Lettera-appello dei lavoratori dell’ISES agli ebolitani

Salviamo l’ISES“: questo è l’appello che i lavoratori della Nuova ISES lanciano agli ebolitani e alle forze politiche.

L’appello alla Città e ai Partiti per “Un futuro riabilitativo migliore: lettera aperta alla cittadinanza di Eboli” viene dopo la Denuncia-Querela che il suo Presidente Tullio Gaeta ha presentato contro uno dei Meetup M5S, per “Diffamazione aggravata”.

Centro polifunzionale SS Cosma e Damiano-nuova sede ISES

Centro polifunzionale SS Cosma e Damiano-nuova sede ISES

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Riceviamo e pubblichiamo l’appello che i lavoratori del Centro di Riabilitazione Nuovo ISES hanno rivolto alla Città di Eboli, agli ebolitani e a tutte le forze politiche, attraverso una lettera aperta che quì appresso si riporta integralmente. Un appello al salvataggio della “struttura” che negli ultimi mesi, pur non avendo più l’accredito per le prestazioni che in precedenza forniva ai suoi “ospiti” o a chi vi si rivolgeva per cure e prestazioni riabilitative varie, ha continuato ad operare, assumendosi oneri e responsabilità e soprattutto non ricevendo i soci-lavoratori alcun compenso.

Di Maio con Ingenito-Adelizzi-Forlano

Di Maio con Ingenito-Adelizzi-Forlano

Un appello che però giunge dopo una “Denuncia-Querela” che il suo Presidente Tullio Gaeta a prodotto nei confronti di uno dei Meetup del M5S di Eboli così come pubblicato in un comunicato stampa, anche da POLITICAdeMENTE con un articolo dal titolo “Eboli: L’ISES querela il M5S” avevano informato di essersi rivolti al Consigliere Regionale Michele Cammarano, affinchè facesse una Interrogazione al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente della Giunta Regionale, circa la vicenda che riguardava la “liceità” delle procedure adottate dall’Amministrazione comunale di Eboli, nella concessione del fresco di consegna Centro Polifunzionale dei SS Cosma e Damiano o “Casa del Pellegrino” che dir si voglia, un opera costata 6milioni di euro, in virtù di un finanziamento specifico, che ne vincolasse anche la destinanzione, escludendo in maniera precisa e categorica una destinazione di tipo “sanitaria”, alla Cooperativa Nuovo ISES.

ISES

ISES

Tralasciando tutti i passaggi che hanno accompagnato questa brutta storia nel corso degli anni fino agli ultimi mesi che hanno fatto emergere le criticità economiche e gestionali per le quali sono in corso accertamenti e per questo suggeriamo di non aggiungere nulla per non interferire nelle stesse e sperare si risolvano prestoe ci facciano capire chi e se ci sono colpevoli e chi e se ci sono responsabili, si ricorda che la battaglia che i lavoratori stanno portando avanti e per la quale si è anche prodotto ricorsi avverso i provvedimenti di diniego da parte dell’ASL Salerno a concedere l‘accreditamento, ha attraversato diversi giudizi, purtroppo tutti a sfavore degli stessi, decretando una volontà a non voler concedere alla nuova “struttura” ISES, si comprende come gli stessi Giudizi non hanno tenuto conto di come mai la stessa ASL Salerno che oggi nega, per anni, come è emerso, pur non avendo la struttura e i requisiti minimi, aggiungendovi anche quelli urbanistici, per lo svolgimento di quel servizio, abbia reiterato nel tempo l’erogazione prevista dall’accreditamento pari a oltre 4 milioni di euro alla vecchia ISES.

Considerazione che ci consente di formulare una domanda che è la madre e il padre di tutte le domande sperando che i vertici dell’ASL Salerno coinvolti all’epoca dei fatti diano una risposta:

Quali erano le valutazioni e quali i criteri che ha adottato l’ASL SA nei confronti della vecchia ISES affinche si concedesse l’accredito pur in mancanza di quelli che ins eguito poi sono stati alla base delle valutazioni che hanno portato al diniego?

asl sa

asl sa

E’ difficile saperlo, mentre è facile immaginare il perchè: Forse perchè quella struttura nata in un particolare momento storico, aveva avuto la capacità di coinvolgere ai varilivelli l’intero “arco costituzionale“, realizzando anzitempo una sorta di “Compromesso storico Sanitario“; Cosicchè all’interno della struttura stessa si potevano individuare personalità riconducibili alla DC, al PSI, al PCI, non escludendo la «Santa benedizione di esponenti “illuminati” di una parte del clero», immaginando anche il sistema della “selezione” del personale che la Città percepiva, magari anche se non vero,  si riconducesse ad un sistema clientelare.

