Cecilia Francese Sindaco? E’ partita, anzi, ripartita. E’ già pronta

Cecilia Francese è “ri”partita alla Conquista di Battipaglia, e in un’intervista esclusiva parla di Politica, di Bilancio, di Sociale, di Urbanistica, tra i “corteggiamenti” dell’ex Ministro  Mara Carfagna.

Il Movimento Etica per il Buongoverno e Cecilia Francese si sono affermati e consolidati come presenza affidabile, in una realtà politica traballante, incerta, e prigioniera di gruppi di potere che utilizzano i Partiti come Tram.

Cecilia Francese

Cecilia Francese

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

BATTIPAGLIA – Mentre la politica è all’angolo e i due grandi schieramenti di Centro-destra e di Centro-sinistra, per motivi diversi, di ordine nazionale o locale, la società civile a Battipaglia si sta organizzandoe prova ne è la nascita di numerose Associazioni e Movimenti come: quella dell’ex Assessore poi dimissionario dell’ultima Giunta Santomauro, Maurizio Mirra; quella del Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Nobile, Michele Pietrasanta e altri; quella dell’Architetto Nicola Vitolo; dell’Avvocato Carmine Galdi; di Alfonso Esposito con Mariarosa; del Sindacalista Cisl Pietro Ciotti; e la prima, l’inossidabile e onnipresente dal momento della sua costituzione Etica per il Buongoverno di Cecilia Francese.

Il movimento di Cecilia Francese si impose a Battipaglia in occasione delle ultime elezioni amministrative del 2010, e con il suo 17.36 % e 5.758 voti superò ampiamente ogni previsione, e sebbene non raggiunse il ballottaggio, con la sua azione continua e con la tenacia di Cecilia Francese si è affermata e consolidata come presenza affidabile, in una realtà politica traballante, incerta, e prigioniera di gruppi di potere che utilizzano i Partiti come Tram, sempre in movimento, non tanto per quello che avveniva, ma per come i rappresentanti dei partiti trasmigrando in continuazione davano una rappresentazione di se stessi come poco affidabili, consolidando appunto l’azione e il comportamento politico di Etica e della sua fondatrice, che al contrario ha comunicato alla piazza le sue attività anche fuori dai momenti elettorali ufficiali.

Ma Cecilia Francese in questi anni non ha mai smesso di dedicarsi innanzitutto alla sua professione: quella di Medico specialista in endocrinologia e diabetologia, legando la sua attività a studi e successi ma anche ad esperienze e formazioni internazionali, e nonostante tutto il suo serio e costante impegno lavorativo, riesce a dare il meglio di se stessa nei rapporti sociali e politici, eredità forse, ricevuta da suo padre: il mitico “Giulio ‘o Francesemedaglia d’Oro al valor civile e uomo di grande esperienza di vita, rispettato e stimato da tutti i battipagliesi e oltre.

E riconoscendo a Cecilia Francese il suo impegno politico che negli anni ha profuso per la città, indipendentemente poi se è condivisibile o meno, mantenendo la sua barra dritta e non cedendo alle sirene che continuamente venivano dal Centro-destra si è conquistata la stima anche dei suoi avversari e in questi ultimi tempi, il Pressing del PDL-FI e della sua leader provinciale e regionale, l’ex Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, si sta facendo sempre più intenso, per cercare di costruire, in vista delle prossime elezioni amministrative, un’alleanza credibile, appunto, che passerebbe attraverso la coerenza politica della Francese. Ed è proprio sulla base di queste considerazioni che POLITICAdeMENTE le ha chiesto un’intervista esclusiva per ascoltare da lei i percorsi e il futuro del suo movimento.

D – Pare, che il Bilancio, predisposto dall’ex sindaco Giovanni Santomauro e adottato dal Commissario Prefettizio Ruffo sia salvo, grazie al Decreto Salvacomuni, permangono per voi i giudizi negativi che avete espresso nel corso della consiliatura precedente?

R – Io mi chiedo, come ci siamo arrivati e come sia possibile. Avevamo individuato alcuni percorsi, gli stessi che avevamo indicati a Santomauro, pensando che il compito principale fosse quello di ripianare il Bilancio e scongiurare il dissesto finanziario; eravamo preoccupati, indipendentemente dalle scelte politiche e dalle destinazioni progettuali, che si potessero perdere i fondi del Più Europa; Prioritariamente suggerivamo si dovesse intervenire sulla macchina amministrativa per riorganizzarla e ammodellarla; il tutto in un’ottica di collaborazione ma anche di affermazione di principi politici, propri al nostro Movimento.

D – E cosa è cambiato dal Bilancio di Santomauro a quello di Ruffo?

