Lettera di Aliberti: Camorrista io? dei #Casalesi mi piace solo il “Roccobabà”

«Camorrista io? dei #Casalesi mi piace solo il “Roccobabà”. #UnDrammaCheNonAuguroANessuno»

Lettera aperta a POLITICAdeMENTE dell’ex Sindaco di Scafati Pasquale Aliberti.

Pasquale Aliberti-facebook-1

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SCAFATI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera pervenutaci dall’ex Sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, nella quale egli, prendendo spunto da nuove rivelazioni riportate nelle indagini che lo riguardano circa un suo coinvolgimento primario con la Camorra, elabora delle considerazioni che affida a POLITICAdeMENTE e le offre, a sua discolpa, all’opinione pubblica. Quell’opinione pubblica che ob torto collo è stata coinvolta fino a diventare giudicante e come ormai avviene da anni in Italia una seconda Aula di Tribunale, un’Agorà della giustizia, laddove si celebrano in parallelo giudizi sommari e “Processi di Piazza” nel corso dei quali si costruiscono “Sentenze” di quella “Giustizia sommaria” la quale oltre ad influenzare in maniera prevalente i giudizi in corso, rallentano il Processo vero, demoliscono le persone che a vario titolo sono coinvolte, allontanano i cittadini dalla giustizia vera, minano i fondamentali della Civiltà Giuridica, inquinano i terreni di confronto, restituendo nostro malgrado, quello che invece dovrebbe essere un valore, in un sopruso e conseguentemente in “giustizialismo”, offrendo vieppiù l’immagine di un “istituto” che si trasforma che si accanisce, diventa patrigno, opprimente, ingiusto, vendicativo, tiranno. Proprio tutto quello che al contrario dovrebbe rappresentare: protettivo nell’applicazione della legge; rassicurante nello svolgimento del Processo; Giusto nella definizione dellelle Sentenze, garantendo in uno colpevoli e innocenti, aggiungendo così alla GIUSTIZIA l’aggettivo “GIUSTA”. Tutto il resto è solo barbarie. Quelle barbarie che al contrario ci hanno abituato a convivere con la pericolosità del “Processo di strada” che macina, coinvolge, trasforma quella “civiltà” in “barbarie”, ma che nel frattempo distrugge uomini e verità trasformando la realtà in un mondo “elastico” laddove entra tutto, deformando oltre ogni misura la realtà e impedendo nel contempo alla VERITÀ, quella a cui è necessario aggiungere un altro aggettivo “VERA“, di venire fuori.

Angelo-Vassallo

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Annus orribilis” quello che si è concluso per Aliberti e non solo, e proprio per questo  POLITICAdeMENTE sebbene svolge in maniera severa il suo ruolo di attento osservatore dei fatti che accadono, nel momento in cui questi fatti diventano atti processuali, smette di esercitare ogni forma di giudizio per evitare di influenzare lo svolgimento del Processo, sperando in quella “GIUSTIZIA GIUSTA“, e sperando emerga quella “VERITÀ VERA“. Giustizia e verità che devono essere il baluardo della società civile e devono affermarsi come principi valoriali irrinunciabili. Di qui il “volentieri” della pubblicazione per dare senso a quei valori che non possono e non devono far prevalere un altro principio, pericoloso, quello della vendetta che trasforma quella “bilancia” in una zavorra dalla quale non si può che essere prigionieri ed affondare.

Vivere in una Regione come la Campania e nel mezzogiorno d’Italia con le Camorre, le Mafie, le Ndranghete, le Sacre Corone Unite, non è facile, e diventa ancora più difficile nel momento in cui i terreni di scontro vengono inquinati dal quotidiano ricorso al sospetto, all’illazione, alla denigrazione e per questo brandire le mafie ogni qualvolta si intende dare un affondo, confondendo e mescolando i fatti fino poi a creare quel magma che non ci consente più di individuare le “verità vere” dalle altre, diventa il percorso quotidiano.

