Pasquale Aliberti e la “condanna” della sua ombra

Lettera dell’ex Sindaco di Scafati Aliberti: «Io e la mia ombra condannati alla “damnatio memoria”»

Aliberti si sente braccato, violato anche nella sua intimità fino a fargli dire: «La mia #ombra le vostre paure: Tranquilli vi giudicherà un #POPOLO. #TREMATEarrivaILpopoloSOVRANO»

Pasquale Aliberti-foto POLITICAdeMENTE-repertorio

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SCAFATI – Riceviamo e pubblichiamo la lettera pervenutaci dall’ex Sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Una lettera sofferta e significativa al tempo stesso dello stato d’animo in cui egli versa. E sofferta è stata anche la decisione di pubblicarla, innanzitutto sperando non gli crei nessun altro problema oltre quelli che già sta vivendo nel processo che lo vede coinvolto.

POLITICAdeMENTE è un sito libero ed è un sito che notoriamente non comunica cronaca ordinaria, né tantomeno cronaca nera o giudiziaria essendo specialistico, per volontà del suo animatore, nella trattazione di avvenimenti che riguardano la Politica, e in quell’ambito fornisce la cronaca, i suoi commenti, le sue osservazioni, le sue critiche, e soprattutto le sue opinioni, aggiungendovi cultura e divulgazione di convegnistia, tuttavia alcune volte, come in questo caso, “devia” e ritiene di ospitare anche frammenti di quella informazione che si definisce “cronaca giudiziaria“.

La “Cronaca giudiziaria”, quella che purtroppo nel nostro Paese non rappresenta una informazione ma un “processo parallelo” e purtroppo rappresenta anzi tempo una “codanna mediatica” che nemmeno la eventuale condanna e/o l’assoluzione definitiva riesce a soppiantarla, lasciandola alla “post verità“, una verità, appunto, postuma ma che fatica ad affermarsi dal momento che, nell’immaginario collettivo, la condanna mediatica di quel processo parallelo è già avvenuta.

E pensando alle “post verità” ci viene in mente anche quelle verità che non sono mai giunte agli onori della cronaca e della loro fine processuale. Verità o desideri di verità che la società civile, quella che silenziosamente vive, lavora e contribuisce, nonostante tutti i ritardi e le storture, alla crescita del Paese vorrebbe, e quando non arrivano si inquieta. E a proposito ci vengono in mente alcune di quelle storie di cui le verità non sono arrivate, sebbene si siano svolti e con truculenza i processi più mediatici che Giudiziari, come nel caso: dello scioglimento per infiltrazione camorristica del Consiglio Comunale di Battipaglia ed il suo Commissariamento ordinario e speciale per tre anni; E ancor prima del caso di Pagani e delle traversie che coinvolsero il suo ex Sindaco; E prima ancora dell’assassinio del Sindaco di Pollica Angelo Vassallo; Tre casi che hanno segnato il passo di una “regressione” civile, atteso che, solo il caso di Pagani si è concluso positivamente con un giusto processo per Alberico Gambino al quale facciamo i nostri più sinceri auguri per il prosieguo della sua affermazione politica da uomo libero e riabilitato nel suo onore.

Per gli altri due casi si attende che per Vassallo si chiudano le indagini senza aver individuato il colpevole, i colpevoli e i mandanti, se quell’omicidio sia stato “ordinato” da chicchessia. Si ricorderá l’immediata attribuzione alla Camorra e i successivi prosiegui delle indagini che giunsero, dopo anni, alla dragatura dei fondali marini e conseguentemente all’elevazione a simbolo del povero Vassallo vittima di camorra. Per carità la società ha bisogno di eroi, di leggende, di miti, ma ha bisogno anche di verità perché quegli eroi siano veri e punti di riferimenti solidi. Intanto Vassallo è stato ucciso e non sappiamo chi è stato e se veramente è stata la camorra, la conclusione delle indagini senza un movente e un colpevole rappresenta una sconfitta e un regalo alla camorra stessa, facendo passare il messaggio che nulla si può fare contro le organizzazioni malavitose. È questo che vogliamo?

L’altro caso in esame: Quello di Battipaglia; È mai possibile che dopo anni di Commissariamento per lo scioglimento del Consiglio Comunale a seguito di infiltrazioni camorristiche, e l’insediamento di una  Commissione Speciale di Accesso agli atti, al momento non vi è nessun capo di imputazione a carico di chicchessia e non sappiamo chi sono i Camorristi, chi i politici, chi gli Amministratori e chi i funzionari infedeli che in combutta tra di loro e insieme alla camorra hanno determinato lo Scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche? Anche in questo caso sembrerebbe passi il messaggio che la camorra è impunità ed è talmente forte che non si riesce a punirla. È questo che vogliamo? NO. NO. NO.

