Reintegro Minervini: Di Donato(PD) scelta giusta; Scotillo (FISI) Revoca ad horas

Si scatena il fronte pro e contro il reintegro del Direttore Sanitario Mario Minervini all’Ospedale di Eboli.

Di Donato (PD): “Scelta giusta quella del Commissario Postiglione. Un nuovo corso“. Scotillo (FISI Sanità): “Revoca ad Horas di Minervini”. E chi parla dei reparti scippati e dei posti letti mancanti?

Mario Minervini-Mario Di Donato-Rolando Scotillo

Mario Minervini-Mario Di Donato-Rolando Scotillo

da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Sembrerebbe che il problema della Sanità rispetto alle politiche sanitarie dell’ASL Salerno e dell’Ospedale di Eboli sia il reintegro nelle sue funzioni del Direttore sanitario Mario Minervini,piuttosto dei posti letti in meno assegnati all’Ospedale di Eboli oppure ilmancato acquisto di macchinari essenziali per alcuni reparti oppure l’inopinato trasferimento dei Reparti di Ostetricia e Pediatria dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia, decisione supportata postumamente da una proposta bizzarra del ritorno a partorire in casa, o ancora il prossimo trasferimento di Anatomia Patologica da Eboli per concentramento al rimaneggiato Ospedale di Pagani, dopo che il DG Squillante ha inventato per quella struttura un Polo Oncologico, e semmai approfittare di qualche esposto per chiudere e trasferire la Cucina sempre da Eboli a Battipaglia, sempre approfittando dei “ritardi” di una gara che ne prevedeva l’adeguamento, senza contare le angherie che ha subito il personale, come nel caso dell’ex Primario di Anestesia e Rianimazione Giuliano Colasante, che a solo un mese dalla sua pensione fu destinatario di un provvedimento punitivo della “triade” Antonio Squillante-Pietro Spinelli-Rocco Calabrese, per aver contestato un organigramma che andava, quello si contro la legge, tentando senza riuscirci, di infangare una vita professionale onorabilissima.

Ospedale-di-Eboli

Ospedale-di-Eboli

Le cose non finiscono qui, se si tiene conto di tutte le traversie che ha passato il Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Eboli Pino Gigliotti che si è visto più volte ostacolato e “minacciato” con ordini subliminali eseguiti da Calabrese ispirati da Spinelli con sovrascrizione a penna o a matita come fanno i professori con gli alunni quando correggono i compiti, quel Commissario al Personale abusivo, quello si illegittimo, illegale e in pieno conflitto di interessi, che ha taglieggiato l’Ospedale di Eboli, delle cui azioni dirette o ispirate dovrebbe, se non lo ha già fatto, occuparsene la Procura delle Repubblica. Ebbene il reparto di Gigliotti ha subito finanche un furto di macchinari, essenziali per il funzionamento della diagnostica, oltre al fatto che lavora con un personale sottostimato rispetto alle casistiche che tratta con successo essendo quel reparto, ormai un eccellenza conclamata e punto di riferimento regionale. Perché non si assegnano a Gigliotti, medici ed infermieri che ha più volte richiesto anche minacciando la chiusura a determinate prestazioni ambulatoriali, mandati invece a flotte a Vallo della Lucania? Perché si mette in condizioni i pazienti di subire lunghissime liste di attese per operarsi di una semplice cataratta? Perchè magari gli interventi si devono programmare e magari manca anche un apparecchio indispensabile per la diagnostica? Anche quel Reparto di Oculistica diretto dall’ottimo Giovanni Iovieno è un’eccellenza e grazie alla sua bravura e quella della sua equipe è motivo di accorsamento di pazienti provenienti da ogniddove. Perché non si potenzia inviando nuovo personale medico ed infermieristico al Reparto di Cardiologia e all’Emodinamica diretta dall’altrettanto bravo Giovanni D’Angelo, che ormai fa i salti mortali per sopperire alla carenza di personale che da Battipaglia o altrove fino a questo momento non è mi arrivato?

Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese

Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese

Potremmo andare avanti, ma tutte le lamentazioni sono ben leggibili sulle pagine di POLITICAdeMENTE e basta scorrerle per rendersi conto come FISI Sanità o altre sigle Sindacali potrebbero attingere materiale per portarle su una bella scrivania della Procura della repubblica di Salerno e semmai una copia anche ai giudici contabili.

