Eboli: Notti da incubo in preda a vandali incendiari

Alcuni balordi nella notte mettono a ferro e fuoco il Viale Amendola.

Distrutta una libreria ambulante, dei cassonetti, l’ombrellone di un bar, un’insegna. Acciuffati i responsabili: sono minorenni. Si chiede più sicurezza da parte delle Forze dell’Ordine.

La Bancarella distrutta

EBOLI – Una notte da dimenticare per Riccardo Russomando, titolare della libreria ambulante sul Viale Amendola nei pressi della Chiesa di San Bartolomeo. Russomando, con gli occhi nel vuoto, a fianco di un mucchio di cenere che fino al giorno prima era la sua fonte di sostentamento, ascoltava inebetito Don Fernando Sparano che tentava di dargli conforto. Rispondeva meccanicamente alle domande che i passanti gli facevano.

Russomando è originario di Giffoni sei Casali e dal 1995, gestisce con la moglie la sua attività commerciale, anche se era ingombrante, sul Viale ormai era diventata un punto di incontro la sua bancarella. Ci si trovava di tutto, dai libri di cucina, alle enciclopedie, dai romanzi di narrativa a saggi storici, libri di testo scolastici e vocabolari, alcuni nuovi o usati che fossero erano tutti a prezzi abbordabili.

Don Fernando Sparano Riccardo Rossomando

Nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile dei balordi con un’azione vandalica hanno dato fuoco alla bancarella, ed  in poche decine di minuti sono andati in fiamme tutti i libri che c’erano all’interno. In pochi minuti hanno azzerato l’attività dell’ambulante Russomando. Nella stessa notte sempre sul Viale nei pressi della libreria Campanozzi, hanno dato fuoco ad un contenitore dell’immondizia. Nella stessa notte hanno incendiato anche un ombrellone del Bar Pigall, un poco più giù della bancarella distrutta. Mentre nella notte tra il 13 e il 14, alla fine del Viale, nei pressi della Rotatoria, prendeva fuoco l’insegna luminosa di Trendy Girl, un negozio di abbigliamento.

Nel frattempo si è sparsa la voce che i Carabinieri avevano acciuffato dei giovani che avrebbero  anche ammesso le loro colpe. Due minorenni e un 18enne, che hanno trasformato una notte in incubo. Giovinastri che in branco e per noia sarebbero capaci di fare qualsiasi cosa, così come hanno fatto per la Bancarella di Rossomando e guai a chi ci capita.

Questi episodi se si sommano ad altri che quotidianamente si sono verificati nella Città, si presenta un quadro veramente sconfortante. Agli episodi di vandalismo e di bullismo, si aggiungono le risse, i furti negli appartamenti, anche in pieno giorno, lo spaccio e la normale delinquenza, di cui la stampa locale ne ha dato ampio resoconto, tutti episodi che rappresentano una misura ormai colma.

A provarne le spese nei giorni scorsi furono i Consiglieri Massimo Cariello ed Ennio Ginetti, che si sono visti ripulire da ladri ignoti i loro appartamenti; sempre qualche giorno fa, un altro Consigliere, Salvatore Marisei, denunciò un atto di vandalismo ai danni dell’auto della moglie.

Per quanto mi riguarda io stesso ho avuto negli ultimi anni brutte esperienze: un furto nella mia abitazione, due auto rubate, un’aggressione in pieno giorno e oggettivamente, non è che mi sia sentito molto assistito o protetto in quelle circostanze.

Purtroppo in questa città, e specie nella notte, può succedere di tutto, e se talvolta non succede niente è solo un miracolo. Ci va fin troppo bene. Il problema della sicurezza è fondamentale e tutti gli indicatori ci dicono che i cittadini la pongono al primo posto addirittura prima del lavoro.

La delinquenze in generale, quella urbana, e la cronicità dei fatti criminali oltre che la “tolleranza” sugli eventi delinquenziali, hanno reso il fenomeno endemico e la delinquenza viene “accettata” come un fenomeno naturale, addirittura inevitabile, che fa paura, ma fatale.

La Bancarella distrutta

La sconfitta più cocente per le forze dell’ordine è quella di intervenire solo dopo che un atto delinquenziale è stato commesso, quello della società invece, è non aver saputo azionare tutti i meccanismi per prevenire qualsiasi fenomeno delinquenziale e criminale che sia.

A fronte di queste due verità si nota una carenza cronica di una politica della sicurezza e di strategie idonee per la tutela e la salvaguardia dell’ordine pubblico. Senza voler entrare nel merito organizzativo delle Forze dell’Ordine, si ha la percezione che il territorio non sia sufficientemente controllato e sorvegliato, sia di giorno che di notte, così come si avverte che la ferrea condizione legata all’orario di lavoro canonico, impedisce la presenza fisica nelle caserme in quegli orari che vanno oltre l’orario tradizionale 8,00-14,00.

Allo stesso modo riempire le città di telecamere, per esercitare la videosorveglianza, non garantisce affatto l’azione preventiva, semmai favorisce eventuali indagini, ma solo nel caso un fatto criminoso sia stato già commesso, così come anche un pronto intervento risulta essere sicuramente tempestivo, ma per niente efficace ai fini di evitare un delitto, una violenza, un furto, un’aggressione, un qualsiasi atto di delinquenza.

Nel caso della nostra Città, è evidente, che nelle ore pomeridiane ed in quelle notturne, non sia sufficientemente presidiata. Gli uomini e le unità impegnate, rispetto alla vastità del territorio, non garantiscono una copertura adeguata e questa condizione complica qualsiasi intervento urgente si debba mettere in atto.

E’ il caso che il Sindaco Melchionda si faccia carico di sollecitare  la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la sicurezza presieduta dal Prefetto di Salerno Sabatino Marchione perché si pensi a nuove strategie e nuovi interventi atti a fronteggiare il crescente fenomeno della delinquenza comune.

Tornando al fatto specifico dell’incendio della Bancarella, è evidente che in un attimo il sig. Rossomando ha visto svanire tutti i suoi sacrifici nelle fiamme dell’incendio, e questo è motivo di dispiacere, ma prendendo spunto dal disastro, sarebbe il caso di rivedere la concessione degli spazi pubblici in tutto il territorio. Il proliferare di decine di gazebo e/o baracche che occupano permanentemente spazi pubblici, semmai concessi in regime di occupazione provvisoria,  e per altro intralciano marciapiedi cittadini aree pubbliche.

Anche questo è un fenomeno distorto della “tolleranza”. E’ opportuno rientrare su tutti i fronti nella legalità.

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