Tralasciando anche queste altre ultime considerazioni, oggi ci troviamo di fronte ad una vicenda che ha messo seriamente in pericolo il posto di lavoro di decine di persone e in crisi decine di famiglie a loro collegati, tuttavia è indispesabile fare delle nette separazioni, che sebbene non esclude il dramma e non si esclude nemmeno il coinvolgimento solidaristico che ci prende e ci riconduce a schierarci a fianco di questi lavoratori, non si può non escludere tutti gli altri fattori che putroppo appartengono alla storia del Centro ISES e che oggi ci fa inbufalire pensando che in tutti questi anni si è accumulati solo debiti senza avere uno straccio di proprietà se non il lavoro e i pazienti.

Tullio Gaeta

Tullio Gaeta

Considerazioni che purtroppo csono sotto gli occhi di tutti, specie se si fa il confronto con altre strutture similari a Eboli, nella vicina Battipaglia e nel circondario, che al contrario hanno prodotto ricchezza e consolidato rapporti di lavoro stabili e duraturi, oltre che arricchito il proprio patrimonio immobiliare. Ed è proprio sulla base di queste considerazioni che POLITICAdeMENTE pur condividendo ansie e obiettivi faceva l’appello a desistere da qualsivoglia azione riconducibile a “Querele“, riconoscendo in uno le varie ombre che sono calate, malgrado ilavoratori nel corso degli anni sull’ISES e il diritto che hanno Partiti ed esponenti partitici ad esercitare il diritto di critica e conducendo le proprie battaglie nei modi e nelle forme che la legge consente. Ma la considerazione più pertinente è sicuramente questa:

Si può chiedere solidarietà alla Città dopo aver presentato una querela agli esponenti di una parte di questa città, rappresenta dal Movimento 5 Stelle o chicchessia?

Se non è un atto di protervia è un atto improvvido che si può giustificare solo con la disperazione che attraversa gli animi ddei lavoratori che si vedono negare il diritto ad un lavoro avendo tra l’altro anche “l’oggetto del lavoro” che è rappresentato dagli “ospiti”. Sarebbe il caso ripensarci e desistere da qualsiasi querela, e insieme a tutti, ma proprio tutti, chiedere e a gran voce di rivedere l’accredito e semmai perseguire chi in questi anni ci ha lucrato a danno della comunità e degli stessi lavoratori. Intanto POLITICAdeMENTE ci sarà, ma con questo intento e queste premesse.

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Egregi concittadini,

Lavoratori ISES

Lavoratori ISES

noi tutti, operatori del Centro ISES chiediamo venga rivolta la doverosa attenzione alla vicenda che da lungo tempo ci attanaglia.

Ad oggi, con le nostre sole risorse e con grande spirito di abnegazione continuiamo ad offrire servizio di assistenza ai 21 ospiti presenti nel centro, fermo restando che l’azienda, nata nel 1977, fino a luglio 2016 ha dato assistenza circa 230 utenti.

In virtù di una criticità strutturale, l’ASL sospese la convenzione in attesa di trovare una nuova sede dove trasferire le attività.

Dopo vari tentativi si è riusciti finalmente, grazie all’intervento dell’amministrazione comunale e dopo un lungo ed elaborato studio, ad individuare la soluzione nell’utilizzo del Centro Polifunzionale dei Santissimi Cosma e Damiano.

Il Consiglio Comunale nella seduta del 12 dicembre 2016, ha espresso parere positivo in merito al trasferimento dell’attività nella nuova struttura, conclusasi il 3 marzo 2017.

ises-aslIn proposito, sì ringraziano il nostro primo cittadino Dott. Massimo Cariello e tutte le parti politiche che stanno adottando i dovuti provvedimenti risolutivi.

Con questa missiva si vuole evidenziare la situazione in cui versano gli operatori lavoratori del l’ISES, i quali negli ultimi due anni hanno lottato per salvaguardare i livelli assistenziali ed occupazionali del territorio.

Gli stessi denunciano l’insostenibilità della loro attuale condizione, dovuta ad una criticità economica innescata dal mancato sovvenzionamento da parte della ASL, che avrebbe dovuto riprendere all’indomani del trasferimento nella nuova struttura.

Con questa missiva si coglie l’occasione per invitare la cittadinanza ad intervenire nella riunione aperta, che si terrà il giorno 19 aprile alle ore 18.00 prresso l’Oratorio della Chiesa di S. Bartolomeo.

Pertanto, chiediamo a tutti gli ebolitani il sostegno, affinché questo servizio di interesse pubblico rimanga ad Eboli.

Sicuri di una vostra adesione vi ringraziamo punto a capo gli operatori lavoratori dell’ISES.

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Lettera aperta dell'ISES agli ebolitani

Lettera aperta dell’ISES agli ebolitani

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Eboli, 17 aprile 2017

 

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