MONTEZEMOLO e’ IL LEADER DEL GRANDE CENTRO? Secondo un sondaggio della SWG: Gli italiani lo vogliono

Montezemolo scende in campo e piace agli italiani per i suoi successi e per la sua notorietà.

Il primo incontro il 7 ottobre a Roma, per presentare il “manifesto” politico di “Italia Futuro”.

Luca Cordero di Montezemolo

Luca Cordero di Montezemolo

ROMA – Dopo tutti i fallimenti delle opposizioni, e tutti i tentativi di affidare ad un leader lo scettro del comando per affrontare e sconfiggere un Silvio Berlusconi sempre più Supermen, pare che adesso si riesce a intravedere uno spiraglio che possa far sperare in un’operazione politica che vede in un probabile “Grande Centro”, la risoluzione di tutti i problemi  di questo Bipolarismo che tende a trasformarsi sempre più in “Bipartismo”, o meglio ancora in favorevoli o contrari a Berlusconi.

Cerca e ricerca ed ecco che arriva un sondaggio di SWG che analizza per conto del quotidiano on line AFFARITALIANI.it, l’eventuale discesa in campo del Presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo, alla guida di un “grande Centro”. I cittadini intervistati mostrano un buon gradimento nei suoi confronti e una sua discesa in campo, viene valutata positivamente dai cittadini. Gradimento che sicuramente è legato alla sua notorietà e ai suoi successi, prima come Presidente della Ferrari, poi come Presidente della Confindustria e ora come Presidente della Fiat.

Secondo SWG, l’ottimo gradimento è il frutto di un mixer di successo imprenditoriale, autorevolezza, equilibrio e il punto di maggiore fiducia viene espresso proprio perché non è schierato, e questo viene considerato come un elemento che unisce tanto è quindi riesce ad essere largamente trasversale.

Un altro fattore per niente trascurabile che riguarda il suo gradimento è che Montezemolo riceve la fiducia dal Nord al Sud senza nessuna differenza, quindi viene identificato, anche grazie alla “nazionalità” delle sue aziende, con l’intero paese e in maniera unificante.

Tutte queste considerazioni, fino a che erano sulla carta o allo studio, non rappresentavano nessuna insidia né per Silvio Berlusconi né per il Partito Democratico o quello che ne rimarrà dopo che si sarà concluso questo lunghissimo Congresso. Nel momento in cui incomincia ad essere un progetto in via di realizzazione diventa preoccupante. Ed ecco che arriva il primo appuntamento di ‘Italia Futura’, l’associazione promossa dall’ex numero uno della Confindustria, in programma il 7 ottobre a Roma, alle 16,30, a palazzo Colonna – Piazza SS. Apostoli 66.

Luca Cordero di Montezemolo ha fissato giorno, luogo, data e un motto: “L’Italia è un paese bloccato. Muoviamoci!”. Il titolo del convegno la dice tutta e ci sarà un bel pò di gente. Assieme all’ex Presidente della Ferrari, interverranno Gianfranco Fini, Enrico Letta, il fondatore della Comunità S. Egidio Andrea Riccardi, Irene Tinagli ex PD, Francesco Rutelli e si può scommettere decine di altri leader che vivono in sofferenza questo finto bipolarismo.

Quali saranno le potenzialità di un Grande Centro è veramente difficile pronosticarlo, anche perché il panorama politico e i Partiti sono in un continuo stato di allestimento, e di qui alle prossime elezioni Regionali di marzo 2010, non è dato sapere cosa accadrà realmente. Nel centro-destra, Gianfranco Fini e i suoi hanno messo seriamente in crisi il PdL e non accettano di stare in un partito “finto” ma che però ha un’alleanza vera con la Lega Nord e veri sono gli effetti del Governo tutti in chiave “nordista”.

Nel Centro-sinistra, non è che siano messi meglio. Il Partito Democratico è sempre più avvitato su se stesso, e sta prevalendo un’impostazione impressa dagli ex DS che stanno al momento prevalendo sulle altre anime del partito stesso. La sinistra vive un momento di grande crisi e i suoi elettori sono sfiduciati e sbandati. L’IdV di Di Pietro sempre più appiattita su un’opposizione di tipo antiberlusconiana.  Questa ipotesi aprirebbe un nuovo fronte, già annunciato da Francesco Rutelli, pronto ad una scissione, non condividendo che il PD si trasformi in Partito Socialista.

L’UdC di Pier Ferdinando Casini che tiene la bandiera del centro, è il più interessato, almeno dalle dichiarazioni, alla operazione “Grande centro”. La SWG ha rilevato che nella ipotesi in cui si divesse costituire il Grande Centro, inglobando anche l’UdC, che al momento viene stimato intorno al 7%, riuscirebbe a rggiungere una percentuale del 15%. Una ipotesi che metterebbe tutto in discussione, ridimensionerebbe i due poli e metterebbe una pietra tombale sul bipolarismo.

La discesa in campo di Montezemolo ha generato una serie di commenti. Se Ignazio La russa ha bocciato un eventuale nuovo soggetto come qualcosa che sa di vecchio, Lorenzo Cesa invece, sostiene che Montezemolo è una risorsa. Mentre per l’ex Leader della CISL Savino Pezzotta, Montezemolo è l’uomo giusto. Berlusconi osserva. Il PD è distratto. Era inevitabile che vi fossero state reazioni contrastanti, anche perché gli scenari sono tutti aperti e sono legati alle leadership dei due principali partiti.

La perplessità, che è anche una certezza, dal momento che i partiti non ci sono più e ci si organizza intorno a dei Leaders, è che non vi siano molte diversità, almeno nelle politiche. Allora sorge spontanea una domanda: che differenza c’è se scendono in campo due personaggi, imprenditori o manager che siano, come Berlusconi e Montezemolo per i lavoratori, gli impiegati, il ceto medio?



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