Arriva il “soccorso rosso”: FISI Sanità propone all’ASL il “Parto a domicilio”

La FISI Sanità fa “assist” all’ASL Salerno e propone il “Parto a domicilio” un progetto che interesserebbe 200 partorienti. …..un “ritorno al passato”.

La proposta del Sindacato FISI Sanità arriva come il “Soccorso rosso” per l’ASL, dopo le decisioni di trasferire i reparti Ostetricia e Pediatria dall’Ospedale di Eboli a Battipaglia che ha le Sale operatorie chiuse dal 15 giugno al 15 settembre.

gravidanza

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – “Il parto non è una malattia”, –  Scrive FISI Sanità. E’ vero, diciamo noi, e aggiungiamo anzi, che il parto è una cosa straordinaria, bella, bellissima, ma pericolosissimo e dolorosissimo per le donne, e solo grazie all’ormone della dimenticanza le donne dopo il primo figlio riescono a portare avanti le altre gravidanze. E’ verissimo, il parto non è affatto una malattia, ma neemmeno vogliamo che una cosa bellissima seppur dolorosa si trasformi in una tragedia – esordisce il responsabile della FISI Rolando Scotillo “Il ricorso all’induzione del parto, che spesso viene usato negli ospedali , è uno dei fattori che porta poi al taglio cesareo, facendo diventare impropria la prestazione. Partorire negli Ospedali non è un’esperienza del tutto naturale: per quanto si faccia o si possa fare , non è come stare a casa.” .

Il parto in casa è sicuro come quello in Ospedale, – prosegue Scotillo, ed anche questo è vero se naturalmente si prendono tutte le dovute precauzioni ivi incluse quelle di rendere il luogo del parto un ambiente del tutto sterilizzato e se non ci si affidi come si faceva una volta alla “mammana” che nonostante tutta l’esperienza accunulata per aver fatto nascere centinaia se non migliaia di bambini non si è mai verificato quanti e quali fossero i danni al bimbo e alla mamma, danni anche incompatibili con la vita – e questo è stato verificato attraverso una ricerca su 24.000 donne (Olsen O., Meta-analysisi of the safety of home birth, pubblicato in Birth, 1977 Mar, 24). Lo studio dimostra che il parto in casa è una alternativa sicura per donne selezionate e che riduce gli interventi medici inutili su donne e bambini sani (episiotomia, accelerazione del parto, ecc.).

La probabilità che avvenga un emergenza è estremamente rara ed è sovrapponibile ad altri eventi di vita (ad esempio un viaggio, ecc.). – potrebbere essere vero anche questo ma non è affatto escludibile, allora ci si spieghi come mai e erché i protocolli stabiliscano ben altre cose fino ad indicarne con la massima precisione anche il numero di persone che devono far parte dell’equipe necessaria a garantire un Parto normale e la sicurezza alla mamma e al bambino, sicurezza anche contro la più banale delle infezioni senza tener conto delle complicazioni e alle emergenze-urgenze per nulla escludibili – Il progetto potrebbe interessare circa 200 partorienti selezionate tra gravide cosiddette a “basso rischio” dell’area Eburina che in tutta sicurezza , in caso di complicanze , si troverebbero comunque assistite da due Ostetriche ed a poca distanza dal polo nascita di Battipaglia ove è presente anche la terapia intensiva neonatale . Il servizio , del tutto gratuito per le partecipanti gravide, potrebbe essere erogato anche a pagamento presso il domicilio con oneri a carico dell’utente a definirsi e si potrebbe, addirittura, proporre alla Regione il rimborso dello speso.

“La proposta è solo un canovaccio – continua Scotillo ed ha proprio ragione, anche perché noi preferiremmo che funzionassero gli Ospedali e che negli Ospedali si garantisse che accanto alle Sale parto vi siano Sale Operatorie attrezzate e funzionanti e che fosero dotate di tutto il personale necessario, non reperibile all’urgenza ma pronto nella sua ordinarietà perché si possa assicurare una efficace urgenza-emergenza, e preferiremmo che le partorienti fossero accolte ed ospitate in locali adeguati al numero di persone che si prefigge di offrire l’assistenza e che non si risparmiasse sulla vita di nessuno, anche se una emergenza si presentasse ogni morte di papa, sebbene si sa che tutto è prevedibile e che il risparmio si faccia sui compensi milionari ai medici che ne fanno uso accompagnati da provvedimenti dell’Azienda che sono la conseguenza del ricorso all’emergenza – su cui si la ASL potrà lavorare insieme ai professionisti del settore , le associazioni e le strutture accreditate e potrebbe rappresentare una valida alternativa alla chiusura del polo nascita di Eboli e la fine di ogni polemica. Anche se, a dire il vero, anche su questa proposta potrebbe sollevarsi il polverone di chi strumentalmente è abituato a dire no alle innovazioni”.

Nel mentre si prende atto che la proposta di FISI Sanità sembra più un “pronto soccorso” nei confronti dell’ASL Salerno a seguito dei suoi provvedimenti intrisi di pericolosità per le Partorienti e i nascituri, non è affatto una novità, il Parto in casa si è praticato fino a 50 anni fa, e successivamente sin è deciso che le strade della sicrezza non passassero dal tavolo della cucina e da una “praticona“, ma che si trasferissero negli Ospedali attrezzati e sicuri, e quindi pur apprezzando il “canovaccio” che ci sottopone FISI Sanità, sarebbe il caso di sottolineare che non sempre il nuovo e le novità rappresentino oggettivamente quello che vorremmo, in questo caso si tratterebbe di un “RITORNO AL PASSATO”, e quindi preferiremmo a quel “canovaccio”, anche per i costi che si andrebbero a sostenere oltre che i rischi e i pericoli che si correrebbe, una tovaglia ben linda e ben sicura di un Ospedale funzionante in tutti i suoi reparti al riparo dei vari Direttori Sanitari, Commissari al Personale e Direttori generali chiusi ad ogni forma di richiamo alle loro responsabilità e magari aperti a quelle che sembrerebbero innovazioni rivolte al passato.

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ASSISTENZA AL TRAVAGLIO E PARTO FISIOLOGICO A DOMICILIOPREMESSA 

Il parto non è una malattia. Una delle ragione che spinge le donne a partorire a casa è la sensazione sgradevole di dover affrontare un momento così intimo e speciale nelle fredde stanze di un ospedale, ove i tempi del travaglio non si possono sempre rispettare, dove la famiglia è tenuta a dovuta distanza, dove tutto si fa in modo impersonale ed asettico. A casa non dovrebbe essere fatto nulla per accelerare il corso fisiologico del travaglio: se esso per qualsiasi motivo si blocca e nonostante tutti i tentativi non va avanti, si va in ospedale. In questo modo si tutela la naturalità senza rischiare. Il ricorso all’induzione del parto, che spesso viene usato negli ospedali, è uno dei fattori che porta poi al taglio cesareo , facendo diventare impropria la prestazione . Partorire negli ospedali non è un’esperienza del tutto naturale : per quanto si faccia, non è come stare a casa.

