Melchionda “censura” i funzionari e fa chiarezza sull’Associazione Tufara

La revoca dell’assegnazione dei locali all’Associazione Tufara ha sollevato polemiche e accuse. Il Sindaco Melchionda “censura” i funzionari, sospende il provvedimeno e preannuncia un incontro col Tufara.

Melchionda: “Una cosa è il ruolo politico, l’altro è quello dei funzionari, ma gli stessi dovrebbero attendere agli interessi della collettività e spesso, come in questo caso, non accade”. “cercando di risolvere il caso dell’Associazione Tufara e in via generale anche delle altre associazioni”.

Associazione Tufara

Associazione Tufara

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

EBOLI – La questione della revoca dei locali assegnati all’Associazione Tufara ha sucitato un bel pò di reazioni, fino a questo momento tutte favorevoli all’associazione stessa, dei suoi soci e dei suoi animatori, facendo emergere anche diverse storture, che rappresentano spesso quella differenza e quella distanza che separa: il cittadino, in questo caso l’Associazione Tufara; l’Amministrazione, in questo caso il Comune di Eboli, e il settore Patrimonio e i suoi funzionari.

Una distanza siderale che si potrebbe misurare solo in anni luce, atteso che il cittadino percepisce nella maggior parte dei casi, l’Amministrazione, le Forze dell’Ordine, gli Enti competenti che sovraintendono alle varie questioni, l’agenzia delle Tasse, e quanti a vario titolo devono giudicare un’istanza, un permesso, una concessione, un diritto.

Perchè? Perché la burocrazia la fa da padrona. Perché la pubblica amministrazione ha ancora una struttura borbonica. Perché gli impiegati, i funzionari, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono all’altezza o se lo sono utilizzano quelle loro competenze in quell’azione cavillosa e capziosa che nelle pieghe delle leggi tutti sanno trovare, creano solo problemi, facendo cadere quel pricipio giusto che dovrebbe attendere tutti, della interpretazione “in melius“, e seppur applicando la legge o rispondendo ai regolamenti, semmai facendosi guidare dallo spirito del buon padre di famiglia, andare incontro al cittadino, arrivare alla semplificazione dei problemi, e risolverli.

Ma questa è utopia. Non c’é nessuno di noi che non è incappato in vicende assurde come quella che sta vivendo l’Associazione Tufara. Tuttavia, poiché anche dai post sono emerse insieme alle accuse inequivocabili, anche diverse inesattezze, comprensibili quando le cose non sono chiare, purché poi non ci si convinca di essere nel giusto, perché si possa evitare di arrivare a processi sommari e mediatici attraverso il web, fino a predisporre una gogna, è indispensabile fare chiarezza e restituire a tutti i vari soggetti interessati quella serenità che rende le cose più semplici.

Martino-Melchionda

Martino-Melchionda

Per farlo POLITICAdeMENTE ha raggiunto il Sindaco di Eboli Martino Melchionda, il quale visibilmente infuriato, ha evidenziato quelle discordanze che sono alla base di questo articolo, ma inevitabilmente ha fatto emergere una realtà inconfutabile: quella che qualsiasi settore possa svolgere qualsiasi attività, avulsa da quelli che sono gli indirizzi dell’Amministrazione, indipendentemente dalla sua composizione politica. Un quadro a dir poco sconcertante che rende palpabile quella distanza a cui si faceva cenno e che malauguratamente di volta in volta coglie cittadini inconsapevoli e soccombenti rispetto a interpretazioni capziose e quindi punitive, trasferendo “nell’ufficio” quella esperienza personale di vita aggiungedola a valutazioni personali e a giudizi preconcetti che ogni funzionario dovrebbe lasciarsi dietro.

Tornando alla rabbia del Sindaco, che tra le altre cose ci ha fornito anche il testo che ha inviato all’ufficio e che si pubblica quì di seguito integralmente, perché si faccia chiarezza e si individui le responsabilità, a proposito della vicenda che riguarda l’Associazione Tufara e riferendosi in particolarmodo ai funzionari ha dichiarato: “Una cosa è il ruolo politico, l’altro è quello dei funzionari, ma gli stessi dovrebbero attendere agli interessi della collettività e spesso, come in questo caso, non accade.

Comunque – prosegue il Sindaco che ci conferma vi era in corso un dialogo per giungere ad una soluzione più confacente alle richieste della stessa Associazione in relazione al Fitto – cercherò di risolvere il problema, e nei prossimi giorni mi incontrerò con i responsabili, cercando di risolvere il caso specifico dell’Associazione Tufara e in via generale anche delle altre associazioni. Faremo delle valutazioni appropriate e cercheremo di andare incontro, compatibilmente alle nostre possibilità, alle difficoltà dell’intero mondo associazionistico, convinti del ruolo importante che svolgono in Città e nel Paese”.

Vitina Paesano

Vitina Paesano

Le parole del Sindaco Melchionda non lasciano spazi ad interpretazioni sebbene aprono, come si è detto altre falle, riguardo alla correttezza, alla funzionalità e alla efficienza dei servizi e degli uffici, che appunto come in questo caso, irrompono con un atto nel mentre si sta dicutendo su altri canali, inispecialmodo quelli politici e di indirizzi. Anche questa carenza in ogni caso è una responsanbilità, che andrebbe in capo agli amministratori, al responsabile del personale, ai funzionari, ai dipendenti.

Tra le pieghe della vicenda leggendo la Lettera che segue si evince che il Sindaco cotesta al funzionario, tra l’altro sebbene firmatario del provvedimento, non viene indicato dall’Associazione Tufara come il responsabile, l’azione e quindi ne prende le distanze ritenendo che: “la decisione ha prodotto….. spunti polemici in danno dell’Amministrazione….. che peraltro è del tutto estranea alle decisioni assunte”. Questa estraneità preoccupa per i motivi di cui sopra ma si comprendeva anche dai vari post dei responsabili e dei sostenitori dell’Associazione Tufara che facendo le dovute differenze escludeva responsabilità politiche ed escludeva anche responsabilità in capo al dirigente del settore, essendo egli appena subentrato al precedente, puntando dritti ad altre responsabilità di cui, ripeto, bisogna andarci cauti, ma contestualmente bisogna anche prendere atto di alcune denunce e verificarne la veridicità, così come bisogna prendere atto di quanto il Sindaco nella sua nota nel mentre prende le distanze accusa senza mezzi termini l’Ufficio di aver maturato una decisione avulsa da ogni valutazione tecnica ritenendo che: “Tale istanza, relativa ad una nuova e più contenuta valutazione, non è priva di argomenti………. ha trovato il diniego dell’ufficio, con una nota……… nella quale prevalgono valutazioni tratte dalle esperienze personali dello scrivente e non invece una nuova stima del valore locatizio dell’immobile”.

Nello stesso tempo il Sindaco Melchionda, confermando le sue dichiarazioni, che vanno nella direzione di risolvere il caso, e per l’occasione di affrontare nella sua genericità i rapporti con il mondo delle associazioni, ha manifestato la volontà di incontrarsi nei prossimi giorni con i responsabili dell’Associazione Tufara e riprendere quel dialogo praticamente interrotto dalla “irruzione” del provvedimento di revoca di quel locale e così finalmente si mette una pietra tombale su tutta la vicenda e su tutte le polemiche che ne sono seguite, ma aspettandosi dall’Amministrazione di approfondire quanto riferito chiaramente nell’articolo pubblicato su POLITICAdeMENTE dal titolo “Associazionismo e Comune: Il “Calvario” dell’Associazione Tufara.. e c’é chi fa affari” e nel contempo di verificare i fatti palesemente indicati nelle denunce che sono state riportate sia nella lettera a firma di Armando Voza che in tutti i post a commento dell’articolo, con particolare riferimento a quelli di Vitina Paesano e di Peppe Barra.