La vicenda del reintegro del Direttore Sanitario Mario Minervini, non ci appassiona più di tanto, e non appassiona nemmeno il Governatore Vincenzo De Luca che sin dalla sua elezione preannuncò di annullare tutti gli atti prodotti in prosieguo di quella data, provvedimenti, nomine e altro, quelle si che dovrebbero appassionarci, per comprendere in che modo è stata gestita la salute e oggettivamente De Luca ha anche detto che si dedicherà personalmente alle vicebìnde della Sanità per restituire il maltolto ai cittadini campani “rapinati” del diritto alla salute. Lo ha fatto destinando immediatamente un fondo di 15 milioni die euro per le persone diversamente abili e  lo farà perchè la Sanità funzioni, e se il neo-Commissario Postiglione ha dichiarato che si adopererà per stabilizzare e favorire la stabilizzazione del personale, fa bene esi spera lo faccia presto, cos’ come si spera si faccia chiarezza sulle orestazioni aggiuntive in ALPI, divenuto un vero e proprio scandalo usato, molto probabilmente, come sistema premiale alla “vicinanza” politica, evitando di dilapidare una ciofra pari a 75milioni di euro spesi solo nell’anno 2013.

STEFANO-CALDORO-Orbo

STEFANO-CALDORO-Orbo

E se i guai del nostro Ospedale e anche quelli di Minervini sono iniziati con un pranzo a base di pesce in un noto ristorante di Salerno, nel corso del quale, pare si chiese una “collaborazione” del DS a “colonizzare” il nostro presidio, ora sarebbe il caso si facesse chiarezza e Minervini si decida, ed in maniera pubblica di raccontare cosa avvenne. A quel pranzo, pare pagato dallo stesso Minervini, oltre a Squillante partecipò anche il neo-Sindaco Cariello, oggettivamente quest’ultimo non ne aveva proprio bisogno di “assoggettare” l’Ospedale e i suoi dipendenti. Il suo carattere gioviale ed affettuoso valeva e vale molto più di qualsiasi altra cosa, ed i risultati elettorali ne sono la prova, e ben ha fatto poi, nel corso del tempo a prendere le distanze da quelle mosse distruttrici, che ora però hanno lasciato la coda. Quella coda va immediatamente tagliata per evitare ulteriori danni.Antonio Postiglione (2)

E qualsiasi amministratore che viene o verrà non farà mai peggio rispetto a quello che al nostro Ospedale e più in generale alla sanità è stato fatto dal sistema Caldoro-Squillante e C. Acclarato questo, anzichè di parlare di tutti i provvedimenti adottati in questi 5 anni che hanno messo a tappeto l’Ospedale di Eboli e semmai pensare a come riparare al maltolto con un’azione vigorosa e solidale si crea un fronte pro e contro Minervini.

«Non possiamo che salutare con soddisfazione ed entusiasmo la nomina del nuovo commissario dell’Asl Salerno fatta dal Governatore Vincenzo De Luca. – Scrive in una nota l’ex Consigliere comunale de PD e Medico Mario Di Donato – La scelta dell’avvocato Antonio Postiglione segna una evidente rottura con un passato fatto di tagli sterili, accanimenti ingiustificati e favoritismi di zona che hanno creato una disparità netta tra le varie aree del Salernitano rispetto alla qualità del servizio offerto al territorio.

SLA-incontro Vincenzo De luca-Anna Petrone

SLA-incontro Vincenzo De luca-Anna Petrone

Non più interessi zonali nè mera “ragionieria“. La scelta del presidente De Luca dimostra a chiare lettere la volontà della Regione di tornare a salvaguardare in primis i diritti degli utenti che, oltre ad usufruire dei servizi sanitari, sostengono il Servizio nazionale con tasse che non hanno rispondenza nella bontà dell’offerta. E ciò grazie ad un’azione di spietata e fredda matematica che ha ridotto sì il debito della Sanità campana ma a che prezzo?

Basta focalizzarsi su quanto accaduto all’ospedale Maria SS Addolorata di Eboli in questi anni e su quanto ancora accade, – aggiunge Di Donato – nell’attesa che le direttive del nuovo commissario e l’azione del reintegrato direttore sanitario Mario Minervini – già alle prese con la riattivazione delle cucine ed il potenziamento dell’impianto di area condizionata del nosocomio cittadino – portino i frutti sperati:

Di Donato Mario

Di Donato Mario

  • 117 posti letto ordinari e 24 in day nursery a fronte dei 270 previsti dal decreto 49/2010;
  • 15mila accessi al pronto soccorso a fronte dei 40mila fatti registrare l’anno scorso;

Sono questi i numeri che hanno segnato e segnano il tracollo dell’ospedale di Eboli.

