Primarie PD a Salerno e i quattro cantoni: Il “rinnovamento” della “tradizione”

Con Renzi a Salerno c’è il figlio di De Luca e a Battipaglia la figlia del Sindaco di Fisciano Amabile. I cuperliani non sono da meno e candidando il figlio dell’ex Ministro Conte pareggiano il conto.

Ecco tutto l’elenco completo dei candidati delegati al Congresso nazionale per le primarie dell’8 dicembre. A dare una mano a Cuperlo già perdente in provincia ci pensa Matteo Orfini: E’ così famoso che dovranno spiegare prima chi è.

Candidati-congresso-PD-Provincia-Salerno-dalla-Città-di-Salerno.

Candidati-congresso-PD-Provincia-Salerno-dalla-Città-di-Salerno.

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

SALERNO – Si potrebbe dire: UN RINNOVAMENTO NELLA TRADIZIONE; e si potrebbe aggiungere anche “il lupo perde il pelo ma non il vizio“. E quando parliamo di “pelo” e di “vizio“, naturalmente ci riferiamo ai genitori, che quel “pelo” ce l’hanno duro, ispido e resistente, così come hanno anche i “vizi”, rispetto alla loro ossessiva ed ossessionante partecipazione alla vita politica, marcando da oltre un quarantennio il proscenio, con la loro presenza ormai divenuta ingombrante per se stessi e per i loro figli, che al contrario delle critiche hanno tutto il diritto di interessarsi di politica e di partecipare attivamente alla politica.

E’ ovvio però che ci chiederemmo: sarebbero stati candidati come capilista e in ruoli di primo piano bypassando le varie tappe alle quali, al contrario altri giovani devono necessariamente osservare, come daltronde hanno fatto gli stessi genitori?

Gianni-Cuperlo-Matteo-Renzi-Pippo-Civati

Gianni-Cuperlo-Matteo-Renzi-Pippo-Civati

La risposta la daranno i lettori, sarà esplicita, silenziosa, di convenienza, in ogni caso sarà una risposta, che accetteremo, anche perché è proprio così che ormai vanno le cose in Italia, ed è forse meglio piuttosto che staffettare ruoli di primissimo piano con segretarie, fidanzate, mogli, fratelli, amanti, servi, nani e ballerine, ma nello stesso tempo, adottando queste modalità, è forse anche peggio, perché poi gli elettori si rompono gli zebedei e poi succede che arriva un altro (Grillo), che già non ha mostrato molta dimestichezza con la democrazia, il quale però per quelle cose sbagliate, ha raccolto la protesta e l’ha indirizzata verso un baratro senza uscita, ma che nello stesso tempo per il momento ha rappresentato un deterrente, che unito allo schifo che stiamo assistendo a tutti quei milioni di euro trattati ad uso familiare dalla Lega Nord, che pure si erano eretti a difensori della legalità ed avevano assunto quello dei censori, è stato un freno che ci dà una seppur debole speranza che si può fare ancora qualche cosa per cambiare marcia.

Piero-De-Luca

Piero-De-Luca

Solo un anno  fa le posizioni dei padri erano proprio il contrario di quelle di oggi. Infatti l’ex Ministro Carmelo Conte soteneva Matteo Renzi, e Vincenzo De Luca invece, con il suo consenso “bulgaro” di “capobastone“, che che ne dice Massimo D’Alema, sosteneva Bersani e tutti quelli che ci sono oggi dietro Cuperlo. Bel modo di mostrare la coerenza politica e naturalmente la sfida che dovrebbe essere di rinnovamento vero sia nei modi che nelle forme, diventa solo una presa er i fondelli.

Questi posizionamenti somigliano sempre più ad una battaglia di affermazione tra persone e tra gruppi di potere che oggi mostrano le loro facce migliori: i propri figli; lanciandoli in una lotta senza quartiere nel gioco dei quattro cantoni, interpetrando oggi questa e domani quella postazione o “sensibilità” o “area“, come si chiamano oggi le correnti e le lobbyes, e trovarsi però sempre nel quadrante.

Tornando ai figli e ai padri, se i secondi sono talmente impegnati, perché ossessionati, dal voler partecipare ed essere i primi e finanche quando vanno ad un funerale vorrebbero fare il morto per conquistare l’attenzione, i primi, vivendo in un ambiente nel quale al primo posto c’é solo la politica, ed avendone assimilato, modi e comportamenti osservando i genitori, è ovvio che si sentono “autorizzati” ad aspirare a posizioni avanzate, non rendendosi conto che spesso vengono accettati solo perché sono “figli dei padri”. Purtroppo però di loro non si ricorda nessun particolare impegno o vocazione politica nel loro percorso personale, che li conduca all’assunzione di responsabilità superiori, se non appunto quell’appartenenza e quella vicinanza, per certi versi ingombrante perché riconducibile ai loro genitori.