R – E’ stato concesso l’accesso al fondo di rotazione del Decreto Salva Comuni. Non si ha l’idea però di cosa significhi per i battipagliesi in termini economici e di prospettive: Sacrifici. Sacrifici. Sacrifici.

D – Secondo Lei, come ci si è arrivati a questi debiti?

R – Giorno dopo giorno. L’Amministrazione Santomauro ha aggravato la situazione finanziaria con i suoi artifici contabili, che noi, quelle falsità, le abbiamo puntualmente messe in risalto. Ritenevamo che il ripianamento dei conti non potesse avvenire riconoscendo i residui attivi. Si comprendeva essere un trucco contabile, e grazie a quel trucco negli anni vi è stata una moltiplicazione del debito, e conseguentemente, si è alterata la verità e si è contestualmente procrastinato nel tempo gli effetti negativi. Insomma mettere nel bilancio come entrata la somma che si è attribuita al valore della torre piezometrica, ben sapendo che nessuno mai la comprerà e  quindi non si incasserà mai quella cifra, significa deliberatamente moltiplicare il debito, nel momento in cui poi si impegnano negli esercizi succesivi quelle somme.

D – Queste osservazioni sono state recepite?

R – Tutti quei rilievi, che abbiamo avanzato all’Amministrazione Santomauro, poi sono stati girati alla Corte dei Conti, e naturalmente facevamo notare, come poi è avvenuto, che si chiudeva con un disavanzo di 22 milioni di euro.

D – E cosa è successo?

R – Avevamo proposto di discuterlo in Consiglio Comunale, ma non abbiamo potuto, perché nel frattempo è intervenuto l’arresto e poi le cose sono precipitate, fino ad arrivare alle dimissioni in massa dei Consiglieri comunali. Io mi sono dimessa solo dopo, e nelle mani del segretario Comunale. Per evitare il tracollo finanziario avevamo pensato e anche suggerito di vendere alcuni terreni, ma poi tutto è precipitato.

D – Avete poi continuato a discutere con il Commissario Ruffo?

R – Ci abbiamo provato. Ci siamo visti in 3 occasioni, ed in ognuna delle quali abbiamo chiesto vi fosse più presenza, ricordando che una Città come Battipaglia, debba avere più attenzione istituzionale e conseguentemente più presenza. Insomma avevamo chiesto il suo impegno ed avevamo anche offerto il nostro, naturalmente nel rispetto reciproco dei ruoli. Al momento, non c’é stato nessun passo avanti, quindi possiamo dire, a proposito dei rapporti che intratteniamo con lui, che sono formali. Molto formali.

D – nell’ambito dei ruoli istituzionali, in che modo  potevate collaborare?

R – Innanzi tutto intensificando il dialogo, e poi attraverso proposte concrete. E nonostante il deficitcomunicativo, abbiamo sottoposto all’attenzione degli Uffici, alcune proposte, come nell’ultimo caso, quello del Federalismo Demaniale, preoccupati della prossima scadenza del 30 novembre, suggerimento che ricordava anche di non perdere l’occasione.

D – Come?

R – Abbiamo suggerito, così come facemmo all’epoca con Santomauro (2012), alcune cose chiedendo di attivarsi per acquisire al patrimonio comunale: La caserma di via Gonzaga; 2 appartamenti; un Ristorante; un terreno; del valore complessivo di 1 milione e 200mila euro. Quella proposta l’abbiamo reiterata nel tempo e l’abbiamo sottoposta all’attenzione anche del Commissario Ruffo. Siamo al 25 novembre e non sappiamo se sono state azionate tutte le procedure.

D – E oltre al Federalismo demaniale ci sono altri “suggerimenti”?

R – Certo, abbiamo anche indicato come emendare il regolamento del Piano sociale di zona, perché si potesse garantire un ruolo alla Città di Battipaglia, tra lì’altro la più popolosa del Piano stesso, suggerendo di affidare la titolarità per concentrazione ad un dirigente anche attraverso una convenzione esterna. Al contrario a seguito di errori politici dovremo accontentarci di un ruolo subalterno.

D – E riguardo allo Strumento Urbanistico e al PUC?

R – Ebbene, non riusciamo a comprendere l’interesse del Commissario rispetto al PUC e a tutte le vicende che sono legate a doppio filo con il passato recente e con rapporti politici voluti e portati avanti da Santomauro, e ora possiamo dire “completati” dal Commissario, il quale ha avallato sia il lavoro “politico” della Commissione Urbanistica, sia quello dei tecnici che hanno elaborato le linee guida del PUC stesso.

D – Quindi non vi conoscete ne nelle linee guida e ne nel PUC approvato dal Commissario?