E pensare che la giunta regionale di centrosinistra – prosegue Di Donato – aveva posto le basi non solo per la difesa dell’ospedale di Eboli ma, soprattutto, per l’ottimizzazione del servizio sanitario – ospedaliero sul nostro territorio attraverso la delibera e l’individuazione delle somme per la costruzione dell’Ospedale unico della Valle del Sele. Lo ha fatto la Giunta della Campania con il decreto 49 nel 2010. Poi l’era Caldoro ha spazzato via tutto, dichiarando la struttura non più attuale con il decreto 82 del 2013. Non solo.

Mario Minervini

Mario Minervini

Dietro lo specchietto per le allodole di un risparmio sulla spesa pari a 147mila euro, – aggiunge ancora Di Donato – Caldoro e il suo fido Antonio Squillante, hanno saputo bene nascondere mancati introiti e pagamenti ticket per 3,7milioni di euro. In sostanza un tracollo evidente della fiducia dell’utenza rispetto ai servizi di un Ospedale che si è visto chiudere anche i reparti di Ostetricia e Pediatria. Ciò sorvolando sulle condizioni pessime in cui vessano le sale d’aspetto e sui tour de force cui è costretto il personale.

Una situazione catastrofica – conclude Mario Di Donatoche oggi il Governatore Vincenzo De Luca, il commissario Antonio Postiglione e il Direttore Sanitario Mario Minervini si troveranno ad affrontare non senza grosse difficoltà. E lo faranno, però, con il supporto della popolazione, della gente e degli utenti ai quali assicuriamo, come diretti rappresentanti di De Luca sul territorio, una continua azione di stimolo rispetto agli obiettivi ritenuti primari di salvaguardia del Servizio Sanitario locale che passa attraverso la restituzione della dignità ad un territorio martoriato dalla mala gestione di Caldoro & Co., il ritorno e l’attuazione del decreto 49/2010 e il rilancio dell’Ospedale Unico della Valle del Sele».

Rolando Scotillo-FLP-

Rolando Scotillo-FLP-

Ma se il Dottor Mario Di Donato adducendo motivazioni politiche e tecniche boccia Caldoro-Squillante e condivide il nuovo corso che sembra tracciarsi con la nomina del Commissario Postiglione e quella del reintegro di Minervini, la FISI Sanità attraverso il suo responsabile provinciale Rolando Scotillo ne fa una questione di vita e di morte e si butta lancia in resta contro il Commissario e la reintegra di Minervini chiedendone la richiesta di Revoca ad horas invocando atti illegittimi alla pari di quelli fino ad ora adottati.

«Atti illegittimi, al limite con l’illecito, adottati dal Commissario avv. Postiglione – si legge in una nota la reazione a dir poco irritata del Sindacato rilasciata dal suo rappresentante Rolando Scotillo – non può un Decreto eliminare una procedura prevista dalla legge e che valuta ogni singolo Dirigente attraverso una Commissione imparziale e trasparente sui cinque anni di mandato dirigenziale. A questo punto perché reintegrare solo Minervini e non reintegrare anche gli altri Dirigenti che hanno avuto identica valutazione negativa? E soprattutto l’atto adottato dall’avv. Postiglione cosa nasconde? Proprio per tale motivazione abbiamo inteso richiedere la sospensione del decreto di reintegra ed abbiamo diffidato il Commissario e denunciato il tutto al Prefetto, al Collegio sindacale ed alla Corte dei Conti. Stiamo valutando anche se negli atti adottati dal Commissario possa configurarsi il reato di abuso di ufficio e di omissione di atti di ufficio. Il Commissario farebbe meglio a revocare il tutto nell’interesse della pubblica amministrazione e della trasparenza.»

…………………….  …  ……………………..

Fisi-Sanità

Fisi-Sanità

Eboli 13/08/2015
Al Commissario dell’ASL Salerno
Al Collegio Sindacale ASL Salerno
Al Prefetto di Salerno
Alla Corte dei Conti

Oggetto: reintegra Direttore Sanitario P.O. di Eboli, richiesta revoca Decreto di nomina e diffida.

