La Giunta approva il PUC. Sgroia si dimette: “Atto di prepotenza verso la Città”

La Giunta approva il PUC. Uno strumento in “bianco”. Gli Assessori Norma e Massarelli abbandonano. Sgroia si dimette da Presidente del Consiglio.

Fine della corsa. Melchionda è solo. Quella di Sgroia è una dichiarazione di guerra: “Un atto di prepotenza verso la Città, impossibile da condividere nel merito e nella sostanza, mi dimetto assieme a Massarelli, Norma e Gargiulo per riaffermare la nostra storia di uomini liberi“.

Luca Sgroia-Dimissioni-Conferenza Stampa

Luca Sgroia-Dimissioni-Conferenza Stampa

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Una mattinata quella di oggi piena di novità e colpi di scena. La prima notizia, che poi ha scatenato tutte le altre successive è stata quella che la Giunta Comunale presieduta dal Sindaco di Eboli Martino Melchionda, con l’assenza dell’Assessore Massimiliano Atrigna e l’abbandono per manifesto dissenso dei due Assessori del Gruppo Eboli Libera, Dino Norma e Ilario Massarelli, ha approvato il preliminare del Piano Urbanistico Comunale.

Il Sindaco Melchionda nonostante i fatti ha dichiarato: “Un importante strumento per la crescita e lo sviluppo della Città”.

L’atto, a giudizio della maggioranza che lo ha approvato, disegna per Eboli una nuova organizzazione territoriale incentrata sulla parte di città già consolidata, sulle arterie che la mettono in comunicazione con le sue periferie, aventi un ruolo importante per il futuro assetto insediativo del territorio comunale, e sulla città costiera aggiungendovi il territorio della produzione agricola, da salvaguardare e sottrarre definitivamente da usi impropri, non connessi alla sua funzione.

Gli indirizzi che il preliminare conferisce alla redazione del Puc e agli eventuali aggiornamenti che potranno avvenire nel tempo, – secondo la maggioranza che si è determinata in giunta e che ha approvato il provvedimento – mirano, ad un decisivo rafforzamento insediativo e funzionale della piana del Sele, in perfetta coerenza con le previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, e ci informa che verrà pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente e si aprirà il percorso di valutazione, che sottoporrà l’atto alle osservazioni ed alle istanze dei cittadini.

Martino-Melchionda-

Martino-Melchionda-

Abbiamo approvato un atto – ha dichiarato il Sindaco Melchionda – che ricopre grande importanza, che rappresenta una occasione di sviluppo e crescita della nostra Città. Con la delibera approvata oggi affermiamo la volontà di salvaguardare il nostro territorio, ed in particolare la nostra piana del Sele, preservandone la sua vocazione agricola.

Uno strumento, dunque, per impedire il consumo dei terreni agricoli, valorizzandone, in maniera compiuta, le sue indiscusse potenzialità. Esso, inoltre, non modifica i Piani Urbanistici Attuativi, ed anzi li fa propri, nel senso che offre la possibilità di renderli ancora più praticabili e convenienti.

I Pua, ricordo,  sono stati in gran parte suddivisi, consentendo ai proprietari delle aree interessate lavvio della fase di progettazione e fornendo un provvedimento atteso ed utile. Il preliminare del Puc, inoltre, è frutto di un attento percorso di studio e di una concertazione, compiuta nel corso degli anni, da tutti i soggetti coinvolti, e che ha raccolto nel tempo tutti gli opportuni pareri. Ora, linvito rivolto ai cittadini è quello di avanzare ogni utile osservazione o anche critica che saremo pronti a raccogliere allo scopo di rendere questo importante strumento urbanistico rispondente alle esigenze della Città”

Il Sindaco evidentemente non ha ben valutato le conseguenze dell’abbandono dei due assessori Norma e Massarelli, e ha evidentemente sottovalutato le osservazioni che questi a nome della loro componente facevano rispetto al provvedimento che si tentava di approvare poi approvato ma con la spaccatura. Osservazioni che naturalemnte non mancavano di alcune valutazioni politiche, anche rispetto ai tempi, atteso che sono trascorsi un bel pò di anni e che il Consiglio si avviava verso la sua conclusione. Osservazioni di merito, ritenedo che lo strumento approvato non risolvesse in maniera definitiva le prospettive ma lasciava ampi spazi vuoti che non assicuravano la trasparenza dell’atto stesso, e valutazioni politiche al tempo stesso, ritenendo che si sarebbe potuto arrivare lo stesso all’Aprovazione del PUC, ma con un coinvolgimento più ampio da ritrovare tra le forze politiche presenti in consiglio, proprio per la delicatezza dell’argomento e proprio per le sue implicazioni, ma soprattutto appunto per la vicinanza della conclusione della consiliatura.

