Apre a Eboli il 1° Sportello in Italia per il Collocamento in Agricoltuta

Apre ad Eboli il Collocamento Pubblico in Agricoltura: Primo sportello in Italia per combattere il lavoro nero e mettere fine al caporalato.

Il Sindaco di Eboli Martino Melchionda: “Confermata la volontà di affermare con forza politiche di integrazione e di inclusione sociale”.

Sportello Agricoltura-EBOLI-Bello-Botte-

Sportello Agricoltura-EBOLI-con-Bello-Botte-Di Stasio-Dell’Orto-Baldassarre-Basile-Marino-Pirone

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Questa mattina si è svolta l’inaugurazione dello sportello per il collocamento pubblico contro l’illegalità e il caporalato. Sono intervenuti: l’assessore alle Attività Produttive e Turismo Francesco Bello, il responsabile della Coldiretti Salerno Gerardo Dell’Orto, il segretario confederale della Cisl Giuseppe Baldassarre, il segretario generale della Flai – Cgil Giovanna Basile; il segretario generale della UILA – UIL Ciro Marino, il segretario generale e dirigente nazionale della Uil Gerardo Pirone e  il componente della segreteria provinciale della Cgil e responsabile del dipartimento Immigrazione Anselmo Botte.

Lo sportello è aperto al pubblico il martedì ed il giovedì dalle ore 9:30  alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30, presso il palazzo Massajoli, in via Umberto Nobile. L’iniziativa è frutto di un protocollo d’intesa, che – su iniziativa dell’assessorato alle Attività Produttive – è stato firmato dal Comune di Eboli,  Cgil-Cisl-Uil, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil di Salerno, Coldiretti, Cia, Confagricoltura di Salerno e Centro per l’Impiego di Eboli.

Sportello Agricoltura-Bello-Botte.

Sportello Agricoltura-Bello-Botte.

Lo sportello si occuperà della ricezione delle richieste di impiego presentate dai datori di lavoro del settore agricolo e della ricezione delle richieste di iscrizione da parte dei lavoratori.

Allo sportello avranno, dunque, accesso le aziende agricole per comunicare l’avvio dei rapporti di lavoro e i lavoratori per rendersi disponibili all’impiego.

A riguardo interviene il Sindaco di Eboli Martino Melchionda: Eboli, con lapertura del primo sportello in Italia contro le pratiche illegali nel collocamento in agricoltura, conferma la volontà di affermare con forza  politiche di integrazione e di inclusione sociale.

Con tale strumento si potrà sottrarre ai caporali l’illecita gestione del mercato del lavoro, ridando dignità ai braccianti agricoli e ristabilendo l’imprescindibile principio di legalità.

Ci confermiamo comunità dellaccoglienza, e questo è tanto più importante in un momento in cui  – lo ricordano tristemente le cronache degli ultimi giorni anche in Italia ci troviamo a fare i conti con fenomeni di intolleranza e con una gestione non condivisibile delle politiche per limmigrazione.

 Si tratta di una esperienza sperimentale afferma  l’assessore alle Attività Produttive e al Turismo Francesco Bello che richiede, innanzitutto, la collaborazione delle aziende presenti sul nostro territorio, alle quali potrà essere anche riconosciuto un bollino etico, unidea questa in progress, per la quale stiamo avviando lopportuno iter di certificazione.

Lo sportello che apre stamattina è di tutti, e conferma il nostro impegno per arginare il fenomeno del lavoro nero e irregolare. La Piana del Sele è caratterizzata da produzioni agricole di grande eccellenza e numerosi sono i braccianti impiegati, soprattutto stranieri; in tale contesto, la regolarizzazione dei rapporti di lavoro rappresenta l’unica arma per mettere fine alla piaga del caporalato.

Non abbiamo esitato dichiara Gerardo Dell’Orto per la Coldiretti – ad offrire la nostra immediata disponibilità. Abbiamo già divulgato liniziativa tra le aziende associate che hanno mostrato grande interesse. Credo sia di fondamentale rilievo che il servizio offerto sia snello, in modo tale da non rappresentare un freno, ma un incentivo a regolarizzare i rapporti di lavoro.

