Il Nuovo PSI chiede lo scioglimento del Consiglio e investe il Prefetto di Salerno

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente Comunicato Stampa del Nuovo PSI, a firma del Coordinatore Cittadini Cosimo Pio Di Benedetto, dai Consiglieri Comunali Massimo Cariello, Santo Venerando Fido, Ennio Ginetti, attraverso il quale si informa di aver presentato formale diffida al Prefetto di Salerno con la quale si chiede senza mezzi termini e argomentandone le motivazioni attraverso diversi esempi, lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Comune di Eboli

Oggetto: esposto avverso riequilibrio di bilancio ex art.194 TUEL 267/2000. Richiesta scioglimento consiglio comunale.

I sottoscritti Consiglieri NUOVO PSI- Coordinatore Nuovo PSI

Premesso

-che in violazione dell’art.193 TUEL 267/2000 il Comune di Eboli non ha provveduto al riequilibrio di bilancio per l’anno 2010 entro il 30.09.2010 e che di conseguenza e su esposto degli scriventi è stata adottata diffida ad adempiere della Prefettura di Salerno, protocollata in data 13.10.2010;

-che solo dopo tale diffida l’amministrazione finalmente si è preoccupata di tale adempimento , elaborando il relativo documento contabile che ha portato a conoscenza dei consiglieri comunali solo dopo il 20.10.2010, con fissazione di Consiglio comunale per il 29.10.2010;

-che da tale proposta di delibera si evince che :

1)ai sensi e per gli effetti dell’art.194 Dlgs 267/2000 lettera “a” (sentenze esecutive ) si propone di riconoscere la legittimità di debiti per un importo di euro 4.164.727,49  , area sviluppo del territorio cui vanno aggiunti euro 33.793,42 settore polizia municipale ;

2)ai sensi e per gli effetti del suindicato articolo ma lettera “e” (spese in violazione art.191 testo unico enti locali) si propone di riconoscere la legittimità di debiti per euro 60.541,62  area sviluppo del territorio cui vanno aggiunti euro 8.796, 13 settore avvocatura .

Per un totale di euro 4.267.858,66;

-che sempre in tale proposta si rende noto che per quanto attiene la sentenza del Consiglio di Stato n..6682 l’ente sarebbe stato condannato per un importo pari ad euro 1.800.000,00 da pagare in numero tre rate di euro 600 mila cadauna  mentre per quanto attiene l’atto di precetto (prot.) n.25375 del 21.06.2010 per lodo arbitrale del 07.10.2008 sarebbe stato proposto (non si comprende se vi sia stata accettazione) con una lettera  (mai consegnata  ai consiglieri)  prot.n.38092 un piano di rateizzo in tre anni del seguente tenore : euro 190.293,65 nel 2010 euro 1 milione nel 2011 euro 1 milione nel 2012

Tanto premesso si espone

Premesso che per dottrina e giurisprudenza  costante il debito fuori bilancio viene considerato quale obbligazione pecuniaria riferibile all’ente , assunta in violazione delle norme della contabilità pubblica che riguardano la fase della spesa  ed in particolare di quelle che disciplinano l’assunzione degli impegni di spesa , per cui si fa riferimento a fattispecie non considerata negli indirizzi programmatici e nelle autorizzazioni di bilancio approvate dal Consiglio Comunale , sia a livello annuale , sia pluriennale .Con una precisazione che riguarda l’acquisizione di beni e servizi in violazione della disciplina normativa che sostanziano un rapporto obbligatorio tra il fornitore e l’amministratore che ha consentito tale fornitura , con una misura da intendersi come eccezionale, data dal riconoscimento di tale debito da parte del Comune che se ne assume il peso .

In caso di sentenza esecutiva al fine di evitare  il verificarsi di conseguenze dannose per l’Ente per il mancato pagamento nei termini previsti decorrenti dalla notifica del titolo esecutivo , la convocazione del Consiglio Comunale per l’adozione delle misure di riequilibrio deve essere disposta immediatamente e in ogni caso in tempo utile per effettuare il pagamento nei termini di legge ed evitare  maturazione di oneri ulteriori a carico del bilancio dell’Ente .

Dopo aver fatto tale premessa bisogna soffermarsi sulla natura dei debiti fuori bilancio di cui alla proposta di deliberazione ed in particolare :

Lettera “A”

1)Appare quantomeno da verificare  la modalità di riconoscimento e di pagamento del precetto su lodo arbitrale del 07.10.2008 , in quanto tale lodo , equiparabile a sentenza esecutiva era noto al Comune di Eboli, sin dall’ottobre 2008 , con una statuizione finale in ordine a ai compensi per gli arbitri resa dal Tribunale di Roma , giusta ordinanza del 08.01.2010 .Quindi ne scaturiva un precetto del 21.06.2010.

