Cardiello(FI) interroga sulle progressioni di carriera e presunti danni erariali per l’Ente

Eboli: Cardiello interroga l’assessore al Bilancio Di Benedetto sulle progressioni in carriera dei dipendenti e i presunti danni erariali.

Con una interrogazione del febbraio scorso, il consigliere forzista chiede lumi all’assessore al bilancio e vicesindaco Di Benedetto su presunti danni erariali. Ai rilievi, l’assessore risponde in ben 11 punti. Per Cardiello :”Pagano i dipendenti e non i politici”.

Damiano Cardiello (3)

Damiano Cardiello (3)

di Marco Naponiello
per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI-  Su questa annosa faccenda, riguardanti progressioni e compensi dei dipendenti comunali ed ancora vigente nella vita cittadina, vi fu già una sentenza Consiglio di Stato nel 2010 che vide i dipendenti opporsi con ricorso al il Tar Campania, sez. di Salerno, contro il bando e gli atti della procedura, indetta con determina del Responsabile del Servizio Risorse Umane n. 244 del 20.7.2004, riservata al personale interno, inquadrato nella categoria C, per la progressione verticale alla superiore categoria “D”. Allora,parliamo sempre di sei anni or sono, il giudice di primo grado infatti stabili che la progressione verticale indetta dal Responsabile del servizio Risorse Umane, si sarebbe dovuta svolgere secondo le regole previste dagli artt. 88 e seguenti del Regolamento comunale sugli uffici e sui servizi approvato dalla Giunta con delibera n. 221 dell’1.7.2004, e non secondo la disciplina di cui al Regolamento per le progressioni verticali approvato con delibera giuntale n. 414 del 24.12.2003, in quanto abrogato (ex posteriori derogat priori) e sostituito in toto dal successivo regolamento. La pietra angolare tra le previsioni dei due regolamenti consiste nel fatto che la procedura contestata è stata svolta sulla base delle prove e dei requisiti di anzianità previsti nel regolamento del 2003, mentre alla luce del regolamento seguente, ritenuto applicabile dal Tar, si sarebbero dovuto valutare i c.d. crediti professionali.

Si ritorna dunque dopo anni anche in maniera maggiormente composita sulla faccenda, con una interrogazione del consigliere di Forza Italia, Damiano Cardiello, il quale con prot. N° 6141 chiede lumi all’assessorato al Bilancio, retto dal vicesindaco, avvocato come il richiedente,Cosimo Pio Di Benedetto, avente ad oggetto: “Interventi predisposti per recupero somme da risarcire all’Erario

Cosimo Pio Di Benedetto-1-foto-POLITICAdeMENTE

Cosimo Pio Di Benedetto-1-foto-POLITICAdeMENTE

L’esponente azzurro inoltre, rilascia in esclusiva  per POLITICAdeMENTE la seguente dichiarazione dura dichiarazione: “dura lex sed lex!  esordisce il capogruppo forzista –I cattivi amministratori della cosa pubblica, l ‘ allora giunta Rosania & Cariello, ha proceduto illegittimamente adottando una serie di provvedimenti che hanno comportato un buco nelle casse comunali. ora dovranno pagare di tasca loro.” Termina Cardiello: ”dunque, le trattenute sugli stipendi dei dipendenti vanno in questa direzione ma dovranno essere accompagnate anche dalle medesime azioni nei confronti dei politici, dell’epoca” . Un chiaro attacco da parte del rampante politico, all’attuale primo cittadino, all’epoca dei fatti assessore con Rosania

Passiamo in rassegna sinteticamente gli undici punti contestati, in calce il documento integrale.

Premessa: Il tutto nasce da una verifica ispettiva del MEF (Ministero Economia e Finanze) tramite la Ragioneria generale dello Stato, il 17 giugno 2016 e 30 gennaio 2015.,si ebbero delle note sulla gestione del personale cui il comune in controdeduzione ha risposto, ma di contro la procedura è in corso per ulteriori chiarimenti del ministero. Il Comune di Eboli ha avuto accolti i rilievi ed approntato da subito le misure per una sana gestione amministrativa e contabile atta a recuperare le somme richieste.

Nella fattispecie esaminiamo i punti oggetto (sottolineiamo di nuovo, 11 in tutto) d’ interlocuzione di Cardiello a risposta firmata da Di Benedetto, ineriscono atti licenziati dalle amministrazioni Rosania e Melchionda.

  1. Anomalie del procedimento di contrattazione decentrata del personale non dirigente: L’ispettorato rileva il mancato invio dei contratti all’Aran (Agenzia Rappresentanza negoziali P.A.), la mancata sottoscrizione dell’ ipotesi accordo, e  l’omessa attestazione Collegi dei Revisori; dunque tre rilievi formali di non poco conto, ma va evidenziato che la giunta in varie deliberazioni aveva approvato le sottoscrizioni dei CDI (contratto collettivo decentrato) dall’anno 2006 fino al 2010. Per questi accordi il parere  di competenza del collegio dei revisori e secondo la legge allora vigenti per i contratti collettivi nazionali e detti accordi dopo la verifica del Ministero furono trasmessi all’Aran il 28 giugno 2011.
  2. Gravi illegittimità per la quantificazione del fondo per lo sviluppo delle risorse umane e per la produttività del personale non dirigente: la contestazione riguarda la quantificazione degli istituti contrattuali non ben delineati, ma necessari ed obbligatori ai sensi di legge e non discrezionali per l’Ente. Il Ministero ha ritenuto di recuperare tali somme illegittimamente percepite, con trattenute sullo stipendio e dal fondo per il salario accessorio, sono 598.000 €.
  3. Indebita erogazione, a titolo di compensi per produttività, di una indennità per l’uso di tecnologie informatiche: Si è proceduto in danno di 107 dipendenti ancora in servizio, con apposita messa in mora, per un totale di 69.000 €
  4. Mancato rispetto dei principi di selettività meritocratica per le progressioni economiche orizzontali: Il Comune si è difeso, asserendo di non aver dato luogo ad avanzamenti automatici ma sulla base di una scheda di valutazione;la stessa Riforma Brunetta aveva posto una percentuale di beneficiari sulla base dei criteri di valutazione adottati da dirigenti. L’ispettorato del ministero, ha evidenziato come non si fosse messo in campo alcuna meritocrazia, ma anzi il comune avrebbe dato tali gratifiche a tutti i dipendenti aventi i requisiti minimi. L’Ente ha obiettato che tali progressioni sono anteriori al Decreto legislativo 150/2009, ovvero la riforma dell’ex ministro di Berlusconi, e si rifanno al CCNL del 31 marzo 1999. In pratica tale CCNL non dettagliava bene i criteri selettivi e li lasciava alla discrezionalità dei comuni di concertarli con le associazioni di categoria, attraverso un contratto di lavoro decentrato. Unico limite oggettivo alla progressione orizzontale era lo stato delle finanze del comune che venivano rimpinguate con un fondo ad hoc, che in ottemperanza del TU sul pubblico impiego, ha disposto tali progressioni previa scheda valutativa dirigenziale, nel rispetto delle fonti giuridiche del tempo.
  5. Indebita coesistenza delle indennità di rischio disagio e vigilanza, utilizzate per remunerare medesime prestazioni lavorative: Semplicemente, ai rilievi ministeriali si sospendono le indennità e si procede al recupero coattivo di quanto indebitamente percepito negli anni,attraverso un piano di ammortamento concordato.
  6. Illegittima erogazione di consensi per lavoro straordinario dipendenti Piano di Zona: Per queste somme elargite per lavori fuori orario o in aggiunta, si è predisposto il recupero come sopra.
  7. Compensi per la cd Legge Merloni: Il MEF ha contestato l’indebita percezione del compenso ex art 92 comma 5, del decreto legislativo 163/2006, per il periodo che va dal 1 gennaio 2009 al 24 novembre dell’anno successivo, che per successive introduzioni legislative il compenso erogabile è stato ridotto dello 0,50, e gli uffici preposti si sono subito attivati nel recupero di tali somme in differenza. Tali somme per un complessivo di 8.658€, saranno trattenute dallo stipendio in 12 rate.
  8. Illegittima erogazione al personale ufficio tributi di compensi per il recupero ICI ed altri tributi: Il periodo va dal 2005 al 2009 ed il gettito Ici era pari ad 1.28.000 € e l’importo erogato 138.500€, dunque il 13,4 del totale del riscosso in fase di accertamento ICI.
  9. Irregolare erogazione compensi professionale ai dipendenti dell’avvocatura comunale: Le somme son state tutte restituite.
  10. Illegittima erogazione di altri compensi non previsti dalla legge: questi compensi di varia natura (indennità lavaggio divisa,scritturazioni contratti,lavori a progetto,assistenza commissioni concorsi) tutti in corso di rientro tramite, rateizzazioni concordate.
  11. Illegittima progressione verticale del dipendente: Chiariamo subito che la progressione cosiddetta orizzontale è meramente economica, la verticale in oggetto si riferisce alla carriera in senso stretto, quindi ad un avanzamento di categoria. Anche in questo caso la difesa del nostro Ente si basa sul passaggio delle fonti normative, ovvero la legge applicata era antecedente alla  Riforma Brunetta,con l’inserimento del comma 1bis all’art. 52 nel TU sul pubblico impiego, che garantisce una riserva interna non oltre il 50%, mentre prima la legge era vaga, con locuzioni di “adeguata garanzia di accesso dall’esterno”, vedi sempre art 35 TUPI. Il comune di Eboli in base a tali pregresse direttrici si è mosso, cercando di contemperare le esigenze organiche con quelle finanziarie:“in termini di equivalenza della spesa”. Secondo gli uffici del nostro Ente le progressioni verticali con formazione e riqualificazione del personale interno hanno inciso, nel biennio 2004-05 per “soli” 103.000€ a fronte dei 192.000 avvenuti con reclutamento esterno. Circa il 65% per cento delle risorse quindi è stato speso per il reclutamento esterno, a garanzia di un adeguato accesso extra moenia. Negli anni in oggetto all’accertamento del MEF (Ministero Economia e Finanze) si è avuto un chiaro contenimento della spesa, evidenziata da una apposita tabella (vedi in calce), acclarando cosi una politica virtuosa di attenzione alle incidenze finanziarie pubbliche, sulla formazione e riqualificazione del personale interno, con riduzione della spesa ad essa destinata. Di Benedetto nella sua relazione, afferma di non trovare riscontro alle accuse dell’interrogante Cardiello, su presunti danni erariali subiti per euro 400.000, da atti prodotti dalle passate amministrazioni, infatti secondo l’assessore al bilancio, questo vulnus finanziario non si evince dalla procedura accertativa, e aggiunge che tutte le fasi ispettive  del MEF e le azioni poste in essere dalla amministrazione, son state trasmesse alla magistratura contabile. E termina in calce affermando che: ” Le messe in mora  sono frutto dell’iniziativa autonoma del responsabile del Servizio “Personale” dell’Ente e non disposte dalla Corte dei Conti.”  Con firma chirografa dell’assessore, in data 6 c.m.