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Eboli, 25 agosto 2013

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62 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Si e’ vero avete fatto un ottimo lavoro….avete insegnato il tombolo….avete fatto i cucinielli, scrivete poesie….le pubblicate, addirittura sotto l’egida del presidente del consiglio….ve la prendete con Cannoniero, con il sindaco, con Tarantino e in mezzo a tante cose ….ma na cazza e passata di flatter o olio di lino che dir si voglia quann’ cazzo ‘a facite a chella porta e a chella targa…. nun verite ca se so’ scagnuliate? Sulo pe chest’ rong ragione a Cannoniero. E che cazzo… e prima e mette a fotografia ncoppo o blog pittatele!

  2. Cassandro e non Cassandra
    vuò verè da vuj ve pgliato o “scompto” pa pittura e pè lati strunzat e nuj amma pittà a porta.
    E tu nunn e stat maj ‘nziemm a nuj a tu fotte e pizzet?

  3. Gentile signora Cassandra, lei è l’unica diciamo “simpaticamente contro” che ha detto una cosa sensata. In effetti a guardare la foto è proprio orrenda quella porta. Pensi che lì vicino abita una cara persona che ogni anno in verità mi aspetta quando riaprono i corsi estivi per dirmi due cose…. “Ma quando la pitti questa porta, è proprio brutta…!.” e “ Dai, compriamoci un forno e ci mettiamo a fare pizzette qua sopra la terrazza!!!”.
    Alla prima cosa ho sempre risposto…”Hai ragione devo farlo…”, alla seconda ( e se ha voglia può testimoniarlo), “Non posso farlo, questa sede mi è stata data per fare i corsi, non per cucinare..”.
    Se l’avessi stato a sentire almeno a metà, adesso lei non mi avrebbe ripresa. Però deve ammettere che non è l’unico obbrobrio del Centro Storico siglato “219”. In verità non abbiamo speso i soldi per rifare la porta, ma all’interno le assicuro che un “pochino ci è costata”. Se lei conosce qualche bravo ragazzo, che con poca spesa vuole venire a farcela, lo mandi… gliene sarò grata. Sono disposta a sistemarla un po’ meglio, sempre che dopo la riunione si deciderà di rimanere lì ad operare. In verità un amico si era proposto di farmi almeno l’insegna gratis, ma poi preso anche lui da mille impegni se ne è dimenticato. Così è la vita. Per quanto riguarda l’Ing. Cannoniero che LEI ha nominato, mi spiace che lei lo abbia fatto e che si capitato in questa storia, sono sicura al 100% per 100% involontariamente perché si è fidato. Colgo l’occasione per dire che in passato ho avuto a che fare con lui per una vicenda personale mai risolta che riguarda la mia abitazione ma nonostante questo ho conservato nei suoi confronti una stima se non altro per la disponibilità al dialogo che ebbe allora, una stima mai dichiarata perché non ce n’è stata la possibilità. Approfitto di questo intervento, spero l’ultimo, per fargli sapere che la mia stima nei suoi confronti è immutata, ed anche quella di altre persone che ieri sera hanno fatto il suo nome in redazione mentre si discuteva su questa vicenda.
    Complimenti signora Cassandra per il suo dialetto, se fossi assessore alla pubblica istruzione (tranquilli non vi aspiro e mai vi aspirerò) proporrei a tutti i direttori didattici di aggiungere lo studio del nostro dialetto nelle scuole, che in parte sta scomparendo con termini che nessuno conosce o ricorda. A proposito di questo, consiglio il vocabolario “ebolitano-italiano” scritto dalla bravissima Rosalia D’Ambrosio. lo potete trovare da Edicolè o presso la redazione de “Il Saggio”. E’ una chicca che ogni “Jevulese” dovrebbe avere nella sua libreria.
    La saluto signora Cassandra alla sua maniera. “Statt bbona”.
    Vitina Paesano

  4. Dott. Del Mese, rileggendo mi accorgo di aver sbagliato un verbo… Il solito vizio che ho di non rileggere e poi è scomodo scrivere in questo quadratino… comunque chiedo scusa prima che si scatenino le risate!!!

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