Lettera aperta di Assunta Nigro al Governatore Caldoro

Asssunta Nigro presidente dell’Associazione “Voci di donne”, sul “Polo delle Nascite” di Battipaglia scrive una Lettera aperta al Governatore della Regione Caldoro.

La recriminazione, vuole semplicemente essere naturale difesa del territorio che ci ha dato i natali poichè, come Ella ben sa, il luogo d’Origine è importante non solo per il nascituro ma per le madri e le famiglie. Ascolti anche i semplici cittadini.

mamma-e-bimbo

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta che Assunta Nigro, Presidente dell’Associazione “Voci di Donne” ha scritto al Presidente della Giunta Regionale della Campania Stefano Caldoro, per attenzionarlo sulle recenti decisioni, che hanno visto, nel quadro del Piano sanitario e di riordino dell’assetto ospedaliero della Valle del Sele, si è previsto un Polo delle nascite materno infantile nel vicino Ospedale di Battipaglia, smobilitando i reparti di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dell’Ospedale di Eboli e trasferendoli a Battipaglia, immaginando le varie problematiche che questa concentrazione crea. Tutto in una logica di un risparmio che può anche rispondere ai numeri ma che non fa per nulla i conti con la realtà costituita quella soocioambientale, realtà che nel suo complesso viene solo depotenziata, nel senso che operando alcune scelte nella ragione del risparmio si è finiti solo per risparmiare sui servizi, sulle prestazioni, per giunta allontanando fisicamente anche quei pochi che restano.

E’ solo di questi ultimi giorni la scoperta dello scandalo delle prestazioni in ALPI, (Attività Libero Professionali Intra moenia), che sono costate all’ASL di Salerno ben 22 milioni di lire, corrispondenti al disavanzo di Bilancio 2013 dell’ASL Salerno, e la cosa più grave ancora, che proprio un Commissario incaricato dal Direttore Generale Antonio Squillante, tale dottor Pietro Spinelli, il quale avrebbe dovuto controllare quegli sprechi, a sua volta godeva di quegli sprechi, avendo percepito nell’anno 2012 ben 84mila euro che gli facevano arrotondare il suo stipendio a ben 140mila euro. Quel commissario è lo spreco. Come si può pensare che si possa sopportare di assistere passivi alla soppressione in un Ospedale di reparti che vengono portati altrove in nome del risparmio e poi scoprire che i risparmi sono solo a carico della povera gente e a carico di quelle donne che verranno “deportate” e che avranno i figli che seguono almeno nella nascita la famiglia originaria. E’ difficile.

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Lettera aperta a Stefano Caldoro
di Assunta Nigro

Egregio Presidente,  le scrivo nella qualità di normale cittadina che aspirerebbe a vivere in un paese normale, un Paese che fosse in grado di assicurare, alle tante famiglie e ai tanti giovani, condizioni normali e dignitose; aspirazione logica ma quasi sempre impossibile da ottenere oggi in Italia.

Infatti ancora una volta mi tocca registrare come le logiche dei partiti, per una serie di interessi non certo rapportabili al bene del popolo, ci stanno trascinando nell’ennesimo errore sostanziale e culturale.

Nello specifico il mio dissenso è dovuto al nuovo accordo sul riassetto del piano ospedaliero della piana del Sele, accordo conclusosi nei giorni scorsi con la scusante delle solite difficoltà economiche e che Lei sarà chiamato presto a firmare.

A proposito di dette difficoltà economiche vorrei rappresentarLe come le medesime non siano da addebitare a uno sperpero di denaro pubblico effettuato dal popolo bensì a motivazioni non proprio edificanti e che, a tutti note stanno sempre più irritando il popolo. In parole povere il popolo, ora, non ritiene giusto che possa essere chiamato a pagare sperperi altrui poiché ciò rappresenterebbe oltre al danno anche la beffa.