Certamente vi stanno alcune voci dei bilanci comunali che influenzano molto più d’altre, questo appare pacifico. In maniera particolare parliamo di quelle spese necessarie ed ineluttabili, e che quindi limitano in maniera anche esiziale, la liquidità a disposizione da parte dei primi cittadini, hanno un nome ed un cognome: le spese del personale. Esse sono un peso sui bilanci, ma allo stesso tempo i dipendenti comunali (son tanti quelli virtuosi), non debbono essere considerati, come troppe volte avviene nella demagogica vulgata, una “palla al piede”, e scaricare su di essi anche la responsabilità di atti politici “allegri” prese dalle amministrazioni comunali, come le tante convenzioni esterne pagate negli anni a ”peso d’oro” senza una necessaria controprestazione qualitativa per la collettività,andando consequenzialmente a mortificare le tante professionalità eccellenti presenti “in house ed onerando le casse statali oltremodo esangui”.

La meritocrazia,bene sottolinearlo, non è uno slogan fugace per accattivarsi le simpatie dell’elettorato, con effimere citazioni di Paesi continentali viciniori, ma dovrebbe invece essere la stella polare della vita pubblica italiana: dalla politica, al reclutamento dei dipendenti statali, sino alle progressioni di carriera, in una ottica di trasparenza amministrativa volta all’efficacia ed efficienza della macchina statale. Ma ribadiamo il concetto, questo non deve essere a discapito dei tanti lavoratori pubblici, in specie dei comuni meridionali, che quasi sempre tali Enti sono e di molto sotto organico, di contro questi  si sacrificano con abnegazione, ricoprendo turni, mansioni e dunque anche responsabilità soverchianti il loro  precipuo contratto di lavoro.

Pertanto ben venga il risparmio, ma che non vada a detrimento di nessuno: dai servizi ai cittadini in primis, ma al contempo neanche dei dipendenti del nostro (come degli altri) comune , in deficit  strutturale, ricordiamolo ,di circa 80 unità! Quindi lasciamo stare atteggiamenti da “caccia alle streghe”, queste appartengono ad un buio nostro passato da “rottamare”, si invece ad una equa razionalizzazione delle risorse, che se ben congeniata tra le varie parti in campo, potrà dare ottimi risultati in tempi ragionevoli per tutti.

Eboli, 14 maggio 2016

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