Ripascimento del Litorale del Golfo di Salerno: Niente di fatto all’Open Day presso la Provincia

Concluso l’OPEN DAY “interventi di difesa e ripascimento del Litorale del Golfo di Salerno”. Osservazioni del Comitato Rinascimare e richiesta di un nuovo incontro.

L’incontro non ha prodotto novità. Ignorato ogni suggerimento. La Provincia si arrocca sulle sue posizioni e porta avanti un progetto tecnicamente e metodologicamente invariato sin dal suo impianto preliminare. L’Open Day? Solo un “Sigillo” ad un’operazione già impacchetata.

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Venerdì 30 maggio presso la Provincia di Salerno si è tenuto l’Open Day sul Grande Progetto: Difesa e ripascimento della fascia costiera dall’erosione.

L’ennesima messa in scena dei principali attori di questa vicenda: il RUP del progetto Dott. Domenico Ranesi ed i politici della Provincia Dott. Antonio Fasolino, e l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Salerno Dott. Adriano Bellacosa.

Come già avvenuto in altri contesti pubblici – dichiara Giuseppina Letteriello portavoce del Comitato Rinascimare che insieme ad altre Associazioni ambientaliste si stanno battendo per cercare di instaurare un dialogo con l’Ente Provincia di Salerno, tra l’altro, in via di scioglimento, delusa di come si è svolto l’Open Day i rappresentanti della Provincia si sono arroccati sulle proprie posizioni mostrandosi totalmente sordi davanti alle istanze dei cittadini”.

Tant’è che le associazioni Legambiente, WWF, L’Altra Italia, SEL e semplici cittadini riuniti nel comitato Rinascimare già da un anno hanno presentato delle richieste che sono rimaste totalmente inevase. La Provincia infatti ha continuato a portare avanti un progetto che dal punto di vista tecnico e metodologico è restato invariato sin dal suo impianto preliminare.

Insomma non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire, poi quando i “sordi” sono una parte marginale, una “destra” nella “destra”, riunita in un “Partito” (Fratelli d’Italia) che al contrario della sua marginalità elettorale, confermata anche dagli ultimi risultati delle Elezioni Europee, che vedeva, tra l’altro, impegnato proprio il Presidente Facente funzione della Provincia di Salerno (Siolta) Antonio Iannone, concentra in se tutto il potere che l’intera Destra aveva ottenuto all’indomani delle Elezioni Provinciali del 2010, allora ci si rende conto con chi si ha a che fare e quali risultati si possono ottenere.

Risultati che si reggono sulla caparbietà e sull’arroganza di chi sa di avere in mano ogni cosa e ritiene in maniera muscolare di utilizzare senza confrontarsi se non “obbligati” come nel caso dell’Open Day, allergici come sono ad ogni forma di democrazia, che sicuramente porteranno ad un’altra storia rovinosa, uguale a qualsiasi altro settore “guidato” da questra “destra nella destra” che porterà al fallimento come per i Trasporti, l’Ambiente e i Rifiuti, l’Aeroporto, il Consorzio delle Farmacie, l’ASI, e il capolavoro dei capolavori la Sanità. tutte operazioni rovinose trasformate in cumuli di macerie da personale politico improvvisato ed in moltissimi casi attenzionati anche dalla DDA e da indagini proccessuoali in corso.

Il Grande Progetto: Difesa e ripascimento della fascia costiera dall’erosione, sarà il “SIGILLO” di una vicenda che seppellirà per sempre una classe politica, la peggiore emersa negli ultimi anni e che Forza Italia, l’ex Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna prenda subito le distanze per non restarne travolti, per il resto, si tratta solo di aspettare

In conclusione anche l’ “open day” è stato una mera operazione di facciata che l’Ente ha promosso al solo scopo di ottenere il sigillo di qualità del confronto pubblico.

Il comitato dal canto suo ha elencano le principali perplessità e le proposte già più volte palesate, anche alla luce delle Prescrizioni contenute nel decreto VIA.

La contrarietà a tale progetto nasce da un’attenta analisi delle cause, dell’evoluzione attuale del fenomeno, della vocazione dell’area e della possibilità reale di intervenire con misure alternative e notevolmente meno impattanti.

Le proposte del comitato sono riassumibili nei seguenti punti:

  • Eliminazione delle opere rigide che ormai esperienze consumate in altri contesti suggeriscono essere generalmente inefficaci e non risolutive anche in considerazione della dinamica costiera dell’unità fisiografica oggetto dell’intervento;
  • Utilizzo di ripascimenti morbidi e/o protetti nei punti in cui la spiaggia è estremamente limitata e il mare prossimo a strutture antropiche come lungo il litorale di Pontecagnano fino al Magazzeno;
  • Arretramento nella parte retrodunale delle strutture balneari nelle aree dove la fascia pinetata è ancora molto ampia, mettendo in campo, eventualmente, risorse per gli operatori del settore;
  • Riordino urbanistico mediante interventi tesi anche all’incremento dei servizi e alla riqualificazione ambientale e sociale della fascia pinetata oggi in totale stato di abbandono e di degrado quotidianamente oggetto di illeciti di vario tipo (abbandono di rifiuti, prostituzione, furti, contrabbando, ecc..);
  • Interventi sui corsi fluviali che nel medio e lungo periodo consentiranno un reintegro seppur parziale delle portate solide oggi davvero esigue, anche attraverso un sistema tipo By-pass sulla diga di Persano;
  • Ricostruzione della fascia dunale ove essa sia stata coperta o eliminata e preservarla ove essa sia ancora presente;
  • Applicazione immediata del deflusso minimo vitale su tutte le captazioni (per tutti gli usi) relative ai bacini dell’Irno, Picentino, Tusciano e Sele;
  • Riorganizzare e potenziare i sistemi di depurazione;
  • Verificare lo sfruttamento della falda attraverso anche un maggiore controllo delle derivazioni delle acque sotterranee specialmente nelle aree di costa oggetto degli interventi in quanto l’abbassamento della piezometrica rappresenta uno degli elementi aggravanti del fenomeno erosivo.

Infine alla luce di quanto riportato nelle prescrizioni contenute nel parere VIA si è chiesto al RUP di definire in maniera chiara ed inequivocabile come la Provincia intende ottemperare.

In particolare si è chiesto di spiegare come intende appaltare i lavori visto che la commissione ha imposto la realizzazione esclusiva di un primo lotto che dovrebbe fermarsi al Magazzeno e che vedrebbe la realizzazione delle sole barriere soffolte.

Si è chiesto di spiegare inoltre, minuziosamente, il programma di monitoraggio che dovrebbe suffragare l’estensione del progetto ai successivi tratti di costa rispondendo tra l’altro anche ai seguenti quesiti:

  • Chi eseguirà il programma di monitoraggio ? Un soggetto terzo qualificato come un’Università o un istituto di ricerca (ICRAM) o la stessa Provincia il che paleserebbe un evidente conflitto di interesse?
  • il periodo di monitoraggio prima dell’esecuzione delle ulteriori opere si baserà su un periodo di tempo statisticamente significativo (almeno cinque anni)? per acquisire dati sulla variazione della linea di costa anche in considerazione del fatto che la Boa di Salerno è stata posizionata poco tempo fa?
  • Esiste un programma di monitoraggio dettagliato in cui sono specificate metodiche, tempistiche e risorse economico-finanziarie?

Si è chiesto inoltre alla Provincia a chi saranno demandati gli interventi di ripascimento previsti nei prossimi 30 anni e di chi sarà la responsabilità della manutenzione.

E a tal riguardo si è domandato se esiste programma di investimenti e accordi di programma in cui sono definite le voci di spesa nei relativi bilanci degli enti coinvolti.

Altro quesito rivolto alla Provincia riguarda il reperimento di risorse economiche per i ripascimenti senza i quali l’Autorità di Bacino dichiara le opere rigide inammissibili.

Si è chiesto di spiegare come un’intera comunità possa e debba fidarsi di un programma di interventi spalmati su un così lungo lasso di tempo (30 anni) per cui necessitano ingenti risorse economiche (oltre 22 M€), anche alla luce dell’incerto futuro istituzionale della Provincia.

L’intenzione di appaltare l’intera opera da parte della Provincia senza tener conto delle prescrizioni VIA e le vaghe risposte rese dal RUP alle altre istanze rappresentate, hanno confermato le preoccupazioni del comitato. Anche dalla politica si registrano le prime posizioni di dissenso, palesate degli interventi del Senatore Gaetano Fasolino e dall’ex sindaco di  Capaccio Avv. Pietro De Simone, Dott. Gennaro De Caro consigliere comunale del comune di Capaccio, Carmine Caprarella consigliere del comune di Eboli. Bisogna tener presente inoltre che tutti i comuni interessati hanno dato parere positivo al grande progetto se (e solo se) saranno seguite le prescrizioni VIA.

Il comitato chiede dunque al RUP di definire in maniera dettagliata come intende proseguire con il progetto ed organizzare un altro open day.

Salerno, 3 giugno 2014

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Da questo mese la littore provincia di salerno come tutte le altre d’italia è ufficialmente decaduta.
    Il capetto iannone rimane ancora qualche mese commissario intsi fa ordine sul decreto ma in effetti ha bene che conclusa la sua carriera politica dato che alle europee ha fatto flop come il suo micropartito che non ha raggiunto neanche la soglia di sbarramento.
    Ancora qualche mese poi e la destra provinciale di cirielli e iannone e qualla regionale di caldoro e carfagna (questi ultimi dovranno vedersela poi alle regionali con la destra di cesaro a purpetta e cosentino alias nick o’mericano) saranno spazzati via.
    E finalmente forse potremmo finirla di parlare di blocchi di cemento nel mare o di palazzina di 4 piani nuova e moderna nel centro storico di eboli in area archeologica per volontà di un prelato xxxxxx xxxxx xxxx xxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxx xxxxxxxxxxx xxxxxxxxx!
    Così come finiremo di avere una sanità nella piana del sele mortificata e con un numero di letti x abitante molto inferiore alla media nazionale e comunque pari a un terzo rispetto al numero dei letti nel vallo di diano e nell’agronocerino.
    E’ a tutti ovvio che questo è stato possibile anche grazie all’appoggio e copertura politica di politicucci locali,traditori per un piatto di lenticchie,e allora non possiamo dimenticare che l’anno prossimo ci saranno le elezioni comunali ad eboli e l’altro illustre duo (questa volta locale) formato dall’ex comunista oggi falso socialista cariello e dal’ex radicale oggi fascista lenza li attendamo al varco. Dispiace solo che perdendo loro le elezioni perdiamo la possibilità di avere in giunta personalità di spessore del calibro di ginetti il saggio,mastro fido e moraniello il mentana della 167….ce ne faremo una ragione.

  2. ottimo ebolitano free,ci leveremo tanta zavorra…
    ma ti sfugge che per abolire le province c’è bisogno di modificare la costituzione. La riforma del Rio le ha rese organi non elettivi.
    Inoltre ci vuole tempo per togliere le funzioni e passarle ad altri enti, abbi pazienza!
    risparmieremo con le elezioni ogni 5 anni e con le indennità( al netto dei rimborsi per gli appartenenti alle assemblee dei sindaci e i consigli delle città metropolitane), ma saliranno i costi derivanti dall’enorme confusione che si creerà, dalle funzioni gestite da piu enti che per forza di cose si sovrapporranno , e da ricorsi che fioccheranno a grappoli.

  3. Non volevano dare ascolto agli abientalisti che, dicono, sono una zavorra per lo sviluppo? Andate a dare un’occhiata nei posti dove questi progetti sono stati realizzate e, a parità di condizioni di correnti marine, vedete cosa questi “pennelli” hanno prodotto.
    Siete delle persone ignobili, questo denaro poteva essere utilizzato per migliorare la depurazione delle acqua “a monte” invece si correrà il rischio che le acque luride non potendo allontanarsi dal litorale perché frenate da queste strutture artificiali si fermeranno nelle vicinanze della riva rendendo le acque un brodo infetto. E cosa accadrà? Come sulle coste adriatiche. Via a lottizzare le zone litoranee con piscine, parchi giochi e cemento a volontà.
    Ribadisco. SIETE IGNOBILI!!!!

  4. Lasciateli fare. Ci vorrà tempo ma la giustizia, quella vera, quando arriva è inesorabile. Faranno tutti la fine di QUELLI di Venezia

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