Lettera di scuse di Cecilia Francese al fratello di Giancarlo Siani

La Sindaca di Battipaglia scrive una Lettera aperta al dottor Paolo Siani gratello di Giancarlo Vittima di Camorra e chiede scusa.

La Sindaca Francese le scuse non deve chiederle ai familiari ma a noi. Se la memoria è un valore per esercitarla non c’è bisogno dei familiari per tenerla viva e non si ha bisogno degli effetti speciali perchè sia portatrice della cultura della legalità, figuriamoci se si ha bisogno di tutti i nanetti che ci girano intorno, ma solo del rispettoso e discreto ricordo.

Comune di Battipaglia

Comune di Battipaglia

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la Lettera aperta che la Sindaca di Battipaglia Cecilia Francese ha scritto al dott Paolo Siani, fratello del compianto Giancarlo Siani, giovane cronista de IL MATTINO, barbaramente assassinato dalla Camorra. Lettera in chiarimento a seguito di alcuni passaggi erroneamente rappresentati e malamente interpretati circa l’intitolazione di uno spazio nel plesso della Scuola Fiorentino di Battipaglia dedicato al giovane Giancarlo.

«Egregio dott. Siani, Voglio scusarmi con lei per un errore, per quanto involontario, che le ha suscitato amarezza avendo toccato il ricordo vivido di suo fratello Giancarlo, ucciso dai sicari della camorra per la sua attività di indagine sugli affari e gli intrecci di una delle più feroci organizzazioni criminali presenti sul territorio nazionale.

Errore che ha determinato la presa di posizione anche da parte della FNSI, della SUGC e di esponenti del mondo della cultura e non solo e che attiene al fatto di non aver visionato, al fine di verificarne la correttezza, all’atto della firma, il verbale  della commissione toponomastica del Comune di Battipaglia del 15/3/2018, allegato alla delibera di Giunta Comunale n° 69 del 9/4/2018 avente ad oggetto: Intitolazione strada di nuova realizzazione “Viale della Previdenza“.

Cecilia Francese-Sindaco di Battipaglia-insediamento

Cecilia Francese-Sindaco di Battipaglia-insediamento

In realtà la Commissione Toponomastica, composta da ex Sindaci della città, figure di comprovata stima nella cittadinanza anche per la loro riconosciuta attenzione verso le questioni della legalità  e del contrasto al malaffare, era stata convocata innanzitutto per la necessità di accelerare i tempi di intitolazione della strada di nuova realizzazione dove si stanno ultimando i lavori di una struttura destinata a ospitare gli uffici dell’INPS per consentirne la identificazione ai fini degli allacci di alcuni servizi, ed infatti la successiva delibera di Giunta solo di questo parla.

Tuttavia in quella sede si ritenne di affrontare anche la questione dell’elencazione degli ex sindaci deceduti a cui dare riconoscimento in sede di intitolazioni, e di visionare alcune proposte di intitolazioni nel frattempo pervenute all’attenzione della Commissione.

Di queste alcune si decise di rinviarle in quanto alcuni membri della commissione si erano allontanati o dovevano allontanarsi.

Fra queste ultime la proposta del dirigente scolastico dell’Istituto Fiorentino finalizzata alla intitolazione di ambienti di quella scuola a Suo fratello Giancarlo, la proposta del dirigente della scuola Fiorentino, per altro, diversamente da quanto erroneamente riportato nel verbale, è stato l’ultimo argomento richiamato ai fini del rinvio.

In effetti, la Commissione, non ha discusso di quella intitolazione, né ha espresso un parere, tantomeno un parere negativo si è limitata, per i motivi detti, a rinviare l’argomento.

Erroneamente il verbale redatto, riporta un parere che la Commissione non ha mai espresso.

Cosa che ho cercato di spiegare con immediatezza alla stampa locale non appena mi è stato evidenziato, in sede di pubblicazione della delibera cui il verbale è allegato, la erroneità di quanto in esso riportato, e che la sottoscritta, convinta della fedele riproduzione di quanto deciso in commissione, ha firmato senza provvedere a rileggerlo.