Infine i cittadini sono stanchi di una politica così poco lungimirante che effettua indiscriminatamente tagli sempre più consistenti alla Sanità, ovvero tagli che nella sostanza significano la negazione del diritto di una persona alla sua vita?

Assunta Nigro

Assunta Nigro

Pertanto, giunti a tal punto, comprenderà signor Presidente che noi, cosiddetti cittadini normali, non possiamo più far finta di non vedere la perversità e il danno che andrebbero a provocare alcune decisioni che sono state prese, in questi giorni, nella nostra provincia; e in aggiunta assistere anche alle esternazioni positive che ne fanno i nostri politici locali i quali, unitamente al sindaco di Eboli, fanno a gara per prendersi i meriti di un accordo stipulato sulla Sanità della Piana del Sele, piano, invece, fortemente contestato dai cittadini soprattutto ebolitani. Infatti ci tornano davvero inconcepibili le dichiarazioni del nostro primo Cittadino quando afferma che “Questo Assetto Ospedaliero della Piana del Sele Ë stato concepito nell’interesse della Sanità locale”. Ma di quale interesse parla?

Purtroppo con la nuova ripartizione non solo l’ospedale di Eboli diventerà un’ospedale con solo qualche reparto d’eccellenza per la Sanità locale, ma di contro e sicuramente, per noi ebolitani rappresenterà la perdita di una naturale continuazione della nostra storia, piccola o grande che sia.

Infatti quando il Polo delle nascite sarà trasferito nella città di Battipaglia, noi perderemo quella identità natale che sta alla base della continuazione identitaria di una città e di una intera popolazione, comprendente non solo il territorio di Eboli ma anche quello più ampio che comprende tutta la Valle del Sele e di altri paesi intorno. A mio avviso se Carlo Levi ripassasse dalle nostre parti riscriverebbe il suo libro -Cristo si è fermato ad Eboli- con un più attuale: Cristo si è fermato a Battipaglia.

La presente recriminazione nulla ha a che vedere con l’amica città di Battipaglia, ma vuol semplicemente essere naturale difesa del territorio che ci ha dato i natali poichè, come Ella ben sa, Il luogo d’Origine È importante non solo per il nascituro ma anche per il luogo. E questo è facilmente desumibile allorchè una città da i natali ad un illustre personaggio di rilievo. Infatti a fare testo non è il luogo originario di famiglia ma quello ove, sia pure per pochi giorni, si è recata la partoriente.

Con questa logica e in forza di questo accordo ci risulta improponibile pensare che, nella provincia di Salerno, per dare la luce al proprio figlio ci si possa recare solo in pochi luoghi; ospedale di Salerno, Nocera, Battipaglia e Vallo della Lucania, togliendo con ciò la possibilità alla città in cui vivo di poter rivendicare la gioia e magari l’onore d’avere qualche futuro illustre concittadino.

Tutto ciò rattrista me e tante altre donne poichè in questo modo noi ci vediamo togliere anche quei piccolissimi diritti che, tanto cari al Meridione, aiutavano a vivere e a conservare la propria identità.

Gentile Presidente, forse per Lei, quanto sopra detto, potrà rappresentare ben poca cosa ma Le assicuro che per noi cittadini di Eboli e di altre città della Campania, la mannaia che sta per calare sul reparto delle nascite, rappresenta una sconfitta. Forse Eboli in cambio avrà Un Ospedale con qualche Eccellenza, e neppure questo, per come vanno le cose in Italia, È certo, ma di sicuro perderà parte della sua storia futura che, grande o piccola che avrebbe potuto essere, era pur sempre la continuazione di una comunità che non merita di vedersi estinta con semplice e ingrato tratto di penna.

Questa, dunque, la preghiera che Le rivolgo: oltre ai politici locali voglia per una volta ascoltare anche i semplici cittadini, ovvero dia attenzione a quelli che infine costituiscono il vero tessuto di un Paese che, come noto, viene mantenuto dal loro lavoro… sempre che questo lavoro sia ancora possibile trovarlo!

Eboli, 5 marzo 2014

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