La Finanziaria della vergogna: Il Paese è in ginocchio

La manovra più pesante degli ultimi cinquant’anni, pagano gli stessi, tiene fuori i ricchi, ignora gli evasori.

In vista un’ondata Scioperi: il 9 settembre a incrociare e braccia per 2 ore è il pubblico impiego; il 19 è la volta del trasporto pubblico per 4 ore, fino allo Sciopero Generale Nazionale.

Silvio Berlusconi Giulio Tremonti

SALERNO – Il Consiglio dei Ministri d’urgenza e sotto dettatura delle banche europee ha varato la Manovra Finanziaria “Bis”, che Silvio Berlusconi, insieme al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ne hanno illustrato i contenuti.

“E’ chiaro che il nostro cuore gronda sangue quando pensiamo che uno dei vanti di questo governo era quello di non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani, ma la situazione mondiale è cambiata”, ha detto il Cavaliere.

Infatti il Cavaliere non ci ha messo le mani in tasca, ci ha tolto i pantaloni e poi ci ha tramortiti.

Quella del Governo Berlusconi è una manovra contro la gente comune, contro i lavoratori, contro il Paese. Dentro c’è di tutto, tranne quello che veramente servirebbe, cioè sganciare l’Italia dalla morsa della speculazione finanziaria e dai diktat dell’Europa. 79 Miliardi di euro a luglio, 45 ad agosto e non è detto che ci si fermi qui riuscendo a non toccare i veri ricchi, quel 10% delle famiglie che detiene oltre il 50% della ricchezza del Paese e quelli che evadono per oltre 120 miliardi di euro l’anno.

Il Governo se la prende ancora con i lavoratori a reddito fisso come i lavoratori pubblici che saranno chiamati a pagare con le loro scarne tredicesime (quelle con cui si paga il mutuo!) l’inettitudine di una dirigenza lottizzata ed incapace, che saranno ridotti (licenziati?) in ragione del 10% del personale delle amministrazioni centrali e che vedranno il proprio TFR, scampato grazie ad una forte resistenza alla trappola dei fondi pensione, erogato dopo due anni.

I nuovi enormi tagli, dopo quelli di luglio, agli enti locali e il via libera alle privatizzazioni di ogni servizio pubblico produrranno un aumento esponenziale della tassazione locale e un attacco mortale a ciò che rimane del welfare. L’attacco, definitivo e per legge, al contratto nazionale di lavoro è un altro regalo ai padroni che potranno così disporre, assieme ai sindacati complici, della vita dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

Trasporto Pubblico Locale: proclamato lo sciopero nazionale di 4 ore per lunedì 19 settembre 2011, ad annunciarlo è l’USB (Unione Sindacale di Base)

Secondo l’Unione Sindacale di Base, l’attacco mirato del Governo contro i servizi pubblici essenziali non ha precedenti, e per questo rinnova l’appello alle forze del sindacalismo conflittuale a costruire al piu’ presto  assieme lo sciopero generale e generalizzato, chiamando immediatamente tutti i lavoratori alla mobilitazione generale per lo sciopero di due ore per tutto il pubblico impiego il 9 settembre, e uno sciopero  di 4 ore del trasporto pubblico locale il 19 settembre.

Definitia la scelta della privatizzazione attraverso i pesanti tagli economici agli enti locali che renderanno impossibile anche la semplice gestione dell’esistente. La vanificazione dei contratti nazionali, il superamento delle normative sui licenziamenti, l’aggressione alle pensioni, al salario e tutti gli istituti retributivi (TFR, tredicesime ecc.) trasformano, in solo colpo, tutti i lavoratori impegnati nei pubblici servizi in nuovi precari. Nel settore del trasporto Pubblico locale si materializza la “cassa integrazione”, in molte realtà gli stipendi già cominciano a tardare. Certi gli aumenti tariffari per i cittadini tutti. Aumenti in parte già in programma nel tentativo di risanare parte dei debiti causati dalle varie parentopoli e scaricati, così, sulle spalle dei “cittadini che dovranno fare i conti anche con un corposo taglio al servizio di urbano ed extraurbano. Quello che sta accadendo deve smuovere le coscienze, i lavoratori, l’intera società civile deve reagire!

LA MANOVRA

  • La manovra, come era già emerso ieri pomeriggio, ammonterà a 45 miliardi: 20 miliardi aggiuntivi nel 2012 e 25 miliardi nel 2013.
  • Ci sarà un contributo di solidarietà nel settore privato per i redditi superiori ai 90mila euro, che sarà del 5% per la parte del reddito eccedente i 90mila euro e del 10% per la parte eccedente i 150mila.
  • La tassazione sulle rendite finanziarie, esclusi i Bot, sarà allineata al 20%. La tassazione di azioni, obbligazioni e fondi salirà dal 12,5% al 20%, mentre invece sarà ridotta dal 27% al 20% quella sui depositi bancari e postali.
  • Ci sarà la riduzione del blocco degli apparati amministrativi, con tagli ai ministeri per quasi 6 miliardi nel 2012 e per 2,5 miliardi nel 2013.
  • Nell’ambito dei costi della politica, saranno eliminate pure 54mila poltrone, tra Regioni, Province e Comuni, ma dalle prossime elezioni. Potrebbero essere tagliate le province che stanno sotto i 300.00 abitanti e accorpati 1500 comuni al di sotto dei mille abitanti.
  • Agli enti locali verranno tagliati 6 miliardi nel 2012 e 3,5 miliardi nel 2013. Alle Regioni sarà tagliato 1 miliardo di euro.
  • Gli incentivi alle rinnovabili saranno ridotti del 30%.
  • Saranno spostate al lunedì le festività infrasettimanali non religiose.
  • Ci sarà un giro di vite sull’evasione fiscale con la tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro e maggiori sanzioni (fino alla sospensione dell’attività) per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.
  • Sono in arrivo aumenti su sigarette, giochi, accise e tabacchi.
  • Per i lavoratori pubblici il trattamento di fine rapporto subirà un congelamento di due anni, nel caso di pensionamenti per anzianità.
  • Potrebbero essere tagliate le tredicesime ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione della spesa pubblica fissati.
  • Sarà innalzata progressivamente a 65 anni l’età pensionabile delle donne nel settore privato a partire dal 2015 (anzichè 2020 come inizialmente previsto).
  • Resteranno fuori dai tagli la sanità, la scuola, la ricerca, la cultura e il 5 per mille. Non ci saranno tagli nell’edilizia scolastica e carceraria.
  • La delega di riforma del sistema fiscale e assistenziale sarà anticipata al 2011.

Salerno, 15 settembre 2011

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