Ovviamente di quanto sopra rimangono buoni testimoni gli ex Sindaci presenti a quella riunione:

  • Avv. Enrico Giovine;
  • Dott. Enrico Garofano;
  • Dott. Bruno Mastrangelo.

Questi i fatti, né più né meno.

Rimane il mio errore, del quale mi assumo per intero la responsabilità, dettato dalla mole di impegni, dalla fretta con cui a volte si lavora e dalla convinzione che quel verbale riportasse pedissequamente ed esattamente quanto deciso in sede di commissione, argomenti che conoscevo avendo partecipato alla seduta, di non aver partecipato alla seduta, di non avere letto in sede di firma il contenuto di quanto vi era stato riportato dalla tranquillità di quanto discusso in Commissione, avendovi partecipato, di non avere letto in sede di firma il contenuto del verbale.

Di questo pertanto le chiedo scusa, assolvendo anche i membri della Commissione che del resto quel verbale non avevano ancora firmato, ma che comunque sono estremamente dispiaciuti per quanto avvenuto.

Davvero deprimente, invece, il tentativo di alcuni personaggi della politica battipagliese di utilizzare questo mio involontario errore, per cimentarsi in ulteriore puntata della dissacrazione della Amministrazione Comunale da me guidata.

I quali pure dovrebbero ben conoscere i “panni” politici e culturali che la sottoscritta veste, e che avevano già avuto modo di leggere la nota stampa di riconoscimento dell’involontario errore, pubblicata sui giornali locali.giancarlosiani

Ma tant’è. Questo è il livello cui questi personaggi da tastiera, da tempo, tentano di portare il confronto politico.

Ho adottato da tempo una scelta culturale: lasciarli macerare nel loro livore rancoroso ed inconcludente, preferendo concentrarmi sul governo della città (che mentre veniva devastata li ha visti indifferenti se non addirittura artefici). Senza avere timore di riconoscere i miei errori, laddove dovessi commetterne, anche se in buona fede come nel caso specifico, e sempre pronta a fare autocritica.

Non mi è mai appartenuta la cultura della “infallibilità”, di cui invece molti personaggi da tastiera locali fanno ampio sfoggio, senza avere né la forza né il coraggio culturale di porsi il problema del perché del loro fallimento politico sul piano locale o nazionale.

In ogni caso volevo rassicurarla che sarà mia cura:

  1. provvedere alla corretta riscrittura del verbale della seduta della Commissione Toponomastica, nei termini in cui essa si è svolta acquisendo le firme dei partecipanti
  2. provvedere a riscrivere la delibera di Giunta Comunale 69/2018 per fare in modo che ad essa sia allegato il verbale “fedele” della seduta della commissione
  3. provvedere ad una immediata convocazione di una nuova seduta della commissione per acquisirne il parere sulla proposta di intitolazione avanzata dall’Istituto Scolastico Fiorentino
  4. di provvedere in tempi strettissimi a sottoporre la proposta alla Giunta Comunale per la rapida approvazione
  5. già da adesso, anzi, colgo l’occasione per invitarla chiedendo al dirigente scolastico di condividere questa iniziativa ad essere fra di noi, il giorno della ufficializzazione dell’intitolazione degli ambienti scolastici dell’Istituto Fiorentino alla memoria di suo fratello Giancarlo e chiederemo anche ad esponenti del sindacato dei giornalisti di volere condividere con noi quella giornata.

La ringrazio per l’attenzione

Cecilia Francese

………………….  …  ………………….

Non andrebbe aggiunto nulla, ma una breve considerazione rispetto a questa vicenda è comunque opportuna anche perché POLITICAdeMENTE, e volutamente, non ne ha commentato e scritto nulla, ritenendo che la vicenda, per quanto nei suoi vari passaggi sia stata oggetto di cattive interpretazioni, delle quali la Sindaca Francese nella sua accorata quanto rispettosa missiva ha chiarito e se ne è accollata ogni responsabilità, non fosse da alimentarsi. Rincorrere a tutti i costi una notizia spesso porta solo ad alimentare confusioni e aggiungere acqua al fuoco si finisce solo per alimentare le fiamme, fiamme che dalle nostre parti, in Campania e nel Sud in generale hanno fatto danni irreparabili se si pensa alla pericolosa e più insopportabile presenze della Camorra, e delle Camorre.

