Associazionismo e Comune: Il “Calvario” dell’Associazione Tufara.. e c’é chi fa affari

Che succede ne Centro storico? Chi è che sta facendo incetta di locali e abitazioni? Che interessi ci sono dietro la revoca dei locali all’Associazione Tufara? chi sono quelli delle “stanze dei bottoni”?

Revocata l’assegnazione del locale all’Associazione Tufara. Voza denuncia: “menti raffinatissime” orientano i destini di locali che fanno gola a persone che stanno nelle stanze dei bottoni.

17 comitati di quartiere, 27 associazioni sportive, 11 associazioni giovanili e 53 associazioni culturali: questi i numeri degli iscritti all’Albo comunale delle Associazioni nell’anno 2012. Sono tutte operative? 

Armando-Voza

Armando-Voza

da (POLITICAdeMENTE)

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di Armando Voza che offre ai lettori alcune considerazioni sul mondo del volontariato, dell’associazionismo e dei rapporti tra queste, l’Amministrazione comunale e la Città, ma nello spaccato delle osservazioni nserisce anche il “calvario” dell’Associazione Tufara che dal 2002 lavora nel sociale e che ormai è costretta a lasciare il locale avendo avuta la revoca di quei 18mq circa che deteneva.

Armando Voza offre anche il percorso documentale del rapporto locativo che l’Associazione Tufara deteneva con il Comune e ne indica con estrema precisione, oltre le date anche le cifre, insieme alla conclusione assurda della revoca del locale assegnatole. Nello stesso tempo lancia un’accusa gravissima che se dovesse rispondere al vero l’Amministrazione comunale dovrebbe immediatamente aprire un’inchiesta per verificarne la veridicità.

Per Voza ci sarebbero “menti raffinatissime” che orienterebbero i destini dei locali nel Centro storico, perché queste “menti” sarebbero interessate, e sebbene non fa nomi, Voza attribuisce a quelle menti precise responsabilità individuandole in qualche persona che starebbe nella “stanza dei bottoni“, il quale o i quali frapporrebbero mille ostacoli a tutti quelli che si avvicinano a determinati locali, per distoglierli e poi finire per impossessarsene.

ACCUSE GRAVISSIME, Che se provate andrebbero immediatamente perseguite per legge. Accuse però che lo stesso Voza se le fa deve anche indicare il responsabile o i responsabili. Noi vogliamo sapere.

Vogliamo sapere: Chi è o chi sono queste persone? Che ruolo ricoprono all’interno della Macchina comunale? Che interesse hanno nel centro storico? Hanno già realizzato questo disegno criminoso nel corso di questi anni? E’ vero che si sta facendo incetta di locali nel Centro storico?

E una volta appurato sarebbe il caso si decidesse per una severa punizione e se al contrario perché quei “disegni” preordinati si potessero realizzare si è usato metodi ricattatori, abusando del proprio potere passare il tutto alle autorità competenti perché ripristino la legalità e perseguano giudizialmente il responsabile o i responsabili.

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di Armando Voza

Dall’Albo delle Associazioni 2012 del Comune di Eboli risultano: 17 comitati di quartiere, 27 associazioni sportive, 11 associazioni giovanili e 53 associazioni culturali. Sono tutte operative? Non lo sappiamo visto che quelle poche cose che vengono fatte in città portano la firma sempre degli stessi.

Un buon amministratore dovrebbe considerare un fiore all’occhiello il mondo dell’associazionismo e favorire in qualsiasi modo lo spirito del volontariato e della solidarietà al fine di creare cittadini migliori e per offrire servizi altrimenti non erogabili perché troppo costosi.

Quale “alta” considerazione si abbia di certe associazioni, quelle soprattutto “non allineate”, che operano sul territorio da anni con risultati di tutto rispetto, lo dimostra la vicenda occorsa all’Associazione “Tufara” di Eboli.

Vitina Paesano

Vitina Paesano

Il “Tufara” opera dal 2002 offrendo servizi a titolo completamente gratuito. Nel corso degli anni ha organizzato corsi di recupero scolastico per bambini oltre ad una serie di altre attività che hanno interessato tutte le fasce d’età (corsi di tombolo, ricamo, vimini, pasta fatta in casa, disegno, scrittura creativa, alfabetizzazione di a favore di extracomunitari, ecc.) ed aver partecipato ad iniziative tese alla valorizzazione del Centro Antico. Le quote di iscrizione versate avevano l’unica finalità di pagare le bollette ed il fitto annuale.

Quel che leggerete è il percorso tortuoso che ha portato il Tufara, dopo 12 anni di onorata attività, a scomparire come punto di riferimento nel cuore del centro antico di Eboli.

