E la Carfagna fa tremare il Governo e Berlusconi: E’ guerra di potere

Invidia, competizione e potere alla base del fuoco incrociato sul Ministro Carfagna. All’orizzonte spunta l’asse Mussolini-Cosentino-Cirielli.

Mara Carfagna minaccia le dimissioni da Ministro e dal PdL e stana i suoi avversari. Ma nel PdL è “caccia all’untore”. E litiga con la Mussolini: a Napoli le chiamano “vajasse”.

Silvio Berlusconi Mara Carfagna

ROMA – Il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha rotto gli argini della pazienza e per stanare Silvio Berlusconi e costringerlo ad intervenire minaccia di dimettersi dal Governo, dal PdL e da Parlamentare.

Il problema o i problemi sono molteplici e la Carfagna negli ultimi mesi ha cacciato tutta la grinta per attirarsi tutta l’invidia dei colleghi, specie quelli della Campania, ha incominciato prima Edmondo Cirielli, poi Giancarlo Lehner e  il Consigliere Regionale Giovanni Fortunato, e poi Alessandra Mussolini ha praticato l’affondo definitivo.

Tutto è incominciato con le accuse di Edmondo Cirielli, il quale in una missiva, si spingeva anche oltre, lasciando intendere che Carfagna a Salerno, avrebbe già definito un accordo con Fli per un candidato alternativo a quello del Pdl. La lettera e i contenuti non sono affatto piaciuti al ministro delle Pari Opportunita’ che ha protestato prima con Denis Verdini, per ristabilire la verità dei fatti e poi con lo stesso premier Silvio Berlusconi per spiegargli la situazione, tanto che Verdini diffuse una nota nella quale non solo non si mette in dubbio la fedeltà del ministro al partito ma si “censurava” in qualche modo il comportamento ritenuto esagerato di Cirielli, invitandolo ad abbassare i toni.

Alla base della “crisi” sono stati soprattutto gli attacchi e i conflitti politici con il presidente della Provincia di Salerno Edomondo Cirielli e con il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino, alcune dure prese di posizione di alcuni deputati del Pdl, fra i quali Giancarlo Lehner, e le foto che le avrebbe scattato ieri in aula Alessandra Mussolini, che ritraevano la Carfagna che parlava con Bocchino. Tutti rimproverano alla Carfagna l’amicizia con Italo Bocchino, ma anche la vicenda del Termovalorizzatore di Salerno. L’accusa è quella di aver brigato per assegnarlo al Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro anziché alla Provincia di Salerno.

Il berlusconismo è veramente pericoloso, tanto pericoloso, che all’interno del PdL pur di guadagnare qualche gallone in più si “addenta” chiunque, nella speranza di dimostrare al capo di essere più aggressivi di chiunque altro, tanto che spesso si deve ricorrere a qualche freno o addirittura a qualche rimprovero come nel caso di Giorgio Straquadanio, per evitare di fare danni non richiesti, con la sua pagella dei Ministri.

Italo Bocchino Mara Carfagna

Ritornando al clima del “caccia all’untore”  e alle amicizie ritenute “pericolose”, qualche giorno fa il Corriere della Sera metteva in evidenza come la spaccatura all’interno del PdL e la fuoriuscita dei finiani, in molti casi non aveva minimamente scalfito il rapporto di amicizia che alcuni avevano tra loro, e che nessuna divaricazione politica avrebbe mai potuto mettere in discussione amicizie vere e consolidate. Ma questo non vale per la Carfagna.

Oltre tutto la Carfagna negli ultimi giorni aveva intensificato il suo distinguo nei confronti del Coordinatore Regionale del PdL Nicola Cosentino, alias Nick o’ merican’, come lo chiamano i pentiti di Casal di Pricipe, e il Ministro aveva anche detto senza mezzi termini che i suoi 58mila voti erano incompatibili con lo stesso Cosentino, invitandolo a trarne le conseguenze. Mara Carfagna è diventato un ostacolo.