Alberigo Gambino

Alberigo Gambino

Intanto: attendiamo che emerga la Verità sul delitto Vassallo, e non le verità “infinite” e “plurime” rappresentate dalla Stampa; attendiamo si comprenda quali siano i coinvolgimenti tra politici corrotti, amministratori disonesti, funzionari infedeli, imprenditori senza scrupoli, che hanno determinato prima lo Scioglimento del Consiglio Comunale di Battipaglia e il Commissariamento prefettizio e poi il lungo Commissariamento Speciale del Commissariamento e cosa realmente sia accaduto e cosa sarebbe cambiato; non includendo in questo elenco semplificativo i lunghissimi processi in corso e semmai quelli fortunatamente conclusi, che hanno definitivamente prosciolto da ogni accusa un altro ex Sindaco, quello di Pagani, Alberico Gambino. Ma quanto costa? Quanto è costato? Quale è stato il danno? Chi ci ha rimesso e chi guadagnato? In tutto questo non sorge il dubbio che a guadagnarci è la o le Camorre? Non sorge il dubbio che talune circostanze siano favorevoli alla Camorra stessa cadendo nell’errore involontario di confondere le verità per allontanarci da quelle vere facendo continuare a fare i loro sporchi affari indisturbati? Interrogativi che non dovrebbero proprio emergere, purtroppo a noi viene a mente quell‘Al LUPO AL LUPO…….

……………  …  ……………

«È un anno difficilissimo quello che è stato per me il 2017, soprattutto per la nostra città: una richiesta di misura cautelare in carcere perché avrei fatto un accordo politico mafioso con un ragazzo laureato che faceva da tramite con il fratello appartenente al clan Loreto-Ridosso e lo scioglimento del comune per infiltrazioni malavitose.

Senza polemica, per la fiducia che nutro nelle Istituzioni e nella Magistratura, dopo una indagine iniziata nel 2012 grazie ad un collaboratore di giustizia che parla per riferite persone, di un noto imprenditore compare e Presidente e per le dichiarazioni di oppositori, un tempo determinanti per il mio arresto e per lo stesso scioglimento e oggi indagati, invece, per gli stessi reati, si arriva a sostenere che Aliberti vince le sue campagne elettorali grazie ai voti dei camorristi e per questo va arrestato e il comune di Scafati sciolto.

Pasquale Aliberti-Foto-Politicademente

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Alcune settimane fa si scopre, grazie ad una attenta indagine della Magistratura, che in una relazione tecnica di 100 pagine, mai vista, sfuggita a molti, ai cellulari e al computer dei soggetti con cui avrei fatto il patto camorristico, ci sono una serie di messaggi sulla mia persona, tutti nella stessa direzione.

“Chi ce lo può presentare? È un tipo strano, mica è amico mio o tuo che posso chiedergli di andare a prendere un caffè? Lo capisce anche un cieco che non vuole essere amico mio”. Questo subito dopo le elezioni del 2013. Non solo, anche una mail del giovane laureato che non mi viene mai recapitata in cui lo stesso scrive “….come posso superare il muro del pregiudizio che certamente non è contro la mia persona”. Questo nel 2015.

Un sindaco che incontra tutti, conosce una città intera ha posto un pregiudizio? Addirittura è fatto matematico: non li ha mai incontrati prima della campagna elettorale? Allora come e con chi ha fatto il patto di cui per sentito dire parla il collaboratore di giustizia, il compare dei “giuvinotti” o gli oppositori oggi indagati?

Un patto politico mafioso? In cambio di cosa? Pure il collaboratore di giustizia è chiaro in questo “….non ci ha dato niente, proprio niente, ci ha solo sfruttato” e ancora al giovane laureato ha detto “…un giorno potrai candidarti ma dovrai prendere le distanze e sconfessare pubblicamente la tua famiglia”.

Davvero avrei detto questo, davvero non avrei mai incontrato o avuto rapporti di amicizia con neppure familiari del clan, davvero avrei creato “il muro del pregiudizio..”, davvero avrei acquisito in proprietà un abuso, arrecando un danno al braccio destro di Franchino Matrone detto ‘a belva per 300 mila euro? Davvero sono lo stesso che per questi fatti e perché ritenuto dalla Procura uomo pericoloso, perché scrivo su fb, nonostante tutto continuo a scrivere?sindaco-aliberti_03

Forse hanno ragione loro, i camorristi non sono loro altri, il vero clan, come dice il collaboratore di giustizia sono io, anzi no, un camorrista vero, uno che ha sempre sparato e picchiato con la forza della verità, con le parole con il ragionamento, per sete di giustizia e di pura e sana incoscienza. È per questo che il 23 gennaio la Cassazione dovrà decidere se un soggetto come me, pericoloso per se, per i Loreto, i Matrone o i Ridosso, non sia opportuno portarlo in CARCERE. È la legge di questo paese che amo e che si chiama Italia.