  1. Il 10 giugno 2002 i responsabili dell’Associazione Tufara, via Torretta, 10 avanzano richiesta al Comune di Eboli (così come fatto da altre associazioni) per avere in fitto un locale di 18,54 mq (denominato “Lotto IC2”) in via Santa Margherita snc ove svolgere le proprie attività (richiesta protocollata il 13.06.2002 al nr. 17132);
  2. Dopo varie insistenze il locale viene concesso con delibera G.C. n. 197 del 17.06.2004 (due anni dopo). Nella stessa delibera si dice che, avendo il Comune di Eboli tra i suoi obiettivi prioritari la promozione del Centro Storico, delle tradizioni e della cultura e che pertanto ne incentiva l’attività, in merito alla concessione del locale, “… per la natura sociale e culturale dell’associazione (Tufara ndr) e per le condivise finalità che persegue la stessa, il fitto praticato sarà svincolato dalla determinazione di mercato” ed ancora che “… la durata del contratto è di anni 6 (rinnovabile tacitamente ndr)”. L’Associazione si fa carico dei lavori di ristrutturazione del locale (impianto idraulico ed elettrico, pavimentazione, bozza e tinteggiatura pareti e realizzazione bagno) sostenendo nel tempo una spesa di circa 5.000 euro, mentre il Comune si fa carico della stipula del contratto ENEL e delle spese di registrazione del contratto di locazione. Nell’accordo si parla del versamento di un fitto annuo simbolico (€ 50,00) in cambio della ristrutturazione del locale (in data 23.07.2004 viene stipulato il contratto di fitto del locale – registrato il 18.01.06 n. 292 Serie 3 alla locale Agenzia delle Entrate – ed in data 30.09.2004 viene redatto il verbale di consegna del locale da parte del Comune). Il 29.07.04 viene versato, con bollettino postale, l’importo di € 50,00 quale canone annuale sul ccp indicato dal Comune (allo stesso seguiranno regolari pagamenti per tutti le restanti annualità). Il Presidente del Tufara nonostante ne avesse più volte richiesto copia (prot. 14216 del 10.05.05) riceve informalmente il contratto di locazione (non registrato) e provvede personalmente alla registrazione in data 18.01.06 (nonostante gli accordi fossero altri) sostenendo spese non di propria competenza (€ 151,00). Tale situazione viene comunicata al Sindaco di Eboli, all’assessore al Patrimonio e al responsabile dell’Ufficio Patrimonio con lettera del 19.01.06 (prot. 2407). Nel frattempo gli accordi tra Ente ed Associazione saltano e quel che era stato pattuito all’inizio circa il quantum da versare annualmente viene annullato (prot. 15081 del 17.05.05). Nel contratto di locazione si parla di obbligo da parte del Comune di sostenere le spese per l’allacciamento dell’energia elettrica cosa che puntualmente viene disattesa scaricando sull’Associazione tale incombenza (costo circa 500,00 euro). Nel frattempo l’Associazione riceve il patrocinio permanente su tutte le iniziative da organizzarsi (riconoscendone il valore e la portata).
  3. Come detto, il contratto di locazione e tutti gli accordi ad esso connessi (amministrazione Rosania) per la nuova Giunta (amministrazione Melchionda) sono da considerarsi nulli così con delibera  di G.C. n. 318 del 27.10.04 gli accordi vengono modificati stabilendo nuovi criteri per il fitto dei locali nel Centro Antico (riduzione del 50% del canone di mercato stabilito dall’U.T.C.). Quando questo viene deciso il contratto d’affitto non era ancora stato registrato da parte del Comune. E mentre nel centro antico solo alcune associazioni vengono penalizzate altre godono “gratuitamente” di locali ben più grandi dei 18,54 mq concessi al Tufara. Ed ancora, il Comune cerca di fare cassa con chi offre servizi per la comunità in un centro storico che stenta a decollare dimenticando di incassare centinaia di migliaia di euro e l’ICI da tutti quegli immobili del centro antico “assegnati” e mai venduti. E cosa dire dei fitti mai versati dalle società sportive per l’uso delle strutture comunali? E della inefficiente battaglia contro gli evasori dei tributi locali? Ma servono i soldi del Tufara per risanare le casse comunali.
  4. Con lettera del 22.11.2005 (prot. 35075) dal Settore Patrimonio parte una richiesta diretta al Tecnico Comunale al quale si chiede di determinare l’ammontare del canone da far versare al Tufara in virtù delle caratteristiche dell’immobile locato;
  5. Con lettera del 12.01.2006 (prot. 1418) il Responsabile del Patrimonio comunica all’Associazione Tufara che l’U.T.C. in data 14.12.2005 ha stimato in 25,21 euro mensili il canone di locazione da applicarsi ai locali commerciali e/o artigianali nel Centro Antico da ridursi del 50% (€ 12,60) per le associazioni culturali ossia € 151,00 annui. Il presidente dell’Associazione viene invitato per il 30.01.06 per la stipula del contratto. Questo nuovo contratto non verrà mai sottoscritto, nonostante il presidente del Tufara attendesse la convocazione.
  6. Con lettera del 22.11.10 (prot. 45289) il responsabile del Settore Patrimonio invita il Presidente del Tufara a lasciare libero il locale di via Santa Margherita essendo scaduto il contratto di locazione (il quale prevede il rinnovo tacito, ancorché dichiarino il contrario) stipulato il 23.07.04 ed ormai scaduto;
  7. In data 14.02.2011 (prot. 6399) il Presidente del Tufara indirizza al sindaco e al responsabile del Settore Patrimonio una lettera nella quale viene avanzata una proposta di canone annuale da pagare pari a € 250,00 ricordando agli stessi che a tali spese vanno ad aggiungersi  quelle dell’ENEL e dell’ASIS per i quali erano stati stipulati regolari contratti (a dispetto di altre Associazioni operanti in loco che attingevano tranquillamente sulla rete pubblica);
  8. La proposta del Presidente del Tufara non viene accettata dal responsabile del Settore Patrimonio (lettera del 18.02.12 prot. 6497) il quale indica in € 67,67 mensili quale quota da versare pari ad € 812,04 annui (ritoccando al rialzo quanto comunicato in precedenza con la lettera del 12.01.2006). Con lettera del 02.04.2013 (prot. 12432) non avendo il Tufara provveduto ad adeguare i canoni da versare, lo stesso responsabile del Settore Patrimonio lancia un ultimatum che, se non rispettato, produrrà la revoca dell’assegnazione del locale;
  9. Prima di rispondere ufficialmente alle missive di cui al punto 7), il Presidente del Tufara ottiene un colloquio informale con alcuni funzionari del Settore Patrimonio i quali consigliano allo stesso, smentendo quando “minacciato” nelle due missive, di replicare a tale richiesta adducendo una serie di motivazioni che gli stessi consigliano. Rassicurazioni verbali vengono date anche dai responsabili al ramo, ma sempre a voce e mai per iscritto;
  10. Con lettera dell’11.04.2013 (prot. 14026) indirizzata al Sindaco e al Responsabile del Settore Patrimonio,  il Presidente del Tufara, elencando il grande lavoro di coesione sociale svolto in 12 anni di attività e di tutela delle arti e della storia locale, non potendo incidere ulteriormente sulle tasche degli associati che operano (ed hanno sempre operato) a titolo gratuito, ritiene eccessiva la cifra richiesta (€ 812,04 annui) ribadendo la possibilità di pagare € 250,00 come già proposto.  Da allora il Presidente  rimane in attesa di una risposta che non arriverà mai (alla luce di quel che è accaduto pensiamo in maniera strumentale).
  11. Sull’Albo Pretorio del Comune di Eboli il 14 agosto 2013 è stata pubblicata la determina n. 66 del 09.07.2013 avente ad oggetto Locale assegnato Associazione Tufara lotto IC-2. Decadenza dall`assegnazione” nella quale, non facendo minimamente cenno alla nutrita corrispondenza intercorsa tra Ente ed Associazione, parlando di contratto di locazione mai rinnovato (e non per colpa del responsabile del Tufara), mentendo spudoratamente sul mancato pagamento del canone annuale (cosa che invece è regolarmente avvenuta per tutti e dieci gli anni di uso del locale, ancorché l’importo fosse il primo pattuito – non avendo stabilito quello definitivo che soddisfacesse entrambe le parti), sono stati dichiarati decaduti gli effetti dell’assegnazione dell’immobile ad uso commerciale assegnato all’Associazione Tufara quindi quanto prima il locale dovrà essere sgomberato.