La scrivente O.S., visto:

a) “Il regolamento aziendale per la costituzione ed il funzionamento del Collegio Tecnico per il personale dirigente, in attuazione delle disposizioni contrattuali e normative ed a seguito delle procedure di concertazione con le rappresentanze sindacali.”
b) I verbali n 2 del 14/07/2014 e n 1 del 05/05/2015 del Collegio Tecnico CCNL 2002/2005 – Area Dirigenza Medica e Veterinaria – incarico quinquennale dott. Mario Minervini, con i quali il valutatore ha espresso un giudizio negativo
c) La Delibera n 467 del 12/05/2015 avente ad oggetto: “Presa atto verbali n 2 del 14/07/2014 e n 1 del 05/05/2015 del Collegio Tecnico CCNL 2002/2005 – Area Dirigenza Medica e Veterinaria – incarico quinquennale dott. Mario Minervini”
d) I CCNL della dirigenza del servizio sanitario nazionale- 8 Giugno 2000 (area della dirigenza medico-veterinaria e area della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa)
e) Che i criteri generali previsti per l’affidamento, modifica e revoca degli incarichi dirigenziali (ex
Articolo 28, comma 7 dei CCNNLL 8 Giugno 2000 – area medico veterinaria e area sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa) sono i seguenti:

  • Valutazioni del Collegio Tecnico o dell’organismo di valutazione per la dirigenza non sanitaria / ex articolo 31);
  • natura e caratteristiche dei programmi da realizzare;
  • area e disciplina di appartenenza o della professionalità richiesta;
  • attitudini personali e capacità professionali del singolo dirigente sia in relazione alle conoscenze specialistiche nella disciplina o professione di competenza che all’esperienza già acquisita in precedenti incarichi svolti anche in altre aziende o esperienze documentate di studio, ricerca o professionali di rilievo nazionale o internazionale;
  • risultati conseguiti in rapporto agli obiettivi assegnati;
  • criterio della rotazione ove applicabile;

f) Che all’art. 27 del CCNNLL 8 Giugno 2000 – area medico veterinaria e area sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa si prevedono le tipologie di incarico quali l’incarico di direzione di struttura complessa. Tra essi è ricompreso l’incarico di direttore di sanitario di presidio ospedaliero, oggetto di questa diffida e richiesta di revoca,

TUTTO CIO’ VISTO E PREMESSO

ed altresì considerato che tutte le tipologie di incarichi di cui prima costituiscono degli elementi di base offerti dalla normativa contrattuale su cui costruire percorsi di sviluppo delle carriere dirigenziali, secondo le politiche proprie di ogni azienda.

Il conferimento di tali incarichi è rimandato alla predeterminazione di criteri generali che, pur essendo sottoposti al necessario confronto con le organizzazioni sindacali con il metodo della concertazione, dovrebbero costituire una “punta di un iceberg” di un sistema metodologico, armonico e integrato assunto come base necessaria di partenza per dare valore alle risorse umane.

APPURATO CHE

Le procedure di conferimento di incarichi, come le procedura di revoca degli incarichi, sono articolate, complesse e delegate dalla legge a procedure standardizzate, rigide ed ispirate alla trasparenza e sono sottratte all’iniziativa di qualsiasi singolo senza eccezione alcuna per i Direttori Generali o Commissari che dir si voglia,

VENUTO A CONOSCENZA CHE

Il Commissario della ASL di SALERNO, avv. Postiglione, avrebbe predisposto un Decreto di nomina e/o di reintegra del dott. Minervini alle funzioni di Direttore Sanitario del Plesso Ospedaliero di Eboli in luogo della procedura prevista dagli accordi sottoscritti, dalle norme previste dai CCNL e dal regolamento ASL esistente e tuttora vigente senza trasparenza alcuna ed in spregio al regolamento di cui al punto a), alla valutazione espressa dal Collegio Tecnico e dal Valutatore ed ai deliberati di presa d’atto ed in assenza di ricorso del diretto interessato dott. Minervini per come previsto dal regolamento stesso.

