Ecco la Proposta UIL FPL – CGIL FP sull’Ospedale della Valle del Sele

Proposta operativa per la fusione dei Presidi Ospedalieri di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide, Oliveto Citra, in un unico Plesso Ospedaliero denominato Ospedale della Valle del Sele con 408 posti letto.

Indicati i principi, individuate le aree funzionali, l’estensione territoriale e la densità abitativa, seguendo il criterio delle specifiche vocazioni dei singoli plessi, si propone la dipartimentalizzare le varie aree, il mantenimento dei Pronto soccorsi, l’abbattimento dello straordinario in ALPI e degli sprechi, supportando con un servizio territoriale di emergenza urgenza e trasporto infermi, le varie aree.

Antonio-Squillante-Coferenza-ASL-Eboli

Antonio-Squillante-Coferenza-ASL-Eboli

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

SALERNO – A seguito della riunione di mercoledì 30 ottobre 2013, tenutasi presso la sede del distretto sanitario 64 di Eboli, nel corso della quale il Direttore Generale della ASL Salerno Antonio Squillante ha illustrato la situazione circa l’obbligo contemplato nel DCA 82/2013 della Regione Campania, e circa la riconversione in un unico plesso dei PP.OO. di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide e Oliveto Citra, presso la sede della UIL Funzione Pubblica, in via Petrone a Salerno si è svolto un incontra convocato congiuntamente dalla UIL FP e dalla CGIL FP, al quale hanno partecipato anche rappresentanti della stampa.

CGIL-FP-Fulgione-Cittadino-Musumeci-Campagna.

CGIL-FP-Fulgione-Cittadino-Musumeci-Campagna.

L’incontro era finalizzato ad illustrare la situazione programmatico-organizzativa dell’ASL Salerno e la Proposta operativa riguardante i PP OO di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide, Oliveto Citra, che dovrebbero confluire in un unico Plesso Ospedaliero, già identificato, nella prima bozza programmatica, come Ospedale della Valle del Sele, il quale, sempre secondo il progetto originario dell’Azienda Ospedaliera, dovrebbe essere costruito ad Eboli, in Località Acquarita, in un’area nei pressi dell’Uscita autostradale di Eboli, già disponibile, del valore di 11 milioni di euro, di proprietà dell’ASL stessa, area a ridosso del Distretto Sanitario 64 di Eboli.

Vincenzo Romanzi

Vincenzo Romanzi

Le delegazioni delle due organizzazioni sindacali erano guidate dai rispettivi segretari provinciali: Margaret Cittadino, Marcello Fugione e altri rappresentanti per la CGIL FP; e Lorenzo Conte, Vito Sparano, Vincenzo Romanzi e altri rappresentanti della UIL FP; i quali hanno avanzato la seguente proposta operativa, che a loro giudizio può garantire i livelli essenziali di assistenza sul territorio ricompreso nei distretti di Eboli, Battipaglia e Capaccio – Roccadaspide, integrando gli stessi con un’ opportuna rete di emergenza territoriale e di trasporto infermi, che possa fare da supporto all’organizzazione ospedaliera e possa garantire il raggiungimento precoce dei pronto soccorso su tutto il territorio interessato.

Per la stesura del documento si è tenuto conto di dati oggettivi, quindi non confutabili, quali:

  • Normativa regionale di riferimento (DCA 49/2010, DCA 82/2013, Atto aziendale ASL Salerno);
  • Composizione dei  distretti  64, 65 e 69 relativamente ad estensione, popolazione e densità abitativa;
  • Attuale dotazione di posti letto (desunta dal DCA 49/2010)
  • Dotazione di posti letto prevista (desunta dal DCA 49/2010 e dall’Atto aziendale dell’ASL Salerno);
  • UU.OO. presenti attualmente nei PP.OO. (desunta dal DCA 49/2010);
  • Attuale organizzazione del servizio 118 e STI sul territorio (desunta dal piano dell’emergenza pubblicato sul sito dell’ASL Salerno).

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La proposta che si avanza viene dall’assunto che l’assistenza sanitaria, in quanto tale, si deve sviluppare su quattro fondamentali azioni :

  • assistenza al paziente acuto
  • assistenza al paziente nel post acuzie
  • assistenza al paziente lungodegente
  • assistenza riabilitativa

Quello che si vuole riprodurre sul territorio della Piana del Sele, sfruttando la presenza dei quattro presidi di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide ed Oliveto Citra, sono i 4 momenti dell’assistenza sopra riportati facendoli aderire ognuno ai 4 presidi, tanto per riportarsi al concetto di ospedale per intensità di cure, in cui ogni presidio, prevalentemente, si occuperà degli aspetti sopra descritti, avendo cura di individuare, a cura della direzione strategica aziendale, la mission che ogni presidio dovrà prevalentemente garantire.

Ospedale di Eboli-foto Politicademenete

Ospedale di Eboli-foto Politicademenete

L’ospedale per intensità di cure rappresenta una nuova organizzazione destinata ad ottimizzare e migliorare ulteriormente i servizi ospedalieri per i cittadini della Valle del Sele, e potrebbe rappresentare un volano per sviluppare la stessa esperienza in altri territori dell’ASL Salerno.

Il percorso organizzativo prevede la formazione del personale sanitario e, a seguire, con lo studio e il successivo perfezionamento, degli aspetti logistici e gestionali interni al sistema aziendale, sulla base delle indicazioni della Regione Campania.