Qualcuno potrebbe storcere il naso e dire “E’ vostro dovere pagare!” e a tale affermazione si potrebbe rispondere “L’Associazione ha operato sempre gratuitamente, la lievitazione dei costi in maniera così vertiginosa ci impone di tassare maggiormente gli associati e chiedere ai partecipanti somme che non tutti possono permettersi. Allora molliamo! Il Centro Antico di Eboli e l’intera comunità perderà un altro punto di riferimento”.

Ma un’altra domanda da porsi è la seguente: se 18,54 mq valgono 812,04 euro annui questo significa che tutti gli altri locali occupati da altre associazioni e di proprietà del Comune, di dimensioni ben superiori a quelli del Tufara, quanto dovrebbero pagare? Il doppio del locale del Tufara (37 mq) pagherebbe € 1.624,00 all’anno, il triplo (55 mq) € 2.436,00, il quadruplo (74 mq) € 3.248,00. Queste associazione hanno subito, o subiranno, la stessa sorte del Tufara? Sarà il caso di dare un’occhiata e vedere cosa riserverà il destino anche a loro.

Voci sempre più insistenti parlano di “menti raffinatissime” che stanno orientando le sorti di alcuni locali che fanno gola a certi personaggi che lavorano proprio “nella stanza dei bottoni” e che da anni lavorano per impossessarsene: tra questi c’è proprio quello del Tufara che dovrebbe diventare un bar (ma potrà mai avere le licenze se i requisiti non ci sono?).

E’ casuale il fatto che la determina pubblicata all’Albo Pretorio è del 09 luglio 2013 mentre è stata affissa il 14 agosto 2013 nella speranza che nessuno la leggesse?

Non ci stancheremo mai di dire che troppe sono le ombre che si addensano sull’operato di certi figuri ed auspichiamo che presto la GIUSTIZIA venga in nostro soccorso e faccia piena luce sui tanti buchi neri che costellano già da troppi anni la vita di questo paese.

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Ecco le ricevute del pagamento dell’affitto dal 2005 al 2012. L’affitto nuovo è da pagare entro il 31 agosto 2013 per l’anno che va da  settembre 2013 a tutto agosto 2014.

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Eboli, 18 agosto 2013 – (aggiornato alle ore 16.20 del 19 agosto 2013)

Il presente articolo è proprietà intellettuale di POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese ed è vietata la riproduzione, tranne se con un Link di riferimento.

78 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Caro Vincenzo,
    grazie per queste particolari notizie.
    La cosa più sconcertante è quella di conoscere lo scomputo.
    Mi sembra un grande privilegio. Cioè compro una casa. La riparo e poi mi devono scalare dei soldi. Ma questa è una grande stronzata. Nei miei 56 anni non ho mai saputo di questa cosa. Sono proprio ignorante.
    Poi ci lamentiamo che i nostri politici Nazionali esagerano e fanno ribrezzo. Ma questi locali, quelli che hanno fatto questa legge o questo regolamento mica scherzano?
    Il popolo dorme! Sono curioso di sapere. Voglio cercare di non essere ignorante.
    Chi è che ha fatto questo regolamento. Datemi qualche nome, naturalmente con documenti alla mano.
    Dovevamo comprarla la sede del Tufara, forse a quest’ora il Comune, scomputanto i lavori ci avrebbe dato anche una cosa di soldi.

  2. Come vedete la saga non finisce qui.
    Grazie ad admin che ci tiene informato sull’interesse dei cittadini intorno a questo squallido evento.
    Ma vorrei fare una breve riflessione su quel che ha detto @Vincendo D’Antonio.
    Ho capito che quel locale a cui faceva riferimento (IC3) è stato acquistato da da qualche parente. Il cognome non mi è nuovo. Sarà forse parente del funzionario del Comune che occupa un posto proprio là dove si decine della sorte degli immobili al centro storico? Strano perché sul documento PUBBLICO che compare sull’Albo Pretorio (mi sa che dopo questa storiaccia verrà censurato e pubblicato solo ciò che fa comodo)alla fine compare sempre la scritta IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO (o qualcosa del genere) è ….. L’ho letto su tutti tranne che su quello che riguarda l’immobile acquistato. Ci sarà un motivo? Ah, questi malpensanti! Poi D’Antonio dice che il locale è adibito a deposito allora perchè passando di là diverse volte ho visto uscire da quel locale una donna? Allora è affittato? E se è deposito assegnato e non di proprietà poteva farlo? Esiste un contratto? Supponiamo che la persona paghi 130,00 euro mensili (probabilmente a nero visto che non è un locale ad uso abitativo) se dal 2007 è in fitto quando avrà guadagnato? Diciamo circa 9.000 euro. Se a questo togliamo i circa 3000 euro di rimborso riconosciuto dal Comune per le migliorie arriviamo a 12.000 euro. Costava circa 21.000, alla fine quel locale le sarà venuto a costare 9.000 euro. Un bell’affare non trovate(se ovviamente fosse vero)? Ma un’altra domanda sorge spontanea: se sono assegnatario di un immobile che presto diventerà mio e faccio delle migliorie (sul MIO immobile) perché ci devono essere dei riconoscimenti di spesa (a carico del Comune e quindi della collettività?). Questo potrebbe valere se fosse in fitto: eseguo dei lavori e li scalo dall’affitto ma qua il locale non è più del Comune ma di un privato. E allora quel rimborso a che titolo è stato fatto (ed è stato fatto anche per altri? Io ho visto due operazioni analoghe e questi rimborsi sono stati anche in questo caso riconosciuti). E parliamo di debiti che non riusciamo a ripianare? Che la colpa è di chi c’era prima? Siete bravi a fare le vostre magagne trasferendo su altri le colpe.
    Se verrà individuato, per tutto questo, un responsabile allora c’è da chiedersi un’ultima cosa. Quella persona chi l’ha messa in quell’ufficio? E’ stato un premio (visto che là voleva andare) per qualcosa che ha fatto a favore di qualcuno? Se fosse vero, l’unico momento in cui poteva servire il padrone sono state le ultime elezioni amministrative: a quanto pare il lavoro di “infiltrato”, come dicono alcuni COMPAGNI di quel partito è stato ben remunerato. Almeno finora.
    SEMPRE SE TUTTO QUEL CHE SI DICE IN GIRO E’ VERO.
    Ma non dimentichiamoci di una cosa. Ora le luci sono puntate sul Tufara ma resta da sciogliere il nodo sulle altre associazioni. Hanno un contratto? Hanno mai pagato qualcosa? Sono intestatari di contratti ENEL, acqua ecc.? Se non chi paga?
    Io ho il vago sospetto – da maligno quale mi hanno fatto diventare – che il tentativo di risolvere il problema al Tufara in realtà serve per coprire le sorti delle altre Associazioni, quelle si più vicine a chi amministra (il Tufara è battitore libero e non lecca i piedi a nessuno. I rapporti di Vitina sono SOLO di rispetto personale perché consce da sempre i sindaci che si sono succeduti ma mai per servilismo o appoggio politico). Se il Tufara non pagherà gli 800 euro annuali gli altri, con locali molto più grandi, non pagheranno molto di più. Che ne dite: è un dubbio che regge?
    Restiamo in attesa dello sviluppo degli eventi e cosa saranno stati capaci di “inventarsi” per risolvere questa diatriba che, a quanto pare, gli è sfuggita di mano. E VAI CHI PALL!!!

  3. Finalmente comincia ad uscire qualche caccaviello. La solita doppia morale comunista. Quanti immobili, nel mentre della ricostruzione con la legge 219, durante l’amministrazione Rosania sono stati acquistati ed a quali condizioni da esponenti o familiari di quella maggioranza?
    Leggere di un acquisto grezzo in cui poi si chiede e magari si ottiene lo scomputo per la ristrutturazione credo sia, oltre che indecente, oltre il lecito.

  4. Mi hanno spiegato cos’è lo scomputo.
    Se qualcuno compra un’abitazione, abitabile e prendendone possesso ci sono delle cose anomale, cioè intonaco scrostata, pittura sbiadita, tegole rotte, vetri rotti, porte scassate, dietro relazione e facendo riparare tale anomalie, il compratore ha diritto al rimborso.
    Se invece qualcuno compra un locale grezzo non può richiedere lo scomputo per l’intonaco e per la pittura e per le mattonelle, o l’impianto elettrico.
    Come mai non è stato così per alcuni?
    l’hanno comprato grezzo ad un prezzo molto basso proprio perché era grezzo.
    Chi mi spiega questo mistero?

  5. Per il fatto che anche l’acquirente vero di quel locale era grezzo?

    E’ un’ipotesi.

  6. Quante belle notizie nuove!!!!! Nel nostro contratto di fitto stipulato tra l’associazione Tufara ed il Comune di Eboli, l’impiegato dell’Ufficio tecnico di allora, nel 2006 scriveva:
    “Il conduttore (cioè io Paesano Vitina) riceve l’immobile allo stato grezzo e si impegna ad effettuare a sue spese tutti i lavori di completamento e riattazione, ad esclusione dell’allaccio dell’energia elettrica ed idrico che rimane a carico del Comune”.
    Inoltre: “Il concedente (cioè il Comune) si impegna e si dichiara altresì pronto, al termine del contratto a ritenere tutte le modifiche e le migliorie apportate dal conduttore e ad accettare, al termine del contratto, l’immobile così come modificato e migliorato” (Mica scemi loro!)
    Inoltre c’era scritto: La registrazione sarà a cura del locatore e le relative spese ripartite tra le parti al 50% ciascuno.
    Come sono andati i fatti?
    Il locale lo abbiano sistemato noi ma anche l’allaccio della corrente e dell’acqua è stato totalmente a carico nostro. Soprattutto dopo molti mesi, quando non si decidevano a fare la registrazione, anche quella spesa è stata a carico nostro ed il 50% non l’abbiamo mai visto.
    Invece noto con tanta amarezza, che chi HA COMPRATO un locale grezzo, ne riceve lo scomputo per i lavori fatti all’interno di impianto elettrico e rifinitura ed alla fine deve riavere anche sul prezzo totale Euro 4.702,47 dal Comune con una determina pubblicata il 01/08/2013 n°1074 all’albo pretorio del Comune di Eboli. Sarà perché in agosto sono tutti in ferie, o è un caso?
    E’ un caso che la determina detta è a favore della figlia di un dipendente comunale che lavora proprio lì? E’ esatta la relazione di scomputo fatta dal Tecnico del Servizio Espropri? Il Tecnico del Servizio Espropri sapeva che il locale in oggetto era stato comprato in origine grezzo?
    Tale scomputo è stato eseguito con computo metrico del 3 aprile 2013.
    Può darsi pure che tutto è legale, ma se lo è, è proprio il caso di dire che se deve avere il cittadino “hai voglia e murì”, se devono avere loro, giustamente o ingiustamente, “le determine se le possono fare come vogliono loro”.
    Dopo questa “sconfusionata” asserzione chiedo all’Ufficio tecnico: “Prima di lasciare il locale, facciamo ancora in tempo ad avere lo SCOMPUTO (si fa per dire scomputo ma sono soldi che realmente ci devono) del contatore dell’ENEL che abbiamo messo, del contatore dell’acqua, ed il 50% della registrazione che non toccava a noi?”
    Cercasi responsabile di settore che mi faccia questa determina.
    Grazie
    Vitina Paesano

