Fascia Costiera tra degrado e abbandono: Dialoghi sulla natura e sull’ambiente

Dal Presidente nazionale del WWF Italia Fulco Pratesi, Armenante, Amatruda e Cianchi, parte il dibattito per svegliare le coscienze sul destino della Fascia Costiera.

Un dialogo sulla natura e sull’ambiente, che se arrivasse nelle stanze dei bottoni: dalla Provincia di Salerno alla Regione Campania, dal Ministero dell’Ambiente ai Comuni interessati da Pontecagnano a Battipaglia, da Eboli a Capaccio Paestum, per decidere il futuro della Fascia Costiera.

Foce Sele

Foce Sele

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

EBOLI – L’estate 2013 sta per volgere al termine, anche se si prospettano ancora tante settimane di belle giornate e di sole, ma purtroppo per gli operatori turistici, un poco per la crisi economica generale in cui versa il Paese e un poco per le condizioni generali di abbandono e di degrado della Fascia Costiera, della Pineta, del litorale sabbioso, e di quel tratto straordinario della Foce del Fiume Sele, anch’esso costretto a convivere con un Poligono di Tiro Militare, non è stata delle migliori.

Ma economia turistica a parte, cercando di essere più propositivi che critici POLITICAdeMENTE ha ritenuto di pubblicare un “dialogo” a distanza che si svolge sul web, tra varie persone, tra cui si riconoscono oltre che il Giovane manager e proprietario del Campeggio Villaggio Paestum di Foce-Sele sulla Marina di Eboli, Salvatore Amatruda, il responsabile locale del WWF Vincenzo Armenante, il responsabile dell’Oasi WWF grossetane Fabio Cianchi, il Presidente Nazionale del WWF Italia Fulco Pratesi, e tra i tanti, un nostro conterraneo emigrato al Nord Massimiliano Lenzi, tutti a discutere dello stesso problema, osservando e mettendo insieme con rammarico, critiche, riflessioni, suggerimenti, speranze.

Un dialogo sulla natura e sull’ambiente, sui generis, ma che potrebbe, se arrivasse nelle stanze dei bottoni: i Comuni interessati da Pontecagnano a Battipaglia, da Eboli a Capaccio Paestum; dalla Provincia di Salerno alla Regione Campania senza escludere il Ministero dell’Ambiente che dovrebbe sopraintendere su questo particolare e delicato settore dell’ambiente, considerato per il futuro il primo fattore di ricchezza delle nostre società.

Un dialogo che potrebbe iniziare ora, per evitare di ritrovarci l’anno prossimo nelle stesse condizioni e a continuare a lamentarci. Dialogo, che se i sordi e muscolari Amministratori Provinciali, proprio adesso che è stato approvato e finanziato il Grande Progetto di riqualificazione ambientale della Fascia litoranea che va da Pontecagnano ad Agropoli, insieme ai vari Sindaci interessati, si confrontassero e accettassero anche suggerimenti e collaborazione, si potrebbe arrivare a trovare una strada condivisa, che in uno tuteli l’ambiente e tutte le sue forme di vita, lo riqualifichi e lo restituisce ai cittadini, includendoci da protagonisti anche i vari operatori economici che hanno investito o vogliono investire in un progetto di grande futuro.

Ed è con questo spirito e su queste basi che si pubblica gli interventi che seguono, nella speranza che chi legge possa dare il suo contributo aggiungendo il proprio pensiero e nella speranza che si risvegli o si svegli quel sentimento di rispetto della natura e dell’Ambiente elevandolo a cultura del vivere bene.

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“Nell’ambito delle mie esplorazioni della Fascia costiera ebotinana/capaccese – scrive il Responsabile della Piana del Sele di WWF Italia Vincenzo Armenante a conclusione del rapporto sulle condizioni della fascia litoranea che va da Salerno ad Agropoli, a seguito di un suo sopralluogo nelle prossimità della Foce del Fiume Sele e con particolare attenzione al tratto di spiaggia e di Pineta adiacente alla foce stessa. Reportage che oltre ad inviarlo a POLITICAdeMENTE, lo ha inviato anche al Presidente Nazionale del WWF Italia Fulco Pratesi con l’intento di conoscere il territorio e gli uccelli che la frequantano, ieri pomeriggio partendo dall’ingresso a mare del Camping Paestumn ho percorso il tratto dunale fino alla Foce del Sele.

