Battipaglia Story 3: Recesso consorzio ASI e favori ai Lanzetta

La finalità dietro l’uscita dal Consorzio Asi: «Favorire insediamenti commerciali. Determinante l’audizione del colonnello Cerruti.

Il recesso dall’ASI operato per favorire gli imprenditori Lanzetta, che in precedenza aveva ottenuto l’autorizzazione per la realizzazione di uno stabilimento di reti e materassi mai costruito, divenuto poi il Centro Commerciale “Il Castelluccio”.

centro-commerciale-Battipaglia-Via Brodolini- Zona Industriale

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da  (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – “Battipaglia Story“ continua con un’altro puntata che riguarda l’episodio del Recesso del Comune di Battipaglia dal Consorzio ASI di Salerno, una delle tante vicende sulle quali la Relazione della Commissione di Accesso agli atti, si è soffermata e successivamente divenuta determinante insieme alle altre questioni messe in luce, perchè si desse corpo alle motivazioni del Decreto di Scioglimeto del Consiglio Comunale di Battipaglia.

In particolare la suddetta Commissione ritenendo alcune procedure illegittime, ha individuato in alcuni provvedimenti adottati nella zona industriale, elementi che determinassero, per alcuni, un incremento di valore, sulla base di quanto previsto dal relativo Piano Urbanistico attuativo. Aumenti di valore che hanno determinato conseguentemente “vantaggi in favore di soggetti gravati da numerosi pregiudizi penali, riconducibili alla locale criminalità organizzata, uno dei quali con precedenti penali per reati associativi.

La vicenda seguendo le date, le dichiarazioni e le indagini effettuate dalla Commissione di Accesso agli Atti, riguarderebbe un suolo precedentemente concesso dall’ASI per la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di reti e materassi, mai costruito e per questo in via di decadenza autorizzativa, divenuto poi un Centro Commerciale “Il Castelluccio“, realizzato da una società riconducibile agli imprenditori Lanzetta.

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di Oreste Vassalluzzo
Giornalista professionista

Veniamo alla questione ASI. Il Comune di Battipaglia decide nel 2011 di recedere dal Consorzio ASI di gestione dell’area industriale. Nel 2013 l’uscita viene ratificata ed è istituito un ufficio per l’acquisizione ed il subentro nelle competenze già del Consorzio ASI.

La commissione, anche attraverso le dichiarazioni del comandante della Polizia Municipale Giorgio Cerruti, che questo recesso era finalizzato a «favorire insediamenti commerciali (di regola non ammissibili), con evidenti intenti speculativi oltre che per finalità agevolative».

Il riferimento della Commissione d’accesso agli Atti è al centro commerciale “Il Castelluccio” afferente alle società Elleggì Costruzioni srl e della Ricerca & Sviluppo snc degli imprenditori Lanzetta.

«Ed a riscontro di ciò vengono evidenziate le vicende che hanno interessato la Italsima, società che nel 2005 venne autorizzata dall’ASI ad un insediamento produttivo per la fabbricazione di reti e materassi, attività mai espletata che induceva il Consorzio, nel maggio 2011 ad avviare la procedura, conclusasi nel successivo novembre, della decadenza dalle autorizzazioni a suo tempo rilasciate.

L’Italsima successivamente nel 2013 ha ricevuto dal Comune di Battipaglia, in virtù delle neo-competenze acquisite a seguito del re- cesso dall’ASI, una nuova autorizzazione per l’insediamento di attività commerciali. I Commissari, nel sottolineare la strana coincidenza anche temporale tra le determinazioni assunte dal Comune e i provvedimenti repressivi adottati dall’ASI, nei confronti dell’Italsima (che, evidentemente, si intendeva agevolare cosi come confermato dalla nuova autorizzazione concessa), risalgono ai titolari della predetta impresa; amministratore unico è Antonio Lanzetta, fratello di Gennaro Lanzetta, noto pregiudicato camorristico inquadrato nel clan Nuova Famiglia, già in rapporto con l’Amministrazione comunale di Battipaglia quale beneficiario delle variazioni apportate alla pianificazione urbanistica».

Battipaglia, 5 maggio 2014

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Buon giorno,ma se tutto quello che dice il cronista è vero perchè non si provvede alla confisca della malefatta?.

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