  7. Cara Vitina credo che ulteriori commenti alla vicenda siano superflui perché non incideranno (e tu lo sai) sulla sua positiva risoluzione. Mi preme invece ringraziarti per le attività che tu e le tue volontarie state portando avanti con passione e professionalità. Non mollate sarò sempre al Vs fianco.
    Non dimenticherò mai le parole pronunciate in Piazza della Repubblica in occasione della chiusura dell’ultima campagna elettorale “Eboli è nostra, nostra, nostra”. A buon intenditore poche parole.

  8. Quindi, in poche parole, Eboli è “COSA NOSTRA”?

    • Nel pomeriggio saranno pubblicate novità a proposito del Tufara e di tutte queste vicente. Cé anche una dichiarazione del Sindaco Melchionda

  9. Spero che le pezze che metteranno, loro in questo sono grandi maestri, abbiano almeno lo stesso colore.
    Noi ci siamo mossi leggendo carte protocollate e documenti emessi dal Comune (alcuni dei quali presto invieremo anche ai giornali), loro cosa faranno, si giustificheranno “a voce”? Che provvedimenti prenderanno? Una tirata d’orecchio e tutti amici come prima? In certi uffici “cruciali” c’è incompatibilità che si taglia a fette. Un buon “comandante”, quando si rende conto che la situazione è ormai oltre il limite prende provvedimenti anche drastici: negli uffici tecnici ci sono dipendenti che, ufficiosamente, lavorano anche presso studi privati? Ci sono dipendenti in certi uffici che abitano, diciamo, nel Centro antico e hanno – loro o congiunti – acquistato immobili (i migliori ovviamente) dopo aver ottenuto “artatamente” idonei ribassi d’asta? Ed i locali da questi occupati sono stati fittati, come e a chi? Tutto regolare? La bomba “Centro antico” è il paradigma di un paese ormai sbranato da pochi famelici lupi, nel silenzio di complici, ciechi e stupidi.
    In molti di quegli uffici sono tutti ricattabili, ognuno ha qualcosa da farsi perdonare e questo clima di “guerra psicologica” lascia tutto fermo, finché tutti dimentichino.
    Questa volta non è stato così. C’è gente che si è rotta le palle di questo stato di cose e ha detto basta. Trasparenza, onesta, rettitudine, equità, legalità, giustizia. Tutti requisiti che spero proporranno i nuovi candidati alle amministrative che spero arrivino presto, prima che si finiscano di mangiare tutto.
    Attendiamo con ansia la colata di fuffa che i nostri amministratori si preparano a propinarci.
    Mi raccomando, cari ebolitani, se le giustificazioni non vi convinceranno dimostrare in tutti i modi il vostro dissenso e smettetela di ABBOCATE ALLE PALLE COME SEMPRE!!!! UN PO’ DI DIGNITA’ CRIBBIO!!!

  10. Armando caro, via Buozzi e il suo “fosso”, aono la migliore rappresentazione di “lor signori”…Il fosso l’hanno fatto…non ci resta che riempirlo !!!!

    • …rettifico……via Adinolfi…e non via Buozzi….

  11. @forzaeboli
    anch’io lo riempirei quel fosso ma come dico io e con chi dico io!!

  12. Caro Admin ho letto i commenti di forzaeboli e armando in tema di fosso. Parlano con allusioni inquietanti. Si è fuori dal binario democratico. Da paura.

  13. E’ mezzanotte, quindi la giornata è finita. Attendevo le dichiarazioni annunziate…ma come si può vedere o non c’è stato il tempo di scriverle… oppure come dice un caro amico salvare capra e cavoli non è facile, specialmente quando non si può fare una tirata d’orecchie al “birbante” se il birbante ha armi nascoste che può usare contro chi lo ammonisce.
    Dalle ultime dichiarazioni noto con dispiacere che la questione Tufara viene usata per litigare. Io non so chi c’è dietro a quei nomi strani, ma voglio solo dirvi di smetterla. Se siete tutti cittadini di questo paese e volete solo che prevalga la giustizia e la verità, non litigate tra voi, non serve.
    E prima di andare a letto vi lascio con due favole di Esopo… per darvi la buonanotte!
    La prima, “LA CAPRA E L’ASINO” la dedico al “Birbante”, la seconda, “LA CORNACCHIA E LA BROCCA” la dedico a te Armando con l’invito a restare calmo e attendere gli eventi. E grazie ancora.
    Qualcuno dovrà darci una risposta!!!!!