Il vero cambiamento, per i pazienti, riguarda l’organizzazione interna degli ospedali e l’approccio riservato al paziente, dal momento che l’ospedale non è più organizzato sulla base dei “vecchi” reparti divisi per specializzazione, in cui il ricovero avveniva per patologia prevalente (Ortopedia, Chirurgia, Oculistica, Otorino, Dermatologia, Medicina interna ecc.).

All’arrivo in ospedale, la persona, proprio in base al diverso bisogno assistenziale, viene assegnata al setting-modulo di degenza e agli specialisti della patologia di cui è affetta, che la seguiranno durante il ricovero. Viene, quindi, presa in carico da medici specialisti (medici tutor) per il problema clinico prevalente, e da infermieri (infermieri tutor), per quanto riguarda l’assistenza. I tutor sono le figure di riferimento per i pazienti e per i loro familiari per tutta la durata del ricovero.

In questo percorso, i pazienti non troveranno alcuna modifica nei sistemi di accesso o nei ricoveri che continueranno ad avvenire in urgenza (dal pronto soccorso) o programmati.

L’ospedale per intensità di cura sarà organizzato secondo 4 aree funzionali (Terapia intensiva, Chirurgica, Medica e Materno-infantile), all’interno delle quali vengono articolati i setting-moduli di degenza, che saranno assegnati ognuno ad un singolo ospedale, secondo il bisogno assistenziale e la durata del ricovero. All’interno delle Aree funzionali, naturalmente, operano le singole discipline specialistiche come Ortopedia, Chirurgia, Oculistica, Otorino, Dermatologia, Medicina interna, ecc.

Per quanto riguarda le Aree funzionali, sono così organizzate:

  • Area funzionale di Terapia intensiva (Rianimazione, Utic, Subintensiva)
  • Area funzionale Chirurgica specialità: Chirurgia generale, Chirurgia vascolare, Ginecologia, Urologia, Dermatologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Ortopedia e Traumatologia
  • Area funzionale Medica specialità: Malattie infettive, Medicina interna, Gastroenterologia, Cardiologia, Neurologia, Riabilitazione Neurologica, Pneumologia, Nefrologia, Oncologia, Diabetologia
  • Area funzionale Materno-infantile specialità: Pediatria, Ostetricia

Ora, considerando l’estensione territoriale del costituendo ospedale della piana del Sele, non possiamo supporre che tutti facciano tutto, ma possiamo ipotizzare un modello in cui ad ogni ospedale venga affidata una specifica vocazione (Polo nascita, polo per il paziente politraumatizzato, polo per lo stroke, polo cardiologico, etc.) che comprenda tutte le aree funzionali sopra descritte, con i relativi setting moduli, in modo che l’assistenza sanitaria venga garantita su tutto il territorio in maniera uniforme come se ci si trovasse in un unico ospedale.

Ospedale di Battipaglia

Ospedale di Battipaglia

La proposta organizzativa tende quindi a dipartimentalizzare le varie aree assistenziali all’interno dei quattro presidi ospedalieri, che tramite una formazione mirata e programmatica, porti tutto il personale a raggiungere un elevato livello di professionalità ed efficienza, con l’obiettivo dichiarato di abbattere lavoro straordinario ed ALPI, a tutto vantaggio delle casse aziendali.

Il tutto, però, dovrebbe essere integrato e supportato da un servizio territoriale di emergenza urgenza e trasporto infermi funzionale ed efficiente, che sia adeguatamente addestrato a conferire il paziente verso il plesso ospedaliero di riferimento per la patologia da cui è affetto.

Per giungere a tanto, occorrerà assolutamente rivedere il piano di emergenza urgenza territoriale previsto nell’ambito dei tre distretti sopra citati, implementando ed aumentando la presenza di autoambulanze medicalizzate, coordinando il servizio trasporto infermi in maniera più funzionale alla nuova organizzazione dei presidi e prevedendo, infine un numero di postazioni PSAUT maggiore a quelle esistenti, atteso che la conformazione oro geografica del territorio, sopra tutto quella a nord, sia priva di collegamenti veloci e non garantisca un rapido soccorso del paziente sul territorio, onde provvedere ad una rapida ospedalizzazione.

All’interno di ogni ospedale sarebbero previste tutte le specializzazioni oggi esistenti, con le relative strutture complesse e semplici distrettuali, avendo cura di eliminare quelle considerate doppione l’una dell’altra, secondo criteri oggettivi quali i dati epidemiologici per patologia sul territorio e la frequenza media dell’evento considerata in relazione al singolo presidio.

I pronto soccorso presenti, rimarranno tutti attivi onde permettere l’accesso all’ospedale da parte dell’utenza in ogni condizione ed in ogni periodo dell’anno.

La proposta sopra descritta, comunque, non vuole minimamente entrare nello specifico dettaglio indicando chiusure, trasferimenti o accorpamenti, cosa che lasciamo alle valutazioni aziendali, ma vuole solo indicare, nel rispetto delle professionalità esistenti e delle risorse ad oggi destinate, un nuovo percorso gestionale organizzativo che tenda ad un miglioramento generalizzato dell’offerta assistenziale alla cittadinanza ed all’eliminazione di sprechi e disfunzionalità.

Pertanto, riteniamo opportuno e prioritario, una volta condiviso il percorso organizzativo e gestionale, definire un crono programma ed un relativo tavolo di verifica, a cui partecipino le istituzioni,le forze sociali, sindacali ed aziendali, onde addivenire alla migliore organizzazione futura degli ospedali ricadenti nel territorio dell’ospedale del Sele.

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Salerno, 23 novembre 2013

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