello, trasformando le vittime (i lavoratori edili) in “carnefici” dal momento in cui con arroganza per affermare i propri diritti si calpestano quelli degli altri.

Il problema della strumentalizzazione anche se dovesse esserci dovrebbe interessare poco gli attori della protesta se sono convinti delle loro ragioni e appunto non si lasciano condizionare da chicchessia, del resto il comitato stesso nel momento in cui ha corredato la sua protesta con alcune richieste politiche tutte afferenti il campo dell’Urbanistica, ha manifestato apertamente la sua volontà di esercitare un suo diritto facendo anche politica. Quindi quei tentativi attribuiti a chi in qualche modo ha pensato di affiancare la protesta, sia per manifestare la vicinanza al problema, che per affermare una loro legittima prerogativa di fare politica e ricavarne in uno beneficio per il proprio raggruppamento politico e per l’iniziativa stessa, ha ben poco da strumentalizzare atteso che si tratta di una protesta che ormai ha assunto prerogative politiche.

E nel mentre si parla di politica, poi è necessario confinare le azioni dei vari soggetti, siano essi i lavoratori edili e il loro consulente tecnico, siano le opposizioni che vorrebbero da questo episodio mettere in difficoltà l’amministrazione, sia l’Amministrazione comunale stessa che deve necessariamente prendere delle iniziative, contestabili o meno che siano, negli alvei giusti, e leggendo ad una ad una quelle che sono le richieste del Comitato, si può senza dubbio affermare che alcune di esse possono essere immediatamente eseguite, se i ritardi sono da attribuire in capo a pastoie burocratiche e degli uffici. Molte altre richieste o meglio proposte, al contrario sono afferenti a temi che sono oggetto di studio e di discussione nei momenti e nei tempi che le leggi in materia urbanistica regolamentano, e poichè le procedure che afferiscono gli strumenti Urbanistici, siano essi quello generale il PUC, che quelli di attuazione i PUA, sono di evidenza pubblica, proprio perché si accolgano quelle che sono le famose “manifestazioni di interesse“, le quali possono essere oggetto di discussione solo e quando queste vengono aperte per arrivare a raccoglierle, valutarle, accoglierle e trasformarle in appunto un documento urbanistico pubblico.

Per quanto sia possibile le varie osservazioni e le varie proposte (politico-urbanistiche) contenute a corredo delle richieste di lavoro che il Comitato avanza, sarebbero dovute essere esposte nel momento in cui sono state aperte le procedure dei vari PUA, a partire da quello di sant’Andrea, passando per quello della Pescara, attraversando quello delle Fontanelle, per giungere poi a quello di Santa Cecilia. Richieste meritevoli di osservazione e di discussione, ma che comportano visioni politiche che dovrebbero trovare asilo in una maggioranza che si riconosce in esse, e di quì la politica, e per quanto si possa esprimere ogni riserva circa il giudizio politico rispetto all’attuale Amministrazione, la materia urbanistica e lo sviluppo del territorio sono le principali prerogative in capo ad una Amministrazione, la quale ha il dovere di progettare secondo le proprie vedute politiche la Città, ma ha anche il dover di ascoltare le istanze, anche le minime e dare risposte veloci ed esaurienti anche se non necessariamente rispondenti alle richieste, nei luoghi nelle forme, e nel rispetto delle leggi come appunto prevede la normativa urbanistica.

Nel caso specifico che si faccia uno screaning veloce sulle opere cantierabili e si velocizzi tutto quello che è possibile, ma nello stesso tempo le richieste legittime di lavoro non devono sconfinare nell’arroganza, nella prepotenza e nella cafoneria, pensando a quei momenti bruttissimi che si sono consumati nel consiglio comunale, che vanno condannati senza un attimo di esitazione.

Se si vuole la certezza di attirare l’attenzione di chi ci deve ascoltare, bisogna parlare a bassa voce.

Eboli, 13 giugno 2013

Il presente articolo è priprietà intellettuale di POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese ed è vietata la riproduzione, tranne se con un Link di riferimento.

42 total pingbacks on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2022 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente