SEL riscopre l’ISES. Dopo anni di silenzi, la struttura ora rischia la chiusura

L’I.S.E.S. come l’Elaion opera nel settore della riabilitazione in regime di convenzione, percependo rispettivamente (5  e  12 milioni di euro circa)*.

Sulla struttura incombe la perdita di 100 posti di lavoro e il rischio di chiusura. Lo stabile non è idoneo e pare sia in parte abusivo, non avrebbe la destinazione d’uso ne l’agibilità. Anni di silenzi e se ne parla solo adesso.

ISES

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente nota politica di Sinistra Ecologia e Libertà, che interviene per cercare di risolvere le problematiche relative Centro di riabilitazione ISES e tutte le questioni ad esso collegate. Sinistra Ecologia e Libertà interviene per cercare di affrontare tutte le tematiche relative all’ISES, organizzando un “Tavolo” tecnico-politico, per risolvere quelle che sono annose questioni, ma soprattutto per cercare si salvaguardare un centinaio di posti di lavoro, seriamente in pericolo nella ipotesi della chiusura del Centro.

“Dopo aver letto sui giornali locali – scive SEL nella sua nota politica – di un paventato rischio di chiusura del Centro ISES, derivante dal mancato rilascio di un certificato di agibilità della struttura da parte del Comune, Sinistra Ecologia e LIBERTA ha voluto incontrare amministratori e lavoratori del Centro, per meglio conoscere i problemi e portare, soprattutto a quest’ultimi, la propria solidarietà.

E’ una vicenda complessa – per Sinistra Ecologia e Libertà –  che, ancora una volta, si sarebbe potuta gestire in maniera più responsabile ed equilibrata da parte dell’Amministrazione Comunale, dal momento che, soprattutto nell’attuale crisi, la tutela di oltre 100 posti di lavoro deve necessariamente essere un obiettivo primario.

Gerardo Rosania

Proprio per questo noi di S.E.L. crediamo che sia il momento di affrontare in maniera complessiva la presenza di quella struttura riabilitativa nel nostro paese, superando non solo i problemi legati alla certificazione di agibilità, ma anche i limiti posti dalla sua stessa collocazione nel centro storico: la sua delocalizzazione nella zona ospedaliera (zona prevista nel piano regolatore), in località Acquarita, potrebbe rappresentare il rilancio di questa importante risorsa del paese.

Proprio lì, – riferisce la nota di SEL – secondo quanto dichiarato dal Comitato di gestione dell’ISES, in passato era stato già presentato un progetto di costruzione di un nuovo stabile. Il problema posto dall’Amministrazione Comunale sarebbe stata la mancanza del piano particolareggiato dell’area; ma quel Piano deve essere predisposto proprio dal Comune e potrebbe farlo in pochi mesi.

Ritenendo, quindi, – conclude la nota politica di SEL – urgente ridare serenità alle famiglie dei lavoratori e degli utenti dell’Istituto, S.E.L. ha presentato al Sindaco ed al presidente del Consiglio Comunale la richiesta di convocazione immediata di un tavolo tecnico-politico in cui lo staff tecnico-urbanistico del Comune, le forze politiche presenti in Consiglio, la stessa Amministrazione Comunale, in un confronto propositivo con la struttura riabilitativa ed i rappresentanti sindacali, NELLA MASSIMA TRASPARENZA, possano affrontare le tematiche attinenti all’ISES, ponendosi l’obiettivo di evitare la perdita di quel centro per il territorio di Eboli e verificando la possibilità di una rapida risoluzione della questione della delocalizzazione del Centro stesso, in coerenza col Piano Regolatore Generale, nella zona ospedaliera ivi prevista“.

E’ importante registrare la volontà di un Partito come Sinistra Ecologia e Libertà, che mosso da una emergenza occupazionale si adoperi per cercare una risoluzione, che dovrebbe mettere una pietra sopra a tutto quello che è stato fino ad oggi la vicenda dell’ISES ed iniziare d’accapo sostenedo e trovando, in uno, l’aspetto tecnico-amministrativo e quello concessorio-autorizzativo inquadrandolo in un “problema politico”.

E’ importante che ci sia SEL a cercare una soluzione e a proporre un “tavolo politico” anche perché il suo leader, oggi Consigliere Comunale, ieri era Consigliere Regionale e l’altro ieri era Sindaco per 9 lunghi anni di questa Città. E’ importante perché i problemi che soffre oggi l’ISES vengono da lontano e manco a dirlo, coinvolgono non solo questa Amministrazione guidata da Martino Melchionda, ma anche quella di Gerardo Rosania e quelle precedenti.

La nota politica di SEL elenca tutte le problematiche legate all’ISES, dalla sua localizzazione angusta alla sua mancanza di agibilità, dalla struttura del tutto inadeguata alla sua delocalizzazione. Ma tutte le attenzioni che necessariamente si devono dedicare oggi a quelle mancate di ieri, se vi fosse stata la giusta attenzione nei momenti giusti ci saremmo trovati a discutere di una eventuale chiusura di questo Centro?

Nella nostra Città vi sono diverse strutture che operano nel campo della riabilitazione di assistenza e di supporto alle persone diversamente abili, strutture che operano in regime di Convenzione, a seguito delle quali la Regione Campania sborsa milioni di euro, presupponendo che le stesse strutture sicuramente dovrebbero essere sottoposte a continui e ripetuti controlli di ogni specie e di ogni natura, includendo quelli tecnici, amministrativi, contabili, oltre quelli per i quali sono autorizzati e che riguardano i servizi che erogano.

Nella nostra Città svolgono le stesse funzioni Il Centro Elaion e l’ISES: il primo percepisce circa (12 milioni di euro all’anno; il secondo poco meno della metà dell’Elaion)*.

Martino-Melchionda-foto-Politicademente

Il primo, nel corso degli anni, passando anche attraverso una serie di critiche, oggi è una Cooperativa e i suoi dipendenti sono pienamente responsabilizzati, si è ammodernato, si è rinnovato, si è ampliato, ha migliorato e aggiunto nuovi servizi, e oggi è uno dei Centri di Riabilitazione, fiore all’occhiello, tanto da essere indicato tra i migliori nell’ambito sei servizi che eroga.

Il secondo è invecchiato insieme allo stabile, tra l’altro pare anche in parte abusivo, probabilmente senza una destinazione precisa e forse per questo senza quel certificato di agibilità del quale oggi SEL vuole giustamente cercare di porre rimedio, che passerebbe solo ed esclusivamente attraverso l’interesse di alcuni dei proprietari della stessa struttura che ospita l’ISES, per nulla interessati ad un cambio di destinazione d’uso, tentato e successivamente artificiosamente annullato. Tentativi che non hanno trovato riscontro, in quelle stesse proprietà, le quali pare, non avrebbero ne richiesto e quindi ne accettato, di sborsare cifre che si aggiravano intorno alle 200/300 mila euro.

  • Ma perché nel passato lontano e recente non si è autorizzato la delocalizzazione dell’ISES?
  • Che non vi fossero i Piani Particolareggiati non era affatto un impedimento, le Amministrazioni potevano tranquillamente portare la richiesta ed il relativo Progetto di delocalizzazzione dell’ISES in Consiglio Comunale e approvarlo in tutte le sue parti, del che ne sarebbe conseguita variante a tutti gli effetti al vigente PRG.
  • E’ vero che lo stabile nel quale insiste ed opera da decenni è parzialmente abusivo?
  • L’Amministrazione Melchionda e l’Amministrazione Rosania ne era a conoscenza? e se ne era a conoscenza perché hanno tollerato?
  • E’ vero che non esiste il Certificato di agibilità?
  • E’ vero che è stato richiesto il cambio di destinazione d’uso e per il quale si era stabilito anche gli oneri pari a circa 270mila euro?
  • E’ vero che su richiesta, il provvedimento è stato prima rilasciato e successivamente è stato annullato?
  • E’ vero che alcuni proprietari non erano a conoscenza delle autorizzazioni richieste e hanno inviato note di protesta?
  • Se in tutti questi anni la struttura ha operato in regime di convenzione, come è stato possibile che non siano emerse, se vere, tutte quelle inadempienze/mancanze?
  • Perchè solo ora SEL si rende conto di queste emergenze e si preoccupa della emergenza occupazionale, passando sopra ad ogni altra cosa che non sia riconducibile ad un quadro legislativo ed autorizzativo del tutto fuori legge?
  • Perché nelle more della risoluzione del problema ISES e dei servizi che eroga non si trova una soluzione nell’ambito della sfera istituzionale, sia pure individuando dislocazioni temporanee, in strutture pubbliche disponibili, nell’attesa della sua dislocazione definitiva nell’area ad essa destinata, previo una immediata approvazione in Consiglio Comunale del Progetto?

La ragione dell’emergenza e della tutela del posto di lavoro non può passare sopra ogni legge ed ogni regolamento, e non può passare nemmeno sopra i fatti che fanno emergere solo responsabilità e colpe, così come non può essere seppellita, ponendo sopra a quelle colpe, gravi e meno gravi, la “Pietra tombale” della emergenza per occultare le responsabilità politiche, per poi girare la pagina e ricominciare tutto d’accapo.

E chi si siederebbe intorno a quel “tavolo politico-amministrativo” gli stessi attori degli ultimi 15 anni? sarebbe veramente grave, così come sarebbe ancora più grave non fare chiarezza, su decenni di impiego di risorse pubbliche in un settore delicato, proprio in questo momento che a seguito di troppi errori ci stanno facendo un mazzo così.

* Le cifre esatte sono 4 milioni e mezzo per l’ISES e 9 milioni per l’Elaion. aggiornato il 13 marzo 2012 ore 20,00.

Eboli, 12 marzo 2012

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. doMANDIAmolo al prefetto

  2. Caro Admin, vorrei dire una cosa come giustamente ha scritto anche Lei: SEL li vede solo ora i problemi di agibilità della struttura che ospita l’ISES?
    Non dimentichiamoci che Gerardo Rosania è stato sindaco e quindi era già a conoscenza di tali problemi… Mi vien da ridere a pensare che se ne ricordano solo adesso!
    Comunque a mio parere (e senza spendere migliaia di euro) potrebbe essere dislocato nel vecchio IPSIA del Rione Pescara così da riqualificare una struttura abbandonata a se stessa e da poter garantire un servizio assistenziale migliore. Sempre che ci sia volontà di tener aperta una struttura del genere. Lei che ne pensa?

  3. Rosania prima polemizza con Melchionda perchè autorizza l’Ises e poi polemizza con lui perchè non la tutela abbastanza. Quale chiarezza

  4. L’ipocrisia fatta partito.

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