Eboli: ARPAC e Ecoambiente disattendono ai loro impegni su Coda di Volpe

Sito di stoccaggio provvisorio Coda di Volpe: L’Arpac non fa le indagini ed Ecoambiente non rimuove le balle dei rifiuti.

“NIET”. L’operazione di rimozione doveva iniziare a luglio per essere poi completata per la fine dell’anno. Il Sindaco di Eboli Melchionda: “Si tenga fede agli impegni assunti. L’ARPAC proceda con le indagini propedeutiche alla rimozione dei rifiuti”.

Ecoballe-Coda-di-Volpe-Eboli

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Il sito di stoccaggio di Coda di Volpe, nel quale giacciono ancora, in attesa di essere smaltite, 10.000 tonnellate di quelle, che una volta erano ecoballe e che al momento, lasciando immaginare il pericolo, sono solo rifiuti “impacchettati” malamente conservati e con le sigillature che non assicurano più la loro originaria funzione di protezione, sono ancora li a <Coda di Volpe, e li resteranno ancora, almeno fino a che non vi sarà quella volontà politica e tecnica di voler risolvere il problema. Problema affrontato anche da un famoso “Tavolo tecnico” che addirittura dopo un balletto di attribuzioni di responsabilità e successivamente di meriti, definì anche uno scadenziario che stabiliva la rimozione delle balle di rifiuti malamente impacchettati, con estrema precisione: 5000 balle sarebbero state rimosse nel mese di luglio; le rimanenti altre tra ottobre novembre prossimo e febbraio del 2015; indicando oltre che le date i percorsi tecnici e le relative competenze, tra Arpac, Provincia, Regione e i vari assessorati.

STIR-BATTIPAGLIA

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Per liberarsi di quei rifiuti basterebbero trasportarli allo STIR di Battipaglia ed in 10 giorni trattarli. Lo STIR di Battipaglia, che tra l’altro è gestito dalla Società Ecoambiente, in condizioni di routine può trattare normalmente 500 tonnellate circa al giorno, ma può arrivare a trattare anche fino a 1300 tonnellate al giorno, Che cosa si aspetta Ecoambiente e cosa aspetta la provincia, la Regione e il Commissariato? Aspetta che qualche altro camorrista pentito come Carmine Schiavone ci racconti qualche altra verità inquietante dopo magari 17 anni così come è avvenuto? Si teme proprio di si.

E sulla base di questi timori che ormai sono andati ben oltre le resposabilità, il Comune di Eboli, attraverso una nota scritta ci informa che si è tenuto nella mattinata di ieri, un sopralluogo presso il sito di stoccaggio provvisorio di Coda di Volpe, per verificare lo stato di avanzamento delle procedure necessarie alla rimozione delle balle di rifiuti ancora giacenti. Tale operazione doveva avere inizio già nel mese di luglio, per poi essere completata nel corso dei primi mesi del prossimo anno.

Naturalmente, propedeutica all’attività di rimozione è la caratterizzazione dei materiali presenti nel sito di stoccaggio, da effettuarsi a carico della società Ecoambiente e a cura dei tecnici dell’Arpac.

A tale riguardo è intervenuto l’assessore all’Ambiente Ilario Massarelli: Nel corso delle riunioni susseguitesi negli ultimi due mesi del tavolo di monitoraggio era stata assunta la disponibilità del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Campania a farsi carico della  rimozione delle residue balle da rifiuto ancora giacenti in loco.

Nonostante siano trascorsi mesi, a tutt’oggi, inspiegabilmente, tale attività non è stata ancora avviata, mettendo seriamente a repentaglio la possibilità di avviare la rimozione delle balle da rifiuti nei tempi concordati”.

“Occorre procedere con urgenza – spiega il Sindaco di Eboli Martino Melchiondaalle attività necessarie allo svuotamento del sito.

L’Arpac ancora non ha dato inizio alle opportune attività di caratterizzazione dei rifiuti, propedeutiche allo smaltimento, rischiando di vanificare, in tal modo, gli obiettivi che gli enti preposti si erano ufficialmente dati.

E’ evidente che  questi ritardi rischiano di impedire la rimozione dei rifiuti nei tempi concordati.

Chiedo alla Provincia e alla Regione di  intervenire con forza, affinché si svolgano le indagini necessarie e si avvii finalmente la bonifica dell’area”.

Eboli, 9 luglio 2014

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