Federico Conte

Federico Conte

Tutto questo accade nel Partito Democratico, ma pensandoci bene accade anche negli altri partiti, da quelli piccoli a quelli più grandi e così per un motivo e per un altro nei momenti opportuni ci troviamo sempre i cuccioli di Dinosauri e se ieri magari è toccato a Simone Valiante e Giuseppe De Mita, l’altro ieri è toccato a Guglielmo Scarlato e a Ivo Russo, e così è successo negli anni addietro a tutti i livelli per i figlio di Fanfani, di Cossiga o di Segni o del più longevo (politicamente parlando) dei figli, Giorgio La Malfa. Ormai è una prassi e quindi alla pari degli “usi e consuetutini“, rientrerebbero anche nelle interpretazioni legislative e quindi giustificabili.

Il rinnovamento passa “dai figli dei padri” ed è basato solo sui nomi essendo i cognomi sempre gli stessi, allora stiamo messi proprio male, e si vanifica ogni tentativo di contrastare il centrodestra o il PDL o per ultimo/primo Forza Italia, impostati tutti sulla referenza e sui rapporti piuttosto che sull’impegno e naturalmente senza per questo sminuire coloro i quali poi materialmente ne beneficiano da queste relazioni “particolari“, ed è così anche per i tre figli d’arte che capeggiano le liste dei candidati all’assemblea nazionali del Partito Democratico che domenica 8 dicembre, grazie alle loro posizioni saranno eletti. E così sarà per: il figlio del Sindaco di Salerno Piero De Luca (capolista nella circoscrizione Salerno in quota Matteo Renzi); il figlio dell’ex Ministro delle Aree Urbane Federico Conte, e genero dell’ex Presidente della Provincia di Salerno, già Europarlamentare ed ex Senatore Alfonso Andria, capolista nella circoscrizione Battipaglia in quota Gianni Cuperlo, la figlia del Sindaco di Fisciano Titti Amabile, nella lista di Matteo Renzi a Battipaglia.

Titti-Amabile-Matteo-Renzi.

Titti-Amabile-Matteo-Renzi.

E’ chiaro che i figli non c’entrano proprio niente con i Padri e così è, e indipendentemente dalle considerazioni che si sono avanzate si può dire solo che loro sono bravi, disinvolti e se: di Titti Amabile dal suo profilo Facebook, si sa che lavora nello Studio legale del Padre; di Piero De Luca si sa che è avvocato alla Corte di Giustizia europea; mentre Federico Conte è avvocato, ed è anche bravo, si distinse particolarmente nella difesa appassionata del padre in un processo assurdo durato 20 anni, ed è maturato proprio in un momento difficile della sua vita.

Occupano i primi posti nelle liste a sostegno di Renzi e di Cuperlo senza magari aver scalato ad uno ad uno tutti quei gradini che rappresentano la carriera dei politici? E allora? Ma se poi si accetta anche Matteo Orfini, con la scusa di dare una mano a Salerno ritenendola persa, allora è il massimo. Chi ha pensato di candidarlo dovrà prima spiegare chi è, poi dire che fa e che ha fatto, e in seguito spiegare che è uno a cui è stato regalato un posto in Parlamento come un bel pò di persone, che nulla hanno a che fare con la politica se non con le segreterie. Se accade tutto questo allora il problema è del resto dei candidati, di quelli che li seguono e che accettano tutto questo, se lo hanno accettato è una scelta o forse magari si è abbozzato solo perché nemmeno loro meritavano quelle piazze? D’altra parte anche le due giovani Deputate elette per conto terzi, non avevano fatto gran che per meritarsi di essere incluse nella lista delle primarie parlamentarie e di rappresentare poi le donne o i territori dalle quali provenivano, e anche loro sono capolista. Ma ormai lo scontro è partito e dietro i figli si combattono compiaciuti i padri.

Poichè pur volendo, oltre a non partecipare alle primarie, se non si condivide l’impostazione, possiamo sperare solo che con il “rinnovamento della tradizione” si compia un miracolo: quello di trasformare i “Cuccioli di Dinosauri” in puledri di cavalli di razza, eleganti, belli e nobili, che non scalpitino nei box e all’occorrenza diventino anche cavalli di traino dell’Omnibus della politica.

Salerno, 01 dicembre 2013

Il presente articolo è proprietà intellettuale di POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese ed è vietata la riproduzione, tranne se con un Link di riferimento.

45 total pingbacks on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2023 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente