Roma va al ballottaggio. Marino stacca Alemanno. Ballottaggi anche a Salerno. Ridimensionato il M5S

Calano i votanti in tutta Italia. Il PD vince dappertutto ma va ai ballottaggi. Il PDL affanna, sente la mancanza di Berlusconi. Puniti gli ex AN. Il Movimeto 5 Stelle, fortemente ridimensionato, ne esce con le ossa rotte: l’arroganza non paga.

SALERNO: Decideranno i ballottaggi a Scafati tra Aliberti e Pesce, a Pontecagnano tra Sica e Lanzara, a Campagna tra Rago e Monaco.

gianni-alemanno-ignazio-marino

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ROMA – Il candidato sindaco del centrosinistra avanti con il 42,9% a quasi metà scrutinio: ”La città vuole cambiare pagina”. Il sindaco uscente al 30%: ”Partita aperta” (VIDEO). Crolla il M5S, base in rivolta. De Vito fermo al 12,5%: ”Calo c’è stato ma non drammatico”. E annuncia: ”Al secondo turno non voto nessuno dei due”. Marchini al 9,3%: ”Risultato straordinario. Ballottaggio? Decideremo con calma”. Verso il ballottaggio Brescia, Siena e Ancona. Valle d’Aosta: Union Valdotaine primo partito. Affluenza definitiva al 62,3%. Nella Capitale ha votato un cittadino su due. Alfano: ”Astensione anche per il mancato abbinamento alle politiche”. 564 i comuni al voto (L’ELENCO COMPLETOI CANDIDATI). La sfida Alemanno-De Vito-Marchini ai ‘Confronti Adnkronos‘.

SALERNO – Campagna, Pontecagnano e Scafati: tre ballottaggi per i tre comuni del Salernitano dove si è votato con il sistema proporzionale. Monaco e Gerardo Rago si confronteranno a Campagna; Ernesto Sica, sindaco uscente e a capo di una coalizione guidata dal Pdl, se la vedrà con Giuseppe Lanzara del Pd.

A Scafati l’uscente Pasquale Aliberti se la vedrà con Nicola Pesce di Sel. Esiti a sorpresa quelli di Pontecagnano e Scafati e soprattutto a Scafati, il sindaco uscente Aliberti per diverse ore ha avuto una percentuale oscillante intorno al 50 per cento. Nei tre comuni drastico il ridimensionamento del Movimento Cinque stelle rispetto alle politiche di febbraio.

A Roma si deciderà al ballottaggio il futuro sindaco. Quindici giorni decisivi per Gianni Alemanno, primo cittadino uscente e Ignazio Marino, candidato del centrosinistra arrivato alla sfida per il Campidoglio dalle primarie. Il primo nodo da affrontare per i due sfidanti sarà l’astensionismo record registrato in questa prima tornata elettorale: un romano su due ha disertato le urne. Nella capitale, infatti, ha votato soltanto il 52,80%, con un calo del numero dei votanti pari al 20,86% degli elettori.

Una battaglia a due che vede da una parte Ignazio Marino, chirurgo approdato alla politica, appoggiato da una coalizione che va dal Partito democratico a Sinistra ecologia e libertà, e dall’altra Gianni Alemanno, con alle spalle cinque anni alla guida del Campidoglio, che può contare sull’appoggio di Pdl, la Destra, Fdi. Un’ipotesi quella del ballottaggio che dalla chiusura delle urne si è andata concretizzando proiezione dopo proiezione con, a quasi metà scrutinio (1.204 sezioni scrutinate sulle 2.600 totali), Alemanno al 30,1% delle preferenze e Marino in testa con il 42,9%.

E già a metà pomeriggio sono arrivate i primi commenti da parte dei candidati. “Grazie ai cittadini e alle cittadine che si sono recati a votare, davvero grazie. Questo dimostra – ha commentato Marino dal comitato di via Cristoforo Colombo – che c’è voglia di cambiare pagina”. “Partita aperta”, ha ribadito il sindaco uscente Alemanno in conferenza stampa. “Combatteremo fino alla fine – ha aggiunto – per avere il miglior risultato possibile per il bene di Roma”.