R – Assolutamente no. Riteniamo vi sia una continuità inquietante. Noi ci siamo sempre battuti in Consiglio Comunale, e per la verità insieme a noi anche il PDL ha fatto lo stesso, non ritenendo fin dalla prima ora di sedersi in quella Commissione. Ci siamo battuti e ci batteremo contro la cementificazione della Fascia Costiera e delle Zone Agricole, anche e soprattutto pensando alla pericolosità degli effetti che ne emergono, come in questi giorni attraverso i disastri ambientali che naturalmente si potrebbero evitare solo e semplicemente proteggendo il suolo. E a proposito di protezione, nelle Linee guida non si è provveduto al recupero di alcune aree particolarmente degradate, riqualificandole e restituendole alla Città.

D – Questa Città non ha mai brillato per aver coltivato gli interessi pubblici e della collettività.

R – E’ vero. In questa Città prevalgono interessi di pochi e non si comprende come mai i battipagliesi non intervengono nei processi di programmazione del territorio. Non si sono mai sentiti partecipi e non hanno mai ritenuto potessero incidere. Insomma un affare fra pochi. Noi invece riteniamo si debba coinvolgere tutti, indipendentemente dalla loro collocazione, e dei loro interessi, che diventano legittimi nel momento in cui vengono posti alla luce del sole. Con la gestione commissariale c’é stata una regressione.

D – L’altra grande questione è l’ambiente e le questioni legate alle discariche sul territorio.

R – Oggettivamente questa è una questione molto delicata e credo affronterò a parte, specie riguardo al capitolo della salute e ai rischi che si attribuiscono all’aumento  di neoplasie. Al contrario per le altre, noi ci siamo attivati, abbiamo raccolto delle firme e riteniamo si debba innanzitutto verificare se nelle discariche della Castelluccia e di Grataglie siano stato il ricovero di rifiuti tossici e nocivi, e poi procedere al risanamento delle aree, ma anche verificare le responsabilità anche alla luce delle recenti rivelazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone.

D – Altro nodo sono le partecipate.

R – L’obiettivo di Santomauro è stato sempre quello di “liquidare” la Società “Nuova” e attraverso artifici contabili l’ha abbandonata al suo destino, scaricando anche i 46 dipendenti e le loro famiglie. Si sono esternalizzati servizi come i parcheggi e la manutenzione nella volontà cinica di “eliminarla“. Recentemente abbiamo raccolto 500 firme, per chiedere di affidare alla Società “Nuova” della pubblica illuminazione, atteso che si è provveduto ad esperire una gara, aggiudicata o meno che sia, affidando ad una ditta il servizio per un importo di 1 milione di euro all’anno per 15 anni. All’epoca “Alba Nuova” proponeva lo stesso servizio, ma per un numero di anni inferiore. Anche su questa vicenda riscontriamo un’inquietante continuità con le decisioni assunte dall’Amministrazione Santomauro.

D – E rispetto alla riconferma di santese?

R – Sarebbe stato opportuno, approfittare della nomina di Vito Santese, per operare una decisione che riguardasse, nella sua complessità, un riordino generale rispetto anche agli altri incarichi.

D – Insomma, rispetto ad ogni cosa lei rivede una continuità, tra l’azione del Commissario e quella di Santomauro?

R – I citato solo i fatti, alcuni fatti, aggiungendovi anche la vicenda del collettore fognario che si andrebbe ad immettere su quello di Bellizzi, che a sua volta si immetterebbe nel depuratore di Salerno, quando quel collettore si farà. Le perplessità riguardano anche l’inacrico di affidamento diretto all’Ing. Andrea Cioffi, con l’artificio di spezzettare l’incarico per farlo rientrare nei 40.000 euro. Sistema furbesco per aggirare le regole e con questo sistema da Salerno a Battipaglia l’incarico è stato affidato allo stesso professionista. Ed anche quì abbiamo fatto rilevare che la cifra progettuale non comprendeva e non comprende la Direzione dei lavori ed altri oneri.

D – Quali erano nello specifico i vostri rilievi?

R – Ritenevamo e riteniamo che quel progetto non arreca al servizio nessuna efficacia. E’ un progetto che non potrà funzionare fino a che non si realizzerà il collettore che da Bellizzi va a Salerno. Si poteva fare meglio e spendendo anche di meno allacciandoci al depuratore nella Zona Industriale Eboli-Battipaglia, risolvendo immediatamente il problema  e ottenendo il beneficio diretto di non inquinare il nostro mare.

D – Passiamo alla Politica, quali sono i rapporti con i Partiti sia di centrodestra che di centrosinistra?

R – Premesso che stiamo sempre in trincea, devo dire che non abbiamo mai smesso di avere rapporti con i cittadini, in uno scambio di diritti e di doveri, e nello stesso tempo abbiamo dialogato con tutti. Non ci siamo mai tirati indietro dalla sinistra alla destra.

D – Quindi non ha nessuna particolare preferenza?