Vincenzo Armenante

Vincenzo Armenante

Ho verificato che:

  • l’area è abbandonata. L’esercito non la utilizza più da diverso tempo come poligono di tiro- si entra e si esce a piacere;
  • all’inizio ci sono diversi bagnanti, procedendo, poi, verso la foce, ci sono  nudisti italiani e stranieri;
  • Il mare ha trasportato sulla spiaggia tonnellate e tonnellate di legname, in alcune parti è stato bruciato;
  • con il legame sono state costruite capanne tipo quelle degli indiani d’america;
  • la foce è fequentata da numerosi pescatori- entrano da un passaggio nei pressi della foce;

Il mare, mosso, penetra nella foce dove si è formato uno stagno di acqua, in buona parte, salata frequentato prevalentemente da spigole e cefali.

Non ho visto nemmeno un uccello. E’ territorio di tutti e di nessuno.

Faccio presente che dalla foce del Sele inizia e viceversa finisce l’AVISVIA migratoria Sele/Ofanto tirrena/adriatica.

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fulco-pratesi

fulco-pratesi

“Grazie del bel reportage. – Scrive in un messaggio pervenutoci da Fulco Pratesi Presidente Nazionale di WWF Italia a commento di un reportage di Vincenzo Armenante, responsabile del WWF locale gli ha inviato e ci ha inviato – Nonostante tutto l’area che hai percorso è ancora bellissima e meritevole di ogni attenzione. Nell’insieme non mi sembra troppo degradata e comunque sempre meglio di stabilimenti balneari, ombrelloni, macchine per pulire l’arenile, rotonde sul mare e lungomari! Che dio ce la conservi anche perché, come dici tu, rappresenta lo sbocco dell’avisvia Ofanto/Sele”.

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Tra le varie persone che hanno ricevuto il messaggio vi è anche il giovane proprietario del Campeggio Villaggio Paestum **** di Foce-Sele sulla Marina di Eboli, Salvatore Amatruda, il quale è sempre all’erta rispetto alle brutte avventure che quel tratto di costa, di Pineta, di Spiaggia, nel corso dell’anno è costretto a subire, ricordando soprattutto la disavventura di qualche settimana fa, allorquando una comitiva di stranieri, senza dare nessun tipo di spiegazione, abbandonò il Campeggio solo al loro secondo giorno di vacanze su 15 previsti, perché nell’Area del poligono militare di Foce Sele, i militari diedero sfogo della loro bravura sparando tanti di quei colpi in mare da far spaventare i bagnanti e creando un danno oltre che all’ambiente anche agli operatori turistici della zona, in primis allo stesso Amatruda. In quella circostanza protestammo, ma invano, perché a distanza di qualche giorno si ripetettero gli spari verso quel pericoloso nemico che si celava nelle acque prossime alla foce del Sele.

 Salvatore Amatruda

Salvatore Amatruda

“Caro Vincenzo, – Scrive inserendosi nella discussione il giovane manager Salvatore Amatruda, raccontando la sua esperienza di operatore turistico che rispetta l’ambiente, ma anche suggerendo alcuni interventi che sarebbero necessari e denunciandone altri che invece potrebbero e dovrebbero essere evitati – la situazione qui giù è tragica, non bisogna limitarsi a denunciare con qualche foto, c’è bisogno di intervenire, su otto km di costa Ebolitana solo una piccola parte viene pulita dal comune con mezzi meccanici, qui a foce sele nessuno tocca niente è sempre stata abbandonata, in zona SIC bisognerebbe pulire la spiaggia con il rastrello, ma se conoscete la zona, sai che è un impresa impossibile, spostare tronchi di 6 metri e oltre, l’immondizia per almeno 150 metri a sinistra verso la foce dal nostro lido la puliamo noi, non pretendiamo un grazie, ma almeno non ci sparate contro con le parole, noi ci mettiamo l’anima nel nostro lavoro, e noi operatori non siamo tutti uguali, nel nostro campeggio è da 40 anni che adoperiamo un depuratore perfettamente funzionante e controllato a nostre spese, qui nel nostro campeggio come giù in spiaggia ci sono molte specie di uccelli, ovviamente dipende dall’orario, e in primavera abbiamo avuto tantissime farfalle, e non accetto leggere che quando i militari sparavano c’erano più uccelli, bisognerebbe fare pressione per ripulire il fondale del fiume sele e dare la possibilità di raccogliere la legna, poi bisognerebbe dare la gestione a privati coscienziosi in modo da tenere pulita le arie, con sentieri per il trekking, e posti di osservazione, aria pic nic, o altre cose in tema con la natura ed ovviamente senza cemento, non accetto che si scrive che è meglio così come è la nostra costa.

Poi viviamo in un SUD abitato da persone incivili e ineducato e su questo siamo inermi”.