Non vuole parlare di flop il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Marcello De Vito, che è al 12,5%. “Per il Movimento Cinque Stelle il calo c’è stato ma non è stato drammatico. Non siamo scontenti del risultato che abbiamo ottenuto”, ha sottolineato De Vito dal Grand Hotel del Gianicolo. “Entreremo in consiglio comunale e faremo una valida opposizione. Abbiamo avuto pochissimo spazio – ha attaccato l’avvocato M5S – i giornali hanno parlato pochissimo di noi. Ci si è messo di mezzo anche Marchini, che ha messo in campo una forza economica molto forte e ha preso un altro 9, 10%”.

E in vista del ballottaggio, De Vito che più volte si era detto contrario a ogni alleanza, chiarisce ” Personalmente mi recherò al seggio e non voterò nessuno dei due, facoltà prevista dalla legge, perché non mi rappresentano. Sentiremo quello che dice la base, io sono l’espressione di quello che la base decide, penso che l’orientamento sia quello”. Non è esclusa una consultazione via web.

Si dice soddisfatto e parla di un ”risultato straordinario” il candidato indipendente Alfio Marchini al 9,3% che ha anche scherzato con il suo alter ego ‘Arfio’ “Noi abbiamo vinto comunque, abbiamo ucciso il consociativismo, come vada vada”. “Io non farò il vice di nessuno – sottolinea – abbiamo ancora tempo per decidere, al ballottaggio mancano 15 giorni. Questo 10% di elettori aspetta la nostra coerenza. Saremo inflessibili nel tenere la barra dritta sui valori della campagna elettorale: il nostro impianto etico è chiaro. Noi – conclude – valuteremo con laicità e grande attenzione i programmi. La mia vita la dedicherò agli altri e all’impegno per la politica. Questo è solo l’inizio”.

E già domani i due candidati si potrebbero trovare faccia a faccia a ‘Ballarò’. “Spero – ha detto Alemanno – che Marino non eluda questo confronto”. Il sindaco, dal canto suo, ha già spiegato che si rivolgerà “a tutti gli elettori” compresi quelli che hanno votato al primo turno per Alfio Marchini e Marcello De Vito. “Sono convinto che chi voterà al ballottaggio fra 15 giorni – ha ribadito Alemanno – sarà un elettorato completamente diverso da quello del primo turno”.

Anche Marino, commentando i risultati parziali, ha mostrato “un’apertura” sia verso il M5S ”pone temi che sono anche nostri”, sia verso l’indipendente Marchini ”va rispettato il risultato di un candidato come Alfio Marchini che è molto radicato in questa città e ha fatto un’ottima campagna elettorale”. “La corsa elettorale continua e domani – ha ribadito – ritornerò ad ascoltare le persone. Dobbiamo cambiare questa città”.

Non sono andati oltre il 3% gli altri candidati sindaco: Sandro Medici si è fermato intorno al 2.2%, Alfonso Luigi Marra 1.3%, Simone Di Stefano 0.6%, gli altri 12 sono rimasti sotto lo 0,2%.

Roma, 28 maggio 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. D’accordo sono comunali,come pure che si tratta del 1° turno,ma un dato balza agli occhi:
    il PD dato per morto e vivo e si riafferma nella sua leadership,il PDL non sfonda,(Sconfitti a Vicenza, Sondrio, Siena e Ancona – perdite di consensi a Sondrio, Brescia, Viterbo e Treviso. il gap di Alemanno da Marino su Roma )
    DI concerto,la Lega, AL NORD FLOP = LEGA:MAI SOPRA IL 10%)quasi scompare,ed il M5 stelle,come da me sempre detto ( nessun grillino-stellino al ballottaggio) è fuoco fatuo.
    Dunque l’Italia si riscopre bipolare ( il centro è solo geometrico) MA IL VERO VINCITORE E’ L’ASTENSIONISMO!!!
    P.S. . GRILLINI E BERLUSCONIANI SDRAMMATIZZANO LE BATOSTE, MEZZA ITALIA VA NEL NON VOTO STUFA E DELUSA, NON ELEGGE NEANCHE PER IL POLITICO DI “PROSSIMITÀ”(I SINDACI) CHE GODONO DI UNA DEMOCRATICA LEGGE ELETTORALE,QUELLA DIRETTA
    MA QUESTI CONTANO POCO,ANNULLATI TRA UN PATTO DI STABILITÀ INTERNO E UN TAGLIO FINANZIAMENTI DA ROMA OGGIGIORNO SOLO TASSE E MENO SERVIZI,A CHE pro VOTARLI ANCORA,SI CHIEDE L’UOMO DELLA STRADA?

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