    LA CAPRA E L’ASINO
    Un tale teneva una capra e un asino.
    La capra, che era invidiosa dell’asino perché gli davano molto da mangiare,
    andava dicendogli che lo maltrattavano, ora facendogli girare la macina,
    ora caricandolo di pesi, e lo consigliava di fingersi epilettico
    e di lasciarsi cadere in un fosso, se voleva sottrarsi alle fatiche.
    L’asino le diede retta: si buttò giù e si ruppe le ossa.
    Allora il padrone chiamò il veterinario e gli chiese un rimedio.
    Questi ordinò che gli facessero un’infusione di polmone di capra.
    Così, per curare l’asino, uccisero la capra

    Morale: Chi macchina inganni contro gli altri
    diventa l’artefice dei propri mali.

    LA CORNACCHIA E LA BROCCA
    Una cornacchia, mezza morta di sete, trovò una brocca che una volta era stata piena d’acqua. Ma quando infilò il becco nella brocca si accorse che vi era rimasto soltanto un po’ d’acqua sul fondo.
    Provò e riprovò, ma inutilmente, e alla fine fu presa da disperazione.
    Le venne un’idea e, preso un sasso, lo gettò nella brocca.
    Poi prese un altro sasso e lo gettò nella brocca.
    Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
    Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
    Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
    Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
    Piano piano vide l’acqua salire verso di sé, e dopo aver gettati altri sassi riuscì a bere e a salvare la sua vita.

    Morale: A poco a poco si arriva a tutto.

    Buonanotte
    Vitina Paesano

  14. Geronimo, datti una calmata.

    Si vede che non hai senso dell’umorismo.

    Il fosso non va certamente colmato ma utilizzato così come lo usano le bufale della Piana.

    Se una battuta per te è inquietante mi dispiace che non hai utilizzato lo stesso aggettivo per quello che quel funzionario comunale ha fatto (alle spalle nostre e anche tue).

    Comunque, ribadisco: ERA UNA BATTUTA!!!

  15. @armando
    Caro Armando, ma Geronimo non era un capo degli Apache, e per oltre 25 anni guerreggiò contro gli Stati Uniti e la loro espansione ad occidente?
    Il nostro mi sa che non è un condottiero ma è uno di quelli che col fosso a via Adinolfi centra qualcosa.

    • potrei ispirarmi al capo degli Apache, ma potrei anche essere Geronimo Stilton o addirittura Geronimo di Siracusa. Per dirla in termini più attuali, potrei anche ispirarmi all’operazione geronimo con cui venne stanato il capo dei terroristi Bin Laden. Fate le vostre analogie con la realtà ebolitana e scegliete chi io sia come meglio credete.

  16. Armando la calmata diamocela tutti. Grazie per il chiarimento tuo ma non di forzaeboli. Sul funxionario mi sono espresso. Leggi sopra.

  17. è inquietante che qualcuno pensi, quello che pensi tu..caro geronimo…..

    • Leggendo tutti i suoi post si evince livore e toni a dir poco aggressivi nei confronti del Melchionda pertanto viene difficile interpetrarli in modo positivo ovvero ironico. Su quello che penso io non credo lei sia capace anche di leggere nel pensiero.

  18. Lasciamo stare il fosso! Di fossi ce ne sono da apparare tantissimi non solo quello di via Adinolfi. Parliamo del problema Tufara che ad oggi ancora non sappiamo ufficialmente come stanno le cose. Il gruppo esiste dal 2001 ed è stato sempre attivo anche se molti ci odiano, forse per invidia. Questo, però, non interessa.
    Ci è stata concessa la sede dietro richiesta.
    Ci è stata chiesta una cifra ed è stata pagata come richiestoci.
    Abbiamo pagato SEMPRE.
    Abbiamo registrato il contratto.
    il contratto è scaduto.
    Si è rinnovato tacitamente
    Abbiamo continuato a pagare.
    Ci hanno chiesto, dopo scaduto il contratto, l’aumento (cosa per me già anomala)
    Abbiamo risposto facendo una controprosta
    Non ci hanno risposto.
    Abbiamo inviato la controproposta.
    Ancora una volta non siamo stati risposti.
    Con una nota pubblicano che siamo morosi.
    Abbiamo Chiesto la sospensione della nota.
    Abbiamo chiesto gli atti del caso.
    Gli atti ancora non ci sono stati consegnati.
    Tempo massimo per legge è un mese, ma il mese ancora non è trascorso. Fossi stato io avrei dato subito tutto, a meno che non mi servisse del tempo per vedere come risolvere la situazione.
    Ora siamo in attesa della detta nota, giusto per capire, perchè, come ho già scritto in un precedente commente, sono ignorante.
    un plauso lo voglio fare a tutti quelli che ci stanno vicino che conosco e che si firmano col nome e cognome ed anche a chi usa lo pseudonimo che comunque hanno preso a cuore questo caso, come forzaeboli, geronimo,gelice, Woody Allen ed altri che al momento non ricordo.
    con tanta stima a tutti i lettori
    Giuseppe Barra