Le stesse accuse sono arrivate anche dal Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, il quale a Rai Tre, parlando del Termovalorizzatore, ha dichiarato, ricordando le collusioni dei vari esponenti politici del PdL Cosentino in testa, che non consentirà mai che nella sua città entrino i “Casalesi”.

Una bella grana per Berlusconi che da Lisbona si è precipitato subito a telefonare alla Carfagna, per tranquillizzarla e rassicurandola, promettendole di risolvere tutto al suo rientro.

Mara Carfagna è il simbolo del potere berlusconiano, ma è anche la metamorfosi di una ragazza bella,  studiosa e di famiglia borghese, che dal mondo dello spettacolo è arrivata ad essere Ministro della Repubblica, senza nessun merito se non quello di essere bella e intelligente. Ma la Carfagna è divenuta subito un fiore all’occhiello, non appena ha indossato gli abiti sobri del Ministro, e con l’impegno che spesso le donne mettono nel lavoro è riuscita ad assolvere al suo ruolo con capacità ed ottimi risultati.

E di cosa l’accusano i suoi avversari? di essere amica di Bocchino. L’amicizia non ha niente a che vedere con i rapporti politici. Ognuno ha nelle sue frequentazioni rapporti “pericolosi”, ma questo non è il caso di Bocchino. E quindi non riuscendo a capire quale sia il pericolo la questione inscenata, come al solito alla piazzaiola di una Alessandra Mussolini vajassa, il comportamento che la Carfagna le attribuisce e che a Napoli è sono  solo delle vajasse, ha più il sapore della caccia all’untore. Una ragione, più verosimile di quell’amicizia, si può trovare solo nella gelosia e nell’invidia nei confronti di Mara Carfagna, che sta conquistando piazze politiche molto ambite da alcuni, che evidentemente vedono in lei un ostacolo, e non potendo riproporre Dossier falsi perché già usati con Caldoro, stanno usando l’arma della denigrazione per metterla fuori gioco.

Ma perché non si accusa Maurizio Sacconi di essere una quinta colonna dei finiani perché è amico di Pasquale Viespoli? Perchè non si accusa Melania Rizzoli che intrattiene un rapporto di buona amicizia con la finiana Flavia Perina? o ancora non si accusa il Ministro Paolo Romani di essere amico sincero con Adolfo Urso? Di amicizie ce ne sono altre, la stessa Mussolini ne avrà qualcuna fuori dal suo Partito  e mica per questo si è svenduto il suo? Di amicizia d’infanzia con Giovanni Citarella parlò anche Edmondo Cirielli, quando qualcuno voleva coinvolgerlo in alcune intercettazioni telefoniche che riguardavano il figlio del chiacchierato costruttore dell’Agro-nocerino-sarnese Citarella, ucciso in un agguato di camorra? In quella circostanza nessuno ha messo mai in dubbio la sua onestà.

E’ solo Mara Carfagna ad essere indicata come quarta colonna, forse perché è una donna? Forse perché ha pensato di combattere la Camorra, e forse perchè ha dichiarato la sua incompatibilità con Cosentino? Forse perché si profila una sua candidatura a Napoli e i poteri forti non la gradiscono? Forse perché Cirielli si sente isolato politicamente a Salerno e perché intorno alla Carfagna si sta raggruppando tutto il centro-destra tranne l’Associazione Principe Arechi?

La Carfagna ormai si è guadagnato una buona reputazione e ha cacciato anche una buona grinta, per questo ha ricevuto la solidarietà di tutti e tre i coordinatori Nazionali del PdL e di quasi tutti i Ministri, da Bondi alla Prestigiacomo, da Frattini alla Gelmini e pare, anche se per il momento solo telefonicamente, anche da Silvio Berlusconi. Chi vincerà questa partita la Carfagna o chi le ha sparato addosso per cercare spazi per il momento poco praticabili per la presenza ingombrante del Ministro delle Pari Opportunità?

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