Questa storia poi tocca la memoria, e aggiungendo ad essa il valore della memoria del significato che gli si attribuisce, si comprende come sia delicato ogni percorso che si intraprende nell’esercitarne il ricordo. Giancarlo Siani è il simbolo di quella lotta infinita che lo Stato ha ingaggiato contro la Camorra e le Camorre e perché la memoria stessa possa essere oltre che un valore, un esercizio rafforzativo della cultura della legalità, è opportuno che nessuno eserciti azioni di disturbo, allo scopo di evitare diventi un esercizio ripetitivo e sterile e nella “distratta” continuità banale.

Marcello-Torre-Sindaco-Gentile

Marcello-Torre-Sindaco-Gentile

Purtroppo talvolta alcune temi vengono pericolosamente trattati da persone che oltre a non avere le opportune competenze specifiche, non hanno la giusta sensibilità per affrontarli e le conseguenze tendono solo ad indebolire la cultura della legalità, i ricordi, e quella memoria che è portatrice di valori innegoziabili.

Purtroppo ancora, spesso il ricordo viene alimentato dai familiari delle vittime i quali avvertendo semmai il “calo di attenzione” e con la loro presenza e i loro interventi contribuiscono a tener vivo il ricordo dei loro familiari nella fattispecie vittime di camorra o di mafia. In effetti, pensando a questa circostanza è giusto rilevare come spesso si è patrigni e matrigni, rispetto al ricordo, alla memoria e al suo valore culturale, e spiace ricordare come tutti siamo responsabili verso altre vittime della Camorra e come questo mortifica quelle vittime.

Il caso di Marcello Torre, l’ex Sindaco di Pagani, il Sindaco gentile, anch’egli ucciso dalla Camorra è uno di questi, e purtroppo a causa della presenza discreta e silenziosa dei suoi familiari, non riceve alla pari di altre vittime la stessa attenzione istituzionale e sociale: “ci vuole fortuna anche ad essere ammazzati dalla Camorra“;  viene voglia di dire se si ricorda come finì male il tentativo di intitolargli una Piazza a Pagani. Forse a Torre, Sindaco democristiano non si può riconoscergli lo “status” di vittima della Camorra perché appartenente ad un Partito su cui oggi più che ieri tutti vorrebbero seppellirlo sotto una coltre di pietre per ergerci sopra le nuove ed insulse rappresentanze politiche ed istituzionali? O forse perché è scomodo ammettere che alcune memorie sono mantenute “vive” solo per la “insistenza” dei loro familiari? L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo ricordando come oggi non si sa come giustificare la chiusura delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Salerno, per un omicidio del quale non si conosce ancora oggi la matrice, ma che per volontà “procurale” compice la stampa “accreditata” è stata attribuita alla Camorra, e a seguito della quale si è suscitato la rabbia dei parenti e della opinione pubblica sia per la sconfitta delle Istituzioni e sia per non aver saputo dare una risoluzione a quel caso.

Chiudere quelle indagini significa correre il rischio di attribuire un punto a favore della Camorra facendo aleggiare il pricipio inquietante di una opprimente impunità rispetto un delitto commesso se è stato commesso dalla camorra. Grave che oggi questo dubbio sia emerso e grave ogni decisione che si andrebbe a prendere con una chiusura di indagini che oggi conclama solo la debolezza dello Stato e una grande responsabilità delle Istituzioni preposte a combattere questi fenomeni.

Ritornando a Siani, quelle scuse la Sindaca Francese non deve chiederle ai familiari ma a noi. Se la memoria è un valore per esercitarla non c’è bisogno dei familiari per tenerla viva e non si ha bisogno degli effetti speciali perchè sia portatrice della cultura della legalità, figuriamoci se si ha bisogno di tutti questi nanetti che ci girano intorno, ma solo del rispettoso e discreto ricordo.

Battipaglia, 3 maggio 2018

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