Quella di Melchionda per l’estrema sinistra: Una fine ingloriosa

Una fine ingloriosa: Si è chiusa l’esperienza amministrativa di Melchionda!

Una delle fasi politico/amministrative più buie che Eboli abbia mai vissuto. Doveva chiudersi così! doveva chiudersi con lo “spappolamento” della maggioranza che ininterrottamente dal 2005 reggeva le sorti della città.

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Si è chiusa come era giusto che avvenisse: – si legge in una nota politica di Sinistra Unita e Rifondazione Comunista a commento delle dimissioni di gruppo di 17 consiglieri comunali che hanno decretato la sfiducia al Sidaco ed il Relativo sciogliemento del consiglio comunale di Eboli – con le dimissioni di 17 consiglieri comunali che hanno, di fatto, sfiduciato un sindaco che, ormai da tempo, riusciva a tenere i delicati equilibri della sua sbrindellata maggioranza solo attraverso una spregiudicata gestione del potere, poggiandosi su cambi di casacca e “campagne acquisti” varie. Solo queste manovre gli consentivano di volta in volta di “sostituire” i pezzi della sua originaria maggioranza che se ne andavano sbattendo la porta.

Si chiude, in questo modo, una delle fasi politico/amministrative più buie che Eboli abbia mai vissuto. – Dichiarano i due leaders Gerardo Rosania e Silvio Masillo – Doveva chiudersi così! doveva chiudersi con lo “spappolamento” della maggioranza che ininterrottamente dal 2005 reggeva le sorti della città.

Dispiace non vedere, fra i nomi dei diciassette consiglieri che si sono dimessi, il nome del rappresentante in Consiglio Comunale di S.E.L. Ancora una volta hanno prevalso, nel gruppo dirigente di quel partito, altre logiche. Ancora una volta non si è colto, (o non si è voluto cogliere) il precipitare della situazione!

La miserevole conclusione dell’esperienza di Martino Melchionda – aggiungono Masillo e Rosania – lascia una città in ginocchio, ripiegata su se stessa, che sta subendo i morsi tremendi di una crisi che se pesa a livello nazionale da noi diventa insopportabile; lascia una città ormai “narcotizzata”, in cui qualsiasi dibattito politico e culturale è stato azzerato.  Basta ripensare alla sostanziale indifferenza con cui la città ha vissuto la vicenda dell’ospedale di Eboli, che ha ricevuto visibilità politica e giornalistica solo grazie alla perseveranza del Comitato Spontaneo delle Mamme, che ha saputo mantenere per tre mesi il presidio e promuovere iniziative reggendo anche ai tentativi di speculazione della destra più spregiudicata che ad Eboli si dichiarava a fianco di quella lotta, mentre a Napoli si affermava “chiusa” la vicenda ebolitana!.  Lascia un centro-sinistra frantumato , diviso, privo di un disegno organico della città da costruire, che per nove anni ha pensato che bastasse gestire il potere ( nel modo spregiudicato di cui Melchionda ha dato prova!) invece di affrontare i problemi  che nel frattempo si incancrenivano, in cui chi osava sollevare qualche dubbio veniva additato  come qualcuno che si opponeva al “cambiamento” e nel quale sia le forze più moderate  più serie, sia parte della sinistra cittadina non hanno saputo cogliere la degenerazione innanzitutto culturale che era in atto.

Noi che ci siamo collocati da sempre all’opposizione nei confronti dell’esperienza Melchionda in modo duro, intransigente e coerente.  Siamo quelli che con grandissimo senso di responsabilità dicono oggi al Centro-Sinistra cittadino che si tratta di ricostruire una intera area politica.

Noi siamo disponibili – lanciano un onte ma a condizione i due leader della sinistra alternativa – a lavorare in questa direzione, ma con altrettanta chiarezza diciamo:  il centro sinistra ebolitano si ricostruisce segnando una rottura netta, precisa ed inequivocabile nei confronti dell’esperienza di Melchionda , che per noi e’ definitivamente chiusa.  Si ricostruisce sia nel merito del progetto della città  sia nei metodi del governo , definendo bene chi sono gli interlocutori che si siedono al tavolo e che cosa rappresentano!

Se non ci sono questi elementi vuol dire che il centro sinistra locale non ha imparato la lezione e noi a quel tavolo non ci saremo, perché la continuità con l’Amministrazione  Melchionda non ci interessa.

Prenderemo atto – concludono Masillo e Rosania – allora che ci sono persone  il cui gioco è di consegnare la città alla peggiore e più spregiudicata “destra” della provincia di Salerno, cosa di cui dovranno assumersi per intero la responsabilità politica, perché noi saremo continuamente in piazza a dire ai cittadini quello che sta avvenendo.

E chi si assumerà la responsabilità di determinare, ancora una volta, la rottura del centro sinistra nel nome della “continuità” con la stagione melchiondiana sperando di poter fare appello “voto utile”, avrà fatto, ancora una volta , i conti sbagliati, perchè noi spiegheremo agli ebolitani  che il “voto utile” è per votare contro qualsiasi forma di “riedizione” dei metodi e delle scelte di questi 10 anni.

Eboli, 30 settembre

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