Il Sindaco non aveva valutato nemmeno le successive conseguenze, quelle che poi puntuali sono arrivate con le Dimissioni dal presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia, il quale da leader del gruppo Eboli Libera e da aspirante Candidato a Sindaco del PD e di una futura coalizione di sinistra, non poteva avallare una operazione avventata che sarebbe stata difficile arginare come conseguenze politiche nel corso della Campagna elettorale da venire, e di quì lo “smarcamento” dal suo alleato Melchionda. Insomma sembrerebbe un pretesto ma un pretesto che consente a Sgroia di rendersi autonomo e di lasciare senza maggioranza e nel guado Melchionda e i suoi, ivi compreso tutti quelli che pare lo stesso Melchionda “avrebbe candidato a Sindaco” per generare confusione e sbarrargli la strada.

Dino Norma

Dino Norma

Atto di prepotenza verso la Città, – dichiara Luca Sgroia in piena conferenza stampa convocata di tutta fretta nella sede politica di Eboli Libera, atteso che il Partito Democratico non solo non ha una sede, ma da anni non ha un segretario e non ha gli organi statutari, nel pieno silenzio e con la complicità della segreteria provinciale di Salerno, che ha demandato al Sindaco melchionda ogni rappresentanza politica, mortificando uomini, iscritti ed elettori – mi dimetto assieme a Massarelli, Norma e Gargiulo per riaffermare la nostra storia di uomini liberi.

La dichiarazione di Sgroia circondato dal suo gruppo al completo è suonata come una DICHIARAZIONE DI GUERRA, e annunciando le sue dimissioni le sue dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale, quelle di Ilario Massarelli da Assessore all’Ambiente, quelle di Dino Norma da Assessore ai Lavori Pubblici e quelle di Fabio Gargiulo da vice-presidente del consorzio PIP, e “disseppellita l’ascia di guerra” spiega le ragioni dell’abbandono del suo gruppo dalla maggioranza Melchionda.

Ilario-Massarelli

Ilario-Massarelli

“La grave situazione politica apertasi nella maggioranza di governo della Città – è un fiume Sgroia – in merito all’avvenuta approvazione del Preliminare di PUC da parte della Giunta, mi inducono a rassegnare le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale. Infatti – precisa – il profondo rispetto che nutro verso l’istituzione che ho avuto l’onore di rappresentare in questi anni, mi spinge ad una scelta di chiarezza per non generare il minimo sospetto che le mie considerazioni politiche possano in alcun modo influenzare le azioni di un ufficio che deve essere per sua natura rigoroso e neutrale.

In questi mesi – prosegue Sgroia – si è cercato di far comprendere al Sindaco di Eboli che l’adozione di un atto rilevante come il Piano Urbanistico Comunale non potesse avvenire in assenza di un coinvolgimento più ampio di tutte le forze politiche e sociali della Città, soprattutto considerando che il provvedimento proposto presenta una serie di lacune sostanziali. Con grande ritardo, – aggiunge – dopo ben 7 anni, il Preliminare di Piano approvato è caratterizzato da parecchie incertezze e da scelte non condivisibili. Esso dimostra una mancanza di visione complessiva della città e si presenta come un documento fondamentalmente in bianco che dice tutto ed il contrario di tutto. Insomma un atto impossibile da condividere sia nel merito che nel metodo.

A fronte di queste perplessità, – spiega Sgroia – il sindaco Melchionda ha deciso di operare una forzatura e questa mattina ha approvato il Preliminare di PUC con una Giunta dimezzata (presenti 5 assessori su 8).E’ evidente che la mia scelta, come quella degli assessori Massarelli e Norma e del vicepresidente del PIP Gargiulo, che pure hanno presentato le proprie dimissioni, chiude inevitabilmente un ciclo politico che io stesso avevo contribuito a creare nel 2005 e ci colloca fuori dalla maggioranza di governo assieme al Gruppo Consiliare di Eboli Libera, composto dai Consiglieri Pietro Mazzini, Mario Di Donato e Gerardo Lamanna.