Orbene allo stato non è dato ci comprendere il motivo per cui quanto scaturito dal lodo già nel 2008 non sia mai stato portato in precedenza in bilancio e per quale motivo si sia aspettato per far ciò l’atto di precetto , con consequenziale  maturare di interessi e spese legali , per l’importo di cui agli atti .

2)Quanto alla determinazione del Consiglio di Stato Aracne –GIN ancora una volta non si comprende per quale motivo pur essendo stata determinata con riferimento al 2009 la cifra dovuta , su offerta dello stesso Comune di Eboli , solo oggi sia stata messa in

3)In terzo luogo occorre rilevare che quasi tutte le sentenze esecutive , lo erano gà prima del 2010 e comunque prima dell’approvazione del bilancio di previsione anno 2010, con aggravi di spese per competenze di precetto ed interessi Precetti ed interessi da riconoscersi come debiti fuori bilancio.

Lettera “E”

1)I lavori eseguiti , in assenza di impegno di spesa , da corrispondere alle ditte Due C Costruzioni srl e Matera sas  sono stati ordinati (senza impegno di spesa ) sin dal 2008  e seppur fossero ben noti sin da tale anno non venivano  inseriti in bilancio , in quanto non vi erano fondi .

2)Le parcelle riconosciute a tre legali, in assenza di impegno di spesa (fatto gravissimo)al momento dell’incarico sono note all’amministrazione dal 2008.

Infine vi è da rilevare che allo stato risulterebbe notificata sentenza n.625/2010 resa dalla Corte di Appello di Salerno ed in cui è stato ordinato al  Comune  di Eboli il versamento di circa tre milioni di euro .Di tale esborso in riequilibrio non vi è alcuna traccia

Da quanto detto sopra emerge che l’amministrazione comunale di Eboli, non solo non è in condizione di far quadrare i bilanci ma addirittura a seconda delle proprie e presunte risorse decide se un esborso vada inquadrato come debito fuori bilancio o inserito e riconosciuto  regolarmente in bilancio previsionale, creando per l’Ente  aggravi di spesa nonché perdita di immagine .Inoltre fatto ancor più grave con il ricorso discrezionale alla fattispecie di cui alla lettera “e”dell’art.194 TUEL si crea un  gravissimo precedente, per cui il Sindaco, in assenza di impegni di spesa e di fondi si permette di ordinare servizi a seconda delle proprie idee, in contrasto con quanto stabilito dai principi in materia di contabilità .

La immotivata , ad oggi, assenza di minima considerazione della sentenza n.625/10 della Corte di Appello, infine, rende l’idea di una amministrazione poco attenta alle spese e alle loro contabilizzazioni e coperture .

Pertanto è evidente  che nell’ultimo anno  il bilancio di previsione e lo stesso riequilibrio siano stati resi in violazione  dei principi in materia di contabilità e siano poco attendibili ed affidabili .

Di conseguenza

Si chiede

Alla S.V. Ill.ma di procedere a verifica di detto bilancio e verificati i presupposti di sciogliere il Consiglio Comunale , determinando anche le responsabilità patrimoniali di chi ha amministrato. >

Questa è parte del documento elaborato e presentato dal Nuovo Psi di Eboli agli organismi competenti. Non potevamo restare in silenzio a guardare l’ennesima azione superficiale messa in campo dall’amministrazione Melchionda. La legge è legge e va rispettata. I cittadini sono sovrani è a loro vanno chiariti i passaggi di un riequilibrio fallimentare, in cui non c’è percezione di programmi attuati, nel quale le spese avvengono prima degli impegni. Non potevamo non mettere in guardia i consiglieri di maggioranza che si apprestano a votare il riequilibrio sui rischi che potrebbero correre nell’avallare una manovra quantomeno dubbia. La città ha bisogno di rilanciarsi, abbiamo bisogno di interventi seri e, soprattutto, di recuperare il rapporto tra cittadini e gestione tramite la trasparenza degli atti.

In ultima analisi: nel riequilibrio non c’è traccia di ricapitalizzazioni di società partecipate. Ci chiediamo: sono tutte in attivo o in pareggio? Non vorremmo trovarci con brutte sorprese di qui a poco.

Nuovo Psi Eboli
Il Coordinatore
Cosimo Pio Di Benedetto
Il Gruppo Consiliare
Massimo Cariello (Capogruppo)
Santo Venerando Fido
Ennio Ginetti

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