Battipaglia e il PUC che verrà

Un Piano che superi l’attuale conflittualità amministrativa, nata da interpretazioni non sempre lineari delle norme e delle sentenze da parte degli uffici, che si confronti con il territorio e le leggi.

Etica per il Buongoverno grazie alla proroghe regionali dei termini di approvazione del PUC, si attende che l’attuale preliminare di PUC, sul quale più volte ha espresso le sue argomentate perplessità, interrompa definitivamente il suo iter.

Pietro Benesatto-Cecilia Francese.

Pietro Benesatto-Cecilia Francese.

 da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Nel mese di agosto – si legge nella lunga nota politica che Pietro Benesatto e Cecilia Francese di Etica per il Buongoverno, che intervengono ancora una volta sulle prospettive future del Piano Urbanistico Comunale di Battipaglia, anche alla luce della Proroga di 18 mesi che la Regione ha concesso ai comuni perché approvino i loro strumenti urbanistici. Proroga che mette fine anche alla condizione legata al tempo che avrebbe suggerito di approvare in tutta fretta il PUC per evitare di essere commissariati – avevamo proposto alla Regione la proroga dei termini  del PUC e del Piano Casa. Oggi finalmente entrambe le proroghe sono arrivate!

Ora il Commissario avrà la possibilità di dedicarsi all’ordinaria gestione amministrativa del Comune di Battipaglia e di lasciare invece alla Città la possibilità di autodeterminarsi sulle scelte urbanistiche, che certo non potranno essere quelle lasciate in eredità dalla scorsa amministrazione e che stavano andando ancora avanti in nome di un supposto “obbligo” di legge. Oggi questa impellenza non c’è più, e ciò costituisce un’occasione importante per il futuro di Battipaglia, perché la politica avrà la possibilità di scegliere quale disegno dare alla Città nel prossimo futuro, nel rispetto delle nuove scadenze di legge.

Noi di Etica per il Buon Governo, se gli elettori vorranno assegnarci il compito di guidare la Città, non proporremo certo un PUC che aggredisca la zona agricola e la fascia costiera, come quello nato nella scorsa amministrazione dagli inciuci del “Laboratorio Politico sul PUC”.

Proporremo invece un Piano Urbanistico a zero consumo di territorio, che individui all’interno dell’area urbana gli spazi residui e quelli per la riqualificazione, attraverso una sostituzione edilizia che permetta di sfruttare il sottosuolo, di ricavare aree per le urbanizzazioni e di consentire, attraverso la premialità, la realizzazione dei nuovi alloggi previsti tempo fa in conferenza d’ambito.

Un Piano che sia sostenibile economicamente, e che anziché prevedere opere faraoniche incompatibili con le disastrate finanze dell’ente, cerchi invece di garantire tempi certi di attuazione, coinvolgendo così gli investitori privati, anche i piccoli risparmiatori attraverso le sottoscrizioni pubbliche.

Un Piano che superi l’attuale conflittualità amministrativa, nata da interpretazioni non sempre lineari delle norme e delle sentenze da parte degli uffici.

Un Piano che si confronti con il Piano Casa Regionale e il Decreto Sviluppo, che se correttamente attuati possono dare risposte al disagio abitativo di tante famiglie bisognose di un alloggio sociale.

Un Piano che restituisca dignità all’agricoltura, che preveda le necessarie infrastrutture, come i mercati specializzati (ad esempio per la floricoltura), nonché gli interventi per garantire la salubrità dell’ambiente, a partire dalle acque di falda, in modo che, insieme agli altri Comuni dell’area, si possano rilanciare i prodotti “made in Piana del Sele”, marchio sinonimo di qualità, dalla mozzarella ai prodotti agricoli della IV gamma, di cui siamo il principale polo in Europa.

Un Piano che sia in grado di seguire le evoluzioni del settore industriale locale, oggi schiacciato dalla globalizzazione, favorendo le dinamiche della trasformazione, abbattendo la burocrazia e riducendo i vincoli di destinazione d’uso nel rispetto della perequazione degli oneri urbanistici, al fine di rilanciare l‘economia e l’occupazione.

Un Piano rivolto anche al turismo, che sfrutti finalmente la fascia costiera per quello che è: una preziosa risorsa naturale e non un’area libera da cementificare con edilizia residenziale e strutture commerciali, come previsto dall’attuale preliminare. E’ perciò necessario riqualificare anzitutto l’ambiente, attraverso una politica seria di depurazione, puntando a interventi immediati e sostenibili tecnicamente ed economicamente, verificando il funzionamento del depuratore di Belvedere (quasi completato ma poi abbandonato a se stesso) che potrebbe servire anche Bellizzi, e il collegamento con il depuratore in zona ASI, che i documenti del Comune dicono sia stato già realizzato, ma mai utilizzato.

Occorre anche che la rete stradale attuale di collegamento con la fascia costiera, concepita tanti anni fa per l’agricoltura, venga adeguata per accogliere in sicurezza anche i flussi turistici.

Ma per fare tutto questo sarà necessario coinvolgere anche la Provincia e gli altri Comuni che, con Battipaglia, condividono questo patrimonio turistico, affinché sia finalmente valorizzato, aprendo così nuove possibilità anche per la nostra economia. Con questi Enti sarà necessario confrontarsi anche sull’attuale previsione nel PTCP di un porto commerciale e di un’enorme area di smistamento merci nella produttiva Piana del Sele: è davvero necessario? è davvero la scelta migliore per il territorio? anche alla luce delle nuove opere di collegamento a servizio del Porto di Salerno (la Porta Ovest) ?

Non sarebbe invece più opportuno riservare a fini agricoli e turistici il patrimonio naturalistico della fascia costiera, secondo un disegno unitario e condiviso che abbracci la Piana del Sele e unisca il porto turistico della Marina di Arechi, l’aeroporto di Pontecagnano, il nodo ferroviario di Battipaglia, le spiagge e le pinete di Eboli e Battipaglia, la riserva di Foce Sele, i templi di Paestum, fino alle porte del Parco del Cilento?

Oggi, grazie alla proroghe regionali dei termini di approvazione del PUC, ci attendiamo che l’attuale preliminare di PUC, sul quale più volte abbiamo espresso le nostre argomentate perplessità, interrompa definitivamente il suo iter.

Una Battipaglia nuova, diversa dalle macerie che ci hanno lasciato in eredità, è possibile, e noi di Etica ci impegneremo affinché la nostra visione si realizzi, e non solo sulla carta, nel PUC che verrà.

 Battipaglia, 9 gennaio 2014

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