INVITO

Il Commissario pro tempore, avv. Postiglione, a revocare ad horas il Decreto di reintegro del dott. Minervini nelle funzioni di Direttore Sanitario del Plesso Ospedaliero di Eboli per illegittimità manifesta;
Il Collegio Sindacale della ASL di SALERNO ad esprimere le proprie valutazioni in merito potendo l’atto adottato configurare danno erariale;

DIFFIDO

Il Commissario pro tempore, avv. Postiglione, a proseguire nell’intento di reintegra del dott. Minervini che qui si ritiene illegittimo;

CHIEDO

Come informativa sindacale, ma anche ai sensi della legge 241/90, tutti gli atti monte della decisione di reintegrare l’ex Direttore Sanitario in presenza di una valutazione negativa ed in assenza di formale ricorso dell’interessato.
Distinti saluti.

FISI/FIALS
Firmato/ Rolando Scotillo

…………………….  …  ……………………..

Eboli, 14 agosto 2015

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. questo abberra la salute

  2. Leggo incredulo le esternazioni del rappresentante globale sindacale Scotillo e, a conferma di quanto ho già detto in anticipo, a commento di altro articolo comparso due giorni addietro, ripropongo tal quale il mio intervento:

    ” FISI/FIALS…sicuramente nel Salernitano una Fenice spelacchiata e claudicante (molto araba, questo si!) sorta dalle ceneri di pseudo sigle e rappresentanze varie (accozzaglie) mai giunte agli onori Sindacali nel senso politico e rappresentativo del termine. Rolando Scotillo: rappresentante di se stesso e del suo livore erga omnes, transitato amenamente e senza sforzo, nel corso degli ultimi anni, in vari contenitori acefali che, per tale motivo, gli consentivano e consentono spazi folcloristici per proclami roboanti e vacui di contenuti e verità, rilanciati spesso in buona fede dalla stampa locale. Basta perdere un po’ di tempo in Rete per seguire la spettacolare crescita di cotale sindacalista, partendo dagli autotrasporti e passando per gli infiniti squilli (solitari) di trombe lanciati dalle più diverse associazioni e sigle.
    In tutto questo troneggia la firma autografa del livore, della personalizzazione e di argomentazioni che neppure in via ipotetica possono assurgere a espressione di interessi collettivi; e tanto livore conduce al travisamento dei fatti e della realtà: l’unica vox clamans che ha già da ridire sull’operato dell’Avv. Postiglione è la sua. Per ben presentarsi a tutti i nuovi giunti, infine, infila il ritornello Minervini reinsediato. Caro Rolando Scotillo, quante buone occasioni hai perso, e perdi, per tacere e, soprattutto, informarti serenamente su persone, atti e fatti. ”

    Questo era il commento.

    A tanto aggiungo:

    1) Nel 2008 Scotillo si ammantava ancora dell’egida FSI.
    2) Nello stesso anno, in rappresentanza della sigla USAE -FILTES prendeva parte alla sottoscrizione del CCNL settore terziario e servizi, delle aziende artigiane ODONTOTECNICHE.
    3) Sempre nello stesso anno, sotto la medesima sigla, prendeva parte alla sottoscrizione del CCNL del settore aziendale artigianale di PARRUCCHIERI, BARBIERI ED ESTETICA.
    4) NEL 2009, non pago, proseguiva e partecipava alla sottoscrizione del CCNL per DIPENDENTI DOMESTICI, COLF E BADANTI.
    5) Nel 2010 transitava nella FPCISL Salerno.
    6) Nel 2011 passava alla FSI.
    7) Nel 2012 volava alla FISI – FLP.
    8) Nel 2013/2014 saliva sul tram FLP.
    In tutti questi voli, le cariche ricoperte erano le più variegate: Rappresentante Generale; Responsabile; Coordinatore; Segretario; Segretario Nazionale.

    Ovviamente tutto quanto innanzi, come ho già affermato, è reperibile e visionabile ( i Contratti Collettivi…) in rete, con un poco di pazienza.

    Ora, la questione Minervini può essere di natura politica, e si discuterà di questo come dello sfascio dell’Ospedale di Eboli al quale, Minervini, giocoforza perché esautorato prima, non ha partecipato. Né si dica che lo ha creato lui, atteso che è notorio che non una virgola dei famigerati conti fatti da Spinelli, Squillante & Co. è uscita fuori dalle casematte approntate da costoro.
    In tutto questo è vergognoso constatare l’accanimento personalissimo di tale sindacalista verso Minervini, talmente chiaro da lasciare di stucco. Come sempre i documenti offerti al pubblico da Scotillo lasciano il tempo che trovano. Se le istanze e le minacce dovessero far testo staremmo tutti freschi. Ma questo, e altro, Scoltillo lo ignora con pervicacia, perché accecato da un odio personale che non ha alcun riscontro nella realtà, ospedaliera e non.
    Gradire essere smentito.