Certo che “NO”. sebbene in entrambi i casi la camorra potrebbe non essere coinvolta, va detto che la Camorra esiste e come, e quando si grida a sproposito: “al Lupo al Lupo”; succede che quando il Lupo veramente c’è nessuno ci crede e il Lupo fa i cazzi suoi indisturbato e si sbrana il mondo onesto e nessuno se ne accorge se non ritrovando le orme dei pochi resti, ed ecco perché, senza entrare negli atti del processo che riguardano Aliberti e senza esprimere nessun giudizio si ritiengono interessanti i suoi sfoghi. Ovviamente come animatore del sito POLITICAdeMENTE, come uomo libero e che ha vissuto la sua vita nell’onesta’ e nell’affermazione più assoluta del valore dell’onestà, fa specie che un Processo, per quanto complicato e vasto, atteso il contesto e il numero delle persone che a vario titolo coinvolge, dura cosí tanto. In ogni caso indipendentemente dalle complessità si deve garantire che le civiltà giuridiche non vengano meno, sia per i colpevoli e sia per gli innocenti. Noi, come società civile, abbiamo maledettamente bisogno di verità e vorremmo che i guardiani di queste civiltà ci facciano sentire al sicuro, protetti e vogliamo altresì che ci aiutino con certezza e brevita’ ad individuare chi sono i buoni e chi i cattivi. E vorremmo che il sospetto e le ombre dei sospetti non assumino la consistenza di prove, utili solo a confondere le verità vere, e tutto il tempo che passa serve solo a rendere sempre più sbiadite quelle verità. E Aliberti forse proprio per questo si sente “braccato” anche nella sua più recondito vita privata.

«Sapete, gli antichi #romani applicavano una condanna terribile a coloro che venivano qualificati come nemici di Roma o ai politici caduti in #disgrazia: la damnatio memoriae. Chi era colpito da questo provvedimento, in genere stabilito dai suoi #avversari politici, vedeva cancellata ogni traccia della sua persona, dai registri, dalle iscrizioni pubbliche, dalle targhe, da qualunque raffigurazione o statua, che veniva distrutta, addirittura non poteva trasmettere il suo nome all’interno della sua famiglia. Era quella che oggi chiamiamo #morte civile: come se non si fosse mai esistiti, pur essendo vivi.

Io sono stato #condannato, prima della fine del processo, alla damnatio memoriae, e finanche la mia ombra, l’ombra di un uomo a cui sono ridotto, sembra essere una #minaccia.

Non basta che sia stato in #carcere, da #incensurato, non basta che sia stato ai domiciliari, da incensurato, non basta il divieto di dimora, il divieto di esercitare la mia professione di #medico, il divieto di esprimere #opinioni, anche se sono ancora incensurato: non basta.

Il ricordo di me deve essere rimosso, il mio stesso nome.

Ebbene, provando a restare un uomo, con la dignità che non mi hanno ancora tolto, in attesa che la #giustizia faccia il suo corso, sorrido ad un pensiero: di me possono cancellare tutto, ma non le persone che con me hanno lavorato e condiviso un progetto, una #passione, il governo della citta. Anzi: le valorizzano….

Uno dei miei #dirigenti, da me chiamato intuitu personae, per la sua esperienza in Agroinvest, a dirigere un settore strategico del comune, sará forse il futuro sindaco, a capo della coalizione di quelli che vogliono la cancellazione della mia memoria dalla città.

Qualcosa di buono l’ho fatto….

O forse sarà futuro sindaco quello che è stato mio #vicesindaco, per un tratto importante della mia esperienza di governo della citta…. Qualcosa di buono l’ho fatto.

#Consiglieri della mia maggioranza, amministratori di partecipate da me #nominati, miei pubblici e privati estimatori, oggi si candidano nelle coalizioni che gridano all’uomo ombra e forse saranno il nuovo governo della cittá.

Qualcosa di buono l’ho fatto….

L’uomo #nero deve far paura, quello che fa affari da sempre a scapito della città, quello che si trova sempre dalla parte dei potenti, che si #arricchisce, che costruisce, che accumula.
Io sono solo un’ombra, é vero, l’ombra di me stesso. Attendo i giorni e le udienze del processo e la veritá: la politica è solo un ricordo, al momento molto #doloroso».

#TREMATEarrivaILpopoloSOVRANO

Scafati, 27 marzo 2019

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