 Abbiamo creduto da subito dichiara il segretario confederale della Cisl Giuseppe Baldassarre in questa iniziativa, che ora vede lavvio della sua fase operativa. Affinché questo importante strumento funzioni, credo sia necessario che le aziende compiano un salto culturale e che comprendano limportanza di avviare percorsi capaci di combattere il caporalato; tra laltro, in tal modo, si pongono anche le basi per un maggiore sviluppo economico, dal momento che si combatte  la concorrenza illegale.

Questo sportello dichiara  il segretario generale della Flai – Cgil Giovanna Basile rappresenta un valido strumento per combattere lo sfruttamento dei braccianti agricoli, oltre che una occasione di incontro tra domanda e offerta, in un contesto, come quello della Valle del Sele, caratterizzato da una alta concentrazione di immigrati.

Si tratta di un risultato storico dichiara il segretario generale della UILA – UIL Ciro Marino frutto della sinergia tra sindacati e enti locali, a partire dal Comune di Eboli,  che va assunto come modello anche per le altre realtà, che devono fare i conti con la piaga del caporalato. Non ci sono più alibi, ora tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Il 2013, un anno segnato –  dichiara il segretario generale e dirigente nazionale della Uil Gerardo Pirone da grandi criticità per quanto riguarda il problema delloccupazione e dellimmigrazione, si chiude ad Eboli, con una iniziativa importante, che può essere di buon auspicio per il futuro e che pone al centro della sua attività la dignità e la tutela della persona immigrata. Questo sportello rappresenta uno strumento importante per fare del nostro paese non più solo una terra di passaggio, ma un luogo di permanenza ed accoglienza.

Questo sportello rappresenta un tentativo unico in Italia dichiara il responsabile del dipartimento Immigrazione della Cgil Anselmo Botteche può diventare un vero e proprio punto di riferimento.  Si tratta di uno strumento che affronta questo odioso fenomeno criminale, cercando di togliere terreno sotto ai piedi al caporalato, e dimostrando che, anche nel settore agricolo, si possono affermare pratiche legali di reclutamento della manodopera.

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Eboli, 30 dicembre 2013

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. No di te che io sono sempre quella/o ch esta contro tutti e tutto, ma al di la dell’apprezzamento per la lodevole iniziativa molto perfettibile, non vi son venute in mente un pò di cosine, del tipo: l’orario e il luogo? Mi spiego : nell’orario di ricevimento che avete indicato i contadini lavorano, ma sul serio. Generalmente sono disponibili di sera. Poi il luogo è infausto, per trovare un parcheggio bisogna girare per almeno due ore, non è conosciuto e di facile accesso a tanti, poi considerate che molti agricoltori sono di bergamoo del nocerino sarnese vi renderete conto che non sarà frequentato da alcuno. Sarebbe stato meglio il bivio di S. Cecelia che a bergamo è più conosciuta di eboli.in definitiva credo che aldilà di un poco di pubblicità benevola per tutti questa iniziativa non serva a nulla. Sarebbe più interessante finanziare i carabinieri e i vigili urbani e sbizzarrirli nel territorio piuttosto che tenerli rintanati

    • perfettamente d’accordo. bella iniziativa ma pessima scelta logistica.

  2. Grazie Massimo per lo spazio concesso. Questo sportello nasce da una importante sinergia tra istituzione Comune, sindacati e organizzazioni datoriali. Uno sportello sperimentale e work in progress. Tutto è perfettibile e siamo consci che probabilmente su alcune cose abbiamo sbagliato e magari dovremmo modificare in corsa, ma questo è lo scotto di una iniziativa unica in Italia e quindi senza esperienze pregresse. La scelta logistica è dettata da ragioni di praticità e gestionalità. In questo luogo esisteva già lo sportello Siex, attualmente è presente l’ottimo sportello Yalla per la mediazione culturale, vi è il piano di zona, il Forum e l’Informagiovani. Quindi un luogo simbolico e di rappresentanza istituzionale per dare un segnale di grande attenzione alla piaga caporalato, posto al centro della Città. Nei prossimi mesi saremo alla ricerca di azioni e bandi che possano aiutarci a far crescere lo sportello e magari aprire anche in altre Città della Piana del Sele ed anche dell’Agronocerino. Oggi lo facciamo con nostre poche risorse e grazie alla disponibiltà di dipendenti ed operatori delle realtà aderenti.

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