  3. Dopo la sconfitta elettorale Comunale, il PD cerca di saltare sulle pantosche per rifarsi una verginità, dimentico del disastro provocato alla sanità Campana da parte di Bassolino, Montemarano, il Boss del Cilento e tutti i Direttori Generali da loro nominati, in modo clientelare, nelle varie ASL e Ospedali(esempio claisico: Claudio Furcolo a Vallo della Lucania, già Coordinatore Amministrativo della USL di Salerno e Direttore Generale dell’Ospedale di Caserta, dove, tra intrallazzi e ruberie, procurò danni ingentisimi come un Attila di passaggio), portando la spesa Sanitaria ai massimi limiti dello spreco e dell’inefficienza.
    Benvenuto Mario Minervini, l’atto di rientro certamente farà bene al nostro Nosocomio. Ciò non toglie che il Presidente della Giunta Regiponale, ne combinerà delle belle, considerato il suo metodo localistico di gestire da sprecone i soldi pubblici.
    Perduto il Comune, ora si aggrappano alla Regione per darsi coraggio.

  4. Leggo, solo ora, il commento di tale “Memento” del 14 agosto u.s. Per educazione ricevuta, quando edito un commento o faccio una dichiarazione, firmo con nome e cognome oltre a firmarlo come sigla e non mi nascondo dietro uno pseudonimo. Ciò detto entro nel merito del commento proposto da tale “Memento” che sicuramente è persona ignorante dei fatti o, ancora peggio, è persona che artatamente travisa fatti, persone e sigle nell’anonimato. E’ giusto che corregga il signor “Memento” sulle trasmigrazioni di sigle che avrei effettuato (?), dal 2004 fino al 2010 ho fatto parte a livello locale e nazionale della FSI /USAE sindacato maggiormente rappresentativo del pubblico impiego sottoscrivendo circa 12 contratti collettivi per conto della Confederazione USAE a cui afferisce tuttora la FSI. L’anno 2010, dopo un anno di contenzioso con la sigla FSI, senza alcuna trasmigrazione in altra sigla costituii ex novo la FISI (Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali) presente nel pubblico impiego e nella sanità su circa 10 province, mentre nel settore privato in ottobre p.v. tale sigla diventerà maggiormente rappresentativa nel settore trasporti con la firma del Contratto Nazionale. Dal 2011 fino ad oggi la FISI ha instaurato un rapporto di collaborazione prima con FLP, andata male, e poi con CSA e FIALS, in essere, maggiormente rappresentativi negli enti locali ed in sanità. Mai la FISI e trasmigrata in CISL. Per mia natura considero che tutti i sindacati che rappresentano lavoratori (frammentari, piccoli e medi) hanno dignità e permettono al singolo lavoratore di poter scegliere a quale associazione afferire che non siano solo quelle di Stato. E’ chiaro che quando parliamo di FSI, FIALS, CSA e FISI non stiamo parlando di sindacati frammentari, ma di sindacati molto rappresentativi del mondo del lavoro pubblico e privato. Orbene, la mission di ogni sindacato è quella di firmare contratti collettivi e instaurare trattative: il signor “nessuno memento” conosce altre forme di fare sindacato? O attacca proprio per questo. Altra questione, non di poco conto, è la questione Minervini a cui come persona non ho nulla da recriminare e su cui non serbo livori, mi limito come ho fatto con Squillante ad essere quando occorre critico sull’operato ed a denunciare le illegittimità. Ad onore di cronaca, giusto per dare notizie vere, dal dott. Minervini e dalla sua compagna sono stato denunciato per diffamazione a mezzo stampa ed a questa denuncia ho risposto con una denuncia per abuso d’Ufficio, risultati: il giudice, pur non rinviando a giudizio il Minervini, ha constatato numerose illegittimità nel suo operato nel mentre ha archiviato le denunce di diffamazione ritenendo il diritto di critica sindacale espresso a mezzo stampa non censurabile perché veritiero: ho sbagliato? Serbo livori? Non penso. Signor “memento nessuno” si qualifichi con nome e cognome e quando vuole si incontri con me così conoscerà la storia vera e non le leggende.

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