Il parto in casa è sicuro come quello in ospedale, e questo è stato verificato attraverso una ricerca su 24.000 donne (Olsen O., Meta – analysisi of the safety of home birth, pubblicato in Birth, 1977 Mar,
24). Lo studio dimostra che il parto in casa è una alternativa sicura per donne selezionate e che riduce gli interventi medici inutili su donne e bambini sani (episiotomia, accelerazione del parto, ecc.).
Non tutte le donne possono partorire a casa con tranquillità. Solo le donne definite “a basso rischio” possono partorire in casa con assoluta sicurezza: la probabilità che avvenga un emergenza è estremamente rara ed è sovrapponibile ad altri eventi di vita (ad esempio un viaggio, ecc.).
L’ostetricia ufficiale parla di basso, medio e alto rischio. È vero, in base alla tua storia, agli esiti dei precedenti parti, alle tua condizione di salute di base, la situazione può cambiare. Alcune condizioni vengono selezionate a inizio gravidanza, ma la maggior parte delle condizioni di “salute” verranno valutate alle fine della gravidanza con la ostetrica. Comunque , condizione necessaria e sufficiente , è che si deve arrivare a termine di gravidanza in buona salute (pressione normale, anemia fisiologica) il bambino deve crescere bene ed essere in presentazione cefalica, il travaglio deve iniziare spontaneamen te. Una questione importante è quella delle linee guida: ogni donna è diversa ed ogni situazione è dinamica e particolare. Ciononostante, esistono delle “linee di condotta“, dei riferimenti autorevoli, frutto di esperienze o di ricerche scientifiche basate sulla EBM (Evidenced Based Medicine). L’Ospedale non deve essere lontano più di 30/40 minuti dalla tua casa. Il 90% dei trasferimenti avviene in tutta tranquillità, con la propria macchina, solo perché c’è un problema che non può essere risolto a domicilio. Ospedale non significa emergenza. Ma nei rarissimi casi di emergenza l’ostetrica domiciliare ha gli strumenti e le capacità per intervenire nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
IL PARTO A DOMICILIO: IL PROGETTO .
Area geografica :
Comuni di Eboli e Battipaglia : la recente chiusura del polo nascita del Presidio Ospedaliero di Eboli e la vicinanza ( 30 / 40 minuti) dal polo nascita di Battipaglia permette in tutta tranquillità di gestire i rari casi di emergenza ostetrica domiciliare . Target di Popolazione interessata: 100 / 200 donne in stato interessante definite “a basso rischio”.
Obiettivo : ridurre il ricorso all’induzione del parto, tutelare maggiormente la privacy della partoriente, riportare il parto alla sua condizione di naturalità, decongestionare il polo nascita.
Operatori interessati :
Ostetriche domiciliari ( Ospedale , Territorio) n ° 6 e Dirigenti Medici specialisti in Ostetricia n ° 3, che prenderanno in carico le partorienti e le seguiranno in tutto il percorso che le porterà al parto a domicilio.
Costi: Gratuito per la popolazione interessata , anche a pagamento con oneri a definirsi per la restante
popolazione .
Obiettivo
GARANTIRE UN’ASSISTENZA QUALIFICATA AL TRAVAGLIO
E PARTOFISIOLOGICO IN AMBIENTE EXTRA-OSPEDALIERO
Documento di riferimento Linee di indirizzo per l’assistenza al travaglio e parto fisiologico in ambiente extra-ospedaliero
Obiettivi specifici: Garantire un’assistenza qualificata al parto extra-ospedaliero

Uniformare protocolli e procedure sul territorio regionaleOmogeneizzare i rimborsi alle donne relativi al parto a domicilio.

Modalità operative
Nelle Aziende Sanitarie:
– individuazione di un progetto relativo al parto extra-ospedaliero
-adozione da parte dei professionisti coinvolti nel parto in ambiente extra-ospedaliero della linea di indirizzo
– analisi da parte delle Aziende Sanitarie della prassi attuale, con individuazione delle criticità con tenute e definizione, in base a queste, delle azioni e degli strumenti necessari per superarle;
– attuazione un corso di formazione sul campo specifico sulla base di indicazioni che verranno fornite a livello regionale
A livello regionale:
– raccolta e valutazione dei dati (indicatori di processo, indicatori di esito materno e feto-neonatale)
Risultati attesi
A livello Aziendale
Elaborazione e implementazione di propri protocolli e procedure condivisi con tutti i servizi coinvolti nel percorso
A livello regionale
Istituzione di un osservatorio regionale per il monitoraggio del parto in ambiente extra-ospedaliero
Indicatori per la valutazione Numero di donne che partoriscono a domicilio/numero di donne che ne fanno richiesta. Natura e numero delle complicanze/numero dei parti il Numero dei trasferimenti/numero dei parti (questo indicatore deve essere rilevato per trasferimenti avvenuti durante il travaglio, periodo espulsivo, nel post-partum e per i neonati.
Obiettivo
GARANTIRE A TUTTE LE GRAVIDE I CORSI PRENATALI “DI BASE” IN QUANTO INTERVENTI EDUCATIVI A TUTELA DELLA MATERNITÀ E SPERIMENTARE UN’OFFERTA ATTIVA DEI CORSI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA IN GRADO DI RAGGIUNGERE LA POPOLAZIONE SVANTAGGIATA
Premessa.
Obiettivo della assistenza prenatale è promuovere la salute delle donne in gravidanza, identificare e trattare le condizioni di patologia, se e quando presenti, e favorire la salute del neonato. L’ assistenza prenatale dovrebbe anche comprendere informazioni e sostegno alle donne, al loro partner e alla loro famiglia, per aiutarli nella loro transizione alla genitorialità. I servizi sanitari dovrebbero quindi assicurare, senza costi a carico degli utenti, sia l’assistenza, sia l’educazione sanitaria, area tematica in cui vanno inclusi i corsi di preparazione alla nascita.
Da un’indagine conoscitiva realizzata in Italia dall’ISTAT nel 2002 su “Gravidanza, parto, allattamento al seno” la partecipazione ai corsi di preparazione alla nascita è risultata uno degli elementi fondamentali per ridurre gli esiti negativi per la salute della madre e del bambino, ma i dati derivanti da un’indagine multiscopo dell’ISTAT mostrano una scarsa frequenza da parte delle donne ai corsi di preparazione alla nascita, con marcate differenze territoriali. Nel nord Italia e nel centro le donne che frequentano corsi di preparazione al parto sono circa 64%, nell’Italia meridionale e nelle isole sono invece poco più del 20%. I corsi inoltre sono più frequentati dalle donne laureate (65,6%), meno da chi ha la licenza media (34,2%) e solo da una piccola quota dalle donne che non hanno conseguito alcun titolo di studio o la sola licenza elementare (20,2%).
Obiettivi specifici
– Definire contenuti, modalità di presentazione e numero di incontri dei corsi prenatali di base, affinché offrano informazioni e strumenti per fare scelte appropriate sulla gravidanza, il parto e l’assistenza al neonato
– Garantire l’offerta gratuita dei corsi prenatali di base alle donne in gravidanza e alle coppie
– Definire contenuti e modalità di realizzazione di corsi di accompagnamento alla nascita rivolti all’utenza più svantaggiata, con offerta attiva e gratuita
– Definire la programmazione di eventuali corsi di “approfondimento”, con quota di partecipazione a carico degli utenti, compatibile con la concreta realizzazione dei corsi base e di offerta attiva sulla base del fabbisogno individuato
Modalità operative
– I corsi di preparazione alla nascita “di base” dovrebbero comprendere informazioni su:
Informazioni relative alla tutela della maternità (normativa vigente). Informazione inerenti ai servizi territoriali e ospedalieri aziendali i Cambiamenti in gravidanza
– Le competenze del bambino La funzione del dolore del travaglio il suo “significato” di guida
– tecniche per affrontare il dolore e il Travaglio-parto (informazioni relative alle varie fasi del travaglio e del parto) Luoghi e modalità di parto
– La nascita (i primi momenti con il bambino) Allattamento–puerperio e rientro a casa (la nuova famiglia)
– Sperimentazione iniziale presso alcune Aziende Sanitarie della regione di percorsi di offerta attiva dei corsi di accompagnamento alla nascita con corsi che siano appropriati a target di utenza più svantaggiata, per mettere a punto contenuti e modalità di offerta
– Organizzazione di eventuali altre iniziative “di approfondimento” con partecipazione alla spesa da parte degli utenti, compatibili con l’effettiva realizzazione dei corsi di base sulla base del fabbisogno e con l’offerta attiva di interventi informativi/educativi rivolti all’utenza più svantaggiata.
Risultati attesi
Definizione ed organizzazione dei corsi di preparazione alla nascita “di base” che devono essere offerti a tutte le donne gravide e degli interventi educativi/informativi rivolti alla popolazione svantaggiata mediante offerta attiva.
LINEE D’INDIRIZZO PER L’ASSISTENZA AL TRAVAGLIO E PARTO FISIOLOGICO IN AMBIENTE EXTRA OSPEDALIERO
Presentazione
Il presente documento è stato prodotto dal sottogruppo regionale “Parto in ambiente extra ospedaliero” istituito nell’ambito della seconda Commissione Consultiva Tecnico Scientifica sul Percorso Nascita. Compito della precedente Commissione Nascita era sia di valutare la qualità dell’informazione ricevuta dalle donne relativamente al luogo e alla modalità del parto sia di monitorare la qualità dell’assistenza ai parti avvenuti nelle strutture ospedaliere pubbliche e private nelle case di maternità e a domicilio, valutandone anche i costi. Questo gruppo ha avuto mandato di proseguire le attività iniziate dalla precedente commissione focalizzando l’attenzione sulle criticità già emerse.
Il gruppo aveva l’obiettivo di:
• Individuare le criticità dei percorsi organizzativi-gestionali
• Garantire un’assistenza qualificata al parto extra ospedaliero
• Uniformare protocolli e procedure sul territorio regionale
I componenti del gruppo si sono confrontati con la propria pratica clinica, valutando il valore e l’applicabilità delle procedure utilizzate. Partendo quindi dall’analisi dalle linee guida disponibili a livello nazionale e regionale, il gruppo ha concordato proprie linee di indirizzo da proporre alle aziende della regione. Una delle priorità dell’assistenza prenatale è fornire alla donna gli strumenti per partecipare attivamente alle scelte che riguardano tutti gli aspetti di cura e dell’assistenza prenatale. Pertanto fornire informazioni diventa uno dei compiti essenziali nell’assistenza alla nascita.
Strumenti indispensabili per la promozione della salute nella assistenza alla nascita in ambiente extraospedaliero sono:
la conoscenza e la relazione con la donna e la coppia; la scelta consapevole ed informata della donna e della coppia; la selezione dinamica dei fattori di rischio; la continuità assistenziale. L’analisi delle competenze professionali nella nascita è esplicitato e motivato nel documento regionale: “Linee di indirizzo per l’assistenza ostetrica alla gravidanza”. Si ritiene necessaria l’istituzione di un Osservatorio Regionale per il parto extraospedaliero con funzioni di monitoraggio e valutazione de i percorsi e degli esiti, di promozione di audit e di ricerca.
Si ritiene auspicabile l’individuazione di un referente aziendale per il parto extraospedaliero, come riferimento per l’osservatorio regionale e per l’assessorato alla salute.
1. Aspetti organizzativi
• E’ opportuno che le ostetriche coinvolte nell’assistenza al travaglio e al parto siano due
• La casa deve essere dotata di collegamento telefonico
• L’ospedale prescelto deve essere raggiungibile in un tempo massimo di 30 – minuti.
• E’ indispensabile verificare prima di ogni parto il contenuto della borsa ostetrica per la madre e per il neonato (vedi allegati 1,2).
• E’ necessario prendere accordi locali con l’Ospedale di riferimento e con il servizio 118, per l’organizzazione degli eventuali trasferimenti (vedi allegato 3).
2. Raccolta dati
E’ necessario compilare accuratamente la cartella ostetrica (vedi allegato 4). E’ inoltre indispensabile adottare il partogramma (presente nella cartella ostetrica) come strumento di registrazione dell’andamento del travaglio. L’uso del partogramma offre una visualizzazione immediata della progressione del travaglio. Nel partogramma, oltre alle visite ostetriche, si segnaleranno il controllo del battito cardiaco fetale (BCF) le posizioni assunte dalla donna, i dati anamnestici salienti e quanto altro l’ostetrica riterrà importante. Dopo sette giorni dal parto è richiesta ad ogni ostetrica la compilazione di una scheda di assistenza domiciliare (vedi allegato 5) da inviare all’Osservatorio Regionale ed alla Azienda USL diresidenza della donna in caso di richiesta di rimborso.
3. Target
E’ preferibile porre come condizione per accogliere le richieste quella di conoscere la donna almeno verso la 28a