  19. @Giuseppe Barra
    prima dice che c’entro con i fossi e poi mi ringrazia? Sulla questione Tufara io credo che sia stata gestita come al solito con i piedi dal comune. La questione delle sedi delle associazioni in generale ancora peggio. Ricordo nel passato che tre amici si mettevano insieme e facevano tre associazioni diverse e riuscivano a prendere sedi e fondi a pioggia per eventi da parte degli assessori. Hanno spremuto il limone fino alla fine. Oggi che sono finiti i soldi sono sparite anche le associazioni. A te Barra i miei complimenti per le innumerevoli iniziative che metti, insieme ai tuoi collaboratori, in campo. Una menzione speciale per il concorso di poesia conosciuto in tutto il mondo.
    Quel locale dove siete potrebbe anche legittimamente servire ad altro, ma al Tufara andava prima trovata una soluzione adeguata e condivisa.

  20. ….leggendo il nuovo post, si capisce che benissimo che siamo nelle mani di abili giocolieri…. Si sono rimangiati tutto davanti alla stampa, e io non credo mad una parlo del primo cittadino…..lui sà sempre tutto……Adesso confido nella tua serietà Armando…..dategli le chiavi, non fatevi abbindolare e non cedete….loro sono alla fine…..e non accettate nulla da questi giocolieri….la figura l’hanno già fatta, grazie a TE……continuiamo così….

  21. Signori, ora lasciamo questo spazio e andiamo tutti su quello delle “spiegazioni” date dal Sindaco.

    Ci vediamo tutti là.

    E mi raccomando, lasciate un vostro pensiero. E’ importante perché così questi “signori” capiranno che quando fanno delle scelte esprimono solo il loro pensiero e non quello di chi li hanno votati.

  22. Per Armando e gli altri,
    proprio facendo riferimento a queste massime è necessario darci dei freni ed evitare di essere censori a tutti i costi, ostentando quella onestà o quella rettitudine che poi ci fa essere ciechi e ci fa commettere, in nome della giustizia stessa, le più grandi atrocità o le più piccole vendette.
    La giustizia quella giusta offre la garanzia della obiettività e non si accanisce mai contro chi è colpevole, ma colpevole solo dopo che si è accertata la colpevolezza.
    La giustizia “giusta” non contrappone ad un’ingiustivia la vendetta, ma il “giudizio” e in quel giudizio la consapevlezza di aver esaminato tutte le circostanze favorevoli o contrarie utili al “giudizio2 stesso.
    La giustizia, sempre quella “giusta” per raggiungere l’obbiettivo del giudizio, non accusa solo in determinate circostanze eventi di cui già se ne era a conoscenza, in quel caso assume i panni del giustizialismo, arte che non appartiene e mal si addice a quelli che si ritengono giusti.
    L’accusa non è puntare il dito sull’accusato ma è l’evidenza del comportamento e la prova del fatto che ne determina il “giudizio”.
    Per questo è opportuno andarci cauti, evitando di trascinare nel tritacarne persone o familiari di persone che si ritiene essere sotto accusa e nello stesso tempo pronunciarsi solo nel momento in cui si è a conoscenza di fatti concreti e non sospetti e pregiudizi, allo stesso modo non si può avere la presunzione di “dettare” a chi governa le soluzioni elencandole, trasformandosi in giudici assoluti.
    Attenzione, moderazione, saggezza emodestia non devono mai abbandonare l’uomo saggio. (Per Armando questa non è una frase famosa, è solo mia.)
    Massimo Del Mese

  23. L’Associazione Tufara é una grande ricchezza per Eboli,non solo accresce le menti con arti meravigliose quali il Tombolo e la Pasta di casa,ma soprattutto regala calore,serenità e gioia a chi la frequenta.Personalmente devo tantissimo all’Associazione Tufara, mi ha accolta in un momento di dolore,aiutandomi a superarlo e mi ha dato la possibilità di conoscere belle persone.Sottolineo inoltre l’importante contributo dell’Associazione Tufara nel processo di crescita dei bambini;che gioia vedere bambini e bambine creare pasta fatta a mano con enorme maestria! Finalmente qualche bella iniziativa che distoglie i giovani da macchine da guerra quali computer e televisioni! Mi auguro che i responsabili si rendano conto e che magari qualcuno di loro si aggiunga a noi! In bocca al lupo Associazione Tufara!

  24. Grazie Consiglia. LO scambio è stato reciproco. Senza di voi l’associazione non andrebbe avanti. Grazie, grazie di cuore!!!!

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