Damiano Cardiello

Damiano Cardiello

Non possiamo accettare – conclude il Presidente dimissionario Luca Sgroia cpuntando il dito accusatore sul Sindaco e dando significato politico alle sue dimissioni – che si consumi un atto di tale prepotenza nei confronti della cittadinanza, non possiamo consentire che un’Amministrazione, che si è chiusa progressivamente in se stessa, imponga la propria visione del mondo senza alcun confronto, su un provvedimento di tale rilievo.Da questo momento si apre una nuova stagione politica, il nostro impegno sarà perchè anche ad Eboli si possa scrivere una nuova pagina. Una pagina di Libertà.

Il Capogruppo di Forza Italia Damiano Cardiello, scambiando qualche battuta con l’ormai dimissionario Presidente Sgroia, prendendo atto in diretta subito dopo la conferenza stampa, delle dimissioni di Sgroia e del mancato sostegno dei consiglieri di Eboli Libera Mazzini, Lamanna e Di Donato ha dichiarato: “La maggioranza venuta fuori dal risultato elettorale del marzo 2010 non esiste più. Melchionda ha stuprato il PD e dopo aver perso la componente riformista perde anche quella di Sgroia. Pare ci sia già chi farà da pronto soccorso. Auspico che i trasformisti non facciano da stampella per un bilancio che non va approvato”.

Salvatore Marisei-Antonio Petrone-Carmine Campagna

Salvatore Marisei-Antonio Petrone-Carmine Campagna

Allo stesso modo scrivono in una nota politica i Consiglieri del gruppo Liberi e Riformisti del PD Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, subito dopo appresa la notizia: “Le dimissioni del Presidente del Consiglio comunale, unitamente agli Assessori Massarelli e Norma, in dissenso sull’adozione del PUC confermano quanto da tempo abbiamo sostenuto su pratiche e risultati della Giunta Melchionda.

Prendiamo atto che una parte significativa della maggioranza, ancorché con colpevole ritardo, ha preso le distanze da un’esperienza amministrativa dannosa per la città. Dispiace che i partiti abbiano avuto un ruolo insignificante e passivo in questa ed altre vicende analoghe ed in particolare il PD. – e concludono con un auspicio anche per sottolineare la fine della corsa e l’apertura al dialogo con questa parte del PD che lascia definitivamente solo Melchionda e i suoi – Dalle ceneri di questa esperienza può ora prendere slancio una svolta politica nell’interesse di Eboli, cui confidiamo non si sottrarranno quanti hanno a cuore le sorti della città.

Eppure, solo qualche giorno il Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica Cosimo Cicia, ostentando soddisfazione e sicurezza, aveva rilasciato a POLITICAdeMENTE alcune dichiarazioni riguardante gli strumenti urbanistici esibendo sicurezza e soddisfazione per come si stessero evolvendo le varie questioni, ritenendo che l’amministrazione stesse sulla strada giusta e che potesse approvare anche il PUC, anche alla luce di alcune questioni che sembra fossero giunte alla loro definitiva conclusione istruttoria.

Cosimo Cicia

Cosimo Cicia

Rispetto all’Housing Sociale – dichiarava a POLITICAdeMENTE l’Assessore Cicia – dopo la revisione dei programmi da parte della Regione Campania e l’ammissione al finanziamento, ormai siamo in dirittura di arrivo e siamo anche in condizione di firmare l’accordo di programma. È solo una questione di giorni. Abbiamo anche sollecitato gli uffici con una nota.

Per i PUA – aggiungeva Cicia – sembra che siamo anche per questi verso una buona strada, come per esempio quello del quartiere Pescara. Proprio stamattina invece si è tenuto un importante incontro a S. Cecilia: tecnici-Comune; per il problema dei sub-ambiti del PUA di S. Cecilia, e soprattutto della parte pubblica. È stato un incontro proficuo, ora attendiamo l’ultimo atto: il parere dell’Autorità di bacino.

Anche per il PUA Fontanelle – precisava Cicia – abbiamo fatto la nostra parte e ora attendiamo, come per quelli di S. Cecilia l’ultimo parere dall’Autorità di Bacino, rispetto al quale si attendeva una determina, che pare sia stata anche fatta e attendiamo solo che c’è ne inviano la comunicazione ufficiale per utimare il nostro impegno. Nella nostra azione quotidiana – concludeva soddisfatto il Vice Sindaco Cosimo Cicia come Amministrazione accogliamo e accompagnamo tutte le iniziative“.