– 32a settimana, per avere il tempo per instaurare un reale rapporto di fiducia reciproca, per identificare eventuali condizioni di rischio, e disporre delle informazioni necessarie per l’assistenza. La condizione ideale, che sicuramente permette la miglior qualità dell’assistenza, è la conoscenza di tutta la gravidanza da parte dell’ostetrica che assisterà il parto. La raccolta dell’anamnesi prevede una accurata valutazione del decorso dell’attuale gravidanza, della storia ostetrica pregressa e di eventuali altre patologie materne concomitanti.
La visita di screening, oltre all’anamnesi, comprende:
• le manovre di Leopold,
• la misurazione sinfisi/fondo,
• l’esplorazione vaginale,
• la misurazione della pressione arteriosa,
• la rilevazione del BCF
• la verifica dell’assenza di edemi importanti agli arti inferiori. E’ opportuno effettuare un controllo ematochimico nella 35a
– 36a settimana di gravidanza, che comprenda:
• emocromo + piastrine,
• gruppo sanguigno e fattore Rh,
• test di Coombs indiretto in caso di Rh negativo,
• HbSAg, HCV,
• esame delle urine,
• tampone vagino
– rettale per ricerca di streptococco gruppo B.
4. Controindicazioni all’assistenza extraospedaliera, identificate prima del travaglio
• Presenza di patologia materna che controindica il travaglio di parto.
• Presenza di patologia materna che richiede una sorveglianza intensiva del travaglio di parto e/o che necessita di trattamento.
• Presenza di patologia fetale nota.
• Gravidanza gemellare.
• Grande multiparità.
• Emoglobina <9 g/100ml a termine di gravidanza e <8 g/100ml se microcitemica
• Anamnesi positiva per problemi del secondamento (pregressa emorragia del postpartum >1000cc e /o necessità di trasfusioni e/o secondamento manuale e/o grave shoc k)
5. Controindicazioni relative, in quanto possono consentire il travaglio ed il parto extra
– ospedaliero dopo una accurata valutazione della condizione della donna e della propria esperienza, eventualmente avvalendosi di parere specialistico
• Statura materna < 150 cm
• Età < 16 anni e > 40 anni (primipara)
• Obesità materna (BMI > 35)
• Anamnesi positiva per pregressa morte fetale/ neonatale
• Tampone vaginale positivo per streptococco gruppo B alla 35
– 36 settimana
6. Condizioni che permettono l’assistenza extraospedaliera all’insorgere del travaglio
• Epoca gestazionale compresa tra le 38 e le 42 settimane di gravidanza; è possibile assistere anche a 37 settimane compiute e accertate, dopo un’attenta valutazione clinica
• Feto singolo, presentazion e cefalica
• Peso fetale previsto ≥ 2500 g. e ≤ 4500 g. con madre senza intolleranza glucidica
• PROM < 24 ore in presenza di liquido limpido e di BCF rassicurante (vedi allegato 6) e in assenza di iperpiressia o di sospetto clinico di infezione amniotica (T > 38° C)
7. Diagnosi di travaglio in fase attiva
Si pone diagnosi di travaglio in presenza delle seguenti condizioni:
a) contrazioni regolari riferite dalla donna, di durata superiore o uguale a 40 secondi e ad intervalli inferiori ai 10 minuti
b) collo appianato
c) dilatazione 2 – 3 cm. L’inizio della compilazione del partogramma coincide con la diagnosi di travaglio in atto. Si segnalerà sul partogramma la durata della fase latente o prodromica e le eventuali remissioni di travaglio.
8. Assistenza al periodo dilatante ed espulsivo Controllo del B.C.F. L’ascultazione intermittente può essere fatta con stetoscopio di Pinard o strumento Doppler annotata nel partogramma con data, ora e firma. La rilevazione intermittente del BCF in travaglio attivo deve essere eseguito secondo le raccomandazioni della LG regionale: “La sorveglianza del benessere fetale in travaglio di parto
– Linea Guida basata su prove di efficacia” In presenza di alterazioni del BCF, o di un sospetto riconfermato in tre auscultazioni successive, è indicato il trasferimento in struttura ospedaliera. Valutazione della progressione del travaglio Per la valutazione della progressione del travaglio fare riferimento al partogramma. Modalità di assistenza. I principi guida dell’assi stenza alla nascita devono promuovere ed indurre comportamenti coerenti alla migliori evidenze scientifiche disponibili al momento. Tali conoscenze devono potersi tradurre in buone pratiche assistenziali assicurando la continuità del percorso e la definizione di standard assistenziali coerenti con il percorso.
9. Procedure di assistenza al neonato (vedi allegato 7) Non è opportuno effettuare sistematicamente, in particolare in presenza di liquido limpido, l’aspirazione dell’orofaringe e delle vie aeree superiori.
E’ buona pratica effettuare il clampaggio del funicolo dopo la cessazione delle pulsazioni.
E’ raccomandato:
• eseguire la profilassi oculare prevista per legge entro la prima ora.
• eseguire la profilassi della malattia emorragica entro le 6 or e dal parto e comunque dopo la prima suzione.
La visita pediatrica a domicilio deve essere effettuata preferibilmente entro 12 – 24 ore dal parto ed anticipata in caso di:
• peso del neonato < 2500 g.
• Apgar ≤ 7 al 5° minuto
• liquido tinto
• in qualsiasi altra situazione l’ostetrica lo ritenga opportuno.
10. Assistenza al secondamento E’ opportuno somministrare 10 u di ossitocina i.m. all’espulsione del feto. L’entità della perdita ematica viene valutata quantitativamente usando sacchetti o bacinelle graduate, posizionati immediatamente dopo il parto. Se la donna è Rh negativa, effettuare il prelievo del funicolo per il test di Coombs. In caso di mancato secondamento entro due ore dal parto è indicato il trasferimento in ospedale, anche in presenza di modestissime perdite ematiche.
Modalità di trasferimento: vedi allegato 8
11. Assistenza al postpartum Dopo il parto, l’ostetrica trascorre 2 ore in osservazione della donna e del neonato controllando la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, nonché la perdita ematica e la presenza del globo uterino. Nel caso in cui uno di questi parametri risulti anche modestamente alterato, l’ostetrica prolunga la sua permanenza di altre 2 ore, al termine delle quali rivaluta le condizioni materne. Qualora non vi sia stata una completa normalizzazione del parametro alterato, è opportuno considerare la possibilità di un trasferimento in ospedale. Per quanto riguarda il neonato, è compito dell’ostetrica controllare l’adattamento nelle prime ore: colorito, frequenza cardiaca, movimenti respiratori, suzione, tono muscolare, temperatura. Nel caso di uno o più parametri alterati è indispensabile anticipare la visita del pediatra o considerare l’eventualità di un trasferimento.
12. Assistenza al puerperio L’ostetrica effettua visite a domicilio quotidianamente sino a 5
– 6 giorni dopo il parto, e prolunga l’osservazione sino al 10° giorno. Vengono valutati lo stato di salute globale della donna e l’avvio dell’allattamento. Qualora la donna sia Rh negativa ed il neonato Rh positivo si esegue la profilassi con immuno
– globuline antiD i.m. entro 72 ore dal parto. E’ inoltre compito dell’ostetrica verificare le condizioni del neonato ed il suo adattamento alla vita
extrauterina nei giorni immediatamente successivi al parto. Al quarto giorno si deve eseguire il test di Guthrie (vedi allegato 9).
E’ consigliabile programmare una seconda visita pediatrica al 5°
– 7° giorno di vita, salvo l’individuazione di problematiche che inducano un controllo anticipato.
13. Formazione Il sistema di formazione continua comprende l’aggiornamento professionale e le attività finalizzate a migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e di comportamento, con l’obiettivo di garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio Sanitario La necessità di una formazione dell’Ostetrica mirata a poter mantenere il patrimonio di conoscenze ideologie e sistemi è fondamentale per assicurare ed erogare interventi assistenziali che si attengono alle evidenze scientifiche costantemente validate ed aggiornate con lo scopo di assicurare un miglioramento continuo della qualità dell’assistenza. Pertanto alfine di consolidare la cultura della formazione continua intesa come parte integrante della pratica professionale è necessario:
• Identificare percorsi di formazione e training mirati agli specifici bisogni assistenziali emersi;
• Sviluppare la ricerca e la sperimentazione di modelli organizzativi innovativi e di nuovi protocolli operativi mirati alla soluzione dei bisogni assistenziali , con metodo scientifico e con l’adozione in via ordinaria di strumenti per la documentazione integrata dell’attività svolta con il fine di poter offrire metodologie di interven to assistenziale appropriate e sicure;
•Identificare opportuni indicatori misurabili, condivisi all’interno del team assistenziale con l’obiettivo di valutare le cure offerte e, laddove necessario, inserire opportune modalità di correzione.
14. Valutazione della performance
•Numero di donne che partoriscono a domicilio/numero di donne che ne fanno richiesta
•Natura e numero delle complicanze/numero dei parti
•Numero dei trasferimenti/numero dei parti (questo indicatore deve essere rilevato per trasferimenti avvenuti durante il travaglio, periodo espulsivo, nel post
partum e per i neonati)

