REFERENDUM – Franceschini conferma il si del Pd “sempre meglio del Porcellum”

Referendum- Rutelli e Chiti votano si. Democratici in ordine sparso. Il richiamo del segretario del PD: mi assumo tutte le responsabilità.

Dario Franceschini PD

Dario Franceschini Segretario Partito Democratico

«Non vogliamo legittimare nulla, non abbiamo promosso noi il referendum, ma il risultato avrà un significato politico e se vincerà il no significherà che gli italiani vogliono mantenere questa legge».

E’ così che Dario Franceschini non si smuove dalla sua posizione, indipendentemente da come la pensano e si sono pronunciati nella Direzione del PD Francesco Rutelli, Vannino Chiti e tutti quelli che hanno deciso nel PD di votare “SI” al referendum elettorale. Franceschini spingendosi ancora più oltre ha dichiarato: «me ne assumo tutte le responsabilità».

Il segretario del Pd ha voluto rendere pubblica la sua posizione in relazione al Referendum del 21 Giugno prossimo. Lo ha fatto in occasione di un dibattito su Leopoldo Elia, “la Costituzione e la democrazia” con Gustavo Zagrebelscky. Il suo intervento chiarisce molti equivoci e alle domandi che si facevano sempre più insistenti circa lo “strapotere” del Premier, grazie alla legge elettorale che ne verrebbe fuori dalla vittoria dei quesiti, Franceschini ha dato la sua spiegazione, del tutto condivisibile, ritenendo che per quanto il sistema si presenti a dir poco diabolico e sbagliato è sempre meglio del «porcellum», che prevede già il premio di maggioranza alla lista o al partito che prende più voti. Pertanto, se Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovesse decidere di andare alle elezioni da solo, cioè senza la Lega, lo prenderebbe comunque.

E’ altrettanto evidente che il Segretario del PD non sembra affatto preoccupato dal sistema che ne verrebbe fuori dal Referendum, che sicuramente andrebbe ad accentuare il problema, ma che tuttavia non escluderebbe il ricorso ad una ulteriore consultazione per far approvare un’altra legge dalle Camere.

Infatti, non si capisce per quale motivo, a fronte di questa ipotesi, il Parlamento non dovrebbe occuparsene. Pertanto quorum a parte, è molto difficile che il “SI” possa ottenere la vittoria, in ogni caso, se dovesse vincere, si dovrà obbligatoriamente cambiare la Legge e ci sarebbero ancora 4 anni per farlo.

Tra l’altro Giovanni Guzzetta del Comitato Promotore, ha scritto una missiva a tutti gli elettori del Centro-sinistra, nella quale ha detto loro : «Non fatevi convincere dai profeti di sventure, non fatevi travolgere dalla sindrome dell’eterno perdente. L’Italia ha bisogno di una vera democrazia dell’alternanza. Coltivate anche voi l’ambizione, che le vostre idee non rimangano pura testimonianza, ma si trasformino in soluzioni di governo, scelte dai cittadini e liberate dal ricatto dei “nanetti parassiti”. Così come avviene nelle grandi democrazie dell’alternanza. L’Italia si merita di più dei profeti di sventura, interessati a sopravvivere gestendo l’esistente»

E a sostegno dell’invito di Guzzetta, nella ipotesi che prevalga il no o l’astensione Franceschini ha dichiarato  ancora e senza mezzi termini: «mi assumo da solo tutta la responsabilità», aggiungendo, che un partito serio non può cambiare idea solo perché nel frattempo la stessa posizione è stata condivisa anche da Silvio Berlusconi.

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