In effetti c’é poco da esultare, così come diventa incomprensibile un’approvazione di uno strumento come il PUC che non tiene conto delle mancate attuazioni e non tiene conto degli stravolgimenti e delle forrzature che la stessa Regione Campania ha contribuito a generare sostenendole, come nel caso dell’Housing sociale a Fontanelle, prima accantonato perché non ritenuto strategico e poi successivamente approvato, che scompiglia ogni previsione di Piano, ma che ci consente di avanzare un interrogativo: Quali sono state le motivazioni, in pieno Spending Rewiev che hanno indotto la Regione Campania a rivedere quel progetto?

Vista Housing Sociale loc Fontanelle Render

Vista Housing Sociale loc Fontanelle Render

Ebbene per inseguire quel progetto realizzato tra l’altro al di fuori del computo generale del numero degli alloggi che il Piano assegna alla Città di Eboli, e al di fuori delle aree individuate dai PUA esistenti, collocandolo in zona agricola per la quale è stato anche necessario approvare una Variante, L’Amministrazione ha frenato su altri interventi, abbandonando definitivamente a se stesso il Piano Hispalis 1 e 2, o il Project Financing di Porta S. Giovanni (ex Mattatoio), e quello dell’ex Pastificio Pezzullo, e frenando su due progetti per i quali già erano pronti i cantieri come nel caso del PUA Fontanelle, condizione che ha generato per i proprietari di un comparto (Eredi Ciao) la richiesta di un Commissario ad acta costringendo l’Amministrazione ad approvarlo, e per l’altro comparto costringendo i Proprietari (La Contact Center Sud della Famiglia Vitolo di Battipaglia) che avevano già allestito il Cantiere con macchinari e materiali, a smantellare tutto, prendere baracche eburattini e a smontare il cantiere, ritenendo che in questa Città è impossibile dialogare con le istituzioni, dovendo attendere per ben due anni l’approvazione di un progetto, forse l’unico veramente in condizione di partire, vista la solidità della famiglia Vitolo, alle paturnie della politica e al perseguimento di sogni incerti come l’Housing.

Ma come in alktre circostanze si è detto, la sfida vera era quella di chi prima iniziava, prima si prendeva il mercato e prima si vendeva gli alloggi, e allora i maligni hanno pensato che le frenate sui PUA e le accellerate sull’Housing seguissero quella logica. Forse tra i motivi delle dimissioni di Sgroia e del mancato coinvolgimento dei suoi due assessori Norma e Massarelli rispetto all’approvazione del preliminare de PUA, muove i suoi passi proprio rispetto alle considerazioni che emergerebbero a seguito di quell’approvazione, tanto da definirlo “caratterizzato da parecchie incertezze e da scelte non condivisibili. Esso dimostra una mancanza di visione complessiva della città e si presenta come un documento fondamentalmente in bianco che dice tutto ed il contrario di tutto“.

PUA-Fontanelle-renderimg-alloggi-contact center

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Ed è proprio così. In che modo il PUC risponde al surplus alloggiativo dell’Housing Sociale? Come ne distribuirà il carico, o meglio in quali PUA si interverrà per ridurre il numero degli alloggi precedentemente assegnati per equilibrare quelli dell’Housing? Forse si spera che nel tempo alcuni non decollando mai  finirebbero per assorbire quel surplus e così evitare di fare una manovra urbanistica generale che ridurrebbe le potenzialità abitative dei singoli PUA? Se veramente si volesse rivedere il PUC alla luce della redistribuzione del carico abitativo dei PUA ne conseguirebbe un contenzioso senza pari che i singoli proprietari dei lotti avvierebbero, ritenedosi “taglieggiati” e ingiustamente puniti, per effetto del fuori sacco alloggiativo dell’Housing sociale? E’ questo il Piano in “bianco” a cui si riferisce Sgroia?

Insomma interrogativi che valgono le dimissioni, sicuramente postume, ma mai così appropriate, sebbene lo stesso Sgroia certo non appartiene all’ordine dei padri Barnabiti, e che nonostante la sua giovane età è un politico consumato, tanto consumato che pare abbia già stipulato un accordo con i riformisti di Conte per la gestione della futura segreteria locale, attribuendosi un ruolo di equilibrio nel futuro prossimo, molto utile alle sue aspirazioni, che gli darebbe l’opportunità diottenere 6 membri nel futuro direttivoi a fronte degli otto che lascerebbe ai Riformisti e relegando all’opposizione Melchionda con 8 rappresentanti. Un’operazione che potrebbe anche significare un appoggio alla sua candidatura, resta tutto da vedere. Intanto è la fine della corsa. Melchionda è solo.

Eboli, 25 settembre 2014

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