Salerno, 7 luglio 2014

ASSISTENZA AL TRAVAGLIO E PARTO FISIOLOGICO A DOMICILIO
PREMESSA
Il parto non è una malattia. Una delle ragione che spinge le donne a partorire a casa è la sensazione
sgradevole di dover affrontare un momento così intimo e speciale nelle fredde
stanze di un ospedale
,
ove i tempi del travaglio non si possono sempre rispettare, dove la famiglia è tenuta a dovuta
distanza, dove tutto si fa
in modo
impersonale
ed asettico
. A casa non dovrebbe essere
fatto nulla
per accelerare il corso fisiologico
del travaglio
: se
esso per qualsiasi motivo
si blocca e nonostante
tutti i tentativi n
on va avanti, si va in ospedale
. In questo modo si tutela
la naturalità senza
rischiare.
Il ricorso all’induzione del parto, che spesso viene usato negli ospedali, è
uno dei fattori
che porta poi al taglio cesareo , facendo diventare impropria la prestazione . Partorire negli ospedali
non è
un’esperienza del tutto
naturale :
per quanto si faccia, non è come stare a casa.
I
l parto in casa è sicuro come quello in os
pedale, e questo è stato verificato attraverso una ricerca su
24.000 donne (Olsen O., Meta
analysisi of the safety of home birth, pubblicato in Birth, 1977 Mar,
24). Lo studio dimostra che il parto in casa è una alternativa sicura per donne selezionate e c
he
riduce gli interventi medici inutili su donne e bambini sani (episiotomia, accelerazione del parto,
ecc.).
Non tutte le donne possono partorire a casa con tranquillità. Solo le donne definite “a basso rischio”
possono partorire in casa con assoluta sicu
rezza: la probabilità che avvenga un emergenza è
estremamente rara ed è sovrapponibile ad altri eventi di vita
(ad esempio un viaggio, ecc.).
L’ostetricia ufficiale parla di basso, medio e alto rischio. È vero, in base alla tua storia, agli esiti dei
prec
edenti parti, alle tua condizione di salute di base, la situazione può cambiare. Alcune condizioni
vengono selezionate a inizio gravidanza, ma la maggior parte delle condizioni di “salute” verranno
valutate alle fine della gravidanza con la
ostetrica. Comu
nque , condizione necessaria e sufficiente ,
è che si deve
arrivare a termine di gravidanza in buona salute (pressione normale, anemia
fisiologica) il bambino deve
crescere
bene ed essere in presentazione cefalica, il travaglio deve
iniziare spontaneamen
te
.
Una questione importante è quella delle linee guida: ogni donna è diversa ed ogni situazione è
dinamica e particolare. Ciononostante, esistono delle “linee di condotta“, dei riferimenti autorevoli,
frutto di esperienze o di ricerche scientifiche
basate sulla EBM (Evidenced Based Medicine).
L’Ospedale non deve essere lontano più di 30/40 minuti dalla tua casa.
Il 90% dei trasferimenti avviene in tutta tranquillità, con la propria macchina, solo perché c’è un
problema che non può essere risolto a d
omicilio. Ospedale non significa emergenza.
Ma nei
rarissimi casi di emergenza l’ostetrica domiciliare ha gli strumenti e le capacità per intervenire
nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

IL PARTO A DOMICILIO
: IL PROGETTO .
Area
geografica :
Comuni di Eboli e Battipaglia :
la recente chiusura del polo nascita del Presidio Ospedaliero di
Eboli e la vicinanza ( 30 / 40 minuti)
dal polo nascita di Battipaglia permette in tutta tranquillità di
gestire i rari casi di emergenza ostetri
ca domiciliare .
Target di Popolazione interessata
:
100
/ 200
donne
in stato interessante
definite “a basso rischio”
.
Obiettivo :
ridurre
i
l ricorso all’induzione del parto
, tutelare maggio
rmente la privacy della partoriente
,
riportare il parto alla sua condizione di naturalità
, decongestionare il polo nascita
.
Operatori interessati :
Ostetriche
domiciliari ( Ospedale , Territorio) n ° 6 e Dirigenti Medici specialisti in Ostetricia n ° 3
,
che prenderanno in carico le pa
rtorienti e le seguiranno in tutto il percorso che le porterà al parto a
domicilio
.
Costi
:
Gratuito per la popolazione interessata , anche a pagamento con oneri a definirsi per la restante
popolazione .