R – Assolutamente no, anzi se è risultato sempre più complicato dialogare con il PD, non è stato difficile con gli altri. In ogni caso negli incontri abbiamo sottolineato sempre di anteporre i programmi agli accordi. in ogni caso saremo intransigenti sulle persone che per noi devono essere di una specchiata onestà. Bocceremo senza mezzi termini quelli che si muovono con disinvoltura tra i partiti e tra gli schieramenti. Intendiamo impostare in questo modo la nostra azione.

D – Ma ha più affinità con il centrodestra o con il centrosinistra?

R – No. Non credo si possa avere affinità preconcette. Si può essere d’accordo o non condividere, indipendentemente dalle posizioni politiche che si assumono. Una cosa è certa: mi aspetto più dialogo, e con il dialogo si arriva anche a convergere significativamente.

D – Ipotizziamo un dopo elezione ed una Cecilia Francese Sindaco, come si muoverebbe?

R – Uccidiamo prima l’Orso, poi vediamo cosa farne della pelle. In ogni caso, se si ha un’idea di come si vuole lo sviluppo della Città, si deve anche avere motivazioni forti, e necessariamente si ha bisogno di un team forte che condivida le motivazioni, capace e dedito al lavoro, responsabile, e soprattutto leali e onesti. Non mi farei scrupolo nella fase eletorale di indicare anche una parte degli assessori, così come gli stessi assessori devono avere la certezza della continuità, per consentire loro di impostare un lavoro e poter raggiungere obiettivi a breve, medio e lungo termine. E ipotizzando sempre di essere eletta Sindaco, azioneremo tutti i meccanismi per rendere  le Giunte e quindi i provvedimenti, aperti al dialogo e trasparenti nei percorsi.

Questa intervista è stata tratta il giorno prima della conferenza stampa tenuta da Cecilia Francese nella sede di Etica per il Buongoverno.

Battipaglia, 3 dicembre 2013

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4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Etica del Buon Cemento continua a mistificare la realtà: tanto fumo mentre l’arrosto è costituito dai vari costruttori e dal demiurgo che guida la reale linea politica. Alla faccia del bene comune!

  2. Battipaglia è una città di centro destra ma la Francese sta costruendo e lavorando bene… con liste civiche di appoggio sarà la vera sorpresa tra l’accozzaglia rimasta.

  3. Infatti, costruendo è proprio la parola adatta! Ha fior fiori di ingegneri ed archistar a “lavorare”, per il bene comune ovviamente! Ma fatemi il favore!

  4. Cara Cecilia,
    ormai da oltre un quindicennio vivo a Battipaglia ed i miei figli vivono intensamente il sociale cittadino, ci conosciamo bene perchè in più di una occasione nel passato ci siamo serenamente confrontati su temi importanti dello sviluppo del territorio in senso ampio.
    Scusami se mi permetto, ma devo farti un appunto.
    Va bene che si inizi a valutare le ipotesi per impegnarsi nella prossima tornata elettorale, ma credo che “forse” in questo momento occorra preliminarmente focalizzare l’attenzione su quanto il commissario stia facendo e mi riferisco al PUC. Strumento importantissimo per lo sviluppo socio-economico-territoriale di una cittadina importante e collocata in un area strategica del mezzogiorno. (Credo che lo è già stato, come la storia ci insegna, ma lo dovrà essere in futuro). Oggi in questo preciso momento, per il bene del nostro territorio, dobbiamo lasciare a casa i nostri buoni propositi per la prossima campagna elettorale, via i personalismi, abbandoniamo l’idea di farci assistere dai mammasantissima di turno per trovare una collocazione sterile, incontratevi tra chi, nel territorio battipagliese ha ambizioni e passione politica ed unitevi al fine di “combattere pacificamente” chi in questo momento amministra ed ha la sola visione “amministrativa e non politica”, del commissario, attenzione,non è una colpa, lo stesso risponde “rigidamente” al suo mandato. Bhè qui si decide il futuro dei nostri figli e dunque, ciò che si stà verificando in questi giorni con l’affannata e determinata volontà di dover a tutti i costi provvedere a dare inizio alle varie fasi per l’approvazione definitiva del PUC è un errore che pagheremo a caro prezzo. Vi sono già stati dei tentativi fatti intelligentemente da altri nobili uomini di Battipaglia, con lettere ed articoli sui giornali, ma sono rimaste singole gocce in un mare immenso. Allora tutti insieme, unitevi perchè solo così, formerete un torrente in piena, che già alla vista fa paura e crea disagio e tensione. Infine concludo rispondendo a qualcuno che dirà, bhè se sarò SINDACO, annullerò tutto quello che è stato fatto dal commissario e ripartirò da zero. Un altro errore, sarà solo una perdita di tempo, per le lungaggini burocratiche e la perdita di occasioni per il nostro territorio.

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