Scontro a Destra il Ministro Carfagna contro Cirielli.

Il Presidente Cirielli in soli due mesi ha bruciato tutta la fiducia che gli alleati hanno riposto in lui.

Carfagna Presidente – Dietro lo scontro e la candidatura una guerra di leadership.

Mara Carfagna - Edmondo Cirielli

Mara Carfagna – Edmondo Cirielli

SALERNO – Mentre a sinistra con le avance del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, si apre il discorso delle candidature alla Presidente della Regione, nel Centro-destra si sta consumando un vero e proprio scontro tra il Presidente della Provincia l’On. Admondo Cirielli e il Ministro Mara Carfagna. La materia del contendere è evidentemente la leaderchip del PdL nel salernitano e in Campania.

Nel mentre si stava esercitando una certa pressione sul Ministro Carfagna, che a giudizio del Sondaggio Crespi, pubblicato da “il Mattino”, rispetto agli altri suoi colleghi, è tra le personalità della politica quella che riscuote maggiore fiducia tra i campani, Cirielli ci si è messo di traverso e andando fuori dal coro, nei giorni scorsi ha avanzato la candidatura alla Presidenza della Regione, del suo collega Nicola Cosentino, Coordinatore Regionale del PdL.  

Di qui l’ira della Carfagna che coglie l’occasione per dire pubblicamente che non vi è per niente sintonia fra lei e Cirielli – “Sul piano personale i rapporti non sono buoni”  – e poi aggiunge – Una candidatura alla Regione non rientra nei miei interessi e nelle mie ambizioni, ma non posso non essere a disposizione. Dobbiamo capire che la Campania è ormai un caso nazionale. Sarà dunque il Partito Nazionale a scegliere il candidato. Poiché la politica non è solo dare, dopo aver avuto l’opportunità dal partito e dal presidente Berlusconi di fare il ministro se il Pdl dovesse chiedermi di fare altro non potrei tirarmi indietro” (fonte Il Mattino)-. Questo per dire che nella partita Cirielli è fuori.

Sicuramente Cirielli non vuole concedere nessun privilegio alla Carfagna, una vera e proprio “intemperanza”, che in primo luogo brucia lo stesso Cosentino, ma ha consentito a chi aveva la breccetta nelle scarpe di aprire un fuoco incrociato sul Presidente Cirielli, il quale in soli due mesi, con i suoi comportamenti, ha bruciato tutte le tappe e tutta la fiducia che gli alleati avevano riposto in lui. Fu sempre De Mita il primo a invocare più collegialità nelle scelte, ricordando al Capitano Cirielli di non trovarsi in una caserma.

 

Nicola Cosentino

Nicola Cosentino

Nessuno degli alleati è contento dell’Amministrazione Cirielli, si aspettava un forte segno di discontinuità, ma allo slancio iniziale non sono seguiti gli atti conseguenziali. La rimozione di alcuni Dirigenti è stata la prova ma anche l’occasione per fare altre cose: pare che girino negli uffici persone di cui non si conoscono le reali motivazioni della loro presenza, dei loro effettivi ruoli e delle loro reali funzioni e competenze. Pare siano stati messi per “controllare”. Per controllare cosa?

Dal palco della Festa Regionale del Pdl a Scafati, sono partiti i primi “Scud” in direzione dell’inquilino di Palazzo S. Agostino. Missili con testate piene di critiche nei confronti del Presidente della Provincia: da Ciriaco De Mita a Clemente Mastella e per finire al Ministro  Mara Carfagna, aggiungendosi al coro in extremis anche Antonio Lubritto e il Coordinatore Provinciale Russo. Tutti ad accusarlo di una gestione autoritaria e De Mita soprattutto gli manda adire che  –  “un vero leader guida non comanda” – oppure in – “mi pento di aver fatto quest’alleanza” -. Tutte critiche che vengono dal Centro-destra.

Un fuoco “amico” si direbbe, ma che scopre il carattere che già si conosceva di Cirielli e che molti gli hanno rimproverato ribadendogli di non essere in una Caserma. Si ricorderà che da coordinatore di AN, il partito ha toccato il suo minimo storico, pur avendo una cospicua delegazione Parlamentare. Si ricorderanno gli scontri con Salvatore Gagliano, e con il suo assessore Provinciale Giovanni Romano, con gli On. Vincenzo Fasano e Franco Cardiello e il consigliere salernitano Roberto Celano. Si ricorderanno i veti su Romano e su Gagliano. Tutti ad eccezione di Fasano lasciarono AN per altre strade salvo poi a ritornare sotto il cappello del più grande e nuovo PdL. C’è da dire anche che in questi ultimi anni è stato il più attivo rispetto ai dirigenti di AN che si cullavano troppo sugli allori rappresentati dall’alleanza con Berlusconi.

 

Antonio Mauro Russo

Antonio Mauro Russo

Il viatico di Cirielli a pensarci bene è costellato di colpi di testa e forzature, per non dire prepotenze, basti ricordare che nella formulazione dell’esecutivo volle sindacare sui voti dei piccoli partiti – “Mi aspettavo di più” – disse commentando il risultato elettorale, e non attribuì loro un assessore attirandosi gli strali di Clemente Mastella e Paolo Del Mese. Oppure il braccio di ferro con gli uomini della Carfagna che sistematicamente vennero tagliati fuori dalle loro aspirazioni ponendo ieri il veto sul Coordinatore Provinciale Antonio Mauro Russo e oggi ne giustifica la scelta ricorrendo alla meritocrazia – “Ho adottato il criterio della meritocrazia nella formazione della Giunta” – quasi a dire che Russo non corrispondeva a quei criteri.

Recentemente invece con la nomina di Nino Paravia, nel Consorzio aeroportuale di Pontecagnano Costa d’Amalfi, noto per la sua estemporaneità, ha scompigliato un equilibrio già molto precario che vedeva Augusto Strianese in bilico, e operando un colpo di mano d’accordo con i neoeletti Sindaci di Pontecagnano e di Bellizzi Ernesto Sica e Pino Salvioli, riuscì a spodestare Strianese eleggendo Sica.

Quello che nessuno aveva il coraggio di dire, come al solito e senza veli, lo ha detto Ciriaco De Mita nel momento in cui si è pentito di aver contribuito alla elezione del Presidente Cirielli. A differenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, a Salerno non c’è nessun Vittorio Feltri che può minacciare di tirare fuori qualche dossier di “festini” che vedrebbe coinvolto il Presidente De Mita, per attenuarne le posizioni e le critiche. De Mita avrà tanti di quei difetti ma ai “festini” non ha mai partecipato. Invece, le sue critiche restano e pesano e se si aggiungono a quelle di un Ministro della Repubblica in carica, che sembra essere anche tra i più attivi e proficui di questo Governo e sembra anche che Silvio Berlusconi non è insensibile ai suoi giudizi politici, Cirielli sta proprio messo male. La coalizione è messa peggio.

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