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Foce sele arbusti

Foce Sele arbusti

“Certamente – risponde Armenante intrecciando il dialogo che sembra si stia sviluppando sull’ambiente e sulle condizioni di abbandono in cui versa il litorale che va da Pontecagnano Faiano ad Agropoli ed in particolare il tratto prossimo alla foce del Fiume Sele – quello che dice Fulco è in gran parte condivisibile. Non condivido tuttavia il fatto che ci sia l’assenza totale di una qualsiasi forma di gestione/controllo. Non ho niente contro i nudisti. La libertà di prendere il sole e bagnarsi così come la natura ci ha creati la ritengo”normale”. Ma ci vorrebbero  spazi a loro riservati  o perlomeno un cartello, in zona, che illustri la situazione.

Quando c’erano i militari non si poteva entrare. E ci sono i cartelli lungo il perimetro esterno, ma non sulla spiaggia. C’erano le esercitazioni e gli uccelli- stranamente,ma non tanto, erano abituati  e non si spaventavano dei colpi delle mitragliatrici. Se non vado errato la Foce del Sele è anche un SIC (Sito di Interesse Comunitario).

Chi controlla i bagnanti quando il Comune e l’ARPAC stabiliscono il divieto di balneazione per inquinamento?

Quando qualche anno fa sono stato a visitare la Foce dell’Isonzo c’erano centinaia di uccelli di tante specie. Era un piacere osservarli. Ho percorso chilometri, armato di binocolo e macchina fotografica. Non ho visto uccelli sulle dune e nello stagno alla foce. Non mi sembra normale.

Si può pescare? Non lo so.

Il primo messaggio e questo sono stati inviati a persone sensibili alle tematiche ambientali legate allla fascia costiera che da Pontecagnano arriva ad Agropoli.

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Foce Sele - tronchi in spiaggia

Foce Sele – tronchi in spiaggia

“Caro Salvatore, – rispnda ancora Fulco Pratesi rivolgendosi ad Amatruda – sui detriti spiaggiati c’è da fare una distinzione: quelli organici naturali (tronchi, rami, foglie e “alghe” come le posidonie e le palle formate dai loro rizomi) sono quasi sempre utili sia per frenare i venti marini carichi di salsedine e sabbia, sia come habitat per molte specie come i fratini e i corrieri piccoli, molti coleotteri rari, lucertole e i bellissimi gigli delle sabbie fotografati dal grande Enzo. Per questo, nelle Oasi WWF si tolgono (a mano con volontari!) solo gli elementi di plastica, vetro e metallo e la pulizia rispetta la presenza di piante pioniere preziose anche per contrastare l’erosione dell’arenile. Ma forse su una foce fluviale i problemi sono maggiori“.

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“ODDIO, – si inserisce nel dialogo a distanza il responsabile delle OASI WWF del grossetano, Fabio Cianchi spero che quanto appena letto non si verifichi, non si può continuare a gestire le spiagge con rastrelli e trattori, organizzate le pulizie manuali con i volontari o con persone pagate, ma per l’amor di Dio non distruggete un altro tratto di costa italiana.
Leggete, informatevi a cosa servono i legni sulla spiaggia e riflettete”.

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Foce Sele-Giglio Marino- tra i detriti di mare

Foce Sele-Giglio Marino- tra i detriti di mare

“Caro Salvatore – risponde ancora Armenante – conosco bene il Tuo Camping, come quello della Foce dei Tramonti, lato pestano. Rispondere puntualmente a tutte le cose che dici è quasi impossibile e dispersivo.

Invece, se vuoi, possiamo incontrarci, e prendere il caffè da Te, assieme agli amici del camping “la foce dei tramonti” che gravita attorno alla Foce del nostro grande fiume Sele ricco di gloriosa storia, cultura e natura.

All’incontro potrebbero partecipare i Sindaci di Eboli, Capaccio e l’Ente Riserva Foce Sele Tanagro.

Potremmo studiare assieme e preparare iniziative di tutela e fruizione corretta di quest’area per la prossima stagione balneare.

Attendo risposta per organizzare, se si è disponibili, l’incontro”.

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Foce del Fiume Sele

Foce del Fiume Sele

“Ho fatto per la prima volta un giro nelle zone di cui parla nel suo blog… – scrive Massimiliano Lenzi un cittadino originario delle nostre parti rammaricandosi dello stato di abbandono e di degrado in cui versa il nostro litorale – Che dire… Una descrizione precisa e perfettamente calzante: la spiaggia, e gli accessi alla spiaggia, nonché la litoranea sono un immondezzaio… ( non ho visitato le pinete ma non credo di essermi perso molto)!!! Oltre alla sporcizia vi è anche un degrado paesaggistico dovuto all’incuria per il verde e al disordine urbanistico, se di urbanistica si può parlare in un contesto cosi degradato.

Quella che potrebbe essere una stupenda litoranea e invasa da rifiuti, prostitute, extracomunitari e dal degrado edilizio… Ed io un po mi vergogno di tutto questo perché sono italiano e qui siamo in Italia, anche se sono tanto lontano dalle mie terre d’origine, al nord.

Uno di questi giorni mi armerò di sacchi dell’immondizia e di un rastrello, mi pulirò un pezzetto di spiaggia, in modo da poter godere un po’ del mare senza doverlo fare in mezzo ai rifiuti. Ma secondo lei è proprio un utopia l’immaginare una riviera bella, ordinata e pulita di cui essere orgogliosi?

Eboli, 28 agosto 2013

Il presente articolo è proprietà intellettuale di POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese ed è vietata la riproduzione, tranne se con un Link di riferimento.

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. complimenti admin articolo interessante
    una mia opinione
    lasciare la foce del sele agli animali e alle forze della natura, anche quelle senza costume
    d’altronde quando ad amministrare la cosa pubblica non era l’interesse economico su tutto le zone adiacenti la foce del sele e quella adiacente lo scolo del consorzio di bonifica erano non balneabili

  2. Diciamola tutta:la litoranea ad Eboli non ha mai decollato,e visti i tempi bui difficilmente lo sarà in futuro!
    Tra extracomunitari,abusivi,impianti disinquinanti mai entrati in funzioni,e piani di riqulificazione quanto meno opinabili,è una distopia in piena regola!
    Ma non la mentiamoci:RIMINI,capitale del divertimento,appunto il “DIVERTIMENTIFCIO” per eccellenza sta in deflazione,e nulla lascia sperare in bene.
    Questo è l’epilogo triste di un sistema atavico turistico,anche li incapace per i tempi e mai rinnovato, da riproporre in fotocopia ogni volta che il turista cambiava.La balena storica del rutilante divertimento italico si è arenata.
    La crisi tra un po proporrà la tassa anche sulla gioia,se ce ne fosse davvero…

  3. Domenica scorsa 27 ottobre, gli Italiani hanno messo gli orologi un’ora indietro. Gli ebolitani, i battipagliesi, i capaccesi ecc…invece, avrebbero potuto tranquillamente spostarli 50 anni indietro! se non di più.
    Tale è, infatti, il degrado, l’abbandono, la noncuranza della nostra fascia costiera, descritta dall’inviato del WWF, che non possiamo non rimpiangere lo stato dei luoghi di oltre 50 anni fa.
    Il padre Sele, dopo il suo sinuoso viaggio, per millenni ha fertilizzato una delle pianure più ricche d’Italia, sfociando a delta in quel tratto di mar mediterraneo scelto dagli antichi greci per la fondazione di Poseidonia. Essi, non a caso, si fermarono lì. Quel luogo dovette apparire benedetto dagli dei,grazie al micro-clima esistente e all’armonia flora-faunistica osservata.
    Da allora la Piana ha subito decadenze e rinascite. E se le prime sono quasi sempre imputabili alla “natura matrigna”, le seconde spettano esclusivamente all’opera umana.
    L’ultima rinascita avvenne anche grazie ai lavori del Consorzio di Bonifica culminati con l’impianto della meravigliosa pineta frangivento a difesa dei terreni coltivabili minacciati dalle intemperie marine.
    Poi vennero gli anni ’60 e iniziò IL GRANDE SFREGIO.
    Il sindaco Rosania insieme all’allora ministro degli Interni Giorgio Napolitano e con l’intervento(pagato) dell’esercito riuscì a sgombrare il territorio dai “barbari napoletani”.
    Ma non si passò mai alla FASE 2, cioè alla riqualificazione della fascia costiera.
    Ho tra le mani un CONCORSO DI IDEE PER UNO SVILUPPO INTEGRATO TURISMO-AGRICOLTURA promosso dalla provincia di Salerno e culminato in una mostra-dibattito del 5 novembre 1998.
    Furono anche premiati i lavori migliori.
    Che fine ha fatto quel concorso? Dove sono andati a finire i finanziamenti ottenuti o solo ventilati? Ma, soprattutto, dove sono i presidenti della Provincia e della Regione, gli assessori, i sindaci , i parlamentari e quant’altri che, in maniera così roboante, 15 anni fa, sponsorizzarono quel progetto?
    Di grazia, vorrei avere una risposta da qualche addetto ai lavori.
    Ma sono sicuro che andrà a finire come quel carabiniere della famosa barzelletta: INTERROGATO IL MORTO NON RISPONDE

  4. da quanta anni se ne parla … solo!

  5. da quaranta anni … se ne parla solo. io, che arrivo da Torino quest’anno alla “””””marina di Eboli “”””” manco ci sono andato! mi fa schifo.

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