Dimenticavo: il Comune che fine ha fatto? Tutto procede al meglio, si lavora, leggi alla mano per il ripristino della legalità. Si cerca di fare il meglio per ripristinare gli atti osceni o condizionati dalla camorra da cui mi sarei fatto condizionare.

A partire dalle imprese funebri, legate alla camorra che avrei avvantaggiato non facendo pagare loro i manifesti? Davvero?: mi ha chiesto un amico. “Guarda che non hanno mai pagato e ancora oggi fanno finta di pagare. Anzi, sai cosa ti dico: sono stati autorizzati anche dalla commissione straordinaria, attraverso il dirigente ad avere gli atti autorizzativi che erano scaduti”. Senza il certificato antimafia, ma guarda che è scritto nello scioglimento che sono camorristi? ….ma, forse c’è qualche legge dello Stato a rilasciare autorizzazioni anche a chi ci hanno detto essere legati alla camorra: questione di pura ignoranza la mia.

Così come l’impresa che non aveva neppure fatto un euro di lavoro nella ex Alcatel e il cui titolare era stato arrestato più di 3 anni dopo l’appalto. Avrà la Commissione sicuramente rescisso il contratto? No, assolutamente, non poteva farlo. Hanno nominato solo componenti di CdA nelle partecipate, revisori, nomine di segretarie comunali, una decina di professionisti tra Nucleo e Controllo di gestione, Sovraordinati e alti Funzionari dello Stato. Persone perbene e integerrime tranne qualcuno che sono stati costretti a cacciare: troppo evidente. Uno indagato con richiesta di arresto e un altro componente di una giunta e avvocato di fiducia di una serie di comuni sciolti per camorra.

“Si ma nel decreto del ministro si parlava anche che tu avessi fatto le visite mediche ai dipendenti delle imprese funebri camorristiche autorizzate dallo Stato”. Ho dovuto spiegare che vi era stato un errore e che una ditta di giocattoli era stata scambiata per una pompa funebre. Un errore può capitare, sicuramente non voluto.

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“E sugli abusi edilizi? – Ho letto anche questo nello scioglimento. – Non hanno abbattuto case?”. Sicuramente non ho visto abbattere le abitazioni di coloro che con le loro denunce hanno smascherato SARASTRA, il paradiso fiscale di cui ero a capo ma, anzi, mi dicono molti amici avvocati “…da quando non ci sei tu a sindaco funziona meglio. Il comune neppure si costituisce nelle cause per gli abusi edilizi. Andiamo lisci come l’olio”.

“E cosa è accaduto con il dissesto? Parlavano del Mef, della relazione che ne dichiarava la scomparsa del comune?”. Si saranno impressionati sicuramente perché anche in questo caso ho letto dalle loro delibere che nel 2016 eravamo rientrati anche dal deficit strutturale cosa che ha consentito di riassumere anche i dipendenti a tempo determinato. “… e i CASALESI?”. Le uniche cose che mi sono arrivate da Casal di Principe, negli anni scorsi e anche quest’anno è il “roccobaba’”, una specialità che, nonostante tutto, ho continuato a mangiare, pur pensando più volte che ci si può sempre sbagliare, proprio come la fabbrica di giocattoli.

Resta il dramma, la violenza, le ferite sanguinanti ma anche la forza della verità delle miriadi di carte che serviranno a chiarire alla magistratura le imputazioni e a far capire ai miei nemici che la giustizia è una cosa seria, che non può essere utilizzata per abbattere l’avversario politico perché rischia di lasciare per strada tanti morti, tanti cadaveri che non meritavano neppure di essere sfiorati per la loro estraneità.

Ma la vita è anche questa ed ognuno prova a viverla con i sentimenti che si porta nel cuore e soprattutto con quella passione che ho imparato a coltivare fin da piccolo e che ogni giorno provo ad insegnare ai miei figli da…..vero capo clan, naturalmente».

Scafati, 2 gennaio 2018

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  1. farina del sacco di martino

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