Se La Sinistra piange la Destra non ride e l'Udc candida Bisogno

Nella confusione delle candidature spunta quella moderata di Peppino Bisogno

Il Partito di Rutelli fa adepti: Cicia smentisce categoricamente, Bello conferma, Marra porta sfiga.

Rutelli e Bello

Rutelli e Bello

EBOLI – Sembra che il PD abbia finalmente trovato l’unità interna, almeno per quanto riguarda il Candidato. Si va verso una riconferma del Sindaco Martino Melchionda. Una decisione tribolata e sofferta per alcuni che invece avrebbero voluto altro e magari arrivare fino al giorno prima della presentazione delle candidature e fare un blitz sostitutivo. Ma questa decisione non mette al riparo Melchionda dalle critiche, che gli stessi suoi compagni di partito gli rivolgono, specie quelli che hanno amministrato e amministrano con lui, critiche che riguardano l’isolamento del PD rispetto al quadro politico originario, cioè quello che ha portato alla vittoria Melchionda stesso.

Un isolamento politico che il PD in un certo senso “subisce”, dal momento in cui due protagonisti delFU” centrosinistra, Massimo Cariello e Gerardo Rosania, senza chiedere la costituzione di un “tavolo” politico di discussione, si sono candidati a Sindaco ed entrambi hanno iniziato la loro campagna elettorale in solitudine, rifiutando anche l’offerta che il PD stesso aveva avanzato, di scegliere il candidato con lo strumento delle primarie di coalizione.

Molti attori politici della sinistra, interni ed esterni al PD speravano che non si arrivasse mai ad accettare la candidatura Melchionda e speravano altresì che il Sindaco e Cuomo non si sarebbero mai accordati, per poi in extremis poter cambiare cavallo. Questa nuova condizione politica ha spiazzato tutti e ha fatto si, che si registrasse con determinazione una presa d’atto politica, che ha sancito una volta per tutte, la fine del centrosinistra riaprendo una nuova stagione, che vede la sinistra in generale orientata verso nuovi assetti, sicuramente diversi da quelli fino ad ora conosciuti.

Nella sinistra in generale c’è: una sinistra estrema interpretata da Rosania che ripropone un modello già collaudato e che la portò a governare la Città per 9 anni; una sinistra “estrema” nel senso che non si capisce bene quali siano i suoi connotati che si richiama a Cariello, che ha subito messo da parte il simbolo, per abbracciare la bandiera del “tutto” civico; una sinistra moderata del PD che racchiude in se le esperienze dei DS e della Margherita ossia ex comuniste ed ex democristiane, con l’aggiunta dei contiani, che con i sistemi anch’essi collaudati, si masturbano eternamente in primarie, dibattiti senza fine, decisiani mai prese, tranelli sempre pronti, e non riesce a trovare mai un minimo di rapporti di coabitazione.

Intanto tra le indecisioni e prese di posizioni politiche, talvolta anche sguaiate, avanza una sorta di posizionamento politico che vede membri, anche autorevoli, della maggioranza e del PD in cerca di altri approdi: Cosimo Cicia, Francesco Bello, Arturo Marra, tre assessori di Melchionda che viaggerebbero verso il neo Partito di Rutelli Alleanza per l’Italia; Roberto De Cesare con i Liberaldemocratici e Gino Cioffi dei Socialisti, viaggiano verso Cariello.

Mentre Cosimo Cicia immediatamente bolla la notizia come – “Fantapolitica. Sto bene dove sto” -, Francesco Bello invece non solo non smentisce ma addirittura fa sapere di essere a buon punto verso l’avvicinamento a Rutelli – “Ho incontrato Francesco Rutelli e sono stato invitato per fine gennaio all’Assemblea Nazionale di API che si terrà alla Mostra d’Oltremare a Napoli. Vedremo…” -. In effetti l’assessore Bello è stato animatore insieme ai Consiglieri Giancarlo Sibona e Roberto De Cesare di quel “Cantiere di Centro”, uno spazio intermedio che si diceva moderato, che successivamente accolse, sia pure brevemente, altri Consiglieri come Nicola La Rocca e Paolo Polito, animatore, quest’ultimo, di decine di partiti, ora è coordinatore contestato dell’UDC e solo Dio sa per quanto tempo ancora ci rimarrà.

Francesco Bello è convinto fermamente che il PD non riesce a captare il voto moderato e che – “La politica, stabile e di prospettiva, non si possa fare prescindendo dai partiti e bisogna fare tutti uno sforzo per rafforzare i partiti, emarginando i personalismi e tornando alla politica, quella vera” -. Bello quindi oltre a conferma i suoi contatti, conferma anche quelli che ci sono stati tra l’Assessore Arturo Marra, il Consigliere Pasquale Lettera e il Partito di Rutelli. Contatti, che sono avvenuti attraverso l’ex Presidente della Giunta Regionale Andrea Losco e che stanno culminando in un percorso organico.

In effetti sia Bello che Marra e Lettera, intravedono in Alleanza per l’Italia, sicuramente un Partito moderato ma vedono anche la possibilità di fare una lista che sia di appoggio alla candidatura di Melchionda e che per loro sembra essere più competitiva rispetto al PD, e nello stesso tempo si “aggrappano” ad una sigla, che consente loro di potersi sedere ad un tavolo di trattative. L’unico problema che si stanno ponendo gli uomini di Rutelli, da Andrea Annunziata a Losco, è quello di Marra, pare che quando questi aderisce ad un partito o li arrestano, o falliscono o si sciolgono.

Giuseppe Bisogno

Giuseppe Bisogno

Mentre sembra tutto definito per Melchionda ecco che arriva il “fuoco amico”, quello di Salvatore Marisei, che evidentemente tradito nelle sue aspirazioni, si accorge dopo 5 anni che Melchionda non va e che non va nemmeno il Direttore Generale Gianfranco Masci. I “Patti di reciprocità” e qualche altra cosa sono stati i motivi delle divaricazioni. Ma queste prese di posizioni sono destinate ad andare avanti, infatti pare che Marisei sia più propenso ad appoggiare Cariello che Melchionda, così come negli ultimi tempi monta sempre più la protesta che fa capo a Damiano Capaccio, che in controtendenza con il suo leader De Luca, pare si sia avvicinato a Carmelo Conte.

Una estrema confusione che conferma l’inadeguatezza di alcuni ampi settori dei rappresentanti delle Istituzioni locali. Ma se il centrosinistra “piange” il centrodestra non “ride”, nel senso che pure da queste parti non si naviga in acque chete. Non vi è stata ancora una scrematura tra i candidati, nessuno vuole farsi indietro. Vito Busillo e Fausto Vecchio sono i più accreditati, ma Tonino La Manna non demorde e propone sempre Gaetano Aita, così come Cosimo Pio Di Benedetto ha costituito un comitato a sostegno della sua candidatura e stà preparando programmi e liste.

In tutta questa confusione, dai contestatori interni dell’UDC spunta il nome di Peppino Bisogno come candidato moderato espressione del Partito di Casini, in barba all’attuale coordinatore Paolo Polito che si era già sbilanciato nei confronti di Cariello.

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