Obiettivo
GARANTIRE UN’ASSISTE
NZA QUALIFICATA AL T
RAVAGLIO E PARTO
FISIOLOGICO IN AMBIE
NTE EXTRA
OSPEDALIERO
Documento di
riferimento
Linee di indirizzo per l’assistenza al travaglio e parto fisiologico in ambiente extra
ospedaliero
Obiettivi
specifici
Garantire un’assistenza qualificata al parto extra
ospedaliero
Uniformare protocolli e procedure sul territorio regionale
Omogeneizzare i rimborsi alle donne relativi al parto a domicilio
Modalità
operative
Nelle Aziende Sanitarie:
individuazione di un pr
ogetto relativo al parto extra
ospedaliero
adozione da parte dei professionisti coinvolti nel parto in ambiente extra
ospedaliero
della linea di indirizzo
analisi da parte delle Aziende Sanitarie della prassi attuale, con individuazione delle
criticità con
tenute e definizione, in base a queste, delle azioni e degli strumenti
necessari per superarle;
attuazione un corso di formazione sul campo specifico sulla base di indicazioni che
verranno fornite a livello regionale
A livello regionale:
raccolta e
valutazione dei dati (indicatori di processo, indicatori di esito materno e feto
neonatale)
Risultati attesi
A livello Aziendale
Elaborazione e implementazione di propri protocolli e procedure condivisi con tutti i
servizi coinvolti nel percorso
A livello
regionale
Istituzione di un osservatorio regionale per il monitoraggio del parto in ambiente extra
ospedaliero
Indicatori per
la valutazione
Numero di donne che partoriscono a domicilio/numero di donne che ne fanno richiesta
Natura e numero delle
complicanze/numero dei parti
Numero dei trasferimenti/numero dei parti (questo indicatore deve essere rilevato per
trasferimenti avvenuti durante il travaglio, periodo espulsivo, nel post
partum e per i
neonati

Obiettivo
GARANTIRE A TUTTE LE
GRAVIDE I CORSI PREN
ATALI “DI BASE” IN Q
UANTO
INTERVENTI EDUCATIVI
A TUTELA DELLA MATER
NITÀ E SPERIMENTARE
UN’OFFERTA ATTIVA DE
I CORSI DI ACCOMPAGN
AMENTO ALLA NASCITA
IN
GRADO DI RAGGIUNGERE
LA POPOLAZIONE SVANT
AGGIATA
Premessa
Obiettivo della assistenza
prenatale è promuovere la salute delle donne in gravidanza,
identificare e trattare le condizioni di patologia, se e quando presenti, e favorire la salute
del neonato. L’ assistenza prenatale dovrebbe anche comprendere informazioni e
sostegno alle donne, a
l loro partner e alla loro famiglia, per aiutarli nella loro transizione
alla genitorialità. I servizi sanitari dovrebbero quindi assicurare, senza costi a carico degli
utenti, sia l’assistenza, sia l’educazione sanitaria, area tematica in cui vanno inclus
i i corsi
di preparazione alla nascita.
Da un’indagine conoscitiva realizzata in Italia dall’ISTAT nel 2002 su “Gravidanza, parto,
allattamento al seno” la partecipazione ai corsi di preparazione alla nascita è risultata uno
degli elementi fondamentali pe
r ridurre gli esiti negativi per la salute della madre e del
bambino, ma i dati derivanti da un’indagine multiscopo dell’ISTAT mostrano una scarsa
frequenza da parte delle donne ai corsi di preparazione alla nascita, con marcate
differenze territoriali. Ne
l nord Italia e nel centro le donne che frequentano corsi di
preparazione al parto sono circa 64%, nell’Italia meridionale e nelle isole sono invece poco
più del 20%. I corsi inoltre sono più frequentati dalle donne laureate (65,6%), meno da
chi ha la lice
nza media (34,2%) e solo da una piccola quota dalle donne che non hanno
conseguito alcun titolo di studio o la sola licenza elementare (20,2%).
Obiettivi
specifici
Definire contenuti, modalità di presentazione e numero di incontri dei corsi prenatali di
base, affinché offrano informazioni e strumenti per fare scelte appropriate sulla
gravidanza, il parto e l’assistenza al neonato
Garantire l’offerta gratuita dei corsi prenatali di base alle donne in gravidanza e alle
coppie
Definire contenuti e modalità
di realizzazione di corsi di accompagnamento alla nascita
rivolti all’utenza più svantaggiata, con offerta attiva e gratuita
Definire la programmazione di eventuali corsi di “approfondimento”, con quota di
partecipazione a carico degli utenti, compatibile
con la concreta realizzazione dei corsi
base e di offerta attiva sulla base del fabbisogno individuato
Modalità
operative
I corsi di preparazione alla nascita “di base” dovrebbero comprendere informazioni su:
Informazioni relative alla tutela della
maternità (normativa vigente). Informazione
inerenti ai servizi territoriali e ospedalieri aziendali
Cambiamenti in gravidanza
Le competenze del bambino
La funzione del dolore del travaglio il suo “significato” di guida
tecniche per
affrontare il dolo
re
Travaglio
parto (informazioni relative alle varie fasi del travaglio e del parto)
Luoghi e modalità di parto
La nascita (i primi momenti con il bambino)
Allattamento
puerperio e rientro a casa (la nuova famiglia)
Sperimentazione iniziale presso alc
une Aziende Sanitarie della regione di percorsi di
offerta attiva dei corsi di accompagnamento alla nascita con corsi che siano appropriati
a target di utenza più svantaggiata, per mettere a punto contenuti e modalità di offerta
Organizzazione di eventual
i altre iniziative “di approfondimento” con partecipazione alla
spesa da parte degli utenti, compatibili con l’effettiva realizzazione dei corsi di base
sulla base del fabbisogno e con l’offerta attiva di interventi informativi/educativi rivolti
all’utenza
più svantaggiata.
Risultati attesi
Definizione ed organizzazione dei corsi di preparazione alla nascita “di base” che devono
essere offerti a tutte le donne gravide e degli interventi educativi/informativi rivolti alla
popolazione svantaggiata mediante
offerta attiva.

LINEE D’INDIRIZZO PER L’ASSISTENZA AL TRAVAGLIO E PARTO FISIOLOGICO
IN AMBIENTE EXTRA OSPEDALIERO
Presentazione
Il presente documento è stato prodotto dal sottogruppo regionale “Parto in ambiente extra
ospedaliero” istituito nell’am
bito della seconda Commissione Consultiva Tecnico Scientifica sul
Percorso Nascita.
Compito della precedente Commissione Nascita era sia di valutare la qualità dell’informazione
ricevuta dalle donne relativamente al luogo e alla modalità del parto sia di m
onitorare la qualità
dell’assistenza ai parti avvenuti nelle strutture ospedaliere pubbliche e private nelle case di
maternità e a domicilio
, valutandone anche i costi
.
Questo gruppo ha avuto mandato di proseguire
le attività iniziate dalla precedente
commissione focalizzando l’attenzione sulle criticità già emerse.
Il gruppo aveva l’obiettivo di:
Individuare le criticità dei percorsi organizzativi
gestionali
Garantire un’assistenza qualificata al parto extra ospedaliero
Uniformare protocolli e
procedure sul territorio regionale
I componenti del gruppo si sono confrontati con la propria pratica clinica, valutando il valore e
l’applicabilità delle procedure utilizzate.
Partendo quindi dall’analisi dalle linee guida disponibili a livello nazionale
e regionale, il gruppo ha
concordato proprie linee di indirizzo da proporre alle aziende della regione.
Una delle priorità dell’assistenza prenatale è fornire alla donna gli strumenti per partecipare
attivamente alle scelte che riguardano tutti gli aspett
i di cura e dell’assistenza prenatale. Pertanto
fornire informazioni diventa uno dei compiti essenziali nell’assistenza alla nascita.
Strumenti indispensabili per la promozione della salute nella assistenza alla nascita in ambiente
extraospedaliero sono:
la conoscenza e la relazione con la donna e la coppia;
la scelta consapevole ed informata della donna e della coppia;
la selezione dinamica dei fattori di rischio;
la continuità assistenziale.
L’analisi delle competenze professionali nella nascita
è esplicitato e motivato nel documento
regionale: “Linee di indirizzo per l’assistenza ostetrica alla gravidanza”.
Si ritiene necessaria l’istituzione di un Osservatorio Regionale per il parto extraospedaliero con
funzioni di monitoraggio e valutazione de
i percorsi e degli esiti, di promozione di audit e di ricerca.
Si ritiene auspicabile l’individuazione di un referente aziendale per il parto extraospedaliero, come
riferimento per l’osservatorio regionale e per l’assessorato alla salute.
1.
Aspetti orga
nizzativi
E’ opportuno che le ostetriche coinvolte nell’assistenza al travaglio e al parto siano due
La casa deve essere dotata di collegamento telefonico
L’ospedale prescelto deve essere raggiungibile in un tempo massimo di 30
minuti.
E’ indispen
sabile verificare prima di ogni parto il contenuto della borsa ostetrica per la
madre e per il neonato (vedi allegati 1,2).
E’ necessario prendere accordi locali con l’Ospedale di riferimento e con il servizio 118, per
l’organizzazione degli eventuali tr
asferimenti (vedi allegato 3).

2.
Raccolta dati
E’ necessario compilare accuratamente la cartella ostetrica (vedi allegato 4).
E’ inoltre indispensabile adottare il partogramma
(presente nella cartella ostetrica) come strumento
di registrazione dell’andamento del travaglio. L’uso del partogramma offre una visualizzazione
immediata della progressione del travaglio. Nel partogramma, oltre alle visite ostetriche, si
segnaleranno il
controllo del battito cardiaco fetale (BCF) le posizioni assunte dalla donna, i dati
anamnestici salienti e quanto altro l’ostetrica riterrà importante.
Dopo sette giorni dal parto è richiesta ad ogni ostetrica la compilazione di una scheda di assistenz
a
domiciliare (vedi allegato 5) da inviare all’Osservatorio Regionale ed alla Azienda USL di
residenza della donna in caso di richiesta di rimborso.
3.
Target
E’ preferibile porre come condizione per accogliere le richieste quella di conoscere la donna
almeno
verso la 28a
32a settimana, per avere il tempo per instaurare un reale rapporto di fiducia reciproca,
per identificare eventuali condizioni di rischio, e disporre delle informazioni necessarie per
l’assistenza. La condizione ideale, che sicurament
e permette la miglior qualità dell’assistenza, è la
conoscenza di tutta la gravidanza da parte dell’ostetrica che assisterà il parto.
La raccolta dell’anamnesi prevede una accurata valutazione del decorso dell’attuale gravidanza,
della storia ostetrica pr
egressa e di eventuali altre patologie materne concomitanti.
La visita di screening, oltre all’anamnesi, comprende:
le manovre di Leopold,
la misurazione sinfisi/fondo,
l’esplorazione vaginale,
la misurazione della pressione arteriosa,
la ril
evazione del BCF
la verifica dell’assenza di edemi importanti agli arti inferiori.
E’ opportuno effettuare un controllo ematochimico nella 35a
36a settimana di gravidanza, che
comprenda:
emocromo + piastrine,
gruppo sanguigno e fattore Rh,
t
est di Coombs indiretto in caso di Rh negativo,
HbSAg, HCV,
esame delle urine,
tampone vagino
rettale per ricerca di streptococco gruppo B.
4.
Controindicazioni all’assistenza extraospedaliera, identificate prima del travaglio
Presenza di
patologia materna che controindica il travaglio di parto.
Presenza di patologia materna che richiede una sorveglianza intensiva del travaglio di parto
e/o che necessita di trattamento.
Presenza di patologia fetale nota.
Gravidanza gemellare.
Grande
multiparità.
Emoglobina <9 g/100ml a termine di gravidanza e <8 g/100ml se microcitemica

Anamnesi positiva per problemi del secondamento (pregressa emorragia del postpartum
>1000cc e /o necessità di trasfusioni e/o secondamento manuale e/o grave shoc
k)
5.
Controindicazioni relative, in quanto possono consentire il travaglio ed il parto extra
ospedaliero dopo una accurata valutazione della condizione della donna e della propria esperienza,
eventualmente avvalendosi di parere specialistico
Statura
materna < 150 cm
Età < 16 anni e > 40 anni (primipara)
Obesità materna (BMI > 35)
Anamnesi positiva per pregressa morte fetale/ neonatale
Tampone vaginale positivo per streptococco gruppo B alla 35
36 settimana
6.
Condizioni che permettono l’ass
istenza extraospedaliera all’insorgere del travaglio
Epoca gestazionale compresa tra le 38 e le 42 settimane di gravidanza; è possibile assistere
anche a 37 settimane compiute e accertate, dopo un’attenta valutazione clinica
Feto singolo, presentazion
e cefalica
Peso fetale previsto ≥ 2500 g. e ≤ 4500 g. con madre senza intolleranza glucidica
PROM < 24 ore in presenza di liquido limpido e di BCF rassicurante (vedi allegato 6) e in
assenza di iperpiressia o di sospetto clinico di infezione amniotica
(T > 38° C)
7.
Diagnosi di travaglio in fase attiva
Si pone diagnosi di travaglio in presenza delle seguenti condizioni:
a)
contrazioni regolari riferite dalla donna, di durata superiore o uguale a 40 secondi e ad
intervalli inferiori ai 10 minuti
b)
collo appianato
c)
dilatazione 2
3 cm.
L’inizio della compilazione del partogramma coincide con la diagnosi di travaglio in atto. Si
segnalerà sul partogramma la durata della fase latente o prodromica e le eventuali remissioni di
travaglio.
8.
Assistenz
a al periodo dilatante ed espulsivo
Controllo del B.C.F.
L’ascultazione intermittente può essere fatta con stetoscopio di Pinard o strumento Doppler
annotata nel partogramma con data, ora e firma.
La rilevazione intermittente del BCF in travaglio attivo
deve essere eseguito secondo le
raccomandazioni della LG regionale: “La sorveglianza del benessere fetale in travaglio di parto
Linea Guida basata su prove di efficacia”
In presenza di alterazioni del BCF, o di un sospetto riconfermato in tre auscultaz
ioni successive, è
indicato il trasferimento in struttura ospedaliera.
Valutazione della progressione del travaglio
Per la valutazione della progressione del travaglio fare riferimento al partogramma.

Modalità di assistenza
I principi guida dell’assi
stenza alla nascita devono promuovere ed indurre comportamenti coerenti
alla migliori evidenze scientifiche disponibili al momento. Tali conoscenze devono potersi tradurre
in buone pratiche assistenziali assicurando la continuità del percorso e la definizi
one di standard
assistenziali coerenti con il percorso.
9.
Procedure di assistenza al neonato (vedi allegato 7)
Non è opportuno effettuare sistematicamente, in particolare in presenza di liquido limpido,
l’aspirazione dell’orofaringe e delle vie aeree
superiori.
E’ buona pratica effettuare il clampaggio del funicolo dopo la cessazione delle pulsazioni.
E’ raccomandato:
eseguire la profilassi oculare prevista per legge entro la prima ora.
eseguire la profilassi della malattia emorragica entro le 6 or
e dal parto e comunque dopo la
prima suzione.
La visita pediatrica a domicilio deve essere effettuata preferibilmente entro 12
24 ore dal parto ed
anticipata in caso di:
peso del neonato < 2500 g.
Apgar ≤ 7 al 5° minuto
liquido tinto
in qualsiasi
altra situazione l’ostetrica lo ritenga opportuno.
10.
Assistenza al secondamento
E’ opportuno somministrare 10 u di ossitocina i.m. all’espulsione del feto.
L’entità della perdita ematica viene valutata quantitativamente usando sacchetti o bacinelle
gra
duate, posizionati immediatamente dopo il parto. Se la donna è Rh negativa, effettuare il
prelievo del funicolo per il test di Coombs .
In caso di mancato secondamento entro due ore dal parto è indicato il trasferimento in ospedale,
anche in presenza di mo
destissime perdite ematiche.
Modalità di trasferimento: vedi allegato 8
11.
Assistenza al postpartum
Dopo il parto, l’ostetrica trascorre 2 ore in osservazione della donna e del neonato controllando la
pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, nonché
la perdita ematica e la presenza del globo
uterino. Nel caso in cui uno di questi parametri risulti anche modestamente alterato, l’ostetrica
prolunga la sua permanenza di altre 2 ore, al termine delle quali rivaluta le condizioni materne.
Qualora non vi s
ia stata una completa normalizzazione del parametro alterato, è opportuno
considerare la possibilità di un trasferimento in ospedale.
Per quanto riguarda il neonato, è compito dell’ostetrica controllare l’adattamento nelle prime ore:
colorito, frequenza ca
rdiaca, movimenti respiratori, suzione, tono muscolare, temperatura. Nel caso
di uno o più parametri alterati è indispensabile anticipare la visita del pediatra o considerare
l’eventualità di un trasferimento.
12.
Assistenza al puerperio
L’ostetrica eff
ettua visite a domicilio quotidianamente sino a 5
6 giorni dopo il parto, e prolunga
l’osservazione sino al 10° giorno. Vengono valutati lo stato di salute globale della donna e l’avvio
dell’allattamento.

Qualora la donna sia Rh negativa ed il neonato Rh positivo si esegue la profilassi con immuno
globuline antiD i.m. entro 72 ore dal parto.
E’ inoltre compito dell’ostetrica verificare le condizioni del neonato ed il suo adattamento alla vita
extrauterina
nei giorni immediatamente successivi al parto. Al quarto giorno si deve eseguire il test
di Guthrie (vedi allegato 9).
E’ consigliabile programmare una seconda visita pediatrica al 5°
7° giorno di vita, salvo
l’individuazione di problematiche che inducano
un controllo anticipato.
13.
Formazione
Il sistema di formazione continua comprende l’aggiornamento professionale e le attività finalizzate
a migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e di comportamento, con l’obiettivo di
garantire effi
cacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio
Sanitario La necessità di una formazione dell’Ostetrica mirata a poter mantenere il patrimonio di
conoscenze ideologie e sistemi è fondamentale per assicurare ed erogare i
nterventi assistenziali che
si attengono alle evidenze scientifiche costantemente validate ed aggiornate con lo scopo di
assicurare un miglioramento continuo della qualità dell’assistenza. Pertanto alfine di consolidare la
cultura della formazione continua
intesa come parte integrante della pratica professionale è
necessario:
Identificare percorsi di formazione e training mirati agli specifici bisogni assistenziali
emersi;
Sviluppare la ricerca e la sperimentazione di modelli organizzativi innovativi e
di nuovi
protocolli operativi mirati alla soluzione dei bisogni assistenziali , con metodo scientifico e con
l’adozione in via ordinaria di strumenti per la documentazione integrata dell’attività svolta con il
fine di poter offrire metodologie di interven
to assistenziale appropriate e sicure;
Identificare opportuni indicatori misurabili, condivisi all’interno del team assistenziale con
l’obiettivo di valutare le cure offerte e, laddove necessario, inserire opportune modalità di
correzione.
14.
Valuta
zione della performance
Numero di donne che partoriscono a domicilio/numero di donne che ne fanno richiesta
Natura e numero delle complicanze/numero dei parti
Numero dei trasferimenti/numero dei parti (questo indicatore deve essere rilevato per
trasf
erimenti avvenuti durante il travaglio, periodo espulsivo, nel post
partum e per i neonati)

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. …@….

    Super… si e’ scoperto l’acqua calda…..prima ( e adesso di continua)con il Dott Squillante si slinquettava poi si ci rende conto che ci sono altri medoti x partorire…basta pero’
    chiudere ostetricia ginecologia e pediatria sempre secondo codesto non in strutture osp. di Eboli…ma andate a Battipaglia e vai a ….

  2. Eboli lavori pubblici,alle due passate di notte,sconquasso generale,la civiltà inizia da piccole cose.
    che questi amministratori asini vadano subito a casa,con relative indagini sul loro pessimo operato.

  3. E’ sconcertante come questo sindacato sia manifestamente a favore della Direzione Aziendale.
    Questa proposta e’ primitiva oltre ad essere pericolosa e costosa.

  4. Non riesco a credere come si puo’ pensare una cosa del genere se non per compiacere a qualcuno.
    Facciamo cosi’. Chiudiamo gli Ospedali, organizziamo gruppi di intervento e mandiamo li nelle case a fare le operazioni. In questo modo risparmiamo su tutto e paghiamo in ALPI solo i medici. In questo modo riduciamo tutto il normale rimandando tutto all’utenza.

  5. Viva le mammane, Viva il sindacato Fisichella. Via il DG Squillante, Viva il DS Calabrese, Viva il commissario Spinelli e soprattutto VIVA CALDORO E VIVA CIRIELLI, E